tu dici??mah a me pare di aver capito benissimo invece...
la parola "sacrificio" non esiste sul TUO vocabolario evidentemente, dato che c'e' spazio solo per il tuo io......
da perfetto egoista un tantinello immaturo aggiungo e m'induci anche delle considerazioni:
1)il sacrificarsi,inteso come rinuncia postuma, rispetto ad un percorso altro che si era gia' iniziato, come nel tuo esempio,
indica una non conoscenza di se stessi cosi' macroscopica che potremmo attribuire, per salvarci, ad un trauma sopraggiunto....cioe' a seguito di un incidente ti risvegli dal coma e t'assale la voglia irrefrenabile di filmare trichechi in Alaska, quando magari eri un addetto all'archivio o impiegato alle Poste (senza nulla togliere vero...
) e pianti baracca e burattini per appagare il tuo individualismo e non frustrarti;
2)ma se la crescita consiste in aggiunte non autoescludenti, si puo' vedere se si possono mediare queste aggiuntive esigenze con il gia' esistente, riducendo il peso all'io insoddisfatto appagato parzialmente e non costituendo piu' un mero sacrificio;
cioe' riassumendo... se non hai costruito un kazzo di importante, lo molli perche' appunto gli dai un valore nullo, (solo che io voglio essere conscio della tua normale capacita' valutativa in questo caso), ma se invece hai costruito cosine importanti, devi mettere sul piatto della bilancia cose consistenti ed operare scelte conseguenziali e molto poco superficiali......