Mari'
Utente di lunga data
Tutti in piedi con le agende rosse
Così i magistrati ricordano Borsellino
Manifestazione al palazzo di giustizia per ricordare la strage di via Mariano D'Amelio e il mistero del diario del magistrato. L'agenda piena di appunti non è mai stata ritrovata
I manifestanti davanti al palazzo di giustizia di Palermo
Tutti in piedi, ognuno con un'agenda rossa tra le mani, nel ricordo di Paolo Borsellino e del suo diario di appunti misteriosamente sparito il giorno del suo assassinio. Così, nell'aula magna del palazzo di giustizia di Palermo si è aperta l'iniziativa con cui la sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati commemora il giudice ucciso 18 anni fa nella strage di via D'Amelio assieme a cinque agenti della sua scorta.
L'aula si è riempita di gente, in gran parte esponenti e simpatizzanti del comitato "Scorta civica" che ha organizzato anche un presidio davanti al palazzo di giustizia, esponendo come simbolo proprio l'agenda rossa di Borsellino fatta sparire subito dopo l'eccidio.
Al presidio hanno preso parte gruppi e associazioni provenienti da tutta Italia che hanno sventolato le agende rosse anche per strada, davanti al palazzo di giustizia. Numerosi gli striscioni esposti a sostegno dei magistrati della Procura. Su uno di questi è scritto a caratteri cubitali: "Con voi contro la mafia". I manifestanti hanno indossato la maglietta con le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e la scritta "Verità e Giustizia".
"Ricordare Paolo è sempre un'emozione ma questo anniversario è diverso dagli altri soprattutto perché dopo quasi 20 anni dalla strage di via D'Amelio sono emersi squarci di verità e di luce nelle indagini della Procura di Caltanissetta dove stanno emergendo dei fatti che immediatamente dopo all'eccidio sentivamo nell'aria, ma che solo oggi sembrano diventare più concreti.
Fatti agghiaccianti e inquietanti e mi riferisco al contributo fornito da Gaspare Spatuzza e da Massimo Ciancimino. Che qualcosa sia cambiato ce lo dimostra anche il fatto che la commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia si sta occupando della strage di via D'Amelio e la sua recente relazione è la prova che le istituzioni stanno facendo dei passi importanti in direzione delle verità". Lo ha detto il procuratore Antonio Ingroia.
Gli fa eco Nino di Matteo: "Abbiamo bisogno del coraggio di Paolo Borsellino, del suo rifuggire da comportamenti diplomatici. Dobbiamo trovare la forza di resistere all'evidente tentativo di ridimensionamento della nostra categoria che proviene da una parte preponderante della classe politica del nostro paese. Dobbiamo resistere - ha aggiunto il presidente dell'Anm di Palermo - al sottile tarlo della burocratizzazione del nostro ruolo, impedendo che le polemiche e la deleggittimazione sortiscano i loro effetti. Borsellino era veramente indipendente rispetto a ogni condizionamento".
Secondo Rita Borsellino, la sorella del giudice trucidato "L'attuale momento è peggiore del
'92. Allora sapevano chi erano gli amici e chi i nemici. Con tutti i limiti del caso, si sapeva a chi affidare la propria fiducia. Oggi non è più così. Sappiamo che non possiamo fidarci praticamente di nessuno. Per anni ci sono state dette bugie proposte come verità. Oggi sappiamo che non c'è verità. Finora sono emersi coriandoli di verità, ma siam ben lontani da essa. Così, la caparbietà dei magistrati che continuano a cercare la verità dei fatti, che può essere una sola non tante, è il modo più bello per raccogliere l'eredità di Paolo"

(17 luglio 2010)
http://palermo.repubblica.it/cronac...os_i_magistrati_ricordano_borsellino-5643214/
... e fin qui totto OK.
