ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
No, non è un improvviso cambio di prospettiva riguardo le mie preferenze e nemmeno una ammissione postuma.
La mia gatta mi ha costretta ad ammettere con me stessa che la mia fobia storica, che credevo in controllo...mi ha pienamente in controllo
è che solamente una questione di situazione divenirne o meno preda impotente.
Non che a lei interessino le mie fobie, per quanto stronzetta e immensa come ogni felino che si rispetti, sono piuttosto convinta che non si ponga nemmeno il problema.
E che abbia invece deciso che sono ormai abbastanza adulta da potermi iniziare alla caccia.
Ero in cucina, rilassata e piuttosto soddisfatta di me, concentrata al pc, quando ho sentito uno stridio spaventoso, che non riuscivo a collocare fino a che non ho voltato la testa e ho visto un merlo urlante e terrorizzato fra le fauci della mia bestiola.
Tengo a dire che è sovrappeso, la maledetta, e ancora mi chiedo come sia riuscita a prendere un merlo, non un pulcino. Un merlo adulto!
Sono rimasta pietrificata non so bene quanto tempo, ormai il tempo canonico se ne era andato bellamente a remengo, e l'unica parola intelligente che sono riuscita a pronunciare: "mollaaaaa!!"
e lei, compiacente, ha mollato...
...io mi sono ritrovata in terra coprendomi la testa, che neanche le bombe, urlando "NOOO!" per poi finire strisciando sotto il tavolo della cucina....e trovarmi naso a naso con la maledetta che nel frattempo si era sdraiata fra la porta finestra e me e controllava il merlo.
Che era volato sulla zanzarariera della mia portafinestra. (volando sopra la mia testa...nella mia cucina!!)
Compiaciuta e incoraggiante anche. La micia.
Come a dirmi "avanti, adesso tocca a te"
Ho controllato il merlo.
Era ancora, ansimante pure lui, aggrappato alla zanziariera e controllava la gatta...e le vie di fuga.
Sono uscita da sotto il mio rifugio di fortuna e mi sono allontanata...tremolante.
Manco quando hanno tentato di scipparmi tremavo così. :facepalm:
E siamo rimasti lì, a triangolo, a guardarci.
Con un briciolo di lucidità, mi è venuto in mente di chiudere la porta che va in taverna...sarebbe stata una situazione irrecuperabile a quel punto per me.
Un uccello chiuso in taverna. E io impossibilitata ad avvicinarmi.
Per quanto mi sarebbe piaciuto allungare la mano e prenderlo, mi era assolutamente impossibile. Bloccata.
E dopo aver chiuso quella porta...ho notato che la mia cucina ha pure una finestra. Che era chiusa.
Avrei dovuto passare davanti al merlo per arrivarci...è incredibile quello che succede al corpo quando è preda di una paura incontrollabile.
30° e i brividi. Gambe di legno. Respiro affannato e tremori diffusi.
Credo che se mi fossi guardata le pupille sarebbero state super dilatate.
Ed è altrettanto incredibile come la mente distragga per far rimanere dove si è.
Perchè mentre mi ascoltavo, ero ferma ed immobile.
Incapace nel decidere di passare all'azione.
Distratta dall'azione dall'osservazione della bestia. Che nel frattempo se ne era volata sulla portafinestra e ci guardava.
Potevo quasi riposare, in quella sospensione.
La gatta, maledetta, rimaneva sdraiata e ancora compiaciuta osservandoci.
Sono piuttosto convinta che se il merlo avesse provato a fuggire, l'avrebbe ripreso e stavolta me l'avrebbe messo direttamente fra i piedi.
Ed è stato questo il pensiero che mi ha fatta smuovere.
Mi sono messa la giacca da montagna e chiuso il cappuccio - lo so, un merlo. E' un merlo. E' una bestia piuttosto pacifica. E non attacca. Men che meno planando dall'alto. Ma. E quel MA era grosso come un'ipotetica aquila reale incazzata nel mio soggiorno - e, sentendomi relativamente al sicuro, sono andata ad aprire la finestra.
E poi me ne sono ritornata nella mia posizione.
