ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi hai fatto venire in mente sia Rearview Mirror (grazie!!!! Un bel pezzo, si!!!) sia Philip K. Dick.Il punto è questo secondo me, che noi viviamo sempre in un prima in cui non possiamo avere una prospettiva completa del futuro, ma solo del passato secondo questo ragionamento, che però è passato.
E' come in Rearviewmirror dei Pearl Jam, che pezzone!
Il punto interessante secondo me è il guardare indietro che non è semplicemente guardare indietro.
È accorgersi che, mentre guardi, sei cambiato.
È una domanda che, secondo me, attraversa anche Dick: non solo "che cosa è reale?", ma "chi sono diventato mentre cercavo di capirlo?"
Forse è proprio questo il senso del senno di poi. Non vedere finalmente il passato "giusto", ma scoprire che il processo ha trasformato anche l'osservatore.
Per questo continuo a preferire una lettura per processi: non perché cambi il passato, ma perché riconosce che cambia continuamente chi lo interpreta.
Fra l'altro noi immaginiamo spesso che il problema sia non conoscere il futuro.
Ma, in realtà, non abbiamo nemmeno una visione completa del presente: lo osserviamo sempre dall'interno del processo che stiamo vivendo.
Le nostre categorie ci sembrano naturali, poi cambiano...kaboom!!!