Essere innamorati e provare attrazione verso altri/e

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Ecate

Utente di lunga data
La mia casa si chiama libertà. Scusa se uso la metafora della casa, ma in effetti era un sogno ricorrente quando ero in analisi, e lo è ancora. La casa è una perfetta metafora dell'io.
Ne ho sempre sognate di grandi e confortevoli, talvolta sontuose ed estranee, talvolta accoglienti, e quella stanza di sopra, con le ragnatele, con un odore familiare, ma estranea... io l'ho sognata davvero.
Questo mi dice che io sono davvero messa male. Un mio sogno ricorrente, fin dall'infanzia, era quello di introdurmi un po' per sbaglio e un po' perché presa da un gioco (generalmente nascondino) in una casa di estranei; apparentemente vuota. E di trovarmici inizialmente bene. Poi, la certezza che stiano arrivando, da rumori e luci. Una famiglia, in genere. E quindi mi nascondo, terrorizzata dall'idea di essere scoperta.
Non ho mai capito un sogno ricorrente che sia uno, ma questo è uno dei più misteriosi
 

Nicka

Capra Espiatrice
Certo che mi destabilizzerei...ma se devo essere sincera mi destabilizza molto di più intendere e intravedere e non sapere che sapere.

Ovviamente parto dal presupposto che un mio ipotetico compagno sia sulla mia stessa lunghezza d'onda e non in cerca di mulini bianchi o affini...

E in ogni caso mi destabilizzerebbe la paura di perderlo, probabilmente.
Quindi mi destabilizzerebbe qualcosa che riguarda mie insicurezze in me e nella coppia e nel percorso che come coppia si sta facendo.

Penso che potrebbe essere un'occasione per imparare l'uno dall'altro. E ribadisco, ovviamente mi riferisco ad un compagno che vede la relazione come la vedo io....ossia percorso di crescita anche comune. E che quindi è in grado di condividere in modo chiaro ed è quindi interessato a mettere in comune le sue pulsioni. E a non tenerle per sè.

edit: non vorrei, ora come ora, un compagno che non sa condividere le sue pulsioni e che non è interessato ad un percorso di condivisione di questo genere.
A me spaventerebbe una relazione di estrema condivisione.
Forse perchè conoscendo me stessa ho un po' "paura" di me...e se io ho paura di me come posso pensare di essere accettata?
Come posso pensare di avere una relazione in cui tutto sia condiviso?
No, io ho sempre pensato che la coppia sia formata da individui. E come individui può capitare di avere dei lati che non collimano al 100%.
Ci si sceglie per un viaggio da fare insieme, ma non è necessario sapere tutto.
Io non vorrei mai sapere per filo e per segno i pensieri del mio lui, così sono certa che il mio lui non vorrebbe sapere proprio tutto di me.
La vedo poi anche in un altro modo, quando si è in coppia si condivide praticamente tutto, dalle gioie ai dolori...
Avere uno spazio per se stessi, che non è toccato in nessun modo dal proprio compagno, è un angolo di "decompressione", diciamo così anche se il termine non mi piace e lo vedo anche un po' negativo, ma non voglio essere negativa.
Secondo me non si può sempre dire tutto tutto tutto.
Per intenderci: mi è capitato di provare forte attrazione per altri, ma se la cosa non ha messo in crisi me e soprattutto il mio rapporto perchè io avrei dovuto creare una crisi volontariamente dicendo "c'è un tizio al quale darei pure le orecchie e le narici già che ci siamo!!"? Perchè sicuramente si sarebbe creata una frattura bella grossa. Allora mi tengo il mio pensiero, lo relego in un angolino del mio cervello, magari mi ci masturbo, ho avuto un attimo di non-condivisione e ho pensato solo alle mie pulsioni e a quello che mi sarebbe piaciuto fare con uno che non è il mio uomo, ma magari mi smuove la patatonzola. Il motivo per cui me la smuove poi può essere di svariate nature.
Questo non vuol dire però assolutamente togliere qualcosa alla persona con cui sto, che è il mio passato, il mio presente e, si spera, il mio futuro...futuro che costruisco giorno dopo giorno con impegno e amore e passione. E anche con incazzature, con nervosismi, con conti da fare, con risate, lacrime, musi lunghi.
E io non mi giocherei mai tutto questo per un pensiero bagnato.
Basta semplicemente essere consapevoli che siamo esseri umani e che possiamo sbagliare o provare attrazioni strambe o farsi pensieri sconci nel cervello.
Basta poi anche avere comunione di intenti, che poi è la cosa più importante.

