Ho letto giudizi di sceneggiatori e psicologi non positivi.
I primi per la voce fuori campo e altro.
I secondi perché il racconto non corrisponde al funzionamento.
Ma è chiaro che è il racconto di lui e che per questo è solo parzialmente consapevole.
La vera Martha, che si chiama Fiona (essendo il nome della moglie di Shrek, non l’aiuta ) che si è risentita del racconto, ha così dimostrato ulteriormente i suoi problemi.
Per me è molto interessante perché mette in scena l’ambiguità presente in molte relazioni, senza consapevolezza.
Poi critiche ne ho anch’io. Ma la sua forza sta nel creare inquietudini proprio perché tanti siamo ambigui.