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sienne

lucida-confusa
MAH! ... questo solo tu lo puoi appurare, anche se la paternita' nessuno gliela puo' rimuovere ... intanto (leggendo il tuo 3d iniziale) lui ti ha supplicato di non buttarlo per strada ;), ha anche regolato la vostra posizione nel sociale, vi siete uniti in matrimonio.

Sienne ci vuole pazienza e sangue freddo, entrambi dovrete ingoiare bocconi amari ... non e' facile, ma "volendo" ci si riesce.
secondo me, entrambe le situazioni possono essere plausibili …



ho veramente tanta pazienza ... :rolleyes:



Non so cosa pensare e soprattutto che fare… questo malessere perdura già da qualche tempo oramai e non c’è uno spiraglio che faccia intravedere dei miglioramenti. Si vive uno accanto all’altro … si è gentili … ma non di più. Un “noi” non esiste … inoltre non intraprende niente per migliorare la situazione. Gli ho proposto di andare da solo o insieme a chiedere dell’aiuto professionale, ma non ne vuole sapere. Lo lascio stare per settimane – dormendo anche fuori dal lettone – e a lui sta bene … faccio compre futili (spendendo veramente molti soldi), e a lui sta bene ecc. Qualsiasi tipo d’iniziativa io prenda, fa buca … cioè, lui è gentile e basta … tutto quello che faccio o dico gli sta bene …



Io ho bisogno di litigare, fare progetti, sognare, amarsi ecc. in poche parole di vivere …



Sinceramente, non so che fare … ma così non va …

sienne
 

Mari'

Utente di lunga data
secondo me, entrambe le situazioni possono essere plausibili …



ho veramente tanta pazienza ... :rolleyes:



Non so cosa pensare e soprattutto che fare… questo malessere perdura già da qualche tempo oramai e non c’è uno spiraglio che faccia intravedere dei miglioramenti. Si vive uno accanto all’altro … si è gentili … ma non di più. Un “noi” non esiste … inoltre non intraprende niente per migliorare la situazione. Gli ho proposto di andare da solo o insieme a chiedere dell’aiuto professionale, ma non ne vuole sapere. Lo lascio stare per settimane – dormendo anche fuori dal lettone – e a lui sta bene … faccio compre futili (spendendo veramente molti soldi), e a lui sta bene ecc. Qualsiasi tipo d’iniziativa io prenda, fa buca … cioè, lui è gentile e basta … tutto quello che faccio o dico gli sta bene …



Io ho bisogno di litigare, fare progetti, sognare, amarsi ecc. in poche parole di vivere …



Sinceramente, non so che fare … ma così non va …

sienne

Ci credo che non va, ti capisco ... a questo punto e' preferibile il "litigio", almeno E' comunicare :eek: .
 

Nausicaa

sfdcef
Ciao Marì
spesso scrivendo si scrive mio figlio, mia figlia ecc. e noto che tu, giustamente, ci correggi sottolineando il nostro figlio, nostra figlia.

Questo però mi ha portato a una riflessione: il nostro/a è a prescindere, per il solo fatto di aver contribuito a generarlo? oppure deve essere figlio di tutto ciò che comporta essere genitore?
Ed essere un genitore cosa significa? Occuparsene materialmente (solo), moralmente (solo), affettivamente (solo).
La risposta qui è ovvia e banale: essere genitori dovrebbe comportare il "pacchetto completo".
E allora quanti possono dire "mio/a" o "nostro/a"?
Quante volte è proprio un figlio l'involontario riflettore che punta la luce sulla fragilità di una coppia?
Al di là dei discorsi più volte fatti sui figli come arma, al momento in cui
si dice basta, quante volte il loro arrivo fa emergere le lacune proprie, dell'altro e di un rapporto?
Via
.....Linciatemi......l

Linciarti perchè?
E' vero...
 

MK

Utente di lunga data
Ciao Marì
spesso scrivendo si scrive mio figlio, mia figlia ecc. e noto che tu, giustamente, ci correggi sottolineando il nostro figlio, nostra figlia.

