CASSAZIONE: Si' al referendum sul nucleare ...

Stato
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Amoremio

Utente di lunga data
Scusa ma dove sta questa cosa? Chi lo sa prima che vengono distribuiti? Chi permette che siano fatte in questo modo?

Se fosse vero, perché non viene reso noto e denunciato alle autorità competenti, quale la Corte Costituzionale o il TAR?

le schede vengono stampate a colori con le modalità più economiche
il che implica una parziale trasferibilità degli inchiostri di stampa se sottoposti a pressione (come capita con l'inchiostro di giornale)



L'avviso sta girando per tutto il web, meglio fare attenzione :diffi: a chi non stanno bene questi referendum la notte non dorme per far si che tutto va a puttane ... pensa agli italiani all'estero, leggi qua:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110609_091905.shtml



:mrgreen::mrgreen:​

il "casino" degli italiani all'estero è voluto

esiste una sentenza della C.Costituzionale (68 del 1978) che afferma (caso analogo di sostituzione del quesito, anche se all'epoca il problema non era dei voti "esteri" ma della sostiyuzione del queito subito prima delle votazioni) che "non si può certo sostenere che gli elettori vengano chiamati su un quesito affatto diverso da quello per cui erano state operate la presentazione e la sottoscrizione della richiesta di referendum abrogativo"

nessuno ne parla
chiediamoci perchè

io penso che qualcuno abbia interesse a verificare ex post se il conteggio del quorum fa più comodo in un modo o nell'altro
 

Sterminator

Utente di lunga data
le schede vengono stampate a colori con le modalità più economiche
il che implica una parziale trasferibilità degli inchiostri di stampa se sottoposti a pressione (come capita con l'inchiostro di giornale)






il "casino" degli italiani all'estero è voluto

esiste una sentenza della C.Costituzionale (68 del 1978) che afferma (caso analogo di sostituzione del quesito, anche se all'epoca il problema non era dei voti "esteri" ma della sostiyuzione del queito subito prima delle votazioni) che "non si può certo sostenere che gli elettori vengano chiamati su un quesito affatto diverso da quello per cui erano state operate la presentazione e la sottoscrizione della richiesta di referendum abrogativo"

nessuno ne parla
chiediamoci perchè

io penso che qualcuno abbia interesse a verificare ex post se il conteggio del quorum fa più comodo in un modo o nell'altro
Ma in questo caso lo spirito del legislatore e' rimasto immutato anche con la modifica in corso d'opera e cambiando il quesito, percio' la cassazione ha detto che si puo' fare....

Calcolando gli italiani all'estero (3 milioni) e' come se il quorum fosse il 58%...

ma considerando che di loro ha votato (perche' hanno gia' votato) solo il 14% (dati gia' pervenuti) e su quesito diverso, secondo me gli stessi giuristi cazzuti che hanno sviscerato per bene tutto l'ambaradan finora, riusciranno a far annullare i voti esteri e riportare il quorum alla soglia inferiore...

certo se come sembra, la gente andra' in massa, manco servira' il ricorso...

sperem..
 

Mari'

Utente di lunga data

Sterminator

Utente di lunga data
E meno male che senza nucleare si rischia il buio come sostengono i falliti pronuke......

alla faccia, va' che sovrapproduzione...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:

