Simy
WWF
Ok....il sor daniele può tutto....e anche se sbaglia ha ragione!:rotfl:
vabbè....
:bleble:
Ok....il sor daniele può tutto....e anche se sbaglia ha ragione!:rotfl:
Aspettare in disparte ...Ciao a tutti,
la mia storia inizia come tante.
Una donna di 36 anni e con relazione stabile da oltre 10 anni ed un uomo di 55 anni sposato con prole, si incontrano in ambito lavorativo, si piacciono, si corteggiano e alla fine iniziano una relazione.
Dopo i primissimi tempi di totale passione e divertimento leggero, si inizia a fare discorsi più profondi. Lui diceva di amarmi e parlava di lasciare la moglie ed io, l'indipendente della coppia, che lo frenavo in questo.
La nostra relazione è durata pochi mesi.
Un giorno lui si è sentito male, ha avuto un ictus ed ora è in una clinica.
Sono sempre lì, cerco di vederlo quando è solo.
Nella disperazione non ho neanche tutelato la mia situazione personale, infatti il mio fidanzato mi ha mandato a quel paese.
Sento che avevo trovato l'uomo della mia vita ma me ne accorgo solo ora.
Cosa fare?
sono disperata!
Daniele...tesoruccio di sta cippaLui potrebbe essere tuo padre, lui è vecchio e parlando praticamente se tu non hai una salute completamente compromessa, lui a prescindere dal suo ictus schiatterà prima di te (e con l'ictus diamone la certezza matematica). Lui sarebbe stato l'uomo della tua vita...con con almeno una decina di anni in meno, lui è stata una parentesi della tua vita, adesso basta, ha sua moglie, tu oggettivamente non sei niente e tale devi comprendere di essere ed anche se si riprenderà...sapppi che forse forse l'idea della stooria che ha avut con te lo schiferà un poco, era una storia sporca.
Dany ma che lei abbia sbagliato nessuno lo sta negando!Se non ci è arrivata adesso e non ha capito che adesso lei conta meno di niente non desisterà.
lei è qui solo per avere approvazione del suo amore dannato e proibito, di quella sofferenza da telenovela che sta creando lei stessa. Mi continua a stupire che una donna a 36 anni pensi così tanto a se stessa non pensando che:
Io sarò brutale, ma non mi sembra che questa sonna sia stata meno brutale con una persona che ha sprecato 10 anni della sua vita con lei (quando c'è un tradimento c'è spreco, mi spiace dirlo) e che non può capire la donna che ha vissuto con il suo amante per molto più tempo di lei, creandoci oltretutto una famiglia.
- Ha tradito e si è fatta scoprire facendo del male ad una persona
- Che se dicesse tutto alla moglie del tizio farebbe del male a lui, visto che lei è la moglie e quello che si dice alle amanti porta il valore che porta (cioè ben poco).
da una parte è un vero peccato che quel thread non ci sia piùPosso dirti che capisco in maniera totale la tua disperazione. Ci sono passata. E' difficile per me riaprire una ferita che si sta chiudendo. Se fossi registrata ti direi di scrivermi in privato....
Pensa bene a come muoverti. Ricordati che sei l'altra. Io mi sono fatta da parte e gli sono stata vicina da lontano rispettando in quel momento la sua famgilia.
Non è facile. Spero tu abbia qualcuno con cui poter piangere. Io senza questo forum sarei scoppiata ma mi sembra che tu l'abbia già fatto se il tuo fidanzato ha scoperto tutto.
Se posso pur non conoscendoti, ti abbraccio....
Meglio che non scriva va...che queste cose mi danno il sangue al cervello......................sicuramente non merito l'assoluzione, neanche la cerco.
Il problema è che non sono lucida. Sono sola in una città che non è la mia da un mese.
vado a trovarlo senza il consenso della famiglia grazie al fatto che ho trovato la disponibilità di un medico.
La sua situazione di salute è gravissima, i medici non danno molti margini di ripresa. Non parla, non muove tutta una parte e alterna momenti di lucidità a momenti in cui dimentica.
Dalla clinica lo manderanno via prima o poi ed io?
come faccio a non vederlo?
Mi fa rabbia vedere la moglie (che conosco) che non sembra soffrire, o i figli che vanno solo agli orari di visita!
Vorrei venisse curato in un altro centro.
Insomma, mi sento impotente.
Vorrei essere io quella che se ne prende cura ed invece non posso fare niente.
Dovrei riprendere il lavoro, ma ora non me ne frega nulla.
Mi manca!
e se non si riprenderà mai più?
io sono certa che lui mi ama e se dicessi tutto alla moglie forse almeno...
scusate lo sfogo
Anzi una cosa la scrivo, quoto!Io però la domanda la devo fare. Guarda non è mancanza di sensibilità o meno, e non credere che non rispetti e non capisca il tuo dolore. Ma quanto ti appaga fare la crocerossina ? Quanto ti appaga vivere questa storia da polpettone romantico della domenica pomeriggio ? La donna costretta a vivere nell'ombra che lascia tutto e tutti per il suo uomo malato.
