Minerva
io
fantozzi è lei?Insomma sei egocentrica.
fantozzi è lei?Insomma sei egocentrica.
...al di là del panorama, comunque affascinante, affascinante il tuo "viaggiare" tra le pareti del dolore...Certo che ho sofferto per i miei sentimenti, mi pare ovvio.
Ma per me il dolore si trasforma presto in rabbia e reazione. Non sono una che ci resta sotto a lungo.
Mi faccio incazzare e mi sento patetica.
E sto talmente male per l'immagine di me che mi ritrovo negli occhi da volermene liberare al più presto.
E reagisco. E vado avanti. Chiudo. E giro la pagina.
Un tempo sfuggivo. Chiudevo in un comparto stagno e "dimenticavo". Atomizzavo. Rimaneva la rivalsa. Ed era una delle energie primarie per me.
Adesso ho imparato a lasciar fluire il dolore per liberarlo. E la rivalsa non c'è più.
Anche adesso comunque, di fronte ad un dolore, prima reagisco e faccio quello che devo per liberarmi della fonte del dolore.
Poi mi concedo di soffrire. Ma a quel punto il dolore è già fluito nel fare per me.
Certi dolori mi sono costretta a fermarmi e sentirli. Altri ho dovuto recuperarli dalle stanze chiuse del passato, che stavano diventando sacche pesanti e ingombranti.
Forse per questo meccanismo non ho mai "amato" non corrisposta.
Nel senso che se non sono corrisposta, e mi è capitato mica che no di non essere voluta, non mi è mai successo di continuare a desiderare l'altro.
Mi sento patetica. E mi sembra di mancarmi di rispetto. E di elemosinare cose.
Se non mi sento voluta spontaneamente, anche solo il pensiero dell'altro mi fa incazzare con me stessa, che mi sembra di essere una mendicante. E mi umilia ai miei stessi occhi.
Quindi non permango in quello stato. E' oltre la mia tolleranza.
Soffro per la delusione. E non di lui. Ma della mia valutazione di lui.
Soffro per la rabbia, nei miei confronti, di non essere stata abbastanza attenta nel valutare il desiderio dell'altro per me.
Giro immediatamente su di me insomma, e in questo modo l'altro scompare. Piuttosto velocemente.
Trasformavo e trasformo in sfida, il rifiuto di me. Sfida con me stessa.
Il rovescio della medaglia è che sferzo me stessa, non avendo l'altro su cui dirigere.
Il senso trova posizione anche nel confronto col non senso. Esistono entrambi, e si intrecciano...creando significati e sfumature...Quoto.
scopare senza la voglia di conoscere e condividere è appena un po meglio di farsi una sega, o un ditalino, visto dall'altra parte, non che ci sia niente di male nel masturbarsi, ma questo rimane, onestamente.
Aggiungo che non è da tutti, non da me per esempio, e non perchè la cosa sia disprezzabile in se, solo non aderisce al mio "essere", per quello che ho capito di me.
Perchè tutta la discussione che si è sviluppata, ruota in definitiva attorno ad una cosa: Al "significato" del sesso in se.
C'è chi dice che puo anche non avere nessun senso oltre al piacere,
c' è chi (come moi) pensa che abbia un significato più profondo: cioè che il piacere sia solo il dono della natura per indurci a far sesso, il mezzo per perpetuare i nostri geni,
e nella estensione culturale che dò io il tentativo di fusione intima tra due persone.
E non ci puo essere fusione senza conoscenza.
Ecco perchè il sesso con amore ha altro sapore.
E se dovessi scegliere è charo per me cosa fare.
Io non voglio "riassettare" il mondo, non ne ho compito nè mezzi, io cerco di scoprire e di adattarmi a quella realtà oggettiva che mi comprende nel mondo, non sono un alieno caduto qui per caso. E' per questo che per me stesso cerco i significati delle cose e dei gesti. E' un mio limite?
Poi sì, si puo anche pernsare che tutto non abbia senso alcuno se non la nostra soggettività, e va anche di moda oggi come oggi.
E che ne so?i cazzi che sembrano quadri mi pare troppo vaga come definizione: arte moderna, contemporanea, astratta?
Quoto.Il senso trova posizione anche nel confronto col non senso. Esistono entrambi, e si intrecciano...creando significati e sfumature...
Io penso che ci sia spazio per tutti i bisogni...che variano, nel tempo e nei momenti.
E penso sia importante non rimanere aggrappati e lasciarsi evolvere...
Anche l'amore, se ci resta aggrappati e non lo si lascia evolvere rischia di diventare ossessione...tante storie di dipendenza nascono anche da questo...
bahE che ne so?
Alcuni però son proprio belli![]()
Per me c'è un top, un grande, un forse, un "du palle" un "fico" un "che cazzo ci faccio".. E ancora alcuni "non saprei".. Che magari colmero come no...Per me è meglio la masturbazione
Per il resto ovviamente quoto
Io non nego il confronto, nè il percorso, contesto che siano diventati la sostanza, che è cosa ben diversa.Il senso trova posizione anche nel confronto col non senso. Esistono entrambi, e si intrecciano...creando significati e sfumature...
Io penso che ci sia spazio per tutti i bisogni...che variano, nel tempo e nei momenti.
E penso sia importante non rimanere aggrappati e lasciarsi evolvere...
Anche l'amore, se ci resta aggrappati e non lo si lascia evolvere rischia di diventare ossessione...tante storie di dipendenza nascono anche da questo...