E i francesi ringraziano

Energia: la partita ora diventa elettrica
La sovracapacità delle centrali a gas


Il mercato sta attraversando una fortissima fase di assestamento



Certo, «ci mancherebbe solo una centrale a carbone a Porto Tolle, poi al Nord chiudiamo bottega». Il grido di dolore di uno dei maggiori produttori elettrici nazionali arriva forte e chiaro. E la questione della riconversione dell'impianto veneto bloccata dal Consiglio di Stato è, tutto sommato, solo la punta dell'iceberg, perché il mercato elettrico sta attraversando una fortissima fase di assestamento. Un periodo che potrebbe sfociare nel ridimensionamento o nell'uscita dal mercato di chi ha puntato tutto, o quasi, sulle centrali che andavano per la maggiore, i cicli combinati a gas. Non si può più scartare, infatti, lo scenario che contempla un «consolidamento» di cui solo pochi grandi gruppi potrebbero approfittare: l'incumbentEnel, ma soprattutto gli stranieri come Edf, che tiene Edison nel mirino, e magari l'altro colosso transalpino, Gdf-Suez, che non nasconde le sue mire sul mercato italiano.
L'INDICATORE - Il segnale che la situazione generale non prometta niente di buono viene da un indicatore molto preciso: lo scorso aprile il prezzo di vendita del megawattora elettrico non è riuscito a coprire neppure il costo del combustibile. Il gas, appunto. Lo spark spread - questo l'oscuro nome dell'indice che per gli «elettrici» è pane quotidiano - era già andato sotto zero a maggio e giugno del 2010, e in un anno e mezzo non è mai risalito sopra 10 euro. Poco, in ogni caso, per ripagare i costi fissi degli impianti a ciclo combinato. Anche quelli di ultimissima generazione di Iride-Iren, A2A, Enipower, Tirreno Power, Sorgenia, E.On e Alpiq-Avelar, tanto per citare in ordine cronologico solo le centrali entrate in funzione da gennaio 2009. «Abbiamo navigato per un lungo periodo intorno a 6 euro, ma ce ne vorrebbero almeno 15», confessa ancora l'anonimo produttore. La sovracapacità produttiva e l'improvviso crollo della domanda elettrica dal 2008 in poi sono le cause principali del declino, e il peso dei contratti di lungo termine di approvvigionamento del gas ha fatto la sua parte. Ma mentre la seconda non era prevedibile, tra i motivi che hanno condotto alla prima si possono includere veri e propri errori imprenditoriali. Risultato: l'impetuosa cavalcata che ha portato l'industria energetica italiana dai blackout del 2003 ai 25 miliardi investiti a fine 2010 (tra impianti nuovi e riconversioni) è ora ingloriosamente finita in una palude. Dove ristagnano circa 20 mila megawatt di extracapacity, pari al 34-35% della capacità installata realmente efficiente. Più o meno il doppio di quanto sarebbe consigliabile tenere come «capacità di riserva» per evitare al Paese imprevedibili guai. Progettati per funzionare 5-6 mila ore l'anno, gli impianti a gas ora viaggiano sotto le 2.800 ore. In alcune zone del Sud si trascinano tra le 2.000-2.500.


IL FRONTE DEL CARBONE - Ma non è finita qui, perché il faraonico piano di incentivi alle rinnovabili approvato dal governo (120 miliardi in dieci anni) avrà, in futuro, l'effetto di togliere dal mercato altre quote di energia elettrica, visto che l'elettricità da fonte rinnovabile gode di priorità di vendita. E lo stesso accadrebbe se l'Enel, dopo l'abortito piano nucleare, dovesse accelerare sul fronte del carbone, dove gode di un vantaggio competitivo dovuto non solo alle sue competenze, ma anche alla disponibilità dei siti. Senza un'inversione di rotta della domanda, per i produttori a gas sarebbe un incubo. Ed è da considerazioni di questo genere che nasce la prospettiva del consolidamento, e del clamoroso fallimento di un decennio di liberalizzazioni. Se per Edison si arriverà al breakup, se malgrado le tante smentite Rodolfo De Benedetti vendesse Sorgenia per la pressione delle banche, e se E.On decidesse effettivamente di uscire dall'Italia, le carte si rimescolerebbero non poco. A favore, si presume, di grandi gruppi dalle spalle larghe disposti a sopportare qualche anno di magra pur di acquisire posizioni forti nella penisola. Come Gdf-Suez e Edf, ad esempio. Vie di uscita alternative? C'è chi rispolvera l'ipotesi di concedere alle aziende sbilanciate sul gas l'opportunità di unirsi all'Enel nelle centrali a carbone. Ma da questo orecchio Fulvio Conti non ci sentirebbe proprio. Altri (come Assoelettrica) ricordano che per far funzionare un sistema elettrico con le rinnovabili occorre avere la disponibilità di mezzo megawatt tradizionale ogni megawatt «verde». L'assicurazione che il sistema stia in piedi anche di notte e quando il vento non soffia, insomma, potrebbe essere fornita dalle centrali a gas che oggi non marciano. Una ciambella di salvataggio forse un po' troppo in là nel tempo. E che, come spesso accade, scaricherebbe i fallimenti del mercato sulle bollette dei consumatori.

Stefano Agnoli
30 maggio 2011(ultima modifica: 02 giugno 2011)
 

Amoremio

Utente di lunga data
Ma in questo caso lo spirito del legislatore e' rimasto immutato anche con la modifica in corso d'opera e cambiando il quesito, percio' la cassazione ha detto che si puo' fare....