Porca di quella miseria: TU SEI L'ALTRA. E IN UN MOMENTO COME QUESTO IL TUO POSTO E' GUARDARE DAL VETRO IN DISPARTE E SE QUALCUNO TI DOVESSE CHIEDERE COSA STAI FACENDO, LA RISPOSTA DEVE ESSERE: PASSAVO PER CASO.![]()
Ciao carasicuramente non merito l'assoluzione, neanche la cerco.
Il problema è che non sono lucida. Sono sola in una città che non è la mia da un mese.
vado a trovarlo senza il consenso della famiglia grazie al fatto che ho trovato la disponibilità di un medico.
La sua situazione di salute è gravissima, i medici non danno molti margini di ripresa. Non parla, non muove tutta una parte e alterna momenti di lucidità a momenti in cui dimentica.
Dalla clinica lo manderanno via prima o poi ed io?
come faccio a non vederlo?
Mi fa rabbia vedere la moglie (che conosco) che non sembra soffrire, o i figli che vanno solo agli orari di visita!
Vorrei venisse curato in un altro centro.
Insomma, mi sento impotente.
Vorrei essere io quella che se ne prende cura ed invece non posso fare niente.
Dovrei riprendere il lavoro, ma ora non me ne frega nulla.
Mi manca!
e se non si riprenderà mai più?
io sono certa che lui mi ama e se dicessi tutto alla moglie forse almeno...
scusate lo sfogo
Quoto:up:la storia che hai raccontato è molto triste.
Credo che la cosa migliore che tu possa fare in questo momento è quella di lasciarlo tranquillo con i suoi famigliari, continuando comunque a seguire l'iter della malattia per poi valutare il da farsi in seguito.
Ritengo che in questo momento lui non abbia bisogno di emozioni di alcun tipo per cui il consiglio che ti posso dare è quello di allontanarti momentaneamente ed è la cosa che forse gli è più utile in questo frangente.
Non sei tu la protagonista di questa vicenda. Se non volessi farlo non lo faresti. Piangi, urla, sfogati picchia la testa contro il muro ma stagli lontano. Lui lo a che ci sei anche se non ti vede. Te lo dico perchè qui dentro sono l'unica che ti può dire che è così. Ma ti apprezzerà 1000 volte di più se non darai un altro dolore ai suoi familiari.vi ringrazio per i consigli che, il poco della mia parte razionale, reputa sicuramente giusti.
Sono sicura che se continuo così la famiglia scoprirà tutto (immagino che tutto il reparto l'abbia capito), ma non riesco, giuro non riesco a frenarmi.
Sono una donna molto indipendente, ho sempre guardato prima i miei interessi che quelli degli altri (non è bello, ma sono questa).
La cosa che mi sorprende in tutta la vicenda è che mai e poi mai avrei pensato di reagire così!
Non mi sono mai esposta in prima persona mentre in questo momento lo sto facendo per la prima volta nella mia vita.
Ora vado da lui
Io però la domanda la devo fare. Guarda non è mancanza di sensibilità o meno, e non credere che non rispetti e non capisca il tuo dolore. Ma quanto ti appaga fare la crocerossina ? Quanto ti appaga vivere questa storia da polpettone romantico della domenica pomeriggio ? La donna costretta a vivere nell'ombra che lascia tutto e tutti per il suo uomo malato.
Porca di quella miseria: TU SEI L'ALTRA. E IN UN MOMENTO COME QUESTO IL TUO POSTO E' GUARDARE DAL VETRO IN DISPARTE E SE QUALCUNO TI DOVESSE CHIEDERE COSA STAI FACENDO, LA RISPOSTA DEVE ESSERE: PASSAVO PER CASO.![]()
il grassetto è una stronzata.....il resto più o meno lo quotoSe non ci è arrivata adesso e non ha capito che adesso lei conta meno di niente non desisterà.
lei è qui solo per avere approvazione del suo amore dannato e proibito, di quella sofferenza da telenovela che sta creando lei stessa. Mi continua a stupire che una donna a 36 anni pensi così tanto a se stessa non pensando che:
Io sarò brutale, ma non mi sembra che questa sonna sia stata meno brutale con una persona che ha sprecato 10 anni della sua vita con lei (quando c'è un tradimento c'è spreco, mi spiace dirlo) e che non può capire la donna che ha vissuto con il suo amante per molto più tempo di lei, creandoci oltretutto una famiglia.
