Il libro più bello

Brunetta

Utente di lunga data
Alcuni anni fa avevo aperto un 3d su quali fossero stati i libri più formativi e o illuminanti che ciascuno avesse mai letto, perlomeno quelli che avessero lasciato una qualche traccia affetiva nella memoria personale di ciascuno.
E' una faccenda strettamente individuale, legata ai periodi della vita, al modo in cui si attraversano, ai ricordi e spesso alla nostalgia del proprio vissuto.
Io non potrò mai scordarmi de - Il nome della rosa- e de - Le memorie di adriano - ad esempio, o tra i saggi di - Armi acciaio e malattie -
solo per citare alcuni.
Desmond è fondamentale.
Per me Graham Greene tutti.
 

*Rossana*

Utente di lunga data
Alcuni anni fa avevo aperto un 3d su quali fossero stati i libri più formativi e o illuminanti che ciascuno avesse mai letto, perlomeno quelli che avessero lasciato una qualche traccia affetiva nella memoria personale di ciascuno.
E' una faccenda strettamente individuale, legata ai periodi della vita, al modo in cui si attraversano, ai ricordi e spesso alla nostalgia del proprio vissuto.
Io non potrò mai scordarmi de - Il nome della rosa- e de - Le memorie di adriano - ad esempio, o tra i saggi di - Armi acciaio e malattie -
solo per citare alcuni.
Ho ripensato alle mie letture. Ciò che più mi coinvolge è la capacità di leggere la vita e l’animo umano, oltre a una bella scrittura.
Oltre al potere distraente.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Qual è il libro più bello che avete letto nell’ultimo anno?
bello non saprei. i testi di geopolitica non sono romanzi. un paio di testi di Mackinder sulla teoria dell'Heartland per capire come mai gli anglofoni siano così ossessionati dalla Russia
 

spleen

utente ?
Ho ripensato alle mie letture. Ciò che più mi coinvolge è la capacità di leggere la vita e l’animo umano, oltre a una bella scrittura.
Oltre al potere distraente.
“Tu sei il diavolo,” disse allora Guglielmo.
Jorge parve non capire. Se fosse stato veggente direi che avrebbe fissato il suo interlocutore con sguardo attonito. “Io?” disse.
“Sì, ti hanno mentito. Il diavolo non è il principe della materia, il diavolo è l'arroganza dello spirito, la fede senza sorriso, la verità che non viene mai presa dal dubbio. Il diavolo è cupo perché sa dove va, e andando va sempre da dove è venuto. Tu sei il diavolo e come il diavolo vivi nelle tenebre. Se volevi convincermi, non ci sei riuscito. Io ti odio, Jorge, e se potessi ti condurrei giù, per il pianoro, nudo con penne di volatili infilate nel buco del culo, e la faccia dipinta come un giocoliere e un buffone, perché tutto il monastero ridesse di te, e non avesse più paura. Mi piacerebbe cospargerti di miele e poi avvoltolarti nelle piume, portarti al guinzaglio nelle fiere, per dire a tutti: costui vi annunciava la verità e vi diceva che la verità ha il sapore della morte, e voi non credevate alla sua parola, bensì alla sua tetraggine. E ora io vi dico che, nella infinita vertigine dei possibili, Dio vi consente anche di immaginarvi un mondo in cui il presunto interprete della verità altro non sia che un merlo goffo, che ripete parole apprese tanto tempo fa.”

― Umberto Eco, Il nome della rosa.
 
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