Calcolando gli italiani all'estero (3 milioni) e' come se il quorum fosse il 58%...

ma considerando che di loro ha votato (perche' hanno gia' votato) solo il 14% (dati gia' pervenuti) e su quesito diverso, secondo me gli stessi giuristi cazzuti che hanno sviscerato per bene tutto l'ambaradan finora, riusciranno a far annullare i voti esteri e riportare il quorum alla soglia inferiore...

certo se come sembra, la gente andra' in massa, manco servira' il ricorso...

sperem..
proprio perchè il quesito è formalmente diverso ma sotanzialmente conforme al precedente
i voti esteri dovrebbero essere considerati validi e il quorum estero ricompreso
il fatto che si ciurli su questo aspetto, senza chiarire la cosa in un senso o nell'altro mi fa ritenere che la ciurlata sia funzionale agli interessi di chi può
 

Sterminator

Utente di lunga data
Io diffido di tutto e di tutti, diceva il Grande vecchio (Andreotti): A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. :mrgreen:


Intanto Sartori dice:
http://www.ilfattoquotidiano.it/201...tero-per-sartori-e-unenorme-assurdita/116792/
Infatti De Girolamo con i voti della ndrangheta fu votato...

comunque per me chi paga tasse e lavora all'estero, non ha niente a che fare con i destini del paese di nascita...

vorrei vedere il loro grado d'informazione pure, quando gia' in Italia so' disinformati de brutto...
 

Sterminator

Utente di lunga data
proprio perchè il quesito è formalmente diverso ma sotanzialmente conforme al precedente
i voti esteri dovrebbero essere considerati validi e il quorum estero ricompreso
il fatto che si ciurli su questo aspetto, senza chiarire la cosa in un senso o nell'altro mi fa ritenere che la ciurlata sia funzionale agli interessi di chi può
No, i voti esteri saranno annullati e quindi saranno fuori dal quorum, perche' sulla scheda che hanno gia' votato, il quesito e' diverso da quello su cui ci esprimeremo noi visto che i riferimenti agli articoli di legge non so' piu' quelli.....

la forma diventa sostanza...

che li cassino pure e che non ci scassino...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Amoremio

Utente di lunga data
Infatti De Girolamo con i voti della ndrangheta fu votato...

comunque per me chi paga tasse e lavora all'estero, non ha niente a che fare con i destini del paese di nascita...

vorrei vedere il loro grado d'informazione pure, quando gia' in Italia so' disinformati de brutto...
quoto
 

Amoremio

Utente di lunga data
No, i voti esteri saranno annullati e quindi saranno fuori dal quorum, perche' sulla scheda che hanno gia' votato, il quesito e' diverso da quello su cui ci esprimeremo noi visto che i riferimenti agli articoli di legge non so' piu' quelli.....

la forma diventa sostanza...

che li cassino pure e che non ci scassino...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
ma tu sei fuori di brutto

se i voti esteri faranno scendere il quorum finale sotto il 50% diranno che quei voti sono validi
se non incidono sull'avvenuto raggiungimento del quorum ma spostano il risultato sul sì all'abrogazione cercheranno di annullarli
e in questo caso i controinteressati si potrebbero opporre
se spostano verso il no li considereranno validi
in entrambi i 2 ultimi casi questa valutazione potrà essere impugnata dai controinteressati

insomma un casino dovuto alla scelta di non chiarire la cosa prima del voto

calcola che gli aventi diritto "esteri" sono circa il 7% del quorum totale
ma votano in pochissimi
 

Sterminator

Utente di lunga data
ma tu sei fuori di brutto

se i voti esteri faranno scendere il quorum finale sotto il 50% diranno che quei voti sono validi
se non incidono sull'avvenuto raggiungimento del quorum ma spostano il risultato sul sì all'abrogazione cercheranno di annullarli
e in questo caso i controinteressati si potrebbero opporre
se spostano verso il no li considereranno validi
in entrambi i 2 ultimi casi questa valutazione potrà essere impugnata dai controinteressati

insomma un casino dovuto alla scelta di non chiarire la cosa prima del voto

calcola che gli aventi diritto "esteri" sono circa il 7% del quorum totale
ma votano in pochissimi

ma manco pu' caz...:mrgreen:

il bottino a cui si punta e' quello di superare il 200%...:mrgreen: e senza considerare i voti esteri che saranno annullati, sia che il ricorso lo facesse la dx che la sx...

quelli hanno dimostrato abbondantemente che di leggi non ci capiscono un cazzo...

fidate...

comunque i sondaggi che hanno tutti in mano e' sul 70%...calcolando anche forchette, coltelli, palette e secchielli se lo dovrebbero pija intercooler uguaglio...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Amoremio

Utente di lunga data
ma manco pu' caz...:mrgreen:

il bottino a cui si punta e' quello di superare il 200%...:mrgreen: e senza considerare i voti esteri che saranno annullati, sia che il ricorso lo facesse la dx che la sx...

quelli hanno dimostrato abbondantemente che di leggi non ci capiscono un cazzo...

fidate...

comunque i sondaggi che hanno tutti in mano e' sul 70%...calcolando anche forchette, coltelli, palette e secchielli se lo dovrebbero pija intercooler uguaglio...

:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
ecco
io spero in questo

così lq prova di resistenza se la ficcano in c... :eek:
 

Mari'

Utente di lunga data
 

Mari'

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Stato
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