Ok, mi sono capita da sola...:mrgreen:
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Fantastica

Utente di lunga data
Questo mi dice che io sono davvero messa male. Un mio sogno ricorrente, fin dall'infanzia, era quello di introdurmi un po' per sbaglio e un po' perché presa da un gioco (generalmente nascondino) in una casa di estranei; apparentemente vuota. E di trovarmici inizialmente bene. Poi, la certezza che stiano arrivando, da rumori e luci. Una famiglia, in genere. E quindi mi nascondo, terrorizzata dall'idea di essere scoperta.
Non ho mai capito un sogno ricorrente che sia uno, ma questo è uno dei più misteriosi
Non giudichiamo, almeno i nostri sogni:p, poveretti.
Hai avuto tanto bisogno di essere trovata dai "compagni di gioco", invece sei stata trovata da degli estranei che volevano cacciarti da te stessa, appena trovata. Tu ci cominciavi a stare bene con te stessa, invece. Quella cominciava a essere casa tua, quando qualcuno è arrivato e te ne ha espropriata, adducendo come ovvio e certo, banale, normale, che quella fosse cosa/casa sua... Credo tu abbia ricevuto un'educazione piuttosto rigida, formale e che ti siano state fatte sempre molte richieste difficili, fatte passare e da te anche accettate come ovvie...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A me spaventerebbe una relazione di estrema condivisione.
Forse perchè conoscendo me stessa ho un po' "paura" di me...e se io ho paura di me come posso pensare di essere accettata?
Come posso pensare di avere una relazione in cui tutto sia condiviso?
No, io ho sempre pensato che la coppia sia formata da individui. E come individui può capitare di avere dei lati che non collimano al 100%.
Ci si sceglie per un viaggio da fare insieme, ma non è necessario sapere tutto.
Io non vorrei mai sapere per filo e per segno i pensieri del mio lui, così sono certa che il mio lui non vorrebbe sapere proprio tutto di me.
La vedo poi anche in un altro modo, quando si è in coppia si condivide praticamente tutto, dalle gioie ai dolori...
Avere uno spazio per se stessi, che non è toccato in nessun modo dal proprio compagno, è un angolo di "decompressione", diciamo così anche se il termine non mi piace e lo vedo anche un po' negativo, ma non voglio essere negativa.
Secondo me non si può sempre dire tutto tutto tutto.
Per intenderci: mi è capitato di provare forte attrazione per altri, ma se la cosa non ha messo in crisi me e soprattutto il mio rapporto perchè io avrei dovuto creare una crisi volontariamente dicendo "c'è un tizio al quale darei pure le orecchie e le narici già che ci siamo!!"? Perchè sicuramente si sarebbe creata una frattura bella grossa. Allora mi tengo il mio pensiero, lo relego in un angolino del mio cervello, magari mi ci masturbo, ho avuto un attimo di non-condivisione e ho pensato solo alle mie pulsioni e a quello che mi sarebbe piaciuto fare con uno che non è il mio uomo, ma magari mi smuove la patatonzola. Il motivo per cui me la smuove poi può essere di svariate nature.
Questo non vuol dire però assolutamente togliere qualcosa alla persona con cui sto, che è il mio passato, il mio presente e, si spera, il mio futuro...futuro che costruisco giorno dopo giorno con impegno e amore e passione. E anche con incazzature, con nervosismi, con conti da fare, con risate, lacrime, musi lunghi.
E io non mi giocherei mai tutto questo per un pensiero bagnato.
Basta semplicemente essere consapevoli che siamo esseri umani e che possiamo sbagliare o provare attrazioni strambe o farsi pensieri sconci nel cervello.
Basta poi anche avere comunione di intenti, che poi è la cosa più importante.

