Ho sempre creduto di essere troppo gelosa,non ho mai pensato però di dover ricorrere ad una pscicoterapia, sono disposta a farla, intendiamoci, ma non credevo di essere come giustamente voi mi percepite. Più che altro perché nel momento in cui ho scritto qui l avevo fatto unicamente per avere un parere e sapere come altre persone si sarebbero comportate di fronte ad una telefonata come quella ricevuta da mio marito..non avevo mai analizzato fino in fondo i miei comportamenti..
Ciao
La questione non è la gelosia. La gelosia è solo un prodotto.
La questione per cui ti farebbe bene cercare uno spazio in cui collocare quello senti, è che quello che senti non ti permette di avere una buona qualità della vita. E, d come ti descrivi, da sola non riesci a svoltare e darti quiete.
Non è un male avere bisogno di farsi aiutare a guardare da prospettive diverse dalla propria. E' un arricchimento (anche se svuota il portafoglio

).
La cosa aggrovigliata è che passi per lui (suoi comportamenti, inganni, etc veri o falsi che siano poco conta) per spiegarti - ma evitandoti - te stessa e quello che ti impedisce di abbandonarti nella relazione con lui. Implicazioni del caso incluse. (e di fondo c'è il dolore.)
Abbandonarti alla relazione con lui significa anche, e principalmente, abbandonarti alla relazione con la te che ha una relazione con lui.
E la te che ha una relazione con lui è la te che ha vissuto la tua vita fino ad ora.
DI base, non è possibile, in nessun tipo di relazione, nemmeno in quella con i figli, avere un controllo tale dell'altro da sapere non semplicemente quello che fa, ma le intenzioni legate a quel fare (e in questo dominio ci sono radici della gelosia). E men che meno si possono controllare le emozioni dell'altro.
Già è un lavoraccio gestire le proprie e renderle accessibili anche semplicemente a se stessi.
Il controllo, fra l'altro, si nutre di se stesso. E tende a diventare, in termini di meccanismo, come una dipendenza.
Quello che sembra sufficiente per sedare il malessere un giorno, non è più sufficiente nei giorni successivi.
In una spirale che sparge malessere. Dentro e fuori.
L'imposizione razionale, a mio parere, non basta. Non basta distrarre la mente.
Perchè la mente continua a lavorare comunque ed è bravissima ad unire i puntini per creare l'immagine che ci si aspetta (più o meno consapevolmente) di vedere.
E questo è l'altro motivo per cui uno spazio di elaborazione di quello che ti si muove dentro riguardo l'abbandonarti non solo alla relazione, quello è relativamente facile, ma all'evenienza che quella relazione possa contenere un tradimento (in una delle sue molteplici forme) potrebbe esserti di aiuto.
Lui, in ogni caso, potrebbe portarti l'acqua del mare con le orecchie. Ma non basterebbe mai.
La gelosia è un dialogo con se stessi.
Fondamentalmente.
Poi magari lui ti sta davvero tradendo.
E' una delle possibilità che sono comprese nello stare in relazione. Se non foste in relazione, non potrebbe tradirti, non pensi?
Per paradosso, il fatto che tu abbia paura che lui ti tradisca è, a rovescio, un tuo modo per confermare l'esistenza della vostra relazione. (ma in questo modo la disconfermi a lui, quasi come a predire un fallimento di voi).
E' uno specchio storto però quello che stai usando. E non produce benessere.
Forse la domanda potrebbe essere "perchè cerchi malessere in una relazione in cui, per come la descrivi, adesso come adesso - "del doman non c'è certezza" - c'è benessere?
Perchè non ti concedi al benessere?
In ogni caso io sono un possessiva.
Se non facessi posto a questa parte di me prima in me e poi nella relazione, non starei bene.
Mi mancherebbe sempre una parte fondante il mio essere e la mia storia.