Questo e' un paese di merda
guardate cosa hanno fatto alle statue di Falcone e Borsellino
http://palermo.repubblica.it/cronac..._le_statue_di_falcone_e_borsellino-5644227/1/
Così i magistrati ricordano Borsellino
Manifestazione al palazzo di giustizia per ricordare la strage di via Mariano D'Amelio e il mistero del diario del magistrato. L'agenda piena di appunti non è mai stata ritrovata
Tutti in piedi, ognuno con un'agenda rossa tra le mani, nel ricordo di Paolo Borsellino e del suo diario di appunti misteriosamente sparito il giorno del suo assassinio. Così, nell'aula magna del palazzo di giustizia di Palermo si è aperta l'iniziativa con cui la sezione distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati commemora il giudice ucciso 18 anni fa nella strage di via D'Amelio assieme a cinque agenti della sua scorta.
L'aula si è riempita di gente, in gran parte esponenti e simpatizzanti del comitato "Scorta civica" che ha organizzato anche un presidio davanti al palazzo di giustizia, esponendo come simbolo proprio l'agenda rossa di Borsellino fatta sparire subito dopo l'eccidio.
Al presidio hanno preso parte gruppi e associazioni provenienti da tutta Italia che hanno sventolato le agende rosse anche per strada, davanti al palazzo di giustizia. Numerosi gli striscioni esposti a sostegno dei magistrati della Procura. Su uno di questi è scritto a caratteri cubitali: "Con voi contro la mafia". I manifestanti hanno indossato la maglietta con le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e la scritta "Verità e Giustizia".
"Ricordare Paolo è sempre un'emozione ma questo anniversario è diverso dagli altri soprattutto perché dopo quasi 20 anni dalla strage di via D'Amelio sono emersi squarci di verità e di luce nelle indagini della Procura di Caltanissetta dove stanno emergendo dei fatti che immediatamente dopo all'eccidio sentivamo nell'aria, ma che solo oggi sembrano diventare più concreti.
Fatti agghiaccianti e inquietanti e mi riferisco al contributo fornito da Gaspare Spatuzza e da Massimo Ciancimino. Che qualcosa sia cambiato ce lo dimostra anche il fatto che la commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia si sta occupando della strage di via D'Amelio e la sua recente relazione è la prova che le istituzioni stanno facendo dei passi importanti in direzione delle verità". Lo ha detto il procuratore Antonio Ingroia.
Gli fa eco Nino di Matteo: "Abbiamo bisogno del coraggio di Paolo Borsellino, del suo rifuggire da comportamenti diplomatici. Dobbiamo trovare la forza di resistere all'evidente tentativo di ridimensionamento della nostra categoria che proviene da una parte preponderante della classe politica del nostro paese. Dobbiamo resistere - ha aggiunto il presidente dell'Anm di Palermo - al sottile tarlo della burocratizzazione del nostro ruolo, impedendo che le polemiche e la deleggittimazione sortiscano i loro effetti. Borsellino era veramente indipendente rispetto a ogni condizionamento".
Secondo Rita Borsellino, la sorella del giudice trucidato "L'attuale momento è peggiore del
'92. Allora sapevano chi erano gli amici e chi i nemici. Con tutti i limiti del caso, si sapeva a chi affidare la propria fiducia. Oggi non è più così. Sappiamo che non possiamo fidarci praticamente di nessuno. Per anni ci sono state dette bugie proposte come verità. Oggi sappiamo che non c'è verità. Finora sono emersi coriandoli di verità, ma siam ben lontani da essa. Così, la caparbietà dei magistrati che continuano a cercare la verità dei fatti, che può essere una sola non tante, è il modo più bello per raccogliere l'eredità di Paolo"

(17 luglio 2010)
http://palermo.repubblica.it/cronac...os_i_magistrati_ricordano_borsellino-5643214/
... e fin qui totto OK.
Questo e' un paese di merda
http://palermo.repubblica.it/cronac..._le_statue_di_falcone_e_borsellino-5644227/1/