Ciao, discussione interessante. Volevo farti una domanda, non trovi che la consapevolezza di se' l'occidente la stia cercando soltanto nella disquisizione razionale perdendo e rigettando in toto il patrimonio mistico del passato?
Praticamente mi stai invitando a scrivere per le prossime 16 ore!
Breve premessa: ho fatto studi universitari focalizzati su lingue e filosofie orientali, di lavoro invece mi occupo di informatica da vent'anni, e sono appassionato di fisica e astronomia; insomma, conosco e apprezzo (almeno a livello basilare) entrambi gli impianti.
Il punto centrale è questo: per motivi storici la nostra civiltà si è trovata ad affrontare un lungo periodo di perdita riguardo lo scibile accumulato per secoli in ogni ambito. Soltanto con la fine del Medio Evo abbiamo trovato lo spunto e la necessità per rimetterci a costruire un Sapere "nostro".
In parte abbiamo rimediato: il metodo scientifico galileiano ha aperto le porte per una ricostruzione solida e quasi immediatamente fruttuosa. Questo però ha implicato un enorme reset, che ha disperso quasi completamente il patrimonio delle conoscenze ereditate dalle tradizioni su cui la nostra civiltà si fonda (bacino "arabo", greci, romani, primo cristianesimo).
Avevamo comunque trovato la nostra strada, abbiamo fatto progressi enormi e a una velocità tale da non riuscire nemmeno a divulgare completamente il sapere che stavamo accumulando (quanti di voi, anche oggi, sanno spiegarmi, anche molto sinteticamente, perchè Einstein è un nome che conosciamo tutti?).
Poi abbiamo ritrovato sul nostro cammino, per tutt'altri motivi (soprattutto economici), un diverso modo di "conoscere" le cose, e mi riferisco chiaramente alle tradizioni cinese e indiana. Abbiamo preso un po' le misure (praticamente facendo a chi sputa più lontano) e abbiamo deciso che siccome non capivamo un fico secco del loro approccio, era meglio lasciar perdere e continuare per la nostra strada.
Attenzione, sostanzialmente abbiamo fatto bene: il Novecento, dal punto di vista delle conquiste scientifiche, ci ha fatto fare un balzo avanti di un millennio rispetto al secolo precedente (che già non era andato male, eh!). In pratica, a continuare ad interessarsi al sapere di medio ed estremo oriente rimasero per un bel po' solo storici/filosofi, linguisti/musicisti, marzialisti, fricchettoni new age e Marco Columbro.
Negli ultimi vent'anni però è iniziato uno strano fenomeno (di cui alcuni, in malafede, hanno già fatto una moda): qualcuno (anche tra titolati, accademici ed addetti ai lavori) ha cominciato a far notare delle assonanze tra un approccio, il "loro", che ci eravamo abituati a considerare primitivo e superstizioso e la direzione che stavano prendendo le nostre eccellenze scientifiche occidentali.
Ma cominciamo con gli esempi. Mai sentito dire che Buddismo e fisica occidentale spesso si trovano a dire, stringi stringi, le stesse cose? Ad Oriente mi si dice che la realtà è pura illusione, una visione condizionata, che
tutto è vuoto e impermanente. Che
non è nel mondo empirico che va cercata la Sostanza.
Voi lo sapete com'è fatto un atomo? Ecco, partiamo da quel disegnino che state visualizzando, che avete visto un sacco di volte. Con questo nucleo bello pacioso e tutte quelle M&M's colorate che gli girano attorno in orbite elittiche tutte uguali. Nella realtà non è affatto così, quello è un modo per far concepire la cosa a un novenne. Solo che poi si dimenticano di aggiornarci. Cominciamo dalle dimensioni relative: se il nostro nucleo ha un diametro pari, diciamo, all'intera estensione di Roma con annessi e connessi, quanto pensate possa essere "grosso" un elettrone? Ve lo dico io: quanto un uovo di quaglia. E ora parliamo di distanze: se dislochiamo il nostro nucleo pacioso nel centro di Roma, quando distante si troverà ad orbitare l'elettrone più vicino? Viterbo? Perugia? Ve lo dico io anche stavolta: a una distanza pari a quella tra la Terra e Saturno. E il successivo si trova probabilmente già su Proxima Centauri. La materia che conosciamo è composta quasi completamente da
vuoto (non storca il naso chi conosce le basi della quantistica, sto semplificando perchè sia ovvio)!
