Sai

Sai,io sono abituato ad ascoltare le stronzate della gente,ti raccontano stronzate di ogni genere,e per stronzate intendo"le loro verità di convenienza"devo ammettere che tu sei bravissima ,non a raccontarle a noi,ma a raccontarle a te stessa,ed è per quello che sei e resterai quello che sei.Ho riflettuto (e sicuramente non ho finito) parecchio in questi giorni, anche grazie a quello che alcuni di voi hanno scritto.
Non ho la minima intenzione di rinunciare al mio compagno, a lui e alla nostra vita insieme. Ogni coppia si ama a modo proprio e noi ci amiamo a modo nostro. Molti non capiranno, ma così è. Per cui quello che cercherò di fare è tornare a "giocare" con lui, ad essere più leggera, senza programmare il futuro se non per vacanze e momenti di divertimento insieme. Spero sia un buon modo per recuperare quella spontaneità che abbiamo un po' perso.
La verità è che l'altro rappresenta contemporaneamente il bisogno (di brivido, di turbamento, di sesso folle e sragionato) e il desiderio del proibito (e di ciò che non posso avere). Ed è bravissimo ad interpretare questa parte.
Ma finge, perchè in realtà non soddisfa alcun bisogno reale (non essendoci sesso) e trasforma il desiderio in ossessione frustrante. Il che mi porta a credere di essere di essere "innamorata", quando in realtà la nostra è sempre e solo stata una relazione di folle attrazione fisica e tanta incompatibilità. Lui parla di sentimenti perchè percepisce (anzi, sa benissimo) che questa sua incapacità di messa in pratica delle intenzioni potrebbe farmi allontanare. Un banale gioco di potere. Da cui voglio chiamarmi fuori perchè in questi termini è un inutile autosabotaggio.
Resta il problema del come, perchè finora ho sempre fallito in questo proposito. Però finora è sempre stato dettato dalla rabbia, spero che il fatto che stavolta ci sia della consapevolezza possa aiutare.