Tutti e tre di nuovo in posizione.
Gatta placidamente sdraiata.
Io con adrenalina ovunque. In piedi pronta alla fuga.
Merlo che becchettava la portafinestra.
Alla fine quella meno reattiva...ero io!!
E quella bestiola era appena volata fuori dalle fauci di una bestia che deve essergli sembrata mostruosa, lasciando sangue e piume sparse ovunque, becchettava la porta finestra. Alternativamente lisciandosi le piume.
Di nuovo non sapevo che caspita fare.
Così mi sono messa a parlare al merlo. Invitandolo rispettosamente a dirigersi verso la finestra aperta.
Non so che cosa mi abbia voluto dire, ma al mio ennesimo invito, seguito dall'indicazione con un braccio, mi ha cinguettato contro.
Intenzionalmente. Ne sono certa!
E poi è volato fuori dalla finestra.
Adesso lo so.
Ma in quel momento, i miei occhi, contro la mia volontà, si sono chiusi nel vederlo spiccare il volo.
Quindi...la domanda era "sarà uscito, o quella bestia malefica si sarà rifugiata sopra gli armadietti della cucina?".
La gatta sempre in terra.
Ma non più compiaciuta.
Giurerei di averle visto un lampo di disapprovazione nello sguardo.
Non più sdraiata, ma seduta, la coda che ondeggiava nervosamente nella mia direzione.
L'avrei volentieri presa e lanciata sopra gli armadietti, per farle controllare il risultato della sua opera.
Ma poi ho pensato al delirio di piume, strida, sangue, che la cosa avrebbe potuto creare.
E mi sono trattenuta.
E sono uscita a fumare una sigaretta.
Relativamente fiera di essere almeno riuscita ad aprire la finestra.
E profondamente vergognosa e accaldata.
Visto che ancora non riuscivo a togliermi la giacca e ad abbassare il cappuccio.
Sono riuscita poi a rientrare e, con tutto il coraggio che avevo a disposizione, salire sul tavolo e con la scopa passare sopra gli armadietti. Nella speranza che il merlo non fosse tanto scemo da aver sbagliato la finestra.
E cercando di ignorare le visioni di piume e sangue che mi si aprivano nella mente.
E chiedendomi cosa mi avesse cinguettato, poi...
G. sostiene che abbia augurato almeno una decina di morti atroci, a me e alla leonessa con cui mi accompagno.
Io che sono romantica, credo che mi abbia semplicemente esposto il fatto che lui si era cagato sotto ben più di me.
Fortunatamente il merlo ha imboccato la finestra.
Ma la gatta...maledetta...sono sempre più convinta che abbia deciso che sono ormai pronta per iniziare la mia iniziazione alla caccia.
E penso anche di averla delusa nella mia prima prova. :facepalm:
Però con le lucertole ero andata piuttosto bene.
E l'avevo pure ringraziata come si confà ad un umano che vive con felini che decidono di prendersi cura della sua alimentazione e della sua prontezza di riflessi.
Spero che riveda la sua tabella.
E continui ad optare per bestie striscianti o camminanti.
Non sono da volatili. Io.
Ho pure difficoltà col salto.
L'altro gatto, invece, se ne è rimasto tutto il tempo ad osservare il casino.
Credo abbia un ritardo cognitivo.
E' un grande imitatore. Ma non è propositivo.
Ed è poco autonomo.
E il giorno dopo, credo che nel frattempo abbia elaborato a modo suo la faccenda, ha iniziato ad entrare in casa e buttarmi fra i piedi foglie, erba e lucertoline morte.
Aspettandosi il ringraziamento e mostrandomi fieramente il risultato del suo istinto predatorio.
Lui un giorno o l'altro lo dovrò portare d'urgenza dal veterinario per fargli cortisone e fermare lo shock anafilattico dovuto alla puntura di un qualche calabrone. Una delle sue prede preferite. :blank:
Ecco.
Da tutta questa avventura io che fieramente riuscivo ormai a camminare fra piccioni sfreccianti e rondini acrobatiche, ammirare la coppia di poiane che plana in ampi giri sopra casa mia, ascoltare le tortore che tubano sulle grondaie e i merli che nidificano fra le rose....ho imparato che me la sono raccontata.
