Veramente non si dovrebbe neanche legiferare a colpi di decreto.Mi pare che la nostra non sia, come ad esempio quella svizzera, una democrazia a rappresentanza diretta, dove si decide a colpi di referendum.
Quanto ai concetti di "giusto" "morale" relativamente alla gestione della res pubblica se ne potrebbe scrivere dei tomi senza arrivare a un punto.
Non è politicamente opportuno? E' miope? Chi ha preso le decisioni lo pagherà in termini elettorali...ma, ripeto, è inutile che chi non è in grado di esprimere alternative praticabili e per questo sei mesi fa (non anni eh!) è stato sonoramente trombato dalla stragrande maggioranza degli italiani ora cerchi di farsi passare per quelli che han le soluzioni in tasca, cavalcando la protesta....perchè in tasca le han sempre tenute e se tornassero a governare sempre in tasca le terrebbero! Chi è causa del suo mal....pianga se stesso! (E NOI CON LORO, POSSO ANCHE ESSER D'ACCORDO...MA A ME QUESTO FA SOLO PIU' RABBIA, NON MI FA DIR BRAVI, VI SIETE SVEGLIATI FINALMENTE!)![]()
Al vaglio della C. Cost. adesso c'è ad esempio il corretto utilizzo dei decreti legge e di tutti quei provvedimenti che non seguono il normale iter legislativo.
Non era Cossiga, che, io ero all'università all'epoca, dava picconate contro il governo che emetteva decreti legge e tuonava contro il parlamento imbelle? Si, era lui.
La Costituzione italiana è sempre la stessa.
E poi, non si può perennemente dire: questo governo fa male, ma quello di prima faceva ancor peggio. La tendenza dovrebbe essere al miglioramento.
La mala gestione della sinistra non giustifica quella della destra, e viceversa.