Duecento anni fa nasceva Franz Liszt

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Io vedo il ripetersi l'errore di trovare bello soltanto quel che "loro" crearono. Invece, sarebbe molto più bello ascoltare cosa abbiamo creato noi, e ricrearlo tutte le volte che lo suoniamo.

La musica è nata per essere ascoltata e per farla, non principalmente per suonare le opere degli altri.

Liszt sicuramente è stato un compositore che ha saputo interpretare al meglio se stesso. Noi, pigri esecutori delle sue opere attendiamo la scintilla della creatività ... fino a quando?
Beh...mio caro...
Liszt fu anche un eccellente esecutore delle opere altrui.
Un'attenzione enorme la ebbe per Beethoven, e dato che lui diceva: il mio pianoforte è un'orchestra, e dato che non c'erano i dischi, divulgò molto le nove sinfonie con le sue trascrizioni per pianoforte. Oltre alla trascrizione, Liszt fu abilissimo nelle parafrasi da temi di opere, così il pubblico sentiva come lui trasformava i temi cari al loro sentire...

Di fatto, Liszt appartiene ad una famiglia di geni assoluti, tutti nati attorno il 1810 e tutti estinti intorno al 1850, inutile dire che il massimo per il pianoforte fu dato in quel ventennio ad opera della banda dei 4. Chopin, Schumann, Mendellssohn, Liszt.

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Nell'ultimo video un tipico pezzo d'effetto che all'epoca faceva svenire le contessine...magari dopo qualche altro effettin particolare...
Celeberrima la sfida tra Liszt e Thalberg...dove non mi ricordo quale contessa sentenziò: Thalberg è il più grande pianista, Liszt il solo!
 
Divenuto l'Abbè Liszt, a Roma, pur continuando a convivere con la Wittengstein, si occupò molto di realizzare una nuova e originale musica sacra, recuperando molti stilemi del passato, una cosa che veramente dà i brividi a chi si trova a fare l'organista è questa partitura qui, mai vista na roba del genere, in tutta la letteratura:

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Ma per chi fosse interessato a MI-to a TOrino domenica danno la Grande Messa di Gran di Liszt appunto nel bicentenario.

Sul tema della morte, Liszt dopo aver patito da giovanissimo la morte del padre Adam che era il suo mentore, si trovò a perdere due dei tre figli avuti con la D'Agoult, Daniel per cui compose la Trauerode, e l'amatissima figlia Blandine morta di parto del primogenito.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Conte, vedo che ti ho stuzzicato :D
 
Conte, vedo che ti ho stuzzicato :D
Stimolato, ma sto cercando di portare il discorso, sulla vita amorosa ottoncentesca.
Vita di coppia, ma quale coppia?
Pensiamo a quelle società, dove pochissime persone erano nobili e ricche: leggi istruite, e una gran massa di persone nasceva e moriva senza mai aver letto neppure un libro.
I matrimoni combinati per poveri ( esigenze di sopravvivenza) e per ricchi ( interessi di stato).
Masse che non si muovevano, nascevi in un posto e quello era il tuo universo.
L'amore ideale, sognato e cantato dagli scrittori, quell'amore che faceva sognare le contesse...
Storie dove le delusioni, le soffrenze, i tradimenti..ecc..ecc...facevano da fulcro.
Pensiamo solo che in quell'humus Wagner compone quel capolavoro che è il Tristano.

