hammer
Utente di lunga data
Non entrerei a prendere un caffè in un bar di CasaPound, così come eviterei quello di un centro sociale.Viviamo in un tempo in cui ogni esperienza umana, dalla politica al tradimento, dalla sanità alla scuola, viene vista solo come occasione per prevalere sui social. E per prevalere sono utili le questioni insignificanti per sentito dire.
Esemplifico: “siete solo saponette mancate” o altre frasi simili, le ho già sentite quando la guerra è la Shoah erano molto più vicine. Ma ogni fenomeno va quantificato e, se basta una persona o tre o dieci che grida una frase per denotare migliaia di partecipanti, nessuno potrebbe mai assistere a una partita di calcio.
L’eco che viene data a ogni minimo scontro o insulto è decisamente sproporzionata.
Dopo ci si scontra anche internamente ai macro schieramenti su questioni irrilevanti.
Però qui, come altrove, a freddo ognuno è responsabile di quello che dice e di quello che pensa.
Ogni tanto, sempre più spesso, mi sembra di essere entrata per sbaglio in un bar di Casa Pound. Esco senza neanche prendere un caffè.
Due estremi che, in fondo, riflettono la stessa medaglia: una rappresentazione piuttosto misera e sfigata dell’umanità.