Cosa ne pensate?

hammer

Utente di lunga data
Vero, converrai però che far vivere un bambino nell'età in cui assorbe tutto in un ambiente che lo fa sentire allo stato brado alla lunga non fan bene, mica siamo dei tarzan.
Se sei un genitore hai una diversa percezione delle situazioni quando senti che dei bambini sono stati tolti ad una famiglia.
Specie in un caso come questo dove pare non vi fosse una situazione particolarmente grave.
 

Gaia

Utente di lunga data
Vero, converrai però che far vivere un bambino nell'età in cui assorbe tutto in un ambiente che lo fa sentire allo stato brado alla lunga non fan bene, mica siamo dei tarzan.
E chi lo dice?
ma soprattutto considerando i curricula dei due genitori io credo che siano altri i bambini che vivono allo stato brado. Basta andare a fare la spesa di sabato per accorgersene.
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Se sei un genitore hai una diversa percezione delle situazioni quando senti che dei bambini sono stati tolti ad una famiglia.
Specie in un caso come questo dove pare non vi fosse una situazione particolarmente grave.
Posso immaginare il dolore dei genitori ma oggi per me non è ammissibile che un bambino in un età in cui si sviluppa carattere e posizione in senso psico fisico, insomma uno che deve avere i piedi ben piantati in un mondo in continua evoluzione possa essere uno scemo del bosco. Almeno la scuola... per la compagnia sociale.
Io sono il primo a dire che il contatto con la natura sia importante ma a tutto c'è il limite
 
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jack-jackson

Utente di lunga data
E chi lo dice?
ma soprattutto considerando i curricula dei due genitori io credo che siano altri i bambini che vivono allo stato brado. Basta andare a fare la spesa di sabato per accorgersene.
I curricula dei due allo stato brado vorrai dire. Queste persone non mi sono mai state simpatiche, aldilà degli zingari
 

Nicky

Utente di lunga data
Non ho un'idea precisa.
Penso che sono intervenuti diversi professionisti, tra cui un giudice, e quindi sono cauta, perché la conoscenza dei fatti non la possiamo avere, mentre i professionisti avevano elementi più approfonditi per valutare.
Non penso sia giusto allontanare dai genitori i figli solo per scelte alternative, ma avevano già rischiato la vita per l'intossicazione alimentare, non so se, quindi ci siano fatti che non si conoscono e non possono essere rivelati.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Partendo che ognuno è libero di scegliere come vivere, da adulto.
Da bambino si dovrebbe invece avere la possibilità di vivere l' infanzia in un modo spensierato..
Sicuramente vivere in mezzo alla natura è incantevole se fatto con i dovuti confort, loro vivevano invece come se fossero nel 1800, e soprattutto isolati
Non trovo giusto togliere la socializzazione a dei bimbi che non hanno chiesto loro do nascere
È una scelta che si dovrebbe fare in età adulta, quando si hanno le capacità di giudizio, non viverla come una scelta imposta
Che ci piaccia o meno facciamo parte di una società strutturata
Se ognuno facesse ciò che vuole si andrebbe a puttane più velocemente di come cmq stiamo già andando
Sicura sicura?
I miei nonni vivevano in cascina, hanno imparato a scrivere e leggere a casa, mai andati a scuola.
Nessun vaccino, han fatto due guerre, hanno sparato, erano partigiani comunisti, quelli tanto perculati dai bambocci attuali, hanno sparato ai fasci che rastrellavano i contadini e i diversi per mandarli al treno.

Eppure erano imprenditori agricoli con terreni e case di proprietà e sono morti tutti e 4 over 95.
Han tirato su figli e lasciato loro cospicue proprietà.

Tornassimo tutti a vivere con ciò che ci dà la natura e basta, ma tutti però ed in tutto il mondo, non sono così sicuro che con le conoscenze attuali si regredisca.
 