- Ha tradito e si è fatta scoprire facendo del male ad una persona
- Che se dicesse tutto alla moglie del tizio farebbe del male a lui, visto che lei è la moglie e quello che si dice alle amanti porta il valore che porta (cioè ben poco).
Lo so, a volte manca anche a me. Ma io ne ho una copia e ho la mia storia scritta su un file protetto. Se un giorno ne avessi voglia, voglio sapere di poterla rileggereda una parte è un vero peccato che quel thread non ci sia più
non mi offendo per ciò che scrivete e sono del tutto consapevole che nessuno possa approvare il fatto che non mi sto mettendo da parte. Sono certa che se una mia amica mi avesse fatto una confidenza del genere le avrei detto le stesse cose che dite a me.
Scrivere quì per me è anche un modo per riflettere ad alta voce, devo pur parlare se non voglio impazzire.
Daniele esprime il suo punto di vista in maniera brutale, ma ci resto male solo su di una cosa, sul fatto che dovrei calcolare che avendo 19 anni in più di me morirebbe prima e mi condannerei a vivere metà della mia vita da sola.
Ora non mi sento di fare calcoli.
Probabilmente non sono una bella persona, ho tradito il mio compagno, ho vissuto una storia clandestina. Sono sempre stata una persona egoista ed anche una molto ambiziosa.
Per riuscire nel lavoro e nella carriera posso dire non non avere fatto sempre le cose in modo leale (non parlo di raccomandazioni)...non sempre mi piace guardarmi allo specchio, ma a me stessa non posso mentire.
però il mio dolore ora è reale, e non riesco a vedere altro.
Quoto:up:Ciao cara
Ti rendi conto vero che l'uomo di prima potrebbe non esistere più? Dipende dal tipo di danni cerebrali che ha provocato l'ictus.
Se per ipotesi lui dovesse riprendersi ma restare invalido (dall'emiparesi ad altro) come potrebbe essere la tua vita nel tempo assieme a lui? Perché senti questa necessita di creare un legame con lui fondato sul bisogno (di lui)? E perché non prima.
Lo so che sono pensieri "cattivi", ma devi essere realista, accettare quello che e' accaduto, continuare a restargli vicino e ricominciare da te. Ricominciare dalla donna che lui amava. Fatti aiutare se puoi.
Poi nel caso che lui si riprenda valuterete insieme una decisione. Ma la situazione non sarà più quella di prima.
Un abbraccio
La scelta di vivere quella clandestinità è stata una tua libera scelta. Ora però devi slegarti dal cordone ombelicale che ti lega a quell'uomo perchè lui in questo momento non ha bisogno di te. la tua, è solo una necessità egoistica in questo momento.non mi offendo per ciò che scrivete e sono del tutto consapevole che nessuno possa approvare il fatto che non mi sto mettendo da parte. Sono certa che se una mia amica mi avesse fatto una confidenza del genere le avrei detto le stesse cose che dite a me.
Scrivere quì per me è anche un modo per riflettere ad alta voce, devo pur parlare se non voglio impazzire.
Daniele esprime il suo punto di vista in maniera brutale, ma ci resto male solo su di una cosa, sul fatto che dovrei calcolare che avendo 19 anni in più di me morirebbe prima e mi condannerei a vivere metà della mia vita da sola.
Ora non mi sento di fare calcoli.
Probabilmente non sono una bella persona, ho tradito il mio compagno, ho vissuto una storia clandestina. Sono sempre stata una persona egoista ed anche una molto ambiziosa.
Per riuscire nel lavoro e nella carriera posso dire non non avere fatto sempre le cose in modo leale (non parlo di raccomandazioni)...non sempre mi piace guardarmi allo specchio, ma a me stessa non posso mentire.
però il mio dolore ora è reale, e non riesco a vedere altro.
Quoto e approvoLa scelta di vivere quella clandestinità è stata una tua libera scelta. Ora però devi slegarti dal cordone ombelicale che ti lega a quell'uomo perchè lui in questo momento non ha bisogno di te. Il tuo è solo una necessità egoistica in questo momento.
La scelta di vivere quella clandestinità è stata una tua libera scelta. Ora però devi slegarti dal cordone ombelicale che ti lega a quell'uomo perchè lui in questo momento non ha bisogno di te. la tua, è solo una necessità egoistica in questo momento.
quoto di nuovoQuella che ci hai raccontato è una vicenda molto triste e che probabilmente ti porterai dietro per tutta la vita.
Il consiglio spassionato che ti do è quello di vivere il prosequio della sua malattia da lontano, senza portare altro dolore alla sua famiglia.
Non pensi che sarebbe stato giusto che fosse stato lui, qualora aveste fatto la scelta di vivere assieme, di confidare alla moglie questo suo stato d'animo e la decisione di andar via da casa?
Per cui lasciali stare. Alla moglie in questo momento non serve un ulteriore dolore.