Questo però mi ha portato a una riflessione: il nostro/a è a prescindere, per il solo fatto di aver contribuito a generarlo? oppure deve essere figlio di tutto ciò che comporta essere genitore?
Ed essere un genitore cosa significa? Occuparsene materialmente (solo), moralmente (solo), affettivamente (solo).
La risposta qui è ovvia e banale: essere genitori dovrebbe comportare il "pacchetto completo".
E allora quanti possono dire "mio/a" o "nostro/a"?
Quante volte è proprio un figlio l'involontario riflettore che punta la luce sulla fragilità di una coppia?
Al di là dei discorsi più volte fatti sui figli come arma, al momento in cui
si dice basta, quante volte il loro arrivo fa emergere le lacune proprie, dell'altro e di un rapporto?
Via
.....Linciatemi......l
L'arrivo di mia figlia è stato così. Non ha retto e non ho retto io al suo non reggere. Però è sempre stata NOSTRA figlia, anche nei momenti peggiori so (e ne sono convinta) che le ha voluto bene. E sarà sempre NOSTRA figlia, anche se un giorno ci sarà un altro uomo accanto a me che la farà da padre.
 

kay76

Utente di lunga data
secondo me, entrambe le situazioni possono essere plausibili …



ho veramente tanta pazienza ... :rolleyes:



Non so cosa pensare e soprattutto che fare… questo malessere perdura già da qualche tempo oramai e non c’è uno spiraglio che faccia intravedere dei miglioramenti. Si vive uno accanto all’altro … si è gentili … ma non di più. Un “noi” non esiste … inoltre non intraprende niente per migliorare la situazione. Gli ho proposto di andare da solo o insieme a chiedere dell’aiuto professionale, ma non ne vuole sapere. Lo lascio stare per settimane – dormendo anche fuori dal lettone – e a lui sta bene … faccio compre futili (spendendo veramente molti soldi), e a lui sta bene ecc. Qualsiasi tipo d’iniziativa io prenda, fa buca … cioè, lui è gentile e basta … tutto quello che faccio o dico gli sta bene …



Io ho bisogno di litigare, fare progetti, sognare, amarsi ecc. in poche parole di vivere …



Sinceramente, non so che fare … ma così non va …

sienne
Si in effetti il primo passo sarebbe capire il perchè della sua crisi.

Se fosse perchè ha rinunciato ad essere felice, sta a te decidere se vuoi tenertelo così, nella speranza di raggiungere un pò di serenità con il "quieto affetto" di cui parla il Conte. (ma visto il tuo grassetto, tu non ti rassegneresti, mi sembra, a questo).

Se invece la sua crisi deriva dal suo senso di colpa, perchè ha capito di aver sbagliato, ha perso l'autostima etc, cambia tutto.

Il senso di colpa ci deve essere, significa che lui ha capito i suoi errori , che soffre per averti dato un dolore etc..

Ma per ricostruire credo ci vogliano impegno, entusiasmo, voglia di ritrovarsi etc da entrambe le parti.

Se il senso di colpa diventa il tuo sentimento predominante, ti avveleni la vita e l'avveleni anche a quelli che ti stanno intorno. Anche perchè rimani concentrato solo su te stesso. Mentre per lui, come per te (ma tu lo fai già) dovrebbe essere il momento di curarsi di "voi".

In effetti a lui servirebbe una terapia, per riprendere in mano se stesso e capire ciò che vuole veramente.

Essere schifati da un altro, anche se è il coniuge, è una cosa, ma essere schfati da sè stessi, credo sia devastante. E magari lui non riesce a gestire questo.

Ma tu queste cose le sai già.

Era solo per esprimerti la mia solidarietà e comprensione.
 

passante

Utente di lunga data
Ti avevo detto che non volevo infierire, perchè dicendoti che i traditi hanno il 50% di colpa, l'avrei fatto.
Ti porto un'altro esempio, seguendo i corsi prematrimoniali, fatti da uno psicologo, ho sentito la seguente:
E c'è un altro esempio che vi farà arricciare il naso, (così incominciate a dire "io non la vedo come la dice lei").
Ascoltando le mogli tradite in consultorio, (vale anche per il marito... Io farò sempre l'esempio al femminile ma è sempre sottinteso e viceversa), c'è sempre il momento in cui la moglie tradita dice: “Ho perso la fiducia in mio marito”. E io chiedo sempre: "Ma che cosa centra la fiducia qua?" Se mio marito mi tradisce io posso fare soltanto una cosa. Dire a mio marito “siediti che io e te dobbiamo parlare”. Quello che noi due insieme abbiamo combinato, perché a letto con quella la, c'ero anch'io, non fisicamente, ma se mio marito mi tradisce vuol dire che noi due insieme 50% ciascuno abbiamo costruito una situazione di coppia che ha permesso non al marito di tradire me, ma a noi due insieme di tradire la nostra coppia. Perché se andava tutto bene mio marito non mi avrebbe tradito. Quindi il tradimento non è la causa di una separazione. Il tradimento è la conseguenza di una separazione che c'era già: i due erano già separati e hanno lasciato spazio a una terza persona per entrare. Quindi se mio marito mi tradisce, (naturalmente non sto giustificando il tradimento, se no voi pensate è di entrambi possiamo darci da fare, non ho detto questo. Sto solo spiegando cosa c'è dietro), se mio marito mi tradisce io dovrò andare dal prete a confessare la mia metà, e finché non capiamo questa cosa qui, la coppia non esiste, l'uno di qua e l'altro di là, e tu hai fatto un torto a me. Finché non capiamo questo la coppia non esiste. Essere coppia significa sentire profondamente che tutto quello che ci succede l'abbiamo costruito insieme, metà e metà di qualunque cosa si tratti.
Ps: non sono parole mie, ma dello psicologo
ma io questa cosa non la credo proprio sai? almeno nella mia esperienza non è stato così: non c'era nessuna colpa dall'altra parte, nessuna carenza, nessuna mancanza, stavo bene.
 

