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Mari'

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Nucleare, il governo vuole “nascondere” le centrali

Il governo vuole cancellare l’obbligo di indicare dove intende realizzare i siti delle centrali nucleari. E’ questa la proposta che l’esecutivo domani porterà in commissione congiunta per variare la vecchia versione su cui la Corte Costituzionale aveva imposto delle correzioni per aumentare il peso delle singole regioni interessate e coinvolte nello sviluppo delle centrali. Ma nella nuova versione l’obbligo di pubblicità potrebbe essere abrogato. A riportare la notizia è il sito internet Linkiesta.it che ha confrontato le due versioni del testo.

Il nuovo decreto recepisce le richieste della Corte Costituzionale ma modifica anche l’articolo 8, relativo alla “definizione delle caratteristiche delle aree idonee alla localizzazione degli impianti nucleari”. La norma, si legge, prevede infatti che il legislatore definisca nel dettaglio “uno schema di parametri esplicativi dei criteri tecnici, con particolare riferimento a popolazione e fattori socio-economici, idrologia e risorse idriche, fattori meteorologici, biodiversità, geofisica e geologia, valore paesistico, valore architettonico-storico, accessibilità, sismo-tettonica, distanza da aree abotate e da infrastrutture di trasporto, strategicità dell’area per il sistema energetico, rischi potenziali indotti da attività umane. Questi criteri sono rimasti intatti nelle due versioni di decreto legislativo”.

Quello che risulta modificato, nella versione che sarà discussa domani alla Camera e deve essere approvata in tempi strettissimi, sono i criteri di pubblicità delle aree idonee. “Nella versione iniziale – scrive Linkiesta - si prevedeva che la definizione dei criteri e lo schema definitivo fossero pubblicati sui siti internet di tre ministeri, dell’Agenzia per il nucleare e su almeno cinque quotidiani a diffusione nazionale. Questa pubblicità massima serviva perché gli enti locali interessati potessero formulare le proprie obiezioni. Anche le consultazioni con gli enti locali interessati, e le motivazioni del loro eventuale rifiuto, dovevano essere pubblicate sugli stessi siti internet e gli stessi quotidiani. Nella versione in discussione da domani, quella che è stata richiesta dalla Corte Costituzionale per tutelare una maggiore trasparenza, tutto questo è sparito. Si legge che i commi 2 e 3 che sancivano questi obblighi sono stati semplicemente abrogati”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/14/nucleare-il-governo-vuole-nascondere-le-centrali/97575/


;)
 

Mari'

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Nucleare, il sottosegretario Saglia:
“Impianti solo nelle regioni favorevoli”


Il nucleare naufraga prima di partire, visto che solo Piemonte e Campania sono moderatamente favorevole alle centrali. Per il resto è un coro di no


Il sottosegretario alle Attività produttive, Stefano Saglia

Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno dato parere favorevole, con condizioni, allo schema di decreto legislativo correttivo del decreto per la localizzazione dei siti e la costruzione di centrali nucleari.

La proposta di parere è stata votata dalla maggioranza, da Fli, dall’Udc, con l’astensione però di Savino Pezzotta, mentre il Pd è uscito dall’aula della commissione e non ha votato e l’Idv ha votato contro. Il provvedimento deve ora passare all’esame del Senato ma, ha riferito il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, è previsto che mercoledì prossimo torni al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Ieri sera il sottosegretario aveva spiegato che le centrali nucleari non verranno costruite nelle Regioni che negheranno l’assenso alla localizzazione degli impianti nel loro territorio. Di fatto, una contraddizione con l’approvazione odierna e uno stop del nucleare in Italia, la strada che il governo ha battuto anche all’indomani dell’esplosione di Fukushima. Lo blocca perché – se escludiamo il Piemonte e la Campania – tutte le regioni hanno detto no alla costruzione di impianti nucleari. Lazio, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna. Tutti i probabili siti che il governo aveva già individuato non hanno dato la loro disponibilità. Saglia ha detto che anche in caso di “escalation dell’emergenza” nucleare in Giappone, sarebbe un errore bloccare il piano del governo di ritorno all’atomo.

