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Old zulu66
Guest
Certo, purtroppo il problema della privacy, pettegolezzi, figure (anche se tu non hai colpa) lo capisco ed è forte...
Guarda che i dislessici sanno, cosa significa dislessia... e la tua non lo è. A me sembra ignoranza.
La mia sensazione è stata di leggere una lettera di una straniera. Magari persa come insegnante ci può aiutare a capire'Angelo... qua la mano!!!![]()
ciao non sei sola , sei in buona compagnia ! Sei mesi di matrimonio, prendo il suo cellulare il giorno 27/12 , per mandare un sms ad un amica che ci aveva inviato a passare capodanno a casa sua, mai preso il suo cellulare , ma avevo finito il credito e non ero riuscita a ricaricare , vado in sms inviati per rispondere e vedo un sms inviato ad una certa EVA , data di invio 19/12 che diceva : vorrei farti gli auguri davanti a qualcosa da bere sei una donna davvero speciale!
Lo scavento dal letto e amette, amette che ci ha provato ma che lei non ha risposto e che non è successo niente altro.
Mi sa che io son fregata vedo che tutti ti consolano dicendo hai 29 anni , sei giovane , io ne ho quasi 41 lui 47. Storia d'amore da film due singoli che anno vissuto la propria vita e che miracolosamente si incontrano e dopo due anni si sposano. Coppia invidiatissima da tutti , amicizia, complicità sesso, tutto perfetto , la sera prima mi aveva detto che con me avvertivà un senso di pienezza. Insomma ................
Per me non è dislessiaLa mia sensazione è stata di leggere una lettera di una straniera. Magari persa come insegnante ci può aiutare a capire'
Non ci fidiamo più... Troppe fregature.Per me non è dislessia![]()
Ci stavo pensando l'altro giorno.Ha senso il matrimonio oggi?
Si.
Come istituzione "che getta le basi" parafrasando Mann, è secondo me ancora assolutamente valida ed attuale
E' il sesso che complica molto la cosa.
E' la variante impazzita.
Sulla quale taccio perchè ci sono senz,altro utenti molto più autorevoli di me sull'argomento.
Ci stavo pensando l'altro giorno.
Secondo me il vero problema della crisi odierna del matrimonio ha origine non nel sesso, ma nella diffusione della contraccezione chimica e delle idee del femminismo sessantottino.
Ma pure io taccio perché è un argomento complesso.
P.S. Ma non abbiamo sbagliato thread?
Avevo letto frettolosamente e l'avatar colorato (che non avevo guardato) mi aveva fatto pensare a Minerva ed ero perplessa e aspettavo qualche ulteriore spiegazione che desse un senso a certe affermazioni sconcertanti ...ma è di Giobbe e mi stupisco meno...Ci stavo pensando l'altro giorno.
Secondo me il vero problema della crisi odierna del matrimonio ha origine non nel sesso, ma nella diffusione della contraccezione chimica e delle idee del femminismo sessantottino.
Ma pure io taccio perché è un argomento complesso.
P.S. Ma non abbiamo sbagliato thread?
Il problema non è il tradimento, ma la sfiducia nei confronti del matrimonio.Avevo letto frettolosamente e l'avatar colorato (che non avevo guardato) mi aveva fatto pensare a Minerva ed ero perplessa e aspettavo qualche ulteriore spiegazione che desse un senso a certe affermazioni sconcertanti ...ma è di Giobbe e mi stupisco meno...![]()
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Ma che stai a di'? Perché prima della pillola non tradiva nessuno?![]()
Chiunque abbia scritto quest'articolo di femminismo non sa assolutamente nulla (ne ho appena scritto in privé).Il problema non è il tradimento, ma la sfiducia nei confronti del matrimonio.
Ti riporto un pezzo di un articolo.
Tutto cambia negli anni Sessanta del Novecento, con l’affermazione di una rivoluzione nei comportamenti sessuali che era già in atto – ma solo per alcune minoranze – dal secolo precedente, e che ora, invece, può diventare di massa grazie alla diffusione degli anticoncezionali chimici. Da allora si è così progressivamente affermato, nelle società occidentali, un femminismo che di fatto tende a legare la libertà e la realizzazione delle donne al rifiuto della maternità e di tutte quelle attività di cura tipiche del ruolo femminile, e che predica una virtuale trasformazione dell’identità femminile nel senso di una sempre maggiore somiglianza con quella maschile. Ma, da qualche anno, questo modello di liberazione della donna, sostenuto dal femminismo radicale degli anni Sessanta – il femminismo della liberazione della donna – sembra mostrare numerose crepe, con due effetti, in particolare: il crollo demografico delle società occidentali – il cui effetto è un aumento crescente dell’immigrazione – e la procreazione medicalmente assistita, che è l’altra faccia del controllo delle nascite e che provoca gravi e inquietanti problemi etici. Queste nuove situazioni sono una spia significativa dei profondi disagi prodotti dalla nuova condizione di donna emancipata, dalle ragazze che muoiono di anoressia a quelle che vengono costrette, dalla pressione dei coetanei, a comportamenti sessuali umilianti e poco soddisfacenti. Più grave di tutto, naturalmente, è però la difficoltà delle donne a realizzarsi come madri.
Il modello di liberazione della donna sostenuto dal femminismo radicale – che influenza largamente il femminismo occidentale traformandosi quasi ovunque in principi legislativi – è quindi, oggi, all’origine di gravi problemi sociali e culturali. In questo momento, in cui cominciano, sebbene ancora poco ascoltate, ad alzarsi voci critiche interne anche a questo femminismo, la Chiesa sembra svolgere sempre di più un ruolo di difesa della specificità femminile di cui non si può sottovalutare l’importanza.