Gaia

Utente di lunga data
Sicura sicura?
I miei nonni vivevano in cascina, hanno imparato a scrivere e leggere a casa, mai andati a scuola.
Nessun vaccino, han fatto due guerre, hanno sparato, erano partigiani comunisti, quelli tanto perculati dai bambocci attuali, hanno sparato ai fasci che rastrellavano i contadini e i diversi per mandarli al treno.

Eppure erano imprenditori agricoli con terreni e case di proprietà e sono morti tutti e 4 over 95.
Han tirato su figli e lasciato loro cospicue proprietà.

Tornassimo tutti a vivere con ciò che ci dà la natura e basta, ma tutti però ed in tutto il mondo, non sono così sicuro che con le conoscenze attuali si regredisca.
Io sono stata 15 giorni in mezzo al nulla, telefono che prendeva solo nel centro abitato. Piedi nell’erba, pranzi lenti con cose dell’orto, vino quello buono che lascia il bicchiere rosso e vi giuro ero un’altra. Tornata alla ‘civiltà’ ho capito che si va tutto troppo di corsa per assaporare le cose, pure un semplice bicchiere di vino nel pieno silenzio, al tramonto.
potessi farlo lo farei tutti i giorni. Se potessi trovare una soluzione lavorativa come loro non mi vedrebbero più nella civiltà.
 

Barebow

Utente di lunga data
Io sono stata 15 giorni in mezzo al nulla, telefono che prendeva solo nel centro abitato. Piedi nell’erba, pranzi lenti con cose dell’orto, vino quello buono che lascia il bicchiere rosso e vi giuro ero un’altra. Tornata alla ‘civiltà’ ho capito che si va tutto troppo di corsa per assaporare le cose, pure un semplice bicchiere di vino nel pieno silenzio, al tramonto.
potessi farlo lo farei tutti i giorni. Se potessi trovare una soluzione lavorativa come loro non mi vedrebbero più nella civiltà.
Si ma quei 15 giorni sono stati scelti, magari con le condizioni climatiche migliori, poi però se vivi sempre in posto, non sempre è così idilliaco. D'inverno si sta chiusi in casa a guardare la TV e a ciarlare sui forum. 😂
 

Nicky

Utente di lunga data
Io sono stata 15 giorni in mezzo al nulla, telefono che prendeva solo nel centro abitato. Piedi nell’erba, pranzi lenti con cose dell’orto, vino quello buono che lascia il bicchiere rosso e vi giuro ero un’altra. Tornata alla ‘civiltà’ ho capito che si va tutto troppo di corsa per assaporare le cose, pure un semplice bicchiere di vino nel pieno silenzio, al tramonto.
potessi farlo lo farei tutti i giorni. Se potessi trovare una soluzione lavorativa come loro non mi vedrebbero più nella civiltà.
Ma scegliamo la civiltà perché alla fine se ci intossichiamo con i funghi in ospedale ci salvano, con le medicine e la plastica.
A tutti i miei nonni sono morti figli piccoli, perché non c'erano le cure e il benessere attuale.
Poi stare nella civiltà non vuol dire non potersi assaporare un bicchiere di vino, alla fine se si corre tutto il tempo forse è perché lo si vuole anche un po'.
 

Barebow

Utente di lunga data
Sicura sicura?
I miei nonni vivevano in cascina, hanno imparato a scrivere e leggere a casa, mai andati a scuola.
Nessun vaccino, han fatto due guerre, hanno sparato, erano partigiani comunisti, quelli tanto perculati dai bambocci attuali, hanno sparato ai fasci che rastrellavano i contadini e i diversi per mandarli al treno.

Eppure erano imprenditori agricoli con terreni e case di proprietà e sono morti tutti e 4 over 95.
Han tirato su figli e lasciato loro cospicue proprietà.

