Gira voce ... che

Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.

lothar57

Utente di lunga data
Beh junger è vissuto 103 anni.
Una roccia. Un uomo che fece la prima guerra mondiale, e perse un figlio nella seconda.
Un uomo che il reicht corteggiò in mille modi, ma lui ci sputò sempre sopra.

Nel 1980 Jünger ottenne il prestigioso Premio Goethe (conferito, tra i pochi, a Bertold Brecht e Thomas Mann) che lo consacrò tra i massimi scrittori e pensatori tedeschi del Novecento; il merito stava soprattutto nell'analisi (e nella critica) della modernità; questo è il campo in cui le sue potenti intuizioni ne fanno, fra l'altro, uno degli intellettuali più discussi del XX secolo. Fu aspramente criticato e le ragioni erano le più varie: «dandysmo», «aridità», «etica della guerra», «estetica brutale sottesa alla perfezione stilistica». Tuttavia ebbe attestazioni di stima numerose e decisamente "bipartisan"; era in contatto con non poche personalità della sinistra, come il romanziere italiano Alberto Moravia e il Presidente della Repubblica francese François Mitterrand. Anche il filosofo Massimo Cacciari lo ammira, per la sua consonanza con Carl Schmitt (specie nel comune saggio Il Nodo di Gordio, Il Mulino 1987) e, soprattutto, per via della sua significativa collaborazione con Heidegger (nel dibattito in Oltre la linea, Adelphi 1989). Il progressivo ripudio della tecnica e della globalizzazione, predominanti oramai nella società occidentale, porta Junger ad assumere la posizione dell'«Anarca», del «Ribelle» («Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il ribelle attinge alle fonti della moralità non ancora disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice» — cfr. Trattato del Ribelle, Adelphi 1990).

ora ricordo un maledetto filosofo...confesso di averli sempre odiati...io amico sono molto terreno,alle volte troppo .
 
ora ricordo un maledetto filosofo...confesso di averli sempre odiati...io amico sono molto terreno,alle volte troppo .
Beh amico mio ci sono filosofi e filosofi no?
Non possiamo pensare che Epicuro, Rosseau ecc...ecc..ecc...non fossero degli amabili sporcaccioni no?
E non dimentichiamoci lui De Sade no?
Nei suoi libri vi è tutta una filosofia diremo naturalistica, in cui si dice, molto lotharaniamente che per leggi di natura, se sei fagiana la volpe ti magna no?
De Sade in pratica sostiene che bisognerebbe vivere allo stato brado senza alcuno scrupolo o sega mentale del bene o del male. Del resto il leone che uccide per mangiare fa il suo bene.

Incredibile il dialogo " La filosofia del Boduir"...

Il testo più tradimento.net resta la novelle joustine...dove vieppiù lotharianamente mostra come i vizi della sempregoduta...vincono sulla virtù della maigoduta joustine. Joustine ricorrendo tutti i suoi sentimenti di valori e virtù, pagina dopo pagina finisce sempre vittima di qualcosa, mentre la sorella facendo il troion diventa una super nobile. Alla fine sarà la sorella troion a salvare la sorella suora piangente. Ma siccome la sfiga non si comanda De Sade mostra come la virtù non preserva sta suora dai mali della natura. Infatti la suora muore perchè in giardino durante un temporale e prende un fulmine in testa no?....

E parla anche di me no?

« Non c'è nulla che non abbia mai fatto... Non posso andar a dormire se nella giornata non ho compiuto scelleratezze »
(Conte de Dolmance)
 

Ultimo

Escluso
Nella società odierna ci sono dei vincoli, e non sono solo quelli morali o di onestà o di altro ancora, e tutti siamo la a combattere con le nostre fisime che più o meno sono simili. riuscire a sputare fuori dal piatto in cui si mangia è più facile. Ammetterlo a se stessi non solo è complicato ma porterebbe stavolta a farsi sputare direttamente in faccia da un'altra persona.
 

tesla

Utente di lunga data
Buongiorno Tes...guarda che il Conte in mini abito scollato..e'una bomba di sesso...:mrgreen:
si lo immagino, ma temo che rimarrebbe sempre un particolare, un non trascurabile dettaglio.
e poi non è nemmeno biondo :p


Se tu leggi il trattato del ribelle di Junger troverai che appunto il conte
è ben determinato nelle sue azioni...

Posso metterci una vita...
Ma se non è prima è poi...

Arrivo sempre dove voglio...

Scrive Junger: Se anche la ricompensa tarderà, i sacrifici non saranno stati compiuti invano.
in questo forum si può minacciare? :sorpreso::sorpreso::sorpreso:



Beh junger è vissuto 103 anni.
Una roccia. Un uomo che fece la prima guerra mondiale, e perse un figlio nella seconda.
Un uomo che il reicht corteggiò in mille modi, ma lui ci sputò sempre sopra.