rosalbe

Utente di lunga data
???
ma come?
doveva farlo solo perché era illecito? :mrgreen:



scusa Rosalbe...ma mi è proprio sfuggita dalla tastiera :rolleyes:
comunque
se ben ricordo
Passante non l'ha fatto
non intendevo dire che fosse lecito. ma se non gli dava fastidio, se mi poteva dire perchè l'ha fatto. Mi pare che abbia detto che l'ha fatto
 

sienne

lucida-confusa
Si in effetti il primo passo sarebbe capire il perchè della sua crisi.

Se fosse perchè ha rinunciato ad essere felice, sta a te decidere se vuoi tenertelo così, nella speranza di raggiungere un pò di serenità con il "quieto affetto" di cui parla il Conte. (ma visto il tuo grassetto, tu non ti rassegneresti, mi sembra, a questo).

Se invece la sua crisi deriva dal suo senso di colpa, perchè ha capito di aver sbagliato, ha perso l'autostima etc, cambia tutto.

Il senso di colpa ci deve essere, significa che lui ha capito i suoi errori , che soffre per averti dato un dolore etc..

Ma per ricostruire credo ci vogliano impegno, entusiasmo, voglia di ritrovarsi etc da entrambe le parti.

Se il senso di colpa diventa il tuo sentimento predominante, ti avveleni la vita e l'avveleni anche a quelli che ti stanno intorno. Anche perchè rimani concentrato solo su te stesso. Mentre per lui, come per te (ma tu lo fai già) dovrebbe essere il momento di curarsi di "voi".

In effetti a lui servirebbe una terapia, per riprendere in mano se stesso e capire ciò che vuole veramente.

Essere schifati da un altro, anche se è il coniuge, è una cosa, ma essere schfati da sè stessi, credo sia devastante. E magari lui non riesce a gestire questo.

Ma tu queste cose le sai già.

Era solo per esprimerti la mia solidarietà e comprensione.
Ciao,

In effetti, il problema per me sta proprio lì … capire il perché di questa sua crisi … dipende tutto dal perché …



Ieri ho preparato una stanza nel piano di sopra. Mi sono instaurata lì e gli ho detto, che d’ora in poi mi considero single, perché interpreto il suo comportamento come una rassegnazione ed io non ci sto … se così non fosse, me lo deve dimostrare. Come risposta mi ha detto di prendermi tutti gli spazi di cui ho bisogno … e che lui non è Superman, sta dando il massimo … e che il suo malessere non ha niente a che vedere con me … e allora con che cosa? … è lui il problema … che risposta del cavolo …

… ho capito, che non parliamo più la stessa lingua …

Poi mi sono stufata di andargli sempre in contro … e gli ho detto – e forse lo si può interpretare come un rimprovero – che i veri mali sono le malattie … ed io l’ho affrontata da sola … e da sola continuo ora la mia vita … che vada dall’altra e che sia felice … ho sbattuto la porta e me ne sono andata di sopra.



