Ancora due citazioni.
Due film: non ne ho visto nessuno dei due ma mi sono consultato wikipedia. Spero sia sufficiente. Del resto non sono i film che interessano ma la tesi: entrambi, in vario modo, illustrano una regressione alla dimensione pre-culturale.
Ecco, mi sembra sia una dimostrazione di ciò che accade se e quando uno smarrisce la presenza culturale, quando smette, per una crisi esistenziale di qualche tipo, di essere attivo nel mondo e si lascia trascinare, privo della capacità di essere ancora una persona. Insomma, due esempi ad absurdum di cosa potrebbe capitare se non fossimo quello che siamo. IL vuoto che travolge.
La tentazione di immaginare un livello biologico, la base, il grund, su cui agirebbe poi la storia e le culture è forte. Senonchè la biologia, la teoria darwiniana, la selezione ... sono tutti prodotti culturali. Prodotti culturali che hanno un luogo di nascita e un ambiente: l'Occidente. Possiamo immaginare che uomini di altre culture (l'India vedica, la Persia avestica, il Buddhismo, solo per rimanere alla contrapposizione Oriente/Occidente ma lo stesso di potrebbe dire dei nativi del Nord America) accettino tale posizione?
Dare per universale un prodotto occidentale (la biologia, la fisica...) significa dire implicitamente che noi siamo svegli e gli altri no. E che diverranno civili solo quando giungeranno come noi a studiare fisica, biologia...quando diverranno cioè occidentali anche loro. Con buona pace di Gurdjeff, ad esempio.
Cosa produce le modificazioni? Non ho tutte le risposte: provvisoriamente direi, in senso lato, che sono prodotte dal bisogno, dal fatto che occorre interagire con ambienti e che occorre mangiare. Il confrontarsi con le varie situaizoni produce varie risposte: in sintesi la storia.
Naturalmente chi segue i Veda, l'Avesta, il Buddhismo, le "visioni" degli Indiani delle pianure, non sarebbe affatto daccordo, analogamente a quel che dicevo della fisica, della biologia...IL che vuol dire che per noi Occidentali non ci sono assoluti e che siamo condizionati, fino a che siamo Occidentali, a pensare storicamente.
Le mie considerazioni sparse e quasi surreali in un pomeriggio di ferragosto, quando moglie e figli sono via e sono a casa a cazzeggiare:
Cane di paglia è un film molto bello e “forte” se ti piace il cinema te lo consiglio vivamente, anche perché parla di tradimento e in un forum dedicato a ciò meriterebbe anche un 3d a parte.
Quando parli di quello che tu definisci “grund” ne parli in modo negativo, regressivo, rispetto ad una persistenza “ culturale” che invece dovrebbe definirci meglio, io non credo, cioè nel senso che il concetto stesso di “regressione” implica il concetto di “progresso”. Tu mi insegni che tale concetto è comparso in modo evidente con il razionalismo illuminista. E’ un concetto che ha trovato proprio il suo limite nella “crisi della ragione”.
Del resto quando parliamo di storicismo non possiamo separarlo dalla analisi ragionata e metodica dei fatti storici, sempre razionalismo è.
Definire l’essere umano come solo il risultato di un processo storico –culturale è secondo me, limitativo, fortemente limitativo. Come lo spieghiamo per esempio il profondo persistere del retaggio emozionale? Paura, odio, amore,pietà etc sono sentimenti, ci accompagnano dalla nostra animalità e sono inspiegabili alla ragione, ma spiegabilissimi nel nostro persistente retaggio, del resto sarebbe forse possibile inquadrare il comportamento umano e definire la nostra essenza senza tenerne conto? Io non credo. Del resto non sminuiscono la nostra natura, in fondo anche gli aguzzini di Auschwitz erano molto “razionali” nel loro disegno di sterminio, solo non ascoltavano la loro “pietas”.
Giorgio prima parlava di entropia culturale, dove vivono affiancati persone comuni e scienziati, senza che ci sia un particolare “travaso” di conoscenze, come spiegare questo se non attraverso impermeabile “dura scorza” che rende l’essere umano sempre uguale a se stesso, sempre capace di usare la ragione ma in fondo in balia delle sue necessità, dei suoi sentimenti e dei suoi pregiudizi talvolta? Aprire una pagine di giornale o ascoltare un TG del resto, non può che confermarlo. Spesso ci sono notizie inspiegabili ( non sempre negative). Es. tizio stermina la famiglia, lite mortale per futili motivi,etc . La scimmia seduta sulla nostra spalla non si schioda, è inutile evocare malattie mentali, noi siamo anche così, lo saremmo sempre forse, anche in barba alla nostra pretesa idea di civiltà.
I nostri sono prodotti culturali né superiori, né inferiori come “dignità” intellettuale a quelli della altre civiltà, ma sono stati “recepiti” velocemente e profondamente da quasi tutte le culture del pianeta. Perché? Sono stati imposti, certo, ma hanno trovato largo spazio anche dove non lo sono stati militarmente, perché sono funzionali e danno risposte concrete a problematiche reali. Sono stati adottati perché funzionano, anche dove non era possibile imporli.
Esempio Cina: Status politico democrazia (?) popolare di stampo Marxista, velocemente e pienamente virato verso il modello capitalista occidentale quando se ne è presentata la necessità. I giovani cinesi studiano in università realizzate su modelli occidentali, una cultura profondamente razionale, “occidentale”, la gente ora si cura con medicine bio- chimiche pur essendo che ancora qualcuno ricorre alle “Ossa di drago”. I loro arsenali sono pieni di ordigni atomici realizzati con una scienza e tecnologia che non appartengono alla loro tradizione.
Mettere sullo stesso piano buddismo e Darwin credo che non aiuta a capire. Le teorie dell’evoluzione sono scientifiche,“biologiche”, la stessa biologia che studia e produce gli antibiotici sintetici. Buddha può essere messo in confronto semmai con Cristo, Con il buddismo non si mandano satelliti per telecomunicazioni in orbita. Questo non significa che noi siamo più svegli, noi “affondiamo” in mezzo alle nostre contraddizioni, solo è che tramite scienza e tecnologia abbiamo prodotto cose più aderenti a risolvere problemi pratici e talvolta grazie a dio a interrogarci con più successo e capire ciò che siamo stati come specie.
Il processo storico in occidente (ma ormai in tutto il mondo globalizzato) matura nella stessa direzione, risposte a necessità, come dici tu. Ma le risposte non nascono dal nulla o dal caso, dico io, sono solo una “selezione di quelle più confacenti e aderenti”
I “memi” più adatti che sopravvivono.
“Armi acciaio e malattie”, siamo sempre lì.
Adesso vado a prendermi un gelato, chissà che mi passi la solitudine.
Con immutata stima.