E ho scelto lui questo personaggio Liszt, che non ebbe una vicenda affettiva come quella di Schumann, dove abbiamo " Il matrimonio e la coppia".
 

aristocat

Utente iperlogica
Come dice bene Conte, la rassegna musicale Mi-To (Milano-Torino) propone per domenica 18, a Torino, un pot-pourri di musica classica tra cui anche brani di Liszt

Ecco i dettagli:

Torino -- Chiesa di San Filippo - ore 16:00

Musiche di Franck, Liszt, Fauré, Schubert, Bruckner
Coro dell’Accademia Stefano Tempia
Coro Polifonico di Lanzo
Josef Böck, direttore
Ingresso gratuito


http://www.mitosettembremusica.it/programma/18092011-1600-chiesa-di-san-filippo.html

Per chi fosse interessato e per chi può esserci senza problemi, è un appuntamento molto interessante! :)
 
Per chi fosse interessato al rapporto di Liszt con l'organo a canne

http://pipedreams.publicradio.org/listings/2011/1141/

Il primo brano è il primo lavoro di Liszt dedicato all'organo, ispirato dalla creazione di questo fantastico strumento da Ladegast per il duomo di Merseburgo.
 
Ah grandio....quando sono in esaltazione...ecco come mi sento io...ah cosa non è suonare sta roba qua...

[video=youtube;barZH7bUQvw]http://www.youtube.com/watch?v=barZH7bUQvw[/video]
 
Vallée d’Obermann, programma letterario:

Dal romanzo Obermann di Sénancour (1804):

Que veux-je? Que suis-je? Que demander à la nature? … Toute cause est invisible, tout fin trompeuse; toute forme change, toute durée s’épuise: … Je sens, j’existe pour me consumer en désirs indomptables, pour m’abreuver de la séduction d’un monde fantastique, pour rester atteré de sa voluptueuse erreur.

Indicible sensibilité, charme et tourment de nos vaines années; vaste conscience d’une nature partout accablante et partout impénétrable, passion universelle, sagesse avancée, voluptueux abandon; tout ce qu’un coeur mortel peut contenir de besoins et d’ennuis profonds, j’ai tout senti, tout éprouvé dans cette nuit mémorable. J’ai fait un pas sinistre vers l’âge d’affaiblissement; j’ai dévoré dix années de ma vie.

Dal Childe Harold’s Pilgrimage (Canto the Third, 97 ) di Byron:

Could I embody and unbosom now
That which is most within me, – could I wreak
My thoughts upon expression, and thus throw
Soul, heart, mind, passions, feelings, strong or weak,
All that I would have sought, and all I seek,
Bear, know, feel, and yet breath – into one word,
And that one word were Lightning, I would speak;
But as it is, I live and die unheard,
With a most voiceless thought, sheathing it as a sword.

Se io potessi ora rivestire di forme ed esprimere dal mio cuore quel che v’è di più riposto; potessi costringere i miei pensieri nell’espressione, e così gettare anima, cuore, mente, passioni, sentimenti forti e deboli, tutto ciò che avrei voluto cercare e ciò che cerco e sopporto, conosco, sento (eppure continuo a vivere) – potessi gettarli in un’unica parola, e quella parola fosse folgore, parlerei; ma invece vivo e muoio non udito, con un muto pensiero, ringuainando in me quale spada. [BYRON, Aroldo, a cura di A. Ricci, Sansoni, Firenze, 1923, 3 voll., II, p. 71]

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Non va dimenticata poi la colossale risposta di Franz Liszt al problema della forma sonata per pianoforte, dopo le colonne d'ercole lasciate da Beethoven con le sue ultime cinque sonate...eccone qui una versione magistrale...forse la più eccelsa che io conosca...
Aristocat...quest'uomo che vedi...Lazar Berman...venne a Bologna a suonare. Al termine del concerto chiese asilo politico. Il vescovo di Imola trovò un posto per lui in cima ad una collina e nacque così l'Accademia di Imola, forse la più prestigiosa istituzione pianistica italiana!
Ma chi ha avuto la fortuna di conoscere Lazar Berman, non si dimentica il suo essere un grande orso buono...e la fattezza a pinguino del suo corpo!

Ma la Sonata in si minore, di Liszt, resta tra i massimi vertici di quanto l'uomo ha saputo fare per il pianoforte...
Poi il miracolo della forma ciclica...

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