L’intervento di Saglia è avvenuto dopo che numerosi esponenti del Pd hanno chiesto al governo la “sospensione” del piano alla luce dell’incidente a Fukushima e delle decisioni degli altri paesi Europei. Il sottosegretario però ha risposto dicendo che “la tragedia immane in atto in Giappone non sia connessa con le scelte per il nucleare, ma si tratta di una catastrofe inimmaginabile con conseguenze imprevedibili”. Inoltre “dei 55 reattori nucleari presenti in Giappone, 11 sono stati bloccati secondo le procedure di sicurezza; solo 4 reattori stanno attraversando una fase critica e di questi 4 solo un reattore ha registrato il mancato funzionamento dei sistemi di raffreddamento”. Quindi sarebbe “inopportuna una modifica da parte del Governo delle decisioni già assunte sul piano energetico sull’onda emotiva degli eventi catastrofici del Giappone”. Rispetto alle decisioni degli altri Paesi europei, Saglia ha sottolineato “come la Germania si è limitata a decidere una moratoria sul prolungamento delle centrali nucleari dello stesso modello di quello entrato in crisi in Giappone”.

Quindi Saglia ha detto di ritenere che “anche qualora ci si trovasse di fronte ad un escalation dell’emergenza nucleare, sarebbe sbagliato tornare indietro ed interrompere l’attuazione del programma energetico del Governo”. “Altra questione – ha osservato – è invece la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell’Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei”.

Infine Saglia si è soffermato sui rapporti Stato-regioni, visto che il piano prevede sì un parere obbligatorio da parte delle regioni, ma non vincolante: egli ha ribadito “come non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte”.

Sul fronte di un eventuale referendum sulla questione nucleare è intervenuta questa mattina l’astrofisica Margherita Hack definendolo “inutile”. Quindi ha proseguito: “Prima si era fatto un referendum sull’onda di Chernobyl – ora se ne fa un altro sull’onda del Giappone: è perfettamente inutile perché è ovvio che sarà contro il nucleare, visto questo disastro. Le cose invece andrebbero affrontate razionalmente”. Il terremoto nipponico, secondo Hack, è “un evento veramente eccezionale, se ne verifica uno ogni secolo. Se ogni volta che si fa un’innovazione tecnologica ci si tira indietro, si starebbe ancora a vivere nelle caverne. Se poi si vanno a vedere le statistiche ci sono molti meno incidenti e inquinamento nel nucleare che in altre forme di energia”. Secondo l’astrofisica “in Italia il pericolo grosso del nucleare siamo noi italiani, perché si ha l’abitudine di pigliare tutte le cose sotto gamba. Si ha tanta paura del nucleare e poi milioni di abitanti vivono intorno alle falde del Vesuvio, che non è morto, è bello vivo, e se sono decenni che non esplode, il giorno che esploderà sarà un vero disastro. La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...impianti-solo-nelle-regioni-favorevoli/97957/
 

Sterminator

Utente di lunga data
Nucleare, il sottosegretario Saglia:
“Impianti solo nelle regioni favorevoli”


Il nucleare naufraga prima di partire, visto che solo Piemonte e Campania sono moderatamente favorevole alle centrali. Per il resto è un coro di no


Il sottosegretario alle Attività produttive, Stefano Saglia

Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno dato parere favorevole, con condizioni, allo schema di decreto legislativo correttivo del decreto per la localizzazione dei siti e la costruzione di centrali nucleari.