Nel 1980 Jünger ottenne il prestigioso Premio Goethe (conferito, tra i pochi, a Bertold Brecht e Thomas Mann) che lo consacrò tra i massimi scrittori e pensatori tedeschi del Novecento; il merito stava soprattutto nell'analisi (e nella critica) della modernità; questo è il campo in cui le sue potenti intuizioni ne fanno, fra l'altro, uno degli intellettuali più discussi del XX secolo. Fu aspramente criticato e le ragioni erano le più varie: «dandysmo», «aridità», «etica della guerra», «estetica brutale sottesa alla perfezione stilistica». Tuttavia ebbe attestazioni di stima numerose e decisamente "bipartisan"; era in contatto con non poche personalità della sinistra, come il romanziere italiano Alberto Moravia e il Presidente della Repubblica francese François Mitterrand. Anche il filosofo Massimo Cacciari lo ammira, per la sua consonanza con Carl Schmitt (specie nel comune saggio Il Nodo di Gordio, Il Mulino 1987) e, soprattutto, per via della sua significativa collaborazione con Heidegger (nel dibattito in Oltre la linea, Adelphi 1989). Il progressivo ripudio della tecnica e della globalizzazione, predominanti oramai nella società occidentale, porta Junger ad assumere la posizione dell'«Anarca», del «Ribelle» («Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il ribelle attinge alle fonti della moralità non ancora disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice» — cfr. Trattato del Ribelle, Adelphi 1990).
ora ricordo un maledetto filosofo.

:rotfl:
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
...ma faceva leva, su lmomento enfatico, emozionale....
lei tristre, affranta, io paladino di cotanto dolore!!!!:p:p:p

p.s. ma perchè TopoGigio, ci provava?
:rotfl::rotfl::rotfl:era un gran donnaiolo
 
:D che cosa pagherei per vederti :D:D
Allora quando la combiniamo vieni a vedere no?

Poi dove sta fiammetta...

Ho trovato il film di Lothar: " Le mogli degli altri!"...
 

Simy

WWF
gira voce che sia tutto un falso.
il forum, intendo.
utenti, sempre gli stessi, 4 o 5 persone... multinick,
affecinados...
che inventano storie di continuo per alimentarlo.
sembra, anzi che sia un sito per abbordare.
ma è vero?
:risata:


no vabbè io non ce la posso fare!
cmq io ne ho conosciuti parecchi...sono più di 4/5 te lo assicuro


:risata:
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Beh junger è vissuto 103 anni.
Una roccia. Un uomo che fece la prima guerra mondiale, e perse un figlio nella seconda.
Un uomo che il reicht corteggiò in mille modi, ma lui ci sputò sempre sopra.

Nel 1980 Jünger ottenne il prestigioso Premio Goethe (conferito, tra i pochi, a Bertold Brecht e Thomas Mann) che lo consacrò tra i massimi scrittori e pensatori tedeschi del Novecento; il merito stava soprattutto nell'analisi (e nella critica) della modernità; questo è il campo in cui le sue potenti intuizioni ne fanno, fra l'altro, uno degli intellettuali più discussi del XX secolo. Fu aspramente criticato e le ragioni erano le più varie: «dandysmo», «aridità», «etica della guerra», «estetica brutale sottesa alla perfezione stilistica». Tuttavia ebbe attestazioni di stima numerose e decisamente "bipartisan"; era in contatto con non poche personalità della sinistra, come il romanziere italiano Alberto Moravia e il Presidente della Repubblica francese François Mitterrand. Anche il filosofo Massimo Cacciari lo ammira, per la sua consonanza con Carl Schmitt (specie nel comune saggio Il Nodo di Gordio, Il Mulino 1987) e, soprattutto, per via della sua significativa collaborazione con Heidegger (nel dibattito in Oltre la linea, Adelphi 1989). Il progressivo ripudio della tecnica e della globalizzazione, predominanti oramai nella società occidentale, porta Junger ad assumere la posizione dell'«Anarca», del «Ribelle» («Ribelle è il singolo, l'uomo concreto che agisce nel caso concreto. Per sapere che cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito. Il ribelle attinge alle fonti della moralità non ancora disperse nei canali delle istituzioni. Qui, purché in lui sopravviva qualche purezza, tutto diventa semplice» — cfr. Trattato del Ribelle, Adelphi 1990).

per me non ha letto oltre la seconda riga.

Ma Conte, sei fuori?
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Flavia

utente che medita
:risata:


no vabbè io non ce la posso fare!
cmq io ne ho conosciuti parecchi...sono più di 4/5 te lo assicuro


:risata:
a me sembrano
pettegolezzi atti
a seminare zizzania
ma posso anche sbagliare
 

Simy

WWF
R: Gira voce ... che

a me sembrano
pettegolezzi atti
a seminare zizzania
ma posso anche sbagliare
Ah guarda anche per me...
Eh vabbe che vuoi farci...
 

sienne

lucida-confusa
Ciao,

a rapporto!

sono vera ... :mrgreen: ... tutta! ...

ho solo una storia da raccontare ... la mia.

sienne
 

Tebe

Egocentrica non in incognito
Mi avete beccata.

Sono lothar. E Diletta. Sono ancora un paio ma non ve li dico.


Spider ma...ma...che hai?
Vabbè dai.
Ti mando una mia foto nuda in mp così vedi che bel 25 ho.






















Di circonferenza torace ovvio.


ma cosa dico stasera....:unhappy:
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
Top