Avete relazioni con uomini sposati? Cerco confronto

stany

Utente di lunga data
Il conformismo sociale, pacifista e femminista. Esempio: le aggressioni organizzate dai mussulmani alle donne tedesche, a Colonia e in altri luoghi della Germania. Senza una forte pressione del conformismo sociale (introiettato nel profondo) la reazione sarebbe stata una rappresaglia violenta e spontanea di massa dei maschi locali contro i maschi mussulmani. Nei paesi d'origine degli aggressori ci sarebbero state ritorsioni spontanee di violenza terrificante.
La cosa può avere un risvolto sociale entro certi limiti positivo (meno violenza diffusa); ha un risvolto psicologico e culturale, dunque anche sociale, negativo, questo: che l'assenza di reazione violenta non deriva dal dominio dell'aggressività, ma dalla negazione e rimozione dell'aggressività, che è una costante antropologica nell'uomo, e in specie nel maschio.
L'educazione corretta del bambino e dell'adolescente maschio dovrebbe essere paterna, cioè incentrata proprio sulla educazione dell'aggressività, volta a dominare la paura e la violenza. Senza educazione paterna dell'aggressività, il maschio tende a diventare due cose, entrambe non equilibrate e non sane: o un pauroso incerto di sè, o un violento che si imbranca in bande guidate da violenti.
Sintesi, la nostra cultura è troppo unilateralmente femminile e materna.
Non si può però dire che fosse meglio cento anni fa. Un conto è dire che i ruoli allora erano definiti e standardizzati,cosi come i comportamenti conseguenti,mentre oggi è tutto più offuscato e sottoposto all'immagine dello stereotipo commerciale e massmediatico; un altro sarebbe sostenere che le inclinazioni "genetiche" di maschi e femmine non vengano modificate da tali condizionamenti ma discendano dall'educazione familiare ,mutata nel tempo. Appare strano per esempio che il delitto d'onore derubricato nei primi anni ottanta scorsi,paia non frenare il maschio,senza più attenuanti dal perpetuare la fattispecie della violenza sulla donna ,nonostante appunto la maggior gravità considerata dal codice per tali atti. Questo è genetico,culturale oppure influenzato dalla emancipazione femminile, cosa che in controtendenza alla evoluzione della legge (che di solito si adegua al vissuto sociale e non il contrario) ed "apparentemente" della società fa emergere invece tutta l'insicurezza e l'impreparazione del ruolo maschile nell'interpretare e gestire tale evoluzione dei costumi?
 
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danny

Utente di lunga data
Il conformismo sociale, pacifista e femminista. Esempio: le aggressioni organizzate dai mussulmani alle donne tedesche, a Colonia e in altri luoghi della Germania. Senza una forte pressione del conformismo sociale (introiettato nel profondo) la reazione sarebbe stata una rappresaglia violenta e spontanea di massa dei maschi locali contro i maschi mussulmani. Nei paesi d'origine degli aggressori ci sarebbero state ritorsioni spontanee di violenza terrificante.
La cosa può avere un risvolto sociale entro certi limiti positivo (meno violenza diffusa); ha un risvolto psicologico e culturale, dunque anche sociale, negativo, questo: che l'assenza di reazione violenta non deriva dal dominio dell'aggressività, ma dalla negazione e rimozione dell'aggressività, che è una costante antropologica nell'uomo, e in specie nel maschio.
L'educazione corretta del bambino e dell'adolescente maschio dovrebbe essere paterna, cioè incentrata proprio sulla educazione dell'aggressività, volta a dominare la paura e la violenza. Senza educazione paterna dell'aggressività, il maschio tende a diventare due cose, entrambe non equilibrate e non sane: o un pauroso incerto di sè, o un violento che si imbranca in bande guidate da violenti.
Sintesi, la nostra cultura è troppo unilateralmente femminile e materna.
Ho letto i commenti all'articolo di Repubblica sull'uccisione del (presunto) stalker da parte di una donna http://www.ilmessaggero.it/primopia...a_aggredirla_lei_travolge_uccide-2512490.html
La maggior parte dei commenti erano come capita in questi casi molto aggressivi e sempre da parte di donne.
Non vi era alcun ragionamento alla base sul fatto che la dinamica degli avvenimenti fosse ancora tutta da accertare e che la presenza del coltello fosse stata messa in dubbio in televisione.
In pratica, la componente razionale era stata completamente annullata da una gestione della paura che portava a reazioni verbali di estrema aggressività.
Anch'io penso che manchi la capacità di educare l'aggressività che è naturalmente presente in ognuno di noi.
A titolo personale ho trovato molto utile a tale scopo fare arti marziali e difesa personale.
 

lothar57

Utente di lunga data
Mah, oltre al fatto che sapeva che lei era sposata e mi conosceva, direi che la sua colpa sia stata quella di aver fatto il possibile perche' la cosa accadesse, mettiamola cosi'.