Questa mattina si è comportato come se niente fosse … gentile come al solito …





sienne
 

Niko74

Utente di lunga data
Ciao,

In effetti, il problema per me sta proprio lì … capire il perché di questa sua crisi … dipende tutto dal perché …



Ieri ho preparato una stanza nel piano di sopra. Mi sono instaurata lì e gli ho detto, che d’ora in poi mi considero single, perché interpreto il suo comportamento come una rassegnazione ed io non ci sto … se così non fosse, me lo deve dimostrare. Come risposta mi ha detto di prendermi tutti gli spazi di cui ho bisogno … e che lui non è Superman, sta dando il massimo … e che il suo malessere non ha niente a che vedere con me … e allora con che cosa? … è lui il problema … che risposta del cavolo …

… ho capito, che non parliamo più la stessa lingua …

Poi mi sono stufata di andargli sempre in contro … e gli ho detto – e forse lo si può interpretare come un rimprovero – che i veri mali sono le malattie … ed io l’ho affrontata da sola … e da sola continuo ora la mia vita … che vada dall’altra e che sia felice … ho sbattuto la porta e me ne sono andata di sopra.



Questa mattina si è comportato come se niente fosse … gentile come al solito …





sienne
Mah....pure io ho a che fare con questa sorta di "apatia" di mia moglie. Pure lei è gentile e potrei dirle qualsiasi cosa e le andrebbe bene....:(

Peccato che io non ho stanze extra da utilizzare....dovrei andarmene di casa e non è detto che non succederà....

In bocca al lupo :up:
 

Daniele

Utente orsacchiottiforme
Pero' Daniele, se lei e' in crisi in questo momento un compagno attento se ne accorge. E se vogliono continuare insieme deve accettare che qualcosa non va non fare finta di nulla e attendere che tutto di risolva da solo. Sicuramente lei non e' lucida in questo momento ed e' troppo presto per capire cosa e' rimasto per suo marito. C'è ancora troppo dolore.
Amare due persone e' possibile....
L'amante del marito di Amoremio si e' rivelata per quello che era: come avrebbe potuto amare una donna così?
Un compagno attento si accorge che la propria donna sta male e sa anche che se le chiede "Ma cara, cosa hai?" si beccherà come risposta uno stizzito "Niente!!!", dimostrando che qualcosa non c'è, ma poi ponendo l'uomo nell'indovinare cosa c'è che non va!!!
Stressante, stupido e controproducente come metodo, meglio evitare, anche se evitare può sembrare il peggio.
 
Un compagno attento si accorge che la propria donna sta male e sa anche che se le chiede "Ma cara, cosa hai?" si beccherà come risposta uno stizzito "Niente!!!", dimostrando che qualcosa non c'è, ma poi ponendo l'uomo nell'indovinare cosa c'è che non va!!!
Stressante, stupido e controproducente come metodo, meglio evitare, anche se evitare può sembrare il peggio.
Benissimo no?
Non capisci?
Lei ti dice "Niente"?
Ok, annoti e metti via.
Quel giorno che ti rinfaccia di non essere stato attento, le mostri l'annotazione.
Un conto è il compagno attento.
Un conto è il compagno che si stufa.
Quando si è stufato...non avrà più nè orecchie nè occhi per te.
 
E va a cercare l'anima pia che non lo stufi. Però poi torna a casa...
No...
Piuttosto fa tabula rasa attorno a lui.
Poi rimette tutto in ordine: ciascuna al suo posto dentro di lui.
 

passante

Utente di lunga data
E allora se è lecito, perchè l'hai fatto???
non mettermi tutti quei punti interrogativi in fila, mi sembrano tante dita puntate! (scherzo) alla fine non l'ho fatto, in effetti. ma non ho ancora capito perchè ci sono arrivato così vicino: superficialità, voglia di novità, voglia di emozioni, piacere di sentirsi corteggiati, il gioco del flirt che ti porta lontano, un periodo di stress sul lavoro e questa presenza leggera e gratificante vicina... tutte queste cose qui. ma il mio compagno non c'entrava niente.
 

Nausicaa

sfdcef
non mettermi tutti quei punti interrogativi in fila, mi sembrano tante dita puntate! (scherzo) alla fine non l'ho fatto, in effetti. ma non ho ancora capito perchè ci sono arrivato così vicino: superficialità, voglia di novità, voglia di emozioni, piacere di sentirsi corteggiati, il gioco del flirt che ti porta lontano, un periodo di stress sul lavoro e questa presenza leggera e gratificante vicina... tutte queste cose qui. ma il mio compagno non c'entrava niente.

Ciao! :)
Come va adesso col tuo amore? Spero bene! :)
 

passante

Utente di lunga data
Vorrei che lui mi amasse veramente che fosse vero che il tradimento è stato solo un momento in cui si è perso.

Non pensi che il senso del dovere, che magari fà prendere al traditore la decisione di non andarsene con l'amante, sia una motivazione sbagliata per restare?

