L'importante è nn perdere di vista il rispetto per sè stessi.... Non sto a dilungarmi su quello che ho passato io, ti dico solo che oltretutto abitavo lontano e non avevo nemmeno l'appoggio della mia famiglia e poi nn lavoravo, dipendevo completamente da lui..... mi è venuto l'esaurimento, gli attacchi di panico, pesavo 48 kg, vivevo tenendo tutta la sua roba sotto controllo, dalle mutande nel cassetto al conto corrente, dalla posizione delle ruote della macchina per vedere se si era spostato alla spasmodica e continua ricerca di prove per cercare di aprire gli occhi..... Mi facevo solo del male e non ero più io! Fino ad arrivare a tentare di farla finita.... Quel giorno mi sono guardata allo specchio in ospedale e mi sono detta: "ne vale la pena?" Mia figlia aveva bisogno di una famiglia si, ma di una famiglia serena.....meglio un genitore unico che sta bene che due che stanno male che si odiano e si fanno la guerra. Anch'io non cucinavo/stiravo/pulivo più per lui ma cmq ce l'avevo in casa, nel letto, nel cervello tutto il giorno....mi dava fastidio perfino sentire come respirava e come camminava..... Poi la resurrezione! e' difficile, devi trovare dentro di te la forza per riprenderti quello che ti appartiene, soprattutto il rispetto e la dignità.
Poi una volta fatto il grande passo (che fa male eh, fa un male terribile e insopportabile, che ti porterai dentro sempre), la strada è in discesa e tu e tuo figlio sarete le priorità, non lui coi suoi capricci e con le sue esigenze. La vita è troppo breve per non viverla come più meritiamo. Pensaci.
Un abbraccio.