Ai miei occhi ha dimostrato in maniera inequivocabile di non avere valori, e questo, sempre secondo la mia visione della vita, dovrebbe darmi il diritto di torturarlo a morte. Purtroppo siamo in un'era civile e questa vendetta mi e' preclusa, pazienza.

Insane io sono molto infedele,e ti spiego questo.....non e' l'ex amante di tua moglie l'unico a non avere,alcun valore.
E'nel dna del traditore-.
Logico che per essere cosi'serve non avere il minimo scrupolo,e non pensare mai a quello che stai facendo.
Conclusione...lui ha solo fatto il ''suo mestiere'',non ha la minima colpa,rifletti...
 
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danny

Utente di lunga data
Non si può però dire che fosse meglio cento anni fa. Un conto è dire che i ruoli allora erano definiti e standardizzati,cosi come i comportamenti conseguenti,mentre oggi è tutto più offuscato e sottoposto all'immagine dello stereotipo commerciale e massmediatico; un altro sarebbe sostenere che le inclinazioni "genetiche" di maschi e femmine non vengano modificate da tali condizionamenti ma discendano dall'educazione familiare ,mutata nel tempo. Appare strano per esempio che il delitto d'onore derubricato nei primi anni ottanta scorsi,paia non frenare il maschio,senza più attenuanti dal perpetuare la fattispecie della violenza sulla donna ,nonostante appunto la maggior gravità considerata dal codice per tali atti. Questo è genetico,culturale oppure influenzato dalla emancipazione femminile, cosa che in controtendenza alla evoluzione della legge (che di solito si adegua al vissuto sociale e non il contrario) ed "apparentemente" della società fa emergere invece tutta l'insicurezza e l'impreparazione del ruolo maschile nell'interpretare e gestire tale evoluzione dei costumi?
Cento anni fa c'erano ancora ribellioni violente nelle piazze.
Scioperi che finivano anche nel sangue.
C'era una ancora forte alleanza maschile nella volontà di agire sul sistema politico.
Il controllo dell'aggressività serve anche a saper gestire e comprendere la propria forza e a usarla quando essa è realmente utile.
Nel delitto d'onore essa era totalmente inutile e figlia anch'essa di un conformismo sociale che è stato superato da altro conformismo.
 
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danny

Utente di lunga data
Anche le zanzare fanno il loro mestiere. Nonostante questo non mi fanno pena e le schiaccio senza rimorsi.
Neanch'io ho pietà per chi mi fornisce il prosciutto crudo e i salami, ma verso chi è più simile a noi ritengo si debba avere la stessa considerazione che nutriamo verso noi stessi.
Anzi, se è possibile anche qualcosa di più.
 

patroclo

Utente di lunga data
Neanch'io ho pietà per chi mi fornisce il prosciutto crudo e i salami, ma verso chi è più simile a noi ritengo si debba avere la stessa considerazione che nutriamo verso noi stessi.
Anzi, se è possibile anche qualcosa di più.


.....istintivamente ho pensato ce l'avessi coi salumieri......:eek::eek::D:D:D:D:D:D
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Serio: credi che ripristinare il servizio di leva obbligatoria per i maschietti potrebbe in qualche modo portare ad una migliore educazione all'aggressivita' nei maschi che, per un motivo o per l'altro, non hanno avuto un padre capace di insegnargliela?
Mah. Male non farebbe. Io il servizio di leva l'ho fatto, in un reparto operativo (come medico militare) e ne ho un buon ricordo.
Per io giovani maschi è molto importante imparare, sotto la guida degli adulti, il cameratismo. Altrimenti c'è la solitudine, che è distruttiva, e il branco violento dei fratelli senza padre, che è distruttivo non solo per i suoi componenti ma anche per gli altri.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Concordo: il sesso è una conseguenza(non sempre) del disconoscimento delle regole.
In ogni caso ,qualunque sia la natura del tradimento (identificandolo con "sotterfugio), esso è una merda!
:up:
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Anche le zanzare fanno il loro mestiere. Nonostante questo non mi fanno pena e le schiaccio senza rimorsi.
Il 'tema' qui è stato dibattuto infinite volte e non si è mai trovato un accordo sul punto.
C'è chi, come me o [MENTION=5308]marietto[/MENTION], ritiene che se ti scopi la moglie di un altro ci sta (ci sta eh ? Non è obbligatorio) che tu possa anche prenderle di santa ragione, e c'è chi invece esclude a priori questa conseguenza.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Non si può però dire che fosse meglio cento anni fa. Un conto è dire che i ruoli allora erano definiti e standardizzati,cosi come i comportamenti conseguenti,mentre oggi è tutto più offuscato e sottoposto all'immagine dello stereotipo commerciale e massmediatico; un altro sarebbe sostenere che le inclinazioni "genetiche" di maschi e femmine non vengano modificate da tali condizionamenti ma discendano dall'educazione familiare ,mutata nel tempo. Appare strano per esempio che il delitto d'onore derubricato nei primi anni ottanta scorsi,paia non frenare il maschio,senza più attenuanti dal perpetuare la fattispecie della violenza sulla donna ,nonostante appunto la maggior gravità considerata dal codice per tali atti. Questo è genetico,culturale oppure influenzato dalla emancipazione femminile, cosa che in controtendenza alla evoluzione della legge (che di solito si adegua al vissuto sociale e non il contrario) ed "apparentemente" della società fa emergere invece tutta l'insicurezza e l'impreparazione del ruolo maschile nell'interpretare e gestire tale evoluzione dei costumi?
Tra conformismo sociale, legge, educazione familiare, cultura c'è retroazione reciproca. Sul tema mi permetto di consigliare a tutti la lettura del libro veramente bello di un collega:

https://www.ibs.it/gesto-di-ettore-...788833927176?gclid=CMy91OiVzNQCFa4y0wodFR0Gdw
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Il conformismo sociale, pacifista e femminista. Esempio: le aggressioni organizzate dai mussulmani alle donne tedesche, a Colonia e in altri luoghi della Germania. Senza una forte pressione del conformismo sociale (introiettato nel profondo) la reazione sarebbe stata una rappresaglia violenta e spontanea di massa dei maschi locali contro i maschi mussulmani. Nei paesi d'origine degli aggressori ci sarebbero state ritorsioni spontanee di violenza terrificante.
La cosa può avere un risvolto sociale entro certi limiti positivo (meno violenza diffusa); ha un risvolto psicologico e culturale, dunque anche sociale, negativo, questo: che l'assenza di reazione violenta non deriva dal dominio dell'aggressività, ma dalla negazione e rimozione dell'aggressività, che è una costante antropologica nell'uomo, e in specie nel maschio.
L'educazione corretta del bambino e dell'adolescente maschio dovrebbe essere paterna, cioè incentrata proprio sulla educazione dell'aggressività, volta a dominare la paura e la violenza. Senza educazione paterna dell'aggressività, il maschio tende a diventare due cose, entrambe non equilibrate e non sane: o un pauroso incerto di sè, o un violento che si imbranca in bande guidate da violenti.
Sintesi, la nostra cultura è troppo unilateralmente femminile e materna.
Per fortuna non ci sono rappresaglie da KKK o SS.
Il paterno si manifesta nelle regole, non nella legge della faida.
Il monopolio dell'uso della violenza da parte dello stato è l'attuazione sociale del codice paterno. Il welfare del codice materno.
 

stany

Utente di lunga data

Insane io sono molto infedele,e ti spiego questo.....non e' l'ex amante di tua moglie l'unico a non avere,alcun valore.
E'nel dna del traditore-.
Logico che per essere cosi'serve non avere il minimo scrupolo,e non pensare mai a quello che stai facendo.
Conclusione...lui ha solo fatto il ''suo mestiere'',non ha la minima colpa,rifletti...
Prendo atto del tuo parere da praticante; infatti la scienza (alcuni ricercatori) sostiene che sia insito nel dna il gene del tradimento.Conosciute e rilevate le caratteristiche principali del traditore (senza scrupoli e senza pensieri) ,ma d'effetto e "tragiche" confermate da un traditore.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non si può però dire che fosse meglio cento anni fa. Un conto è dire che i ruoli allora erano definiti e standardizzati,cosi come i comportamenti conseguenti,mentre oggi è tutto più offuscato e sottoposto all'immagine dello stereotipo commerciale e massmediatico; un altro sarebbe sostenere che le inclinazioni "genetiche" di maschi e femmine non vengano modificate da tali condizionamenti ma discendano dall'educazione familiare ,mutata nel tempo. Appare strano per esempio che il delitto d'onore derubricato nei primi anni ottanta scorsi,paia non frenare il maschio,senza più attenuanti dal perpetuare la fattispecie della violenza sulla donna ,nonostante appunto la maggior gravità considerata dal codice per tali atti. Questo è genetico,culturale oppure influenzato dalla emancipazione femminile, cosa che in controtendenza alla evoluzione della legge (che di solito si adegua al vissuto sociale e non il contrario) ed "apparentemente" della società fa emergere invece tutta l'insicurezza e l'impreparazione del ruolo maschile nell'interpretare e gestire tale evoluzione dei costumi?
La violenza è segno della mancata introiezione del codice paterno di chi non è stato proprio educato alla accettazione della frustrazione. Non sono veri maschi, ma maschi senza codice paterno.
 

arula

Utente di lunga data
Buongiorno a tutti.