A lungo andare, io credo che lui si sentirebbe in trappola...e quindi?magari un altro tradimento o comunque mancanze nei miei confronti, visto che non mi ama.

E poi, penso che il motore per ricostruire dopo il disastro sia, la forza del tradito, ma soprattutto l'amore da entrambe le parti.

E aggiugo che il traditore potrebbe anche avere la decenza di non restare solo per fare l'elemosina o perchè si sentirebbe troppo in colpa a lasciare.

Potrebbe cercare di decidere al di là del suo egoismo e se vuole almeno un pò di bene al coniuge, pensare che quest'ultimo si merita di meglio di una persona che si "sacrifica" a stare in un matrimonio, ma se potesse, se ne andrebbe con l'amante.

La mia autostima sarà anche poca ultimamente, ma ancora una scintilla che mi fà credere di meritare un uomo che mi ama, ancora c'e.

Tra l'altro dovresti essere d'accordo con me, visto che l'altro giorno hai detto che non staresti mai con una persona che non ti ama.
quando io sono rientrato in "casa" (dalla casa fisica non mi ero mai allontanato) e in me, sono rientrato un po’ per volta. La volontà è stata la prima a mettersi in movimento, le emozioni le ultime. Lo so che è brutto per chi sta dall’altra parte, mi sento ancora adesso in colpa per la sofferenza del mio compagno, ma è stato così. Ho deciso di tagliare i ponti con l’altro e l’ho fatto, ma non sentivo molto per il mio compagno oltre alla stima e a un sentimento più vicino all’amicizia che ad altro. È stato un brutto periodo, mi sono sentito veramente molto solo, ma so che per lui è stato anche peggio. Mi sembrava di camminare su una pietraia desolata. Per lui è stato peggio, perché si confrontava solo con il mio silenzio, però ora le cose vanno bene e siamo ancora qui.
 

kay76

Utente di lunga data
quando io sono rientrato in "casa" (dalla casa fisica non mi ero mai allontanato) e in me, sono rientrato un po’ per volta. La volontà è stata la prima a mettersi in movimento, le emozioni le ultime. Lo so che è brutto per chi sta dall’altra parte, mi sento ancora adesso in colpa per la sofferenza del mio compagno, ma è stato così. Ho deciso di tagliare i ponti con l’altro e l’ho fatto, ma non sentivo molto per il mio compagno oltre alla stima e a un sentimento più vicino all’amicizia che ad altro. È stato un brutto periodo, mi sono sentito veramente molto solo, ma so che per lui è stato anche peggio. Mi sembrava di camminare su una pietraia desolata. Per lui è stato peggio, perché si confrontava solo con il mio silenzio, però ora le cose vanno bene e siamo ancora qui.
In questi mesi mi sono resa conto che mio marito sia durante il tradimento che dopo ha sofferto molto.

Credo che in questi mesi si sia torturato nel vedermi soffrire, nel vedere la delusione nei miei occhi, e nel vivere nell'incertezza riguardo al futuro, riguardo a quello che io avrei potuto, alla fine, decidere.

Si è reso conto che per un pò di conforto "esterno" in un momento di crisi, che per un pò di "gusto del proibito", che per gongolarsi nel quanto sia bello "piacere", non valeva la pena perdere tutto. Non credo rimpianga la sua amante, anzi credo rimpianga il fatto stesso di aver perso tempo con lei.

Ecco, io penso che tutti possiamo sbagliare, ma credo anche che lui queste cose avrebbe dovuto capirle subito e correre ai ripari. Come hai fatto tu. Per questo ti ammiro.

Io sono sicura che lui mi ami, e che in fondo, mi abbia sempre amato.Ed è proprio per questo che capisco ancora meno il suo tradimento. E' stato solo debole ed egoista. E questo mi ha fatto veramente male. Mi ha fatto crollare un mito. Io riconosco di aver avuto delle mancanze, ma questo non giustifica un tradimento.

Ora, nonostante tutti i dubbi e le insicurezze che ancora ho, stiamo cercando di ricostruire il nostro rapporto. In questi mesi ci siamo massacrati, abbiamo rivoltato la nostra storia e i nostri sentimenti come calzini, abbiamo parlato tanto. Anche lui si è sentito molto solo e arido.

Leggendo le vostre storie trovo conforto, perchè la mia speranza di poter essere ancora sereni, un giorno, mi sembra più concreta. Ma la ferita c'è e per ora è sempre sanguinante.
 
Stato
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