Ok, mi sono capita da sola...:mrgreen:
Ecco, il grassetto è un nucleo non indifferente...

Che le pulsioni non sono i pensieri bagnati :)D) o i pensieri in sè...riguardano esattamente lo svelare prima a se stessi e poi anche all'altro quelle parti di sè che tendenzialmente si evita accuratamente di esporre o esplorare addirittura...e non è un dire, è un fare...

perchè è in quelle parti che ci sono le proiezioni, le attese e le aspettative, i condizionamenti e il tribunale interiore...tutte quelle componenti che hanno bisogno di vincoli per essere tenute in controllo e che impediscono Libertà, in chiarezza e fedeltà, a se stessi e poi, di conseguenza all'Altro.

Ovviamente è un percorso condiviso negli intenti, nella forma e nella sostanza...sarebbe un'operazione di indagine stile CSI altrimenti...e non avrebbe il minimo senso dal punto di vista della Conoscenza.
Una noia mortale...

La Casa interiore, è lo spazio di decompressione...
 

Butterflyinacage

Utente di lunga data
Ecco, il grassetto è un nucleo non indifferente...

Che le pulsioni non sono i pensieri bagnati :)D) o i pensieri in sè...riguardano esattamente lo svelare prima a se stessi e poi anche all'altro quelle parti di sè che tendenzialmente si evita accuratamente di esporre o esplorare addirittura...e non è un dire, è un fare...

perchè è in quelle parti che ci sono le proiezioni, le attese e le aspettative, i condizionamenti e il tribunale interiore...tutte quelle componenti che hanno bisogno di vincoli per essere tenute in controllo e che impediscono Libertà, in chiarezza e fedeltà, a se stessi e poi, di conseguenza all'Altro.

Ovviamente è un percorso condiviso negli intenti, nella forma e nella sostanza...sarebbe un'operazione di indagine stile CSI altrimenti...e non avrebbe il minimo senso dal punto di vista della Conoscenza.
Una noia mortale...

La Casa interiore, è lo spazio di decompressione...
Ipazia, cio' di cui tu parli credo siail tema portante del film Eyes wide shut.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Come mai? Magari non l' ho capito io,ma trovo che cio' di cui tu parli rispecchi tantissimo quel film
Quel film parla del sogno che precede un risveglio...mette la fine sull'inizio del percorso che interessa a me...non mi è piaciuto perchè ha spinto tantissimo sulla parte oscura e ossessiva, che innegabilmente esiste...ma esiste anche l'altra, di luce, che secondo me ha lo stesso peso e deve averlo...se non lo avesse, in effetti non si potrebbe andare oltre la fine e non sarebbe possibile la trasformazione della fine in inizio, di morte in vita...lo trovo un film monco...che tenta di rappresentare un ciclo, senza però rappresentarlo interamente, non bilancia il dolore e il piacere...ma è un film :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi ci riconosco molto a dire il vero...:)
E tu sei del segno del mio moroso...:D
Scrivi tanto quanto lui, dovevo capirlo! :D
E' che sono prolissa...e confusetta :eek:

ma ci sto lavorando:D

bel segno quello del tuo moroso...bastardello però:cool:
 

Butterflyinacage

Utente di lunga data
Quel film parla del sogno che precede un risveglio...mette la fine sull'inizio del percorso che interessa a me...non mi è piaciuto perchè ha spinto tantissimo sulla parte oscura e ossessiva, che innegabilmente esiste...ma esiste anche l'altra, di luce, che secondo me ha lo stesso peso e deve averlo...se non lo avesse, in effetti non si potrebbe andare oltre la fine e non sarebbe possibile la trasformazione della fine in inizio, di morte in vita...lo trovo un film monco...che tenta di rappresentare un ciclo, senza però rappresentarlo interamente, non bilancia il dolore e il piacere...ma è un film :)
Pero' i protagonisti sono usciti comunque rafforzati da questo viaggio, a dimostrazione del fatto che non e' impossibile parlare della parte piu' intima o' oscura' di se' al partner
 
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