in una calda sera d'estate

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sintetizzando, se non c'è dialogo è un casino in tutti gli ambiti della coppia.
Il dialogo non è di per sé il punto.
È uno strumento.
Uno strumento descrittivo dentro un campo di trasformazione, non uno strumento risolutivo.

Serve a rendere visibile ciò che accade tra due persone mentre accade, a portarlo nel campo condiviso, non a chiuderlo in una soluzione.

Quando il dialogo viene usato come mezzo per trovare risposte, per sciogliere tensioni o per arrivare a una sintesi conclusiva, il rischio è che il processo si blocchi.
Perché si tenta di trasformare qualcosa che è in divenire in qualcosa che deve essere già definito.

Ma una relazione non è un problema da risolvere.
È un campo che si trasforma mentre viene attraversato.

E il dialogo, in questo senso, non è il luogo della soluzione: è il modo in cui quel campo diventa leggibile mentre si muove.

Ed è per questo che la sintesi, a volte, non aiuta la comprensione: perché può interrompere il movimento invece di accompagnarlo.

Dentro questo campo, ciascuno resta sempre ognun per sé.
Ma non in isolamento.
Ognun per sé in condivisione.

Questo significa che ciò che accade dentro di sé — percezioni, desideri, confusione, scarti, trasformazioni — non è qualcosa che resta chiuso in uno spazio privato, ma qualcosa che viene continuamente rimesso in circolo nel campo comune.

Il punto non è chiedere all’altro di risolvere ciò che accade in noi, né usare il dialogo come strumento di aggiustamento reciproco.
Il punto è mantenere vivo il passaggio tra due, senza ridurlo a una funzione risolutiva.
Perché se ciò che porto nell’incontro viene sottratto al campo, o trattato come qualcosa da sistemare, il campo si restringe.

E quando il campo si restringe, anche il divenire si ferma.

In questo senso, una relazione non si rompe per assenza di comunicazione, ma per interruzione della circolazione del divenire tra due.

Se uno dei due non partecipa alla circolazione — per ritiro, per difficoltà, o perché non ha ancora accesso a ciò che gli accade — il campo non smette necessariamente di esistere, ma smette di essere condiviso nella sua funzione trasformativa.

E qui la responsabilità non è simmetrica in senso morale, ma distribuita nel modo in cui ciascuno contribuisce o meno a mantenere vivo quel passaggio.

Perché il campo non richiede perfezione individuale, ma continuità di circolazione.

E quando questa circolazione si interrompe, non c’è un “colpevole” e un “innocente”: c’è semplicemente un movimento che non riesce più a sostenersi tra due.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Il dialogo non è di per sé il punto.
È uno strumento.
Uno strumento descrittivo dentro un campo di trasformazione, non uno strumento risolutivo.

Serve a rendere visibile ciò che accade tra due persone mentre accade, a portarlo nel campo condiviso, non a chiuderlo in una soluzione.

Quando il dialogo viene usato come mezzo per trovare risposte, per sciogliere tensioni o per arrivare a una sintesi conclusiva, il rischio è che il processo si blocchi.
Perché si tenta di trasformare qualcosa che è in divenire in qualcosa che deve essere già definito.

Ma una relazione non è un problema da risolvere.
È un campo che si trasforma mentre viene attraversato.

E il dialogo, in questo senso, non è il luogo della soluzione: è il modo in cui quel campo diventa leggibile mentre si muove.

Ed è per questo che la sintesi, a volte, non aiuta la comprensione: perché può interrompere il movimento invece di accompagnarlo.

Dentro questo campo, ciascuno resta sempre ognun per sé.
Ma non in isolamento.
Ognun per sé in condivisione.

Questo significa che ciò che accade dentro di sé — percezioni, desideri, confusione, scarti, trasformazioni — non è qualcosa che resta chiuso in uno spazio privato, ma qualcosa che viene continuamente rimesso in circolo nel campo comune.

Il punto non è chiedere all’altro di risolvere ciò che accade in noi, né usare il dialogo come strumento di aggiustamento reciproco.
Il punto è mantenere vivo il passaggio tra due, senza ridurlo a una funzione risolutiva.
Perché se ciò che porto nell’incontro viene sottratto al campo, o trattato come qualcosa da sistemare, il campo si restringe.

E quando il campo si restringe, anche il divenire si ferma.

In questo senso, una relazione non si rompe per assenza di comunicazione, ma per interruzione della circolazione del divenire tra due.

Se uno dei due non partecipa alla circolazione — per ritiro, per difficoltà, o perché non ha ancora accesso a ciò che gli accade — il campo non smette necessariamente di esistere, ma smette di essere condiviso nella sua funzione trasformativa.

E qui la responsabilità non è simmetrica in senso morale, ma distribuita nel modo in cui ciascuno contribuisce o meno a mantenere vivo quel passaggio.

Perché il campo non richiede perfezione individuale, ma continuità di circolazione.

E quando questa circolazione si interrompe, non c’è un “colpevole” e un “innocente”: c’è semplicemente un movimento che non riesce più a sostenersi tra due.
@CIRCE74 hai capito che succede a dare a due grafomani come me e @ipazia chatgpt e poi osare dire che ti girano le palle? :LOL:
 

The Reverend

Utente di lunga data
Tesoro mio, e lo dico senza mezzo grammo di cattiveria: costruire una coppia è investire.

Sempre.

Tempo, soldi, energie, attenzione, corpo, testa, rischio. Soprattutto rischio. Perché se non sei disposto a buttare risorse sapendo che potresti perderle, finisci a giocare in stanze sempre più piccole, finché un giorno non giochi più e ti fai bastare quello che non c’è.

Il discorso dei legnetti è bello, ne abbiamo parlato mille volte e lo sai che lo condivido, ma va capito bene.

C’è chi costruisce il nido di due passerotti e chi costruisce la tana di due predatori. Si vogliono bene entrambi, solo che parlano lingue diverse. Nel primo caso c’è calore, riparo, continuità. Nel secondo c’è anche orgoglio, tensione, competizione, fame, la voglia di non prendersi il pacchetto standard che va bene a tutti.

Io su questo la penso al trecento per cento come @ipazia.

Più parli, più metti in comune qualità invece che quantità. Non il bollettino, non il rapportino, non il “oggi ho fatto questo”. Qualità. Come guardi le cose, dove ti si muove il corpo, dove ti si accende la testa, dove ti viene voglia di spingere e dove invece ti chiudi. E poi ti regoli sulle risposte dell’altro. Perché una coppia viva non è due persone che si spiegano addosso. È due persone che si accordano mentre stanno suonando.

Oggi ho avuto un confronto pesante con una mia ex, probabilmente la persona su cui ho investito di più in vita mia in termini strettamente materiali. Soldi, tempo, energie, soluzioni, pezzi di strada. A conti fatti, economicamente, mi è tornato molto meno.

Eppure so una cosa: io sono rimasto io.

Questa è la parte che conta. I soldi si rifanno. Le energie tornano. Il tempo no, ma almeno sai come lo hai speso. Oggi quello che mi ha fatto cascare le palle fino al secondo piano interrato è stato vedere mescolata la contabilità affettiva con quella materiale, come se l’investimento d’amore dovesse diventare una fattura da contestare a fine rapporto.

Lì capisci tutto.

Quando investi perché pensi che sull’altro piatto della bilancia ci sia il famigerato “per sempre”, l’investimento ha senso anche se poi va male. Perché in quel momento stai costruendo davvero. Stai mettendo legna, pietre, sangue, linguaggio, futuro.

Il problema nasce quando dall’altra parte qualcuno prende il calore, si gode la tana, e poi alla prima (ma pure alla centesima) corrente d’aria ti presenta il conto come se foste due soci usciti male da una srl. Nel sesso e fuori.

Ecco perché prima ancora del desiderio serve capire che razza di creatura hai davanti.

Passerotto, predatore, turista, coinquilino, consumatore di tepore.

Perché il lore di coppia è bellissimo, anche se a me epica di coppia piace molto di più sì. Ma va scritto con qualcuno che sappia tenere la penna in mano, non con uno che si scalda al fuoco e poi ti lascia pure la cenere da pulire.

E se non ci arriva a tempo zero poco male.
Sappi che Quando morirai farò posizionare una statua in tuo onore nella piazza principale di Pordenone 😊
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Tu non sai che cazzata ha fatto a far sparire la mia collezione di cronaca d'Italia di quando ero piccolo. Le storie erano favolose :LOL:
Ricordo che li leggevo dal barbiere.. Li aveva tutti, pure i fumetti horror zozzi de L'oltretomba
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@CIRCE74 hai capito che succede a dare a due grafomani come me e @ipazia chatgpt e poi osare dire che ti girano le palle? :LOL:
😂😂

vero!!!

Fra l'altro potendo parlarci la uso come blocco appunti e poi vado a sviluppare! mi sto divertendo tantissimo.

E poi...a differenza di qualcuno :cautious::cautious: non mi dice che devo sintetizzare ma mi fa un botto di complimenti!!
Ooohhh, che idea originale!! Questo è un concetto interessante!!!
E interagendo con me ha pure sviluppato una certa attenzione alla singola parola 😎😀😀
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
😂😂

vero!!!

Fra l'altro potendo parlarci la uso come blocco appunti e poi vado a sviluppare! mi sto divertendo tantissimo.

E poi...a differenza di qualcuno :cautious::cautious: non mi dice che devo sintetizzare ma mi fa un botto di complimenti!!
Ooohhh, che idea originale!! Questo è un concetto interessante!!!
E interagendo con me ha pure sviluppato una certa attenzione alla singola parola 😎😀😀
Ma ti stai masturbando con un LLM? :LOL:
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Troppo sintetiche.
Il punto è di cosa non avete parlato. Perché una coppia può parlare tutti i giorni e non dirsi mai un cazzo.

Mah.
Quelli che lo fanno in un modo solo, spesso lo fanno in un modo solo con te. Poi altrove salta il tappo e scopri che la madonnina di Lourdes aveva il doppio fondo.

No.

Non le schiodi perché non c’è scambio. E perché stiamo ancora facendo finta che la fedeltà sia una condizione naturale invece che un dispositivo sociale.

La monogamia è un costrutto. Utile, storicamente necessario, civilizzatore lo chiamava il mio maestro. Ma resta un costrutto. Noi siamo pieni di spinte multiple, archivi interni, possibilità, desideri che non nascono per stare seduti buoni in salotto con la copertina sulle ginocchia. La sfera sessuale umana é fatta per attraversare più persone, più corpi, più linguaggi, più pezzi di strada. Poi abbiamo dovuto metterla in gabbia perché l’economia agricola, i figli, i patