percezione del dolore...
tutte cazzate l'affetto o l'amore incondizionato...prima di tutto veniamo noi stessi , NEL PIENO RISPETTO DEGLI ALTRI E DEI LORO SENTIMENTI, s'intende...
siamo nati mica per farci prendere a calci nel culo....se a qualcuno piace o pretende di farlo senza avere nessuna reazione di difesa, che rimanga da solo a piangersi il proprio dolore...
Prendo questo post come spunto non tanto per l'amore, che ha avuto innumerevoli argomentazioni e discussioni in questi anni, ma sul dolore che pare sia universale, ma anche e sempre individuale, come soglia di percezione.
Credo che il dolore fisico sia cosa di cui non é possibile discutere se non con la considerazione ed il rispetto per la sofferenza, mentre quello psicologico, esistenziale é altra cosa.
Quante volte ci rendiamo conto che in certi tunnel dolorosi ci infiliamo in proprio, spinti come siamo da sentimenti, amicizia, amore, etc....??? Spesso per inclinazione verso certe persone accettiamo ed affrontiamo prove che mai a freddo avremmo accettato, e naturalmente escludo da questo esempio i figli!!!
A volte vediamo perfino che questi errori affettivi o donativi non insegnano perché si ricade spesso nella medesima tipologia di errori.
Spesso vedo conoscenti, amici, amici sentimentali ed altre categorie che partono da un'affezione da manuale che poi, grado per grado, sfocia nell'indifferenza, nell'insofferenza quando non nel rivoltarsi contro per futili motivazioni. Esempi che vediamo sempre, nella realtà come nella virtualità....
Manca la capacità di accudire e far durare un rapporto per manie di sperimentazione del rapporto stesso, o solo perché quel rapporto lo si é preso alla leggera, ferendo magari i sentimenti altrui con atteggiamenti incoerenti. E quando ci si ritrova con la persona che in qualche modo ci rimprovera, ci si ritorce come manguste dando all'altro/a della serpe...
Credo che la capacità di capire, sentire e percepire il dolore sia assolutamente individuale e tanto più si é sensibili a questa percezione tanto più si é suscettibili alla possibilità di soffrire per l'insipienza altrui.
Ultimo ma non meno importante.... spesso dall'amico/a ci aspettiamo che capisca sempre e comunque, ma prima dovremmo farci la domanda se messi dall'altra parte, noi capiremmo in modo analogo e comprensivo astenendoci da una critica che, non vivendo dall'interno i sentimenti percepiti dall'altro, spesso non é generosa né neutrale.
Bruja