La mia gatta mi ha costretta ad ammettere con me stessa che la mia fobia storica, che credevo in controllo...mi ha pienamente in controllo
Non che a lei interessino le mie fobie, per quanto stronzetta e immensa come ogni felino che si rispetti, sono piuttosto convinta che non si ponga nemmeno il problema.
E che abbia invece deciso che sono ormai abbastanza adulta da potermi iniziare alla caccia.
Ero in cucina, rilassata e piuttosto soddisfatta di me, concentrata al pc, quando ho sentito uno stridio spaventoso, che non riuscivo a collocare fino a che non ho voltato la testa e ho visto un merlo urlante e terrorizzato fra le fauci della mia bestiola.
Tengo a dire che è sovrappeso, la maledetta, e ancora mi chiedo come sia riuscita a prendere un merlo, non un pulcino. Un merlo adulto!
Sono rimasta pietrificata non so bene quanto tempo, ormai il tempo canonico se ne era andato bellamente a remengo, e l'unica parola intelligente che sono riuscita a pronunciare: "mollaaaaa!!"
e lei, compiacente, ha mollato...
...io mi sono ritrovata in terra coprendomi la testa, che neanche le bombe, urlando "NOOO!" per poi finire strisciando sotto il tavolo della cucina....e trovarmi naso a naso con la maledetta che nel frattempo si era sdraiata fra la porta finestra e me e controllava il merlo.
Che era volato sulla zanzarariera della mia portafinestra. (volando sopra la mia testa...nella mia cucina!!)
Compiaciuta e incoraggiante anche. La micia.
Come a dirmi "avanti, adesso tocca a te"
Ho controllato il merlo.
Era ancora, ansimante pure lui, aggrappato alla zanziariera e controllava la gatta...e le vie di fuga.
Sono uscita da sotto il mio rifugio di fortuna e mi sono allontanata...tremolante.
Manco quando hanno tentato di scipparmi tremavo così. :facepalm:
E siamo rimasti lì, a triangolo, a guardarci.
Con un briciolo di lucidità, mi è venuto in mente di chiudere la porta che va in taverna...sarebbe stata una situazione irrecuperabile a quel punto per me.
Un uccello chiuso in taverna. E io impossibilitata ad avvicinarmi.
Per quanto mi sarebbe piaciuto allungare la mano e prenderlo, mi era assolutamente impossibile. Bloccata.
E dopo aver chiuso quella porta...ho notato che la mia cucina ha pure una finestra. Che era chiusa.
Avrei dovuto passare davanti al merlo per arrivarci...è incredibile quello che succede al corpo quando è preda di una paura incontrollabile.
30° e i brividi. Gambe di legno. Respiro affannato e tremori diffusi.
Credo che se mi fossi guardata le pupille sarebbero state super dilatate.
Ed è altrettanto incredibile come la mente distragga per far rimanere dove si è.
Perchè mentre mi ascoltavo, ero ferma ed immobile.
Incapace nel decidere di passare all'azione.
Distratta dall'azione dall'osservazione della bestia. Che nel frattempo se ne era volata sulla portafinestra e ci guardava.
Potevo quasi riposare, in quella sospensione.
La gatta, maledetta, rimaneva sdraiata e ancora compiaciuta osservandoci.
Sono piuttosto convinta che se il merlo avesse provato a fuggire, l'avrebbe ripreso e stavolta me l'avrebbe messo direttamente fra i piedi.
Ed è stato questo il pensiero che mi ha fatta smuovere.
Mi sono messa la giacca da montagna e chiuso il cappuccio - lo so, un merlo. E' un merlo. E' una bestia piuttosto pacifica. E non attacca. Men che meno planando dall'alto. Ma. E quel MA era grosso come un'ipotetica aquila reale incazzata nel mio soggiorno - e, sentendomi relativamente al sicuro, sono andata ad aprire la finestra.
E poi me ne sono ritornata nella mia posizione.
Tutti e tre di nuovo in posizione.
Gatta placidamente sdraiata.
