Ma è la filosofia di Catalano.
La realtà è che se non ci sono le condizioni per stare insieme, non ci sono.
Se si sta insieme è perché lì si vuole stare, nonostante tutto.
Tutte ke altre considerazioni sono argomenti che si usano per convincere gli altri o se stessi che sia inevitabile fare ciò che si è già deciso di fare.
Ricordo una vecchia utente, amica, che era sicura di separarsi quando il figlio avesse fatto la maturità, per non turbarlo, poi toccò alla figlia, poi, naturalmente, la laurea di entrambi e quindi il master. Ora entrambi vivono in un’altra città. E pure ha detto che avrebbe dovuto cambiare casa e era l’occasione per prendere due appartamenti. Beh non ci ho più creduto. Non voleva separarsi e bon.
Ma no...
Non è che se si ricorda a chi, da adulto, si separa, che la cosa può comportare conseguenze per i figli, si usano argomenti per giustificare
vedi neretto (...) etc etc secondo i soliti dogmi rituali oggi tanto propagandati per motivare una non facile assunzione di responsabilità da adulti.
Si ricorda solo ai genitori che
esistono anche i figli verso i quali sono responsabili.
E non è cosa che darei così tanto per scontata.
Poi ognuno fa le sue scelte. Ma che qualcuno affermi che la presenza dei figli non debba avere alcun peso nella valutazione di una separazione a me lascia più che perplesso.
Ma che è un figlio? Un accessorio della vita
familiare (non di coppia, che è un'altra cosa) o il fulcro della stessa?
Voglio dire: io sono stato ampiamente criticato per non essermi separato.
Ma perché? Sono ben contento di non averlo fatto. E di avere superato il tradimento avendo adeguate motivazioni di supporto per continuare a stare in coppia.
Tra le quali anche mia figlia. Perché no?