Tornassimo tutti a vivere con ciò che ci dà la natura e basta, ma tutti però ed in tutto il mondo, non sono così sicuro che con le conoscenze attuali si regredisca.
Io i primi sei anni di vita li ho vissuti coi nonni contadini, entrambi con la terza elementare, non avevano l'acqua corrente, vivevano di sussistenza, non c'erano auto, le strade non erano asfaltate, praticamente l'età del ferro, erano gli anni '60.
Questo non mi ha impedito di frequentare l'asilo del paese e poi anche la scuola.

Qualche mese fa mi sono messo a ricostituire il mio albero genealogico consultando gli atti originali di nascita e matrimonio del mio comune dal 1840 al 1900.
Si trovano su internet sul sito antenati.
Ho verificato che più o meno un nato su quattro o cinque pagine nasceva morto in piu c'erano molti più aborti spontanei, mia nonna ne aveva avuti sette.
Quindi ora sappiamo solo la storia di chi ce l'ha fatta.
 
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ologramma

Utente di lunga data
Io i primi sei anni di vita li ho vissuti coi nonni contadini, entrambi con la terza elementare, non avevano l'acqua corrente, vivevano di sussistenza, non c'erano auto, le strade non erano asfaltate, praticamente l'età del ferro, erano gli anni '60.
Questo non mi ha impedito di frequentare l'asilo del paese e poi anche la scuola.

Qualche mese fa mi sono messo a ricostituire il mio albero genealogico consultando gli atti originali di nascita e matrimonio del mio comune dal 1840 al 1900.
Si trovano su internet sul sito antenati.
Ho verificato che più o meno un nato su quattro o cinque pagine nasceva morto in piu c'erano molti più aborti spontanei, mia nonna ne aveva avuti sette.
Quindi ora sappiamo solo la storia di chi ce l'ha fatta.
Io sono nato subito dopo la seconda guerra mondiale, in casa non avevamo le comodità di oggi, termosifoni niente solo fuoco in cucina , bagno o doccia neanche , c'era solo una tazza fuori val balcone ,mentre poco prima c'era il cosiddetto buco ,dove si facevano i bisogni,ci si lavava con il famoso trittico che c'era nelle camere da letto .
Già li scrissi qui su metteva un grosso recipiente sul fuoco a legna e ci si faceva il bagno in una bagnarola di metallo avevo tre o quattro anni.
Poi mio padre ,fece dei lavori ,ridusse la grande cucina e ricavò il bagno interno venne l'acqua potabile , il riscaldamento niente c'erano le vecchie cucine di ghisa con il fuoco della legna
Cambiato casa dopo la fine delle elemmetari, la vecchia cucina a legna cera ancora ,ma si ebbero i primi fuochi con gas in bombole, quando ebbi tredici anni mio padre i primi riscaldamenti elettrici , e quando mi preparavo per la maturità tecnica ,mise i classici termosifoni di ghisa.
Inutile dire che ho attraversato il vero boom italiano e le grandi innovazioni.
I miei genitori avevano fatto scuole elementari ,mio padre scuola d'arte , ma erano già lavoratori precoci ,mia madre sarta e mio padre artigiano,
Ecco perché ho mancanze nelle basi dell'italiano letto e scritto.
Io so per grandi linee da che deriva il mio cognome ,si dice che i miei avi erano al seguito dei lanzichenecchi quando fecero il sacco di Roma.
Leggenda o dicerie , tant'è che il nostro cognome era riportato nelle cronache scritte in chiesa , era comune e aveva superato la peste del 1600 , dopo sta cronologia che non ho mai verificato ,ma per certo siamo una moltitudine ,per chi mi è amico social sa che faccio parte di un nutrito gruppo di miei portatori sparsi nel mondo con lo stesso cognome .
Non per questo mi sono sempre dichiarato il nonno del forum💪
 