Secondo me.. Dipende dal senso che si da al confronto...Io non nego il confronto, nè il percorso, contesto che siano diventati la sostanza, che è cosa ben diversa.
Perchè i disastri come quelli dell' amore storpiato non nascono dalla staticità in se', ma dalla visione distorta e inconsapevole di quello che si è appunto...... "diventati".
... e poi tutto diventa arte...i cazzi che sembrano quadri mi pare troppo vaga come definizione: arte moderna, contemporanea, astratta?
Ipazia esci da questo cordpoPer me c'è un top, un grande, un forse, un "du palle" un "fico" un "che cazzo ci faccio".. E ancora alcuni "non saprei".. Che magari colmero come no...
Ma a me interessa molto conoscere i percorsi del mio "fico" o del mio "top", e percorrere i percorsi di altri che magari portano al loro "forse" o al loro "che cazzo ci faccio"... Ove ne intravedo uno straccio di tragitto, e non solo il nome della località finale, o poco più..
Quoto.
scopare senza la voglia di conoscere e condividere è appena un po meglio di farsi una sega, o un ditalino, visto dall'altra parte, non che ci sia niente di male nel masturbarsi, ma questo rimane, onestamente.
Aggiungo che non è da tutti, non da me per esempio, e non perchè la cosa sia disprezzabile in se, solo non aderisce al mio "essere", per quello che ho capito di me.
Perchè tutta la discussione che si è sviluppata, ruota in definitiva attorno ad una cosa: Al "significato" del sesso in se.
C'è chi dice che puo anche non avere nessun senso oltre al piacere,
c' è chi (come moi) pensa che abbia un significato più profondo: cioè che il piacere sia solo il dono della natura per indurci a far sesso, il mezzo per perpetuare i nostri geni,
e nella estensione culturale che dò io il tentativo di fusione intima tra due persone.
E non ci puo essere fusione senza conoscenza.
Ecco perchè il sesso con amore ha altro sapore.
E se dovessi scegliere è charo per me cosa fare.
Io non voglio "riassettare" il mondo, non ne ho compito nè mezzi, io cerco di scoprire e di adattarmi a quella realtà oggettiva che mi comprende nel mondo, non sono un alieno caduto qui per caso. E' per questo che per me stesso cerco i significati delle cose e dei gesti. E' un mio limite?
Poi sì, si puo anche pernsare che tutto non abbia senso alcuno se non la nostra soggettività, e va anche di moda oggi come oggi.
Capisco. Sai che non ricordo adulazioni di questo tipo per me? Nè da pari età, nè da diversa età.
Ero troppo dentro alle dinamiche dei gruppi di maschi per poter fare con me il giochetto che facevano con le altre ragazze e che magari avevano condiviso fino a poco prima, raccontando e gloriandosene o anche raccontando della delusione e del dolore.
Sempre stata "amica" degli uomini che ho avuto. E sempre scelto prevalentemente maschi come amici.
Quindi tendenzialmente li avevo già sentiti parlare di seghe e affini, ero spesso la confidente...la magia dell'adulazione era bruciata in partenza
Quanto al 36enne e al 43enne, situazione imparagonabile...mi sa.
Io e il tipo avevamo fatto un patto. A me servivano cose che aveva lui, e a lui servivano cose che avevo io.
Mi incuriosiva e volevo imparare cose. Anche per differenza. Di età, visioni della vita, esperienze.
Mi ricordo che ci eravamo messi al tavolino del bar in cui andavamo entrambi e avevamo discusso le rispettive esigenze e i rispettivi limiti. E aveva avuto a che fare con tutto, tranne che con l'adulazione.
Mi ricordo che in quel periodo mi divertivo tantissimo a smontare chi si metteva ad adularmi, quindi di fronte alle delicatezze del corteggiamento post adolescenziale, io mi rompevo le storie e concludevo il teatro con "senti se vuoi scopare, chiedi. Non c'è bisogno di tutta questa scena".
E mi divertiva vedere le facce della dissonanza, che per quanto facessero i machi della situazione, si stranivano del cambio di protocollo...mi divertiva molto, vederli balbettare un sì per dovere che non aveva il minimo riscontro nella determinazione...
Con lui era interessante il fatto che, per esempio, ovviamente non si dissonava...quindi i giochetti per dissonarlo dovevano essere più complessi e articolati. Era uno degli aspetti che lo rendevano interessante ai miei occhi.
ma è facilissimo..Ipazia esci da questo cordpo
Non ho capito nulla
anche.. se io ora dico che oggi vado a scopare con una che si fa sculacciare.. e che immagino da lunedì ne abbia scopati una decina...
che succede?..
chi dice: Pensa a tua moglie!
chi dice: pensa a tuo figlio!
chi dice : pensa a tua zia!
chi dice: pensa a dargliele sode!
Perché??...
che emozioni si generano in ognuno di noi..?
perché no!anche
pensa alla salute!
Secondo me.. Dipende dal senso che si da al confronto...
Io sento a questo livello l equivoco.
Se io "confronto" 2 compiti di matematica con risultati diversi, e dei quali uno è giusto.. Il confronto ricerca l errore in uno dei due compiti.
Ma se confronto due temi di italiano, al di là dei dAsse o di altri errori di ortografia, il confronto non può aver altro scopo che prendere spunti, idee, visioni e prospettive, l uno dalla altro
E non a ricercare "errori"