Cattivome

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Tipo (parlo di un medico) uccidere qualcuno che te lo chiede perchè non ne può più di sopportare una malattia che non guarirà mai e lo fa soffrire troppo. Se ti sembra che vada fatto lo fai e te ne prendi responsabilità e rischi. Sono invece contrario a istituzionalizzare l'eutanasia o il suicidio assistito perchè l'istituzionalizzazione routinizza, non ci si fa più caso, si va in automatico, non ci si ricorda più che le questioni di vita e di morte non sono scherzi, e come ciliegina sulla torta si apre una porta pericolosa assai, quella della moral suasion di parenti in attesa dell'eredità + lo Stato che vuole togliere dalle spese tanta gente improduttiva e costosa.
Si chiama omicidio del consenziente, è delitto a sè.
 

Orbis Tertius

Utente di lunga data
3) l'ideologia dominante è individualistica e femminista, il medico che volesse accertare sul serio i "gravi danni" verrebbe massacrato (infatti nessuno ci prova, al massimo obietta e non fa aborti) e in generale tutti pensano che la legge sull'aborto certifichi il "diritto" di "scegliere" di abortire, cosa che in teoria è falsa ma nella pratica diventa vera.
A proposito di medici obbiettori, contro i quali si vuole aprire una vera crociata. Ai medici obbiettori viene rifilata l'etichetta di "cattolici integralisti". Leggendo i dati si evince che i medici obbiettori vanno dall'80 al 93% a seconda delle regioni. Ma allora i medici sono quasi tutti cattolici e quasi tutti "cattolici tradizionalisti"?
Ma va là! Un medico sa bene che interrompere una gravidanza è uccidere, a prescindere dal credo religioso.
Obbiettano, quindi, anche tantissimi non cattolici. La vulgata vuole farci credere che i medici obbiettori non fanno aborti per rispondere alle disposizioni di un dio inesistente.
Invece non lo fanno perché non vogliono sentirsi degli assassini!
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Legalizzando una pratica come l'aborto (o se per questo l'uso di droga) di una sola cosa si può stare sicuri: che ci saranno più aborti (in Italia, dall'introduzione della legge l'ISTAT ne registra circa 6 MLN) o più drogati. Poi si può anche decidere che ne vale la pena, ma le cose stanno così.
Sulla droga non sono d'accordo.
In paesi come l'Olanda (dove come sappiamo è da tempo consentito entro certi limiti l'uso di droghe leggere) il consumo pro capite è più basso che in Inghilterra, Spagna e Italia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Diffusione_delle_droghe_nell'Unione_europea
 
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Nocciola

Super Moderatore
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Legalizzando una pratica come l'aborto (o se per questo l'uso di droga) di una sola cosa si può stare sicuri: che ci saranno più aborti (in Italia, dall'introduzione della legge l'ISTAT ne registra circa 6 MLN) o più drogati. Poi si può anche decidere che ne vale la pena, ma le cose stanno così.
Magari sono diminuiti gli aborti illegali e le morti causate da questi.
 

Nocciola

Super Moderatore
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Di sicuro. Ricordo però che ogni aborto, legale o illegale che sia, causa sempre almeno una morte, quella del bambino.
Appunto quello illegale ne poteva portare due di morti invece che una.
Quindi ben venga una legge che esclude quasi totalmente questo.
Poi possiamo anche discutere delle motivazioni che portano a una scelta difficile e traumatica come questa.
Magari senza tirare fuori il termine "assassinio"
 

