Meghillat Esther? Quella di Mordechai???
Mardocheo?
Si e se ne leggono due passi nella liturgia...che ti cerco dal messale...che ahimè qui non ho...
Il libro fa parte dei racconti biblici dell’epoca post-esilica ( 480 a.C). Narra la storia di Ester una ragazza ebrea che, divenuta regina, salva il suo popolo dallo sterminio.
E’ una storia avvincente, ricca di ironia e colpi di scena, simile ad un romanzo. Dietro questa apparente semplicità si nascondono temi storici e teologici che percorrono la fede biblica, in particolare l’Esodo, quale evento di liberazione del popolo.
Ester è deportata da Gerusalemme durante l'invasione di Nabucodonosor re di Babilonia. Orfana dei genitori è adottata da un suo parente, Mardocheo (2,7). Vivono a Susa, città di Babilonia dove il re persiano trascorre l’inverno. Il re Assuero cerca una moglie tra le ragazze del suo regno. Tra tutte le vergini persiane solo l’ebrea Ester, per la sua bellezza, lo colpisce: “(la) amò più di tutte le altre donne… le pose in testa la corona regale e la fece regina" (2,7.17). Così Ester da orfana diventa la moglie del re.
Essa, però, pur vivendo negli agi della corte, non permette che la sua fede sia scalfita dal paganesimo; confessa al Signore: "Detesto l’emblema della mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare comparsa" (4,17v ), ed ha conservato il suo cuore integro per il Signore: "la tua serva non ha gioito di nulla se non di Te, Signore, Dio di Abramo" (4,17y).
La scena si tinge di toni drammatici e colpi di scena, quando il ministro del re, Amàn esige che tutti si prostrino dinanzi a lui. Mardocheo si rifiuta. Amàn trama lo sterminio del popolo ebraico. Solo lei, la regina può intervenire e intercedere presso il re per il suo popolo. L’impresa è difficile perché Ester è regina ma non ha poteri. Si raccomanda a Dio e rischia la vita, presentandosi al re senza essere stata chiamata. La sua bellezza e la sua fragilità (…sviene dalla paura) commuovono il re Assuero che si mostra pronto a rispondere a tutte le sue richieste. Ester con prudenza e sapienza lo informa del complotto che Amàn trama verso il suo popolo. Le ‘sorti’ cambiano: il popolo è salvato e il cattivo Amàn appeso al palo.
Il libro di Ester definito anche ‘libro profano’ a causa del contesto carnevalesco dove la storia è ambientata è, al contrario, una risposta matura alla condizione di Israele costretto a vivere senza i punti di riferimento tradizionali della sua identità nazionale e religiosa. In questo senso, questo libro biblico è come una “teologia della diaspora” e mette a fuoco la responsabilità del credente, chiamato a vivere la sua fede, in mezzo ai pagani. Ma è anche un "midrash" sull’Esodo: in questo caso, non un Mosè, ma una donna, che nel nome di Dio rischia la sua vita per gli altri, è strumento di salvezza del popolo.