@ologramma
@Barebow
Mi avete fatto ricordare il freddo della camera da letto, nella casa dei nonni, ed il tepore della borsa di acqua calda in fondo al letto con i piedi che la toccavano per riscaldarsi. E che appena entravo nel letto mi muovevo per riscaldarmi e riscaldare le lenzuola. Per non dire la ritrosia a lasciare il letto caldo al mattino seguente.
Anche mio nonno materno era imprenditore agricolo (come per
@Pincopallino) e nella casa in paese l' unico riscaldamento era dalla cucina-stufa a legna.
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Torno sulla questione originaria della discussione sui bambini allontanati dalla famiglia. Non conosco bene i fatti ma azzardo alcune considerazioni.
La questione che avrebbe indotto il Tribunale ad intervenire così pesantemente sarebbe il perdurare di una condizione di isolamento sociale dei bambini, che si potrebbe aggravare in un ambiente linguisticamente isolato. Alla radio ho sentito parlare il padre Nathan Trevillion in un italiano stentatissimo. Non so la madre, Catherine Birgingham, ma potrebbe essere nella stessa situazione. A quel punto, all' isolamento fisico si aggiunge l' isolamento sociale aggravato dalla barriera linguistica. Dove i figli imparano a relazionarsi con i loro pari età?
Se così fosse, potrebbe essere decisivo che i bambini (6-8 anni di età) rischiano di diventare asociali proprio all' età in cui la socializzazione deve realizzarsi. Più si va avanti e più diventa difficile recuperare dopo. È lo stesso principio della istruzione obbligatoria. Non è che la puoi fare a qualsiasi età. Non c' è libera scelta, è un dato di fatto.
Secondo la nostra Costituzione, va tutelato il bene dell' individuo/bambino prima della libertà di stile di vita dei genitori. Finché sono minorenni, lo Stato li tutela affinché siano parte della società a pieno titolo Non è solo una questione di istruzione ma di come ci si relaziona nella società ed al vivere in collettività.
Per fare quello che cerca quella coppia, secondo me, i genitori dovrebbero tornare in un paese anglosassone, così da eliminare almeno la barriera linguistica e favorire al massimo l'effetto dei pochi contatti che mantengono con gli altri bambini (con istruzione impartita dai genitori anglofoni).
La non stanzialità della famiglia (come nel caso dei Rom) impedisce qualsiasi controllo delle istituzioni italiane. In questo caso, invece, la vita della famiglia nei boschi abruzzesi tende alla stanzialità, da tempo
Temo pure che i genitori abbiano assunto posizioni oltranziste (come gli hippies degli anni '60 e '70 negli USA) e che, in ogni caso, non sia stata stabilita una corretta comunicazione linguistica tra coppia genitoriale e assistenti sociali e psicologi. Il padre (sentito alla radio) sembrava pensare che fosse questione di costruire un bagno per risolvere ogni problema, da quello che ho sentito. Invece, è questione di isolamento sociale.
Non c' è stata corretta comunicazione, forse, ed il risultato è che non si capisce da parte delle Autorità, quale sia il modo di pensare dei genitori. O lo si conosce e non è condivisibile, perché loro violano le regole della Costituzione italiana.
Speriamo che si trovi una soluzione non traumatica per attuare l' inserimento sociale del bambini. Ci vorrebbe una mediazione culturale fatta da persone capaci. E disponibilità dei genitori a fare quello che è necessario.