twinpeaks

Utente di lunga data
A proposito di medici obbiettori, contro i quali si vuole aprire una vera crociata. Ai medici obbiettori viene rifilata l'etichetta di "cattolici integralisti". Leggendo i dati si evince che i medici obbiettori vanno dall'80 al 93% a seconda delle regioni. Ma allora i medici sono quasi tutti cattolici e quasi tutti "cattolici tradizionalisti"?
Ma va là! Un medico sa bene che interrompere una gravidanza è uccidere, a prescindere dal credo religioso.
Obbiettano, quindi, anche tantissimi non cattolici. La vulgata vuole farci credere che i medici obbiettori non fanno aborti per rispondere alle disposizioni di un dio inesistente.
Invece non lo fanno perché non vogliono sentirsi degli assassini!
Lo fanno per tanti motivi, a volte bassi a volte elevati. Chiaro che un medico sa che far abortire = uccidere, e per la verità lo sanno tutti, solo che trovano comodo dimenticarselo e accentuare altri aspetti dell'operazione, quali ad esempio la sofferenza della donna che abortisce (verissima, per una donna abortire è sempre un trauma di prima grandezza, specialmente se non se ne rende conto e abortisce alla leggera).
L'etica professionale come riassunta nel giuramento di Ippocrate proibisce al medico di nuocere al paziente, e dunque di uccidere, tranne in casi di reale necessità (esempio chiaro: guerra, si curano prima i combattenti dei civili, il che può benissimo causerne la morte).
Aggiungo poi che l'adesione al cattolicesimo non si vede per quale motivo debba invalidare una posizione etica; cioè, si vede benissimo, ma si tratta di una svalutazione ideologica, non di una critica razionale.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Appunto quello illegale ne poteva portare due di morti invece che una.
Quindi ben venga una legge che esclude quasi totalmente questo.
Poi possiamo anche discutere delle motivazioni che portano a una scelta difficile e traumatica come questa.
Magari senza tirare fuori il termine "assassinio"
L'aborto legale fa aumentare gli aborti, quindi fa aumentare il conto dei morti, se la mettiamo su questo piano. Semplicemente, la legalizzazione dell'aborto implica - nella pratica anche se non nella teoria - che la vita dei bambini conta meno della libertà di decisione delle madri. Che si tratti di un omicidio secondo me è chiaro come il sole. Non c'è niente di strano, gli esseri umani uccidono da che mondo è mondo per un miliardo di ragioni più o meno fondate e serie, il minimo comun denominatore delle quali è che la persona o le persone uccise sono di ostacolo ai progetti, ai desideri e alle volontà di chi le uccide. Sono esseri umani anche le donne, quindi.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Sulla droga non sono d'accordo.
In paesi come l'Olanda (dove come sappiamo è da tempo consentito entro certi limiti l'uso di droghe leggere) il consumo pro capite è più basso che in Inghilterra, Spagna e Italia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Diffusione_delle_droghe_nell'Unione_europea
Grazie per l'informazione e la correzione. Io, che non sono un esperto nel campo, per la verità pensavo alla legalizzazione delle droghe pesanti, sulla quale ho letto e sentito posizioni di persone più competenti di me che dicevano appunto, tra l'altro, che fa aumentare il consumo.
Va poi detto, secondo me, che il consumo di droghe (nei paesi occidentali, un'epidemia) origina da cause più importanti e profonde della legislazione in materia. Per farla cortissima, la causa fondamentale è la strutturazione della personalità, o meglio la sua de-strutturazione. L'aumento esponenziale di quel che gli psicologi chiamano "disturbi narcisistici della personalità" vuoel dire, in soldoni, che per molte persone è difficilissimo trovare soddisfazione e far scorrere entro argini solidi il loro desiderio.
 

Nocciola

Super Moderatore
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L'aborto legale fa aumentare gli aborti, quindi fa aumentare il conto dei morti, se la mettiamo su questo piano. Semplicemente, la legalizzazione dell'aborto implica - nella pratica anche se non nella teoria - che la vita dei bambini conta meno della libertà di decisione delle madri. Che si tratti di un omicidio secondo me è chiaro come il sole. Non c'è niente di strano, gli esseri umani uccidono da che mondo è mondo per un miliardo di ragioni più o meno fondate e serie, il minimo comun denominatore delle quali è che la persona o le persone uccise sono di ostacolo ai progetti, ai desideri e alle volontà di chi le uccide. Sono esseri umani anche le donne, quindi.
credo che dopo un post così non ci sia margine di discussione per me.
 

