Le corporazioni sono una creatura del regime fascista.
Hanno un senso quando uno stato totalitario riesce a coordinarle sotto la propria guida, con l'intento di superare in qualche modo la lotta di classe unendo lavoratori e padroni per perseguire lo scopo di raggiungere i migliori obiettivi economici per il Paese.
Quando le corporazioni, in ordine sparso, perseguono i loro interessi a scapito della collettività, i danni cominciano ad essere rilevanti.
Oggi il popolo, quando compra casa deve pagare una pesantissima tassa alla corporazione dei notai.
Quando vende o compra un auto deve pagare una pesante tassa all'ACI.
Per decenni e decenni diversi monopoli hanno letteralmente strangolato la gente.
L'Italia è il paese delle rendite di posizione corporative.
Per questo siamo un paese dallo sviluppo bloccato.
Però non bisogna confondere corporazioni o consorterie con i sindacati o qualsiasi forma di organizzazione di categoria,
Negli USA le lobby hanno un ruolo riconosciuto. A me fa orrore. Ma se tenere le lobby fuori dalla porta le fa rientrare dalla finestra, anche con “sostegni” oscuri, non è positivo.
Non so come si possano risolvere questi problemi.
Ma criminalizzare il posizionamento politico, come se la politica fosse criminalità, mi sembra pericoloso, è un modo per delegittimare la politica, lasciando spazio ad altro.