La continuità con cui il mondo cattolico, religioso e laico, nel corso dell’ultimo secolo, ha sempre difeso un modello di emancipazione che non implicasse l’esclusione della maternità, e che quindi salvasse la specificità femminile, è stata criticata per decenni, ma adesso comincia a essere letta in modo nuovo: non più come una reazionaria difesa del passato, ma piuttosto come previdente preoccupazione per un futuro che – ancora una volta in nome di una utopia dell’uguaglianza – vuole tutti trasformati in individui “neutri”, che dovrebbero dimenticare la loro differenza sessuale biologica e dovrebbero essere orientati, al contrario, verso un modello di vita di tipo maschile, più funzionale a una società che ha interesse a cancellare e sottoporre ogni cosa e ogni persona a principi di efficienza di natura sostanzialmente economica.
La pillola ha svincolato il sesso dall'atto riproduttivo.
Attraverso la pillola la donna diventa "simile" all'uomo, ma perde la sua identità.
Sono un po' stanco e non sono molto lucido adesso, ma ci penso con calma e poi mi spiego meglio.
Chiunque abbia scritto quest'articolo di femminismo non sa assolutamente nulla (ne ho appena scritto in privé).
E per quanto riguarda l'analisi storica che considera la legislazione e la cultura attuali prodotto del femminismo è davvero risibile, quasi quanto le affermazioni del Silvio quando parla delle sinistre che hanno governato e deciso nel dopoguerra in questo Paese (quando?) o delle accuse di opposizione al progresso nei confronti dei parlamentari europei che hanno votato contro l'abolizione in pratica dei limiti nell'orario di lavoro settimanale.![]()
Però si sa che se una falsità viene ben confezionata può apparire verità.
Il primo pensiero è stato "basta vedere il marito" poi ho pensato al mio...Si tratta di un convegno.
http://www.fondazione-rebecchini.it/detail_evento.asp?idEvento=37
L'autrice è Lucetta Scaraffia, storica e giornalista.
Si è occupata di storia delle donne e storia religiosa.
È la moglie di Ernesto Galli della Loggia.
Non è neppure cattolica, perché ho letto su Wikipedia che si è convertita all'ebraismo.
La legge sull'aborto non è frutto del femminismo?
Hai ricordato tu il significato dello slogan "L'utero è mio e lo gestisco io".
Una affermazione vicina alla "teoria del gender" l'ho sentita fare poco tempo fa da MK2 su questo forum. Comunque è entrata, in qualche modo, a far parte della nostra cultura.
“Teoria del gender”: non esistono vere differenze tra le donne e gli uomini: il differente ruolo delle donne sarebbe solo una costruzione culturale e dunque le donne possono diventare come gli uomini.
Benvenuta Carla.
Adesso soffri parecchio, ma ti assicuro che col tempo tutto passa.
Sarà l'anno nuovo, ma mi è venuta un'idea balzana. Secondo me devi fare così:
- Perdonare tuo marito.
- Obbligarlo a fare un'assicurazione sulla vita con te unica beneficiaria.
- Farti dare da lui 5000 euro per pagare un investigatore privato in caso di un eventuale futuro sospetto di tradimento.
Poi gli dici che se in futuro ti tradirà ancora, non ce la farai a passare un'altra volta per questo grande dolore e potrebbe capitargli improvvisamente un incidente (a buon intenditor, poche parole).
Tu ti sentirai più tranquilla.
Lui si sentirà meglio perché avrà in parte “pagato” il suo errore.
Tra 10 anni, con gli interessi maturati sui 5000 euro, farete una nuova luna di miele.
Nell'ipotesi che lui ti tradisca ancora (ma non credo che lo farà) chiaramente non devi ammazzarlo, ma dargli un calcio nel sedere, prendere un avvocato donna e rovinarlo economicamente.
.Teoria del gender”: non esistono vere differenze tra le donne e gli uomini: il differente ruolo delle donne sarebbe solo una costruzione culturale e dunque le donne possono diventare come gli uomini
Però si sa che se una falsità viene ben confezionata può apparire verità.
Non è vero che le donne e gli uomini sono uguali. E' vero che le donne ricoprono ruoli imposti dagli uomini. Sono le prime a farlo, sbagliando secondo me.Una affermazione vicina alla "teoria del gender" l'ho sentita fare poco tempo fa da MK2 su questo forum. Comunque è entrata, in qualche modo, a far parte della nostra cultura.
“Teoria del gender”: non esistono vere differenze tra le donne e gli uomini: il differente ruolo delle donne sarebbe solo una costruzione culturale e dunque le donne possono diventare come gli uomini.
Non è vero che le donne e gli uomini sono uguali. E' vero che le donne ricoprono ruoli imposti dagli uomini. Sono le prime a farlo, sbagliando secondo me.
Giobbino... dieci anni tra convivenza e matrimonio... quello che è fuggito è stato lui...Hai detto tu che una bambina si torna una donna per come viene educata fin da bambina.
A me tu sembri il tipico esempio di una donna che, per influenze culturali, ha una visione della sessualità simile a quella di un uomo.
Sarai giovane dentro, ma la tua visione mi sembra simile a quella di un ragazzo diciottenne che ha paura di impegnarsi e fugge dai legami duraturi.
Anzi più che diciottenne direi venticinquenne perché anticamente ci volevano 18 anni per fare un uomo ma adesso ce ne vogliono 30!![]()
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