...cut...
Ciao, scusa ma qual'è la domanda o il confronto che vuoi?
che vorresti sapere da noi che te non sai già?

una mia opinione me la sono fatta anche se con quattro righe non si può certo capire un mondo, ma se ci rifletti ti sei già risposta da sola:
vuoi fare l'amante? no. Vuoi quest'uomo? no. Vuoi una relazione impegnativa? no.

comincia a crescere e prenderti cura di te e non metterti in condizioni di ulteriore confusione, solo quando sei sicura di te puoi affrontare una relazione; siamo persone e non scatole che si riempiono con degli oggetti. Per riempire una persona non serve uno qualsiasi che ci entra dentro ma prima devi preparare la casa e poi fare entrare chi ha la chiave.

spero di non essere stata brutale ma tutto il resto lui la mogliela figaggine la famiglia le relazioni confuse ecc... tutte cavolate, sono confuse perchè chi le vive è confuso e se uno è confuso si deve fermare e capire non buttarsi di qua e di la in cose che non sa gestire sperando che si risolvino da se.

in bocca al lupo e spero che comincerai ad impegnarti con te prima di impegnarti o non impegnarti con qualcuno
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Il conformismo sociale, pacifista e femminista. Esempio: le aggressioni organizzate dai mussulmani alle donne tedesche, a Colonia e in altri luoghi della Germania. Senza una forte pressione del conformismo sociale (introiettato nel profondo) la reazione sarebbe stata una rappresaglia violenta e spontanea di massa dei maschi locali contro i maschi mussulmani. Nei paesi d'origine degli aggressori ci sarebbero state ritorsioni spontanee di violenza terrificante.
La cosa può avere un risvolto sociale entro certi limiti positivo (meno violenza diffusa); ha un risvolto psicologico e culturale, dunque anche sociale, negativo, questo: che l'assenza di reazione violenta non deriva dal dominio dell'aggressività, ma dalla negazione e rimozione dell'aggressività, che è una costante antropologica nell'uomo, e in specie nel maschio.
L'educazione corretta del bambino e dell'adolescente maschio dovrebbe essere paterna, cioè incentrata proprio sulla educazione dell'aggressività, volta a dominare la paura e la violenza. Senza educazione paterna dell'aggressività, il maschio tende a diventare due cose, entrambe non equilibrate e non sane: o un pauroso incerto di sè, o un violento che si imbranca in bande guidate da violenti.
Sintesi, la nostra cultura è troppo unilateralmente femminile e materna.
Quoto.

In particolare i grassetti.

E mi hai fatta ridacchiare...io sono una femmina educata come un maschio da suo padre...in fondo, Ettore, deve elevare il figlio verso l'alto per riconoscerlo e riconoscere se stesso...quando è una figlia è un bel casino :D

Su una cosa non mi sento pienamente in accordo...la nostra cultura femminile ha dimenticato la femmina...e l'ha rinchiusa nella principessa...o nella amazzone...

Ma una femmina è molto, molto di più...è come minimo colei che ha il potere di creare e distruggere la vita...e raramente ne è consapevole in profondità

non solo il Padre sta scomparendo...ma anche la Madre....caduti gli dei?
 

Blaise53

Utente di lunga data
Quoto.

In particolare i grassetti.

E mi hai fatta ridacchiare...io sono una femmina educata come un maschio da suo padre...in fondo, Ettore, deve elevare il figlio verso l'alto per riconoscerlo e riconoscere se stesso...quando è una figlia è un bel casino :D

Su una cosa non mi sento pienamente in accordo...la nostra cultura femminile ha dimenticato la femmina...e l'ha rinchiusa nella principessa...o nella amazzone...

Ma una femmina è molto, molto di più...è come minimo colei che ha il potere di creare e distruggere la vita...e raramente ne è consapevole in profondità

non solo il Padre sta scomparendo...ma anche la Madre....caduti gli dei?
Quando la donna lavorava in campagna con il pargolo legato in spalla (la cara nonnina) ed aveva due coglioni a dirigere e non lamentarsi mai. 😤
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quando la donna lavorava in campagna con il pargolo legato in spalla (la cara nonnina) ed aveva due coglioni a dirigere e non lamentarsi mai. 😤
Ti farei conoscere mia nonna, guarda...

Ma è morta. A quasi 100 anni.

Sfanculando il mondo, i figli e vomitando e sputando rabbia a destra e manca...col cazzo la cara nonnina :D

EDIT: ho promesso a mia madre, una delle volte che l'ho accolta dopo che aveva incontrato la sua di madre, che se oserà mai riservarmi un trattamento come quello della sua, si porta uno schiaffone di quelli dritti per il suo viaggio verso il regno dei morti.
 
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