La proposta di parere è stata votata dalla maggioranza, da Fli, dall’Udc, con l’astensione però di Savino Pezzotta, mentre il Pd è uscito dall’aula della commissione e non ha votato e l’Idv ha votato contro. Il provvedimento deve ora passare all’esame del Senato ma, ha riferito il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, è previsto che mercoledì prossimo torni al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Ieri sera il sottosegretario aveva spiegato che le centrali nucleari non verranno costruite nelle Regioni che negheranno l’assenso alla localizzazione degli impianti nel loro territorio. Di fatto, una contraddizione con l’approvazione odierna e uno stop del nucleare in Italia, la strada che il governo ha battuto anche all’indomani dell’esplosione di Fukushima. Lo blocca perché – se escludiamo il Piemonte e la Campania – tutte le regioni hanno detto no alla costruzione di impianti nucleari. Lazio, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna. Tutti i probabili siti che il governo aveva già individuato non hanno dato la loro disponibilità. Saglia ha detto che anche in caso di “escalation dell’emergenza” nucleare in Giappone, sarebbe un errore bloccare il piano del governo di ritorno all’atomo.

L’intervento di Saglia è avvenuto dopo che numerosi esponenti del Pd hanno chiesto al governo la “sospensione” del piano alla luce dell’incidente a Fukushima e delle decisioni degli altri paesi Europei. Il sottosegretario però ha risposto dicendo che “la tragedia immane in atto in Giappone non sia connessa con le scelte per il nucleare, ma si tratta di una catastrofe inimmaginabile con conseguenze imprevedibili”. Inoltre “dei 55 reattori nucleari presenti in Giappone, 11 sono stati bloccati secondo le procedure di sicurezza; solo 4 reattori stanno attraversando una fase critica e di questi 4 solo un reattore ha registrato il mancato funzionamento dei sistemi di raffreddamento”. Quindi sarebbe “inopportuna una modifica da parte del Governo delle decisioni già assunte sul piano energetico sull’onda emotiva degli eventi catastrofici del Giappone”. Rispetto alle decisioni degli altri Paesi europei, Saglia ha sottolineato “come la Germania si è limitata a decidere una moratoria sul prolungamento delle centrali nucleari dello stesso modello di quello entrato in crisi in Giappone”.

Quindi Saglia ha detto di ritenere che “anche qualora ci si trovasse di fronte ad un escalation dell’emergenza nucleare, sarebbe sbagliato tornare indietro ed interrompere l’attuazione del programma energetico del Governo”. “Altra questione – ha osservato – è invece la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell’Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei”.

Infine Saglia si è soffermato sui rapporti Stato-regioni, visto che il piano prevede sì un parere obbligatorio da parte delle regioni, ma non vincolante: egli ha ribadito “come non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte”.

Sul fronte di un eventuale referendum sulla questione nucleare è intervenuta questa mattina l’astrofisica Margherita Hack definendolo “inutile”. Quindi ha proseguito: “Prima si era fatto un referendum sull’onda di Chernobyl – ora se ne fa un altro sull’onda del Giappone: è perfettamente inutile perché è ovvio che sarà contro il nucleare, visto questo disastro. Le cose invece andrebbero affrontate razionalmente”. Il terremoto nipponico, secondo Hack, è “un evento veramente eccezionale, se ne verifica uno ogni secolo. Se ogni volta che si fa un’innovazione tecnologica ci si tira indietro, si starebbe ancora a vivere nelle caverne. Se poi si vanno a vedere le statistiche ci sono molti meno incidenti e inquinamento nel nucleare che in altre forme di energia”. Secondo l’astrofisica “in Italia il pericolo grosso del nucleare siamo noi italiani, perché si ha l’abitudine di pigliare tutte le cose sotto gamba. Si ha tanta paura del nucleare e poi milioni di abitanti vivono intorno alle falde del Vesuvio, che non è morto, è bello vivo, e se sono decenni che non esplode, il giorno che esploderà sarà un vero disastro. La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/201...impianti-solo-nelle-regioni-favorevoli/97957/

Ma so' na' manica di pagliacci....

comunque la Hack ce la siamo giocata...:mrgreen::mrgreen::mrgreen:

a 89 anni e' favorevole alle centrali pero' vota SI'...

avvisatela e datele la pillolina che ha saltato...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 

Mari'

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