Beh, si dice sempre che non si sa se ci si può fidare dei medici.. questo palesemente è trasparente e sincero
Il primo giorno di pratica forense la buonanima del mio dominus mi disse: “Arci, professionalità e distacco vanno molto d’accordo”.
Tante cose le ho riviste. Questa no.
Un professionista deve essere chiaro, certo. Non deve trincerarsi nel linguaggio tecnico come il prete dietro il latino. Però la confidenza è un’altra cosa. Quando il cliente — o il paziente, perché per i medicinè pure peggio — comincia a tracimare nella tua vita privata, sei già fottuto.
Venerdì, per dire, avrò davanti una morte annunciata: madre single quarantenne, padre del figlio ex tossico abituale oggi tossico occasionale, non paga un cazzo, geloso patologico, già diffidato, pessimo esempio per il bambino, in guerra con tutta la famiglia di lei. Lei moscia, assorbita da un mondo di femmine — madre, sorella, amiche donne, parentado vario — é palesemente in cerca di una figura maschile di supporto. In più ha questo “fidanzato” che se la scopa e basta, chiarissimo, infatti se la scopa in hotel: massima passione, minima presa in carico.
È una settimana che la sto educando in vista dell’appuntamento.
Lei mi manda vocali. Io le giro la trascrizione AI e le dico che non posso ascoltarli perché ho persone davanti e non faccio sentire i cazzi suoi al prossimo. Lei mi risponde che posso ascoltarli con calma, tanto non è urgente. Io rispondo sulla base della trascrizione. Lei mi dice che non ho capito bene perché nel vocale era più preciso. Io continuo a rispondere sulla trascrizione.
Ci ha messo due giorni, ma finalmente le è entrato in testa un concetto base: se devi parlare con l’avvocato, scrivi.
Adesso siamo alla fase due: farle capire che il suo lavoro è raccogliere i problemi, il mio è metterli in ordine. Al giudice non gliene frega un cazzo dell’ordine mentale delle sue ansie. Il fascicolo non segue il battito cardiaco della cliente. Segue l’efficacia.
Venerdì le farò lo schemino.
Prima bustina: soldi. Mantenimento, arretrati, Istat, tutto quello che non ha pagato.
Seconda bustina: gestione del bambino. Orari, comunicazioni, deleghe, scuola, visite, rotture operative.
Terza bustina: gelosia patologica. E lì probabilmente si passa al penale.
Tre bustine diverse. Se serve, sopra ci disegno pure tre piselli di colore diverso. Basta che capisca che sono serie di cazzi qualitativamente diversi.
Se fai l’amico, perdi il controllo e cominci a seguire lo schema emotivo del cliente invece della strategia utile. Il cliente guarda il dito, spesso perché il dito gli sta infilato nel cul... ehm, in un occhio. Io devo guardare la luna: il fascicolo, il giudice, il risultato.
Se ti siedi davanti a un professionista è perché lui sa cose che tu non sai. Non vai a simpatia, vai a fiducia nei suoi mezzi, non nei tuoi. Sennò te la saresti risolta senza spendere soldi.