Barebow

Utente di lunga data
Io sono nato subito dopo la seconda guerra mondiale, in casa non avevamo le comodità di oggi, termosifoni niente solo fuoco in cucina , bagno o doccia neanche , c'era solo una tazza fuori val balcone ,mentre poco prima c'era il cosiddetto buco ,dove si facevano i bisogni,ci si lavava con il famoso trittico che c'era nelle camere da letto .
Già li scrissi qui su metteva un grosso recipiente sul fuoco a legna e ci si faceva il bagno in una bagnarola di metallo avevo tre o quattro anni.
Poi mio padre ,fece dei lavori ,ridusse la grande cucina e ricavò il bagno interno venne l'acqua potabile , il riscaldamento niente c'erano le vecchie cucine di ghisa con il fuoco della legna
Cambiato casa dopo la fine delle elemmetari, la vecchia cucina a legna cera ancora ,ma si ebbero i primi fuochi con gas in bombole, quando ebbi tredici anni mio padre i primi riscaldamenti elettrici , e quando mi preparavo per la maturità tecnica ,mise i classici termosifoni di ghisa.
Inutile dire che ho attraversato il vero boom italiano e le grandi innovazioni.
I miei genitori avevano fatto scuole elementari ,mio padre scuola d'arte , ma erano già lavoratori precoci ,mia madre sarta e mio padre artigiano,
Ecco perché ho mancanze nelle basi dell'italiano letto e scritto.
Io so per grandi linee da che deriva il mio cognome ,si dice che i miei avi erano al seguito dei lanzichenecchi quando fecero il sacco di Roma.
Leggenda o dicerie , tant'è che il nostro cognome era riportato nelle cronache scritte in chiesa , era comune e aveva superato la peste del 1600 , dopo sta cronologia che non ho mai verificato ,ma per certo siamo una moltitudine ,per chi mi è amico social sa che faccio parte di un nutrito gruppo di miei portatori sparsi nel mondo con lo stesso cognome .
Non per questo mi sono sempre dichiarato il nonno del forum💪
I termosifoni li ho avuti solo dopo sposato a 25 anni, prima solo stufe a gas e solo in salotto, camera da letto gelida e bagno pure.
Per questo reggo bene il freddo.
 
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gvl

Utente di lunga data
Non prendo posizione. Espongo solo quello che circola nel web. L' opinione generale è comunque a favore di questa famiglia.
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Nicky

Utente di lunga data
Non prendo posizione. Espongo solo quello che circola nel web. L' opinione generale è comunque a favore di questa famiglia.
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A me queste levtate di scudi nei social spaventano, perché stiamo parlando di bambini, che dovrebbero essere protetto in primo luogo dall'esposizione mediatica. Acconsentire alla diffusione delle foto da parte dei genitori mi pare un errore.
 

Alphonse02

Utente di lunga data
@ologramma
@Barebow
Mi avete fatto ricordare il freddo della camera da letto, nella casa dei nonni, ed il tepore della borsa di acqua calda in fondo al letto con i piedi che la toccavano per riscaldarsi. E che appena entravo nel letto mi muovevo per riscaldarmi e riscaldare le lenzuola. Per non dire la ritrosia a lasciare il letto caldo al mattino seguente.
Anche mio nonno materno era imprenditore agricolo (come per @Pincopallino) e nella casa in paese l' unico riscaldamento era dalla cucina-stufa a legna.
---------------------------

Torno sulla questione originaria della discussione sui bambini allontanati dalla famiglia. Non conosco bene i fatti ma azzardo alcune considerazioni.

La questione che avrebbe indotto il Tribunale ad intervenire così pesantemente sarebbe il perdurare di una condizione di isolamento sociale dei bambini, che si potrebbe aggravare in un ambiente linguisticamente isolato. Alla radio ho sentito parlare il padre Nathan Trevillion in un italiano stentatissimo. Non so la madre, Catherine Birgingham, ma potrebbe essere nella stessa situazione. A quel punto, all' isolamento fisico si aggiunge l' isolamento sociale aggravato dalla barriera linguistica. Dove i figli imparano a relazionarsi con i loro pari età?