insane

Utente di lunga data
Di sicuro. Ricordo però che ogni aborto, legale o illegale che sia, causa sempre almeno una morte, quella del bambino.
Ecco, quand'e' che quello che cresce nel grembo di una donna e' considerato un bambino? In teoria la legge dovrebbe garantire al feto, una volta diventato cosciente (?? perdona la semplicita'), di non essere abortito, eppure nel mondo si va dalle 10 alle 24 settimane come termine ultimo per consentire un'interruzione volontaria di gravidanza. Chi ha ragione?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ecco, quand'e' che quello che cresce nel grembo di una donna e' considerato un bambino? In teoria la legge dovrebbe garantire al feto, una volta diventato cosciente (?? perdona la semplicita'), di non essere abortito, eppure nel mondo si va dalle 10 alle 24 settimane come termine ultimo per consentire un'interruzione volontaria di gravidanza. Chi ha ragione?
Il limite è determinato certamente dalla coscienza, che arriva ben oltre la nascita, ma dalla possibilità di vita autonoma (ovviamente con i limiti determinati dal fatto che nasciamo inetti) fuori dal corpo della madre.
Negli ultimi anni la medicina neonatale ha fatto progressi tali da consentire di tenere in vita feti davvero molto immaturi.
Ma finché di tratta di embrioni si è solo nel campo della potenzialità. Infatti anche in quel senso la medicina consente una interruzione molto precoce.
Chi valuta secondo i parametri della potenzialità contrasta anche la "pillola del giorno dopo".
Credo che Twin dovrebbe avere più competenze in merito al figlio fantasmatico che certamente influenza valutazioni che possono essere solo apparentemente razionali.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Ecco, quand'e' che quello che cresce nel grembo di una donna e' considerato un bambino? In teoria la legge dovrebbe garantire al feto, una volta diventato cosciente (?? perdona la semplicita'), di non essere abortito, eppure nel mondo si va dalle 10 alle 24 settimane come termine ultimo per consentire un'interruzione volontaria di gravidanza. Chi ha ragione?
Nel diritto positivo si può scrivere quel che si vuole. Qui l'aver ragione non c'entra niente, l' "avere coscienza" neanche, perchè da quando in qua si può uccidere una persona perchè priva di coscienza, per esempio se è in coma?
La storia coscienza sì/coscienza no è una cattiva trascrizione, senza capo nè coda, del dibattito, più serio, "anima sì/anima no" che riguarda il momento in cui Dio infonde l'anima nel feto. Pure quello non è che brillasse per chiarezza e risultati certi (posto che Dio esista e infonda l'anima nel feto in un momento x, come fai a saperlo con certezza? Dio non ha il numero di telefono).
 

