Era gay

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http://www.corriere.it/spettacoli/08_dicembre_23/sanremo_arcigay_contro_povia_6dd69b2a-d0e6-11dd-8f47-00144f02aabc.shtml

L'ufficio stampa del cantante: «Quel brano non narra la vicenda di Luca Tolve»

Povia, canzone su un ex omosessuale
Insorge l'Arcigay: bloccheremo il Festival

L'associazione: la Rai prenda le distanze, quella canzone può scatenare posizioni omofobiche


MILANO - L’Arcigay è pronta a bloccare il Festival di Sanremo. E questo avverrà nel caso in cui la Rai non chiarisca la propria posizione riguardo il brano del cantante Povia, «Luca era gay», che secondo l’associazione potrebbe contenere posizioni omofobe.
«NON E' NUOVO A CERTE USCITE» - «Il titolo del brano, inedito per regolamento, sembra già non lasciare dubbi sul tema trattato e sulle posizioni dell’autore - si legge in un comunicato dell'associazione per i diritti degli omosessuali -. Effettivamente ricordiamo molto bene come Povia non sia del tutto nuovo a nette prese di posizioni pubbliche su questioni del mondo Lgbt. Ormai celebre è rimasta una sua intervista a Panorama in cui dichiarava: "Gay non si nasce. Lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay: è durata sette mesi, poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati". "Ora da più parti - spiegano dall’Arcigay - arriva la segnalazione di una curiosa coincidenza: che il Luca della canzone con cui Povia tornerà nella città dei fiori sia proprio quel Luca Tolve che dichiara di esser un ex gay, guarito grazie alle teorie riparative di Joseph Nicolosi, cattolico integralista americano, le cui tesi sono state ampiamente confutate dalla comunità scientifica mondiale».
«SPOTTONE CLERICAL REAZIONARIO» - «Se Bonolis e il suo direttore musicale - continua la nota - intendono mandare in scena uno spottone clerical reazionario contro la dignità delle persone omosessuali, sappiano fin d’ora, che la nostra reazione sarà durissima, rumorosa ed organizzata. Siamo i primi a combattere per il diritto alla libera espressione, ma altra cosa è avvallare posizioni omofobe, che tra l’altro alimentano odio e pregiudizio nei confronti delle persone gay e lesbiche». L'Arcigay fa sapere che è già stato attivato un passaparola in tutta Italia, anche attraverso strumenti come Facebook e il web in genere . «Non siamo ingenui - dicono all'Arcigay -, sappiamo che esiste una precisa volontà di portare avanti una campagna contro la nostra stessa esistenza e siamo determinati a contrastarla in tutti i modi. Attendiamo, quindi, subito delle spiegazioni dalla Rai e da Bonolis, così da poter sapere se le nostre intuizioni abbiano o no fondamento».
LA REPLICA: «NON E' QUEL LUCA» - L'ufficio stampa del cantante fa però sapere che la vicenda narrata nella canzone non è quella di Luca Tolve, non c'è alcuna relazione. «Il testo della canzone non è ancora stato diffuso - fanno sapere - e per questo motivo non capiamo da dove nasca questa polemica». Una presa di posizione «a priori» che lo stesso Povia si appresta a confutare con un comunicato stampa che sarà diffuso nelle prossime ore.
I PRECEDENTI - Non è la prima volta che il tema dell'omosessualità approda in Riviera. Nel 1996, con presentatore Pippo Baudo, era stato Federico Salvatore, cantante e attore napoletano che fino a quel momento si era distinto soprattutto per performance comiche, a portare sul palco dell'Ariston una canzone, «Sulla porta», che in maniera esplicita parlava dell'essere gay e di un uomo che arrivava a confessare alla madre di amare altri uomini e che per questo veniva allontanato da casa. E nell'ultima edizione Anna Tatangelo aveva portato sulle scene «Il mio amico», scritta dal suo compagno Gigi D'Alessio, che metteva in evidenza il pregiudizio nei confronti degli omosessuali. Il timore, questa volta, è che l'omosessualità finisca con l'essere additata come una malattia e in un contesto che per la risonanza mediatica che si ritrova rischia di amplificare il messaggio e, secondo le associazioni di tutela degli omosessuali, anche le posizioni più omofobiche.


23 dicembre 2008(ultima modifica: 25 dicembre 2008)

Sito persone omosessuali credenti: http://oknotizie.alice.it/go.php?us=10700a38d1eb1430
 

Fedifrago

Utente di lunga data
Al di là di quel che sarà il contenuto della canzone (che come noto non si conoscerà fino al festival) mi sembra un processo alle intenzioni assurdo ed ingiustificato.


Una caccia alle streghe al contrario, o forse un'occasione strumentale per far parlare di se...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Che abbia affermato più volte che l'essere gay è un qualcosa da cui si guarisce è un fatto.
Per me certe fesserie (come la canzone della Tatangelo dell'anno scorso) si autodistruggono e non gli avrei dato rilievo.
Ma io non sono gay e non devo subire ridicolizzazioni ogni giorno né sentirmi dire che devo guarire.
 
O

Old giobbe

Guest
Al di là di quel che sarà il contenuto della canzone (che come noto non si conoscerà fino al festival) mi sembra un processo alle intenzioni assurdo ed ingiustificato.


Una caccia alle streghe al contrario, o forse un'occasione strumentale per far parlare di se...

Quoto.
Mi ricordo una polemica inutile del presidente dell'arcigay con Umberto Eco perché in un articolo dell'Espresso aveva usato "mettersi a 90 gradi" o "prenderlo nel didietro" o qualcosa del genere. Eco era stato accusato di omofobia e di essere un gay represso.
 
O

Old giobbe

Guest
Che abbia affermato più volte che l'essere gay è un qualcosa da cui si guarisce è un fatto.
Per me certe fesserie (come la canzone della Tatangelo dell'anno scorso) si autodistruggono e non gli avrei dato rilievo.
Ma io non sono gay e non devo subire ridicolizzazioni ogni giorno né sentirmi dire che devo guarire.

Solo l'arcigay e quelli che la pensano come loro possono parlare dell'omosessualità? Tutti gli altri devono stare zitti?
Perché?
 
Stato
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