Questo fa parte anche di molte teorie alla base delle arti marziali "interne". Ed in questi casi non ci si riferisce solo alla vulnerabilità fisica.....
Il coraggio di origine istintiva è più facile da applicare, in quanto a comandare (spesso a volte contro l'individuo stesso, per assurdo che appaia) è la componente più "naturale", semplice della persona.
Il coraggio morale, invece, quello che coscientemente relega i propri istinti in un angolo, li sopisce e li controlla in favore di azioni volte a tutelare non sè stessi ed i propri confessi e non confessi egoismi, ma dei princìpi riconosciuti come umanamente più forti, è difficile da possedere e da applicare, ed a volte cade, proprio per la sua natura "discreta" ignorato e dimenticato, quando non fatto passare da viltà.
Molti eroi di guerra furono convinti dalla propaganda e dall'indottrinamento militarista che il loro sacrificio sarebbe stato necessario, per questo non sono considerabili meno coraggiosi, anche se il loro coraggio a volte, anzi, molto spesso, fu inutile.
Purtroppo molti altri "eroi" lo furono sulla pelle di altri, e furono mossi solo dal desiderio di affermazione personale, avidità, sete di potere, presunzione. Alcuni divennero personaggi storici, altri i soliti eroi morti, perchè gli era andata male, altri divennero annoverati tra i "cattivi" della storia in quanto ebbero la sfortuna di perdere le battaglie.
La storia la scrivono i vincitori, e non tutti per diritto dettato dal coraggio.