Blaise53

Utente di lunga data
Nel diritto positivo si può scrivere quel che si vuole. Qui l'aver ragione non c'entra niente, l' "avere coscienza" neanche, perchè da quando in qua si può uccidere una persona perchè priva di coscienza, per esempio se è in coma?
La storia coscienza sì/coscienza no è una cattiva trascrizione, senza capo nè coda, del dibattito, più serio, "anima sì/anima no" che riguarda il momento in cui Dio infonde l'anima nel feto. Pure quello non è che brillasse per chiarezza e risultati certi (posto che Dio esista e infonda l'anima nel feto in un momento x, come fai a saperlo con certezza? Dio non ha il numero di telefono).
Consideriamo che dio annovera tra i "suoi" al momento del battesimo.
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Il limite è determinato certamente dalla coscienza, che arriva ben oltre la nascita, ma dalla possibilità di vita autonoma (ovviamente con i limiti determinati dal fatto che nasciamo inetti) fuori dal corpo della madre.
Negli ultimi anni la medicina neonatale ha fatto progressi tali da consentire di tenere in vita feti davvero molto immaturi.
Ma finché di tratta di embrioni si è solo nel campo della potenzialità. Infatti anche in quel senso la medicina consente una interruzione molto precoce.
Chi valuta secondo i parametri della potenzialità contrasta anche la "pillola del giorno dopo".
Credo che Twin dovrebbe avere più competenze in merito al figlio fantasmatico che certamente influenza valutazioni che possono essere solo apparentemente razionali.
La coscienza è sempre potenziale, perchè si sviluppa e può svilupparsi (oppure no) sino alla morte. I feti non sanno fare le addizioni, però sentono, pensano, sognano. Non sono capaci di autoriflessione, a quanto ci risulta. Aggiungo che la coscienza, intesa come autoriflessione, si può tranquillamente perdere anche da adulti in seguito a incidente o malattia; si può anche nascere con una coscienza diminuita rispetto alla norma, per esempio se si è affetti dal morbo di Down, e non per questo, almeno sinora, si è passibili di eliminazione legale.
Se il benchmark in cui la coscienza è ritenuta tale da qualificare giuridicamente un essere umano come persona a tutti gli effetti è quello della coscienza adulta normale, allora secondo questa logica sono legalmente eliminabili tutti i bambini fin verso i 7-9 anni, molti vecchi, tutti i malati mentali.
Il figlio fantasmatico qui non c'entra niente (c'entra spesso quando mi trovo sul lettino una paziente che ha abortito, ma questa è un'altra storia). Non sto facendo una campagna per l'abolizione della legge 184, non me ne importa niente, non è il mio mestiere e non ho ambizioni politiche.
Vorrei soltanto segnalare una cosa di estrema semplicità, cioè che quando si abortisce si uccide un bambino, non ci si sbarazza di materiale biologico. Capisco che la cosa può urtare, ma in effetti è così, e tutti i ricami ci si fanno sopra secondo me fanno veramente male alla salute mentale, anche e in particolar modo a quella di chi abortisce, perchè compiere un atto veramente grave senza volersene rendere conto è devastante per la psiche, che invece sa benissimo come stanno le cose, reagisce da par suo, e ti fa scontare condanne in confronto alle quali le sanzioni pre legge 184 fanno ridere.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
La coscienza è sempre potenziale, perchè si sviluppa e può svilupparsi (oppure no) sino alla morte. I feti non sanno fare le addizioni, però sentono, pensano, sognano. Non sono capaci di autoriflessione, a quanto ci risulta. Aggiungo che la coscienza, intesa come autoriflessione, si può tranquillamente perdere anche da adulti in seguito a incidente o malattia; si può anche nascere con una coscienza diminuita rispetto alla norma, per esempio se si è affetti dal morbo di Down, e non per questo, almeno sinora, si è passibili di eliminazione legale.
Se il benchmark in cui la coscienza è ritenuta tale da qualificare giuridicamente un essere umano come persona a tutti gli effetti è quello della coscienza adulta normale, allora secondo questa logica sono legalmente eliminabili tutti i bambini fin verso i 7-9 anni, molti vecchi, tutti i malati mentali.
Il figlio fantasmatico qui non c'entra niente (c'entra spesso quando mi trovo sul lettino una paziente che ha abortito, ma questa è un'altra storia). Non sto facendo una campagna per l'abolizione della legge 184, non me ne importa niente, non è il mio mestiere e non ho ambizioni politiche.
Vorrei soltanto segnalare una cosa di estrema semplicità, cioè che quando si abortisce si uccide un bambino, non ci si sbarazza di materiale biologico. Capisco che la cosa può urtare, ma in effetti è così, e tutti i ricami ci si fanno sopra secondo me fanno veramente male alla salute mentale, anche e in particolar modo a quella di chi abortisce, perchè compiere un atto veramente grave senza volersene rendere conto è devastante per la psiche, che invece sa benissimo come stanno le cose, reagisce da par suo, e ti fa scontare condanne in confronto alle quali le sanzioni pre legge 184 fanno ridere.
Pensa quando ci "ricama" una donna che ha subito una violenza e decide di abortire
Ricamare ?????
Da brividi l'ho già detto? Ah vero ho detto anche che uscivo dal 3D. Meglio che lo faccio davvero
 

twinpeaks

Utente di lunga data
Pensa quando ci "ricama" una donna che ha subito una violenza e decide di abortire
Ricamare ?????
Da brividi l'ho già detto? Ah vero ho detto anche che uscivo dal 3D. Meglio che lo faccio davvero
Chi ha subito violenza e abortisce non ha nessun bisogno di ricamare, di solito odia il bambino che porta in grembo perchè è il frutto della violenza che ha subito e gliela ricorda, ossessionandola. Se riesce a non odiare il bambino che porta in grembo non abortisce, e se non se la sente di fargli da madre lo dà in adozione.

"Ricamare" = derubricare l'atto dell'aborto, nascondendosi più o meno efficacemente la sua realtà, che è, come ognun sa, l'uccisione di un bambino. La derubricazione perfetta è dire e dirsi che il bambino non è una persona umana, ma materiale biologico (tutti siamo, anche, se considerati sotto il profilo biochimico, "materiale biologico").

E' la stessa strategia di derealizzazione che si persegue sempre quando di vuole uccidere qualcuno, specie se se ne vogliono uccidere tanti: si disumanizza. Per esempio, si disumanizza con una ideologia politica (nemico di classe, appartenente a una razza inferiore e nemica, e via dicendo) o in questo caso scientista (non è una persona, è privo di coscienza per cui è materiale biologico). Lo si fa perchè ci sono forti inibizioni a uccidere, che così si superano più facilmente.
 

spleen

utente ?
Consideriamo che dio annovera tra i "suoi" al momento del battesimo.
Dio (ammesso che esista) annovera l' intero universo, il prima ed il dopo , il grande ed il piccolo "tra i suoi".
 
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