Io con adrenalina ovunque. In piedi pronta alla fuga.
Merlo che becchettava la portafinestra.
Alla fine quella meno reattiva...ero io!!
E quella bestiola era appena volata fuori dalle fauci di una bestia che deve essergli sembrata mostruosa, lasciando sangue e piume sparse ovunque, becchettava la porta finestra. Alternativamente lisciandosi le piume.
Di nuovo non sapevo che caspita fare.
Così mi sono messa a parlare al merlo. Invitandolo rispettosamente a dirigersi verso la finestra aperta.
Non so che cosa mi abbia voluto dire, ma al mio ennesimo invito, seguito dall'indicazione con un braccio, mi ha cinguettato contro.
Intenzionalmente. Ne sono certa!
E poi è volato fuori dalla finestra.
Adesso lo so.
Ma in quel momento, i miei occhi, contro la mia volontà, si sono chiusi nel vederlo spiccare il volo.
Quindi...la domanda era "sarà uscito, o quella bestia malefica si sarà rifugiata sopra gli armadietti della cucina?".
La gatta sempre in terra.
Ma non più compiaciuta.
Giurerei di averle visto un lampo di disapprovazione nello sguardo.
Non più sdraiata, ma seduta, la coda che ondeggiava nervosamente nella mia direzione.
L'avrei volentieri presa e lanciata sopra gli armadietti, per farle controllare il risultato della sua opera.
Ma poi ho pensato al delirio di piume, strida, sangue, che la cosa avrebbe potuto creare.
E mi sono trattenuta.
E sono uscita a fumare una sigaretta.
Relativamente fiera di essere almeno riuscita ad aprire la finestra.
E profondamente vergognosa e accaldata.
Visto che ancora non riuscivo a togliermi la giacca e ad abbassare il cappuccio.
Sono riuscita poi a rientrare e, con tutto il coraggio che avevo a disposizione, salire sul tavolo e con la scopa passare sopra gli armadietti. Nella speranza che il merlo non fosse tanto scemo da aver sbagliato la finestra.
E cercando di ignorare le visioni di piume e sangue che mi si aprivano nella mente.
E chiedendomi cosa mi avesse cinguettato, poi...
G. sostiene che abbia augurato almeno una decina di morti atroci, a me e alla leonessa con cui mi accompagno.
Io che sono romantica, credo che mi abbia semplicemente esposto il fatto che lui si era cagato sotto ben più di me.
Fortunatamente il merlo ha imboccato la finestra.
Ma la gatta...maledetta...sono sempre più convinta che abbia deciso che sono ormai pronta per iniziare la mia iniziazione alla caccia.
E penso anche di averla delusa nella mia prima prova. :facepalm:
Però con le lucertole ero andata piuttosto bene.
E l'avevo pure ringraziata come si confà ad un umano che vive con felini che decidono di prendersi cura della sua alimentazione e della sua prontezza di riflessi.
Spero che riveda la sua tabella.
E continui ad optare per bestie striscianti o camminanti.
Non sono da volatili. Io.
Ho pure difficoltà col salto.
L'altro gatto, invece, se ne è rimasto tutto il tempo ad osservare il casino.
Credo abbia un ritardo cognitivo.
E' un grande imitatore. Ma non è propositivo.
Ed è poco autonomo.
E il giorno dopo, credo che nel frattempo abbia elaborato a modo suo la faccenda, ha iniziato ad entrare in casa e buttarmi fra i piedi foglie, erba e lucertoline morte.
Aspettandosi il ringraziamento e mostrandomi fieramente il risultato del suo istinto predatorio.
Lui un giorno o l'altro lo dovrò portare d'urgenza dal veterinario per fargli cortisone e fermare lo shock anafilattico dovuto alla puntura di un qualche calabrone. Una delle sue prede preferite. :blank:
Ecco.
Da tutta questa avventura io che fieramente riuscivo ormai a camminare fra piccioni sfreccianti e rondini acrobatiche, ammirare la coppia di poiane che plana in ampi giri sopra casa mia, ascoltare le tortore che tubano sulle grondaie e i merli che nidificano fra le rose....ho imparato che me la sono raccontata.
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