E poi, in realtà non esistono biglie e palline colorate: un atomo è qualcosa di simile a una nuvola; più l'atomo è complesso, più la nuvola e scura e tempestosa! Decadimenti, cambi di stato, particelle che si dissociano, isotopi, fusioni, ecc ecc. Un atomo "muta" a velocità che non riusciamo nemmeno a immaginare: studiamo subparticelle che esistono solo come tramite infinitesimale per l'esistenza di altre...insomma, la cosa non è per niente chiara e ordinata come nel sussidiario delle medie. E', piuttosto,
vuoto e impermanenza!
Altro esempio: sapete perchè è stato costruito l'LHC di Ginevra (che è un complesso tecnologico così complicato, enorme e mostruosamente dispensioso che è veramente difficile realizzare che l'abbiamo costruito davvero)? Sapete qual'è una delle difficoltà principali nello studio delle subparticelle? Che a livello subatomico, dove la realtà è soltanto probabilistica e quasi per niente prevedibilmente e rasserenantemente nota, l'osservazione medesima influenza l'esito del fenomeno che si sta cercando di osservare! Parliamo del decadimento radioattivo, che è qualcosa che in qualche modo molti conoscono sotto altra veste, ovvero quella dei metodi di datazione radiometrica. Beh, questi metodi si basano su un'evidenza puramente statistica: sappiamo che il 14C (radiocarbonio) ha un periodo di emivita (o di dimezzamento) di 5730 anni, ma non possiamo predire quando un singolo isotopo libererà un elettrone, perchè se ci mettiamo a osservarlo...non lo farà mai! Non scendo in particolari per non complicare la cosa, ma il punto è che stiamo arrivando a conoscere un livello così profondo della realtà apparente che i nostri metodi e le nostre teorie devono essere riformulati, perchè quelli dimostratisi vincenti nella fisica classica non servono pressochè a nulla. Insomma,
il metodo empirico non basta a spiegare la Sostanza, il cuore pulsante degli elementi che compongono tutto ciò che definiamo materiale.
Tutto quanto sopra per farti capire che il mio approccio al patrimonio orientale rimane molto cauto. Ma qualsiasi "buono" scienziato sa benissimo che il proprio metodo è uno strumento, non una verità assoluta. Quindi niente da eccepire a utilizzare un metodo differente, se foriero di "buona" conoscenza.
Personalmente sono molto incuriosito, ad esempio, dall'ambito di studi sull'Intelligenza Collettiva. Ho seguito alcuni esperimenti in ambito psicosociale che, a leggerne i primi esiti, sembrano a metà tra il paranormale e la superstizione religiosa. E sia chiaro, la maggior parte degli studi in questi campi è ancora molto incompleta e poco attendibile, non va preso subito tutto per buono come una sacra Rivelazione!
Ma d'altra parte credo sia un errore grossolano far passare come allucinazione tutto quando non siamo ancora riusciti a codificare e a formulare. Considerando che il principale problema dell'Occidente è che la conoscenza scientifica non solo non trova un'adeguata diffusione fuori dai ristretti ambienti accademici, ma viene esplicitamente osteggiata dalle istituzioni religiose (in Oriente è storicamente abbastanza vero il contrario), e nel nostro caso anche da quelle politiche, si rischia di alimentare il pregiudizio esattamente così come si è fatto un millennio fa, e perdere nuovamente la strada. Proprio in un momento storico senza precedenti nella storia dell'Uomo.
Ecco, se sei arrivato a leggere fino a qui, possiamo continuare con la Consapevolezza di Sè! = )
Ah, mi perdonino gli eventuali fisici lettori le enormi imprecisioni e semplificazioni. Gli esempi servono solo a visualizzare qualcosa di differente rispetto alle illustrazioni dei libri di scuola e seguire il filo del discorso.