Se così fosse, potrebbe essere decisivo che i bambini (6-8 anni di età) rischiano di diventare asociali proprio all' età in cui la socializzazione deve realizzarsi. Più si va avanti e più diventa difficile recuperare dopo. È lo stesso principio della istruzione obbligatoria. Non è che la puoi fare a qualsiasi età. Non c' è libera scelta, è un dato di fatto.

Secondo la nostra Costituzione, va tutelato il bene dell' individuo/bambino prima della libertà di stile di vita dei genitori. Finché sono minorenni, lo Stato li tutela affinché siano parte della società a pieno titolo Non è solo una questione di istruzione ma di come ci si relaziona nella società ed al vivere in collettività.

Per fare quello che cerca quella coppia, secondo me, i genitori dovrebbero tornare in un paese anglosassone, così da eliminare almeno la barriera linguistica e favorire al massimo l'effetto dei pochi contatti che mantengono con gli altri bambini (con istruzione impartita dai genitori anglofoni).
La non stanzialità della famiglia (come nel caso dei Rom) impedisce qualsiasi controllo delle istituzioni italiane. In questo caso, invece, la vita della famiglia nei boschi abruzzesi tende alla stanzialità, da tempo

Temo pure che i genitori abbiano assunto posizioni oltranziste (come gli hippies degli anni '60 e '70 negli USA) e che, in ogni caso, non sia stata stabilita una corretta comunicazione linguistica tra coppia genitoriale e assistenti sociali e psicologi. Il padre (sentito alla radio) sembrava pensare che fosse questione di costruire un bagno per risolvere ogni problema, da quello che ho sentito. Invece, è questione di isolamento sociale.
Non c' è stata corretta comunicazione, forse, ed il risultato è che non si capisce da parte delle Autorità, quale sia il modo di pensare dei genitori. O lo si conosce e non è condivisibile, perché loro violano le regole della Costituzione italiana.

Speriamo che si trovi una soluzione non traumatica per attuare l' inserimento sociale del bambini. Ci vorrebbe una mediazione culturale fatta da persone capaci. E disponibilità dei genitori a fare quello che è necessario.
 

ologramma

Utente di lunga data
@ologramma
@Barebow
Mi avete fatto ricordare il freddo della camera da letto, nella casa dei nonni, ed il tepore della borsa di acqua calda in fondo al letto con i piedi che la toccavano per riscaldarsi. E che appena entravo nel letto mi muovevo per riscaldarmi e riscaldare le lenzuola. Per non dire la ritrosia a lasciare il letto caldo al mattino seguente.
Anche mio nonno materno era imprenditore agricolo (come per @Pincopallino) e nella casa in paese l' unico riscaldamento era dalla cucina-stufa a legna.
---------------------------

Torno sulla questione originaria della discussione sui bambini allontanati dalla famiglia. Non conosco bene i fatti ma azzardo alcune considerazioni.

La questione che avrebbe indotto il Tribunale ad intervenire così pesantemente sarebbe il perdurare di una condizione di isolamento sociale dei bambini, che si potrebbe aggravare in un ambiente linguisticamente isolato. Alla radio ho sentito parlare il padre Nathan Trevillion in un italiano stentatissimo. Non so la madre, Catherine Birgingham, ma potrebbe essere nella stessa situazione. A quel punto, all' isolamento fisico si aggiunge l' isolamento sociale aggravato dalla barriera linguistica. Dove i figli imparano a relazionarsi con i loro pari età?

Se così fosse, potrebbe essere decisivo che i bambini (6-8 anni di età) rischiano di diventare asociali proprio all' età in cui la socializzazione deve realizzarsi. Più si va avanti e più diventa difficile recuperare dopo. È lo stesso principio della istruzione obbligatoria. Non è che la puoi fare a qualsiasi età. Non c' è libera scelta, è un dato di fatto.

Secondo la nostra Costituzione, va tutelato il bene dell' individuo/bambino prima della libertà di stile di vita dei genitori. Finché sono minorenni, lo Stato li tutela affinché siano parte della società a pieno titolo Non è solo una questione di istruzione ma di come ci si relaziona nella società ed al vivere in collettività.

Per fare quello che cerca quella coppia, secondo me, i genitori dovrebbero tornare in un paese anglosassone, così da eliminare almeno la barriera linguistica e favorire al massimo l'effetto dei pochi contatti che mantengono con gli altri bambini (con istruzione impartita dai genitori anglofoni).
La non stanzialità della famiglia (come nel caso dei Rom) impedisce qualsiasi controllo delle istituzioni italiane. In questo caso, invece, la vita della famiglia nei boschi abruzzesi tende alla stanzialità, da tempo

Temo pure che i genitori abbiano assunto posizioni oltranziste (come gli hippies degli anni '60 e '70 negli USA) e che, in ogni caso, non sia stata stabilita una corretta comunicazione linguistica tra coppia genitoriale e assistenti sociali e psicologi. Il padre (sentito alla radio) sembrava pensare che fosse questione di costruire un bagno per risolvere ogni problema, da quello che ho sentito. Invece, è questione di isolamento sociale.
Non c' è stata corretta comunicazione, forse, ed il risultato è che non si capisce da parte delle Autorità, quale sia il modo di pensare dei genitori. O lo si conosce e non è condivisibile, perché loro violano le regole della Costituzione italiana.

Speriamo che si trovi una soluzione non traumatica per attuare l' inserimento sociale del bambini. Ci vorrebbe una mediazione culturale fatta da persone capaci. E disponibilità dei genitori a fare quello che è necessario.
non leggo tutto perchè devo cenare , ho letto che era un anno che venivano sorvegliati , non era un modo di rapportarsi con le nostre difese per i bambini , leggevo che non si erano vaccinati e altre cose , vogliono ritornare in australia ma perchè non ce li rimandiamo così il ministro dei trasporti che tu fa almeno non rompe i zibbidei
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Io i primi sei anni di vita li ho vissuti coi nonni contadini, entrambi con la terza elementare, non avevano l'acqua corrente, vivevano di sussistenza, non c'erano auto, le strade non erano asfaltate, praticamente l'età del ferro, erano gli anni '60.
Questo non mi ha impedito di frequentare l'asilo del paese e poi anche la scuola.

Qualche mese fa mi sono messo a ricostituire il mio albero genealogico consultando gli atti originali di nascita e matrimonio del mio comune dal 1840 al 1900.
Si trovano su internet sul sito antenati.
Ho verificato che più o meno un nato su quattro o cinque pagine nasceva morto in piu c'erano molti più aborti spontanei, mia nonna ne aveva avuti sette.
Quindi ora sappiamo solo la storia di chi ce l'ha fatta.
Non che a tenerli tutti vivi si sia combinato granché neh.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
Se sei un genitore hai una diversa percezione delle situazioni quando senti che dei bambini sono stati tolti ad una famiglia.
Specie in un caso come questo dove pare non vi fosse una situazione particolarmente grave.
Non è grave? Per me lo è.
Ma non per le condizioni di vita, piuttosto perché quei due cojoni di genitori sono due esaltati. Gente che era attenzionata da tempo e ha preferito impuntarsi e ostinarsi, piuttosto che migliorare un po' la situazione.

Speriamo che si trovi una soluzione non traumatica per attuare l' inserimento sociale del bambini. Ci vorrebbe una mediazione culturale fatta da persone capaci. E disponibilità dei genitori a fare quello che è necessario.
Non faranno un cazzo, lo avrebbero già fatto. È gente folle. Sicuramente tengono più alla natura, alle bestie e al loro stile di vita piuttosto che ai bambini.
Se a me dicessero "basta homeschooling (in questo caso UNschooling) manda tu fija a scola sennò te la levamo"... Io subito ce la manderei. Ma io non avrei mai fatto homeschooling, sono anzi felice che mia figlia sia una bimba estremamente socievole, al contrario di me che sono sociopatica e a scuola odiavo tutti.
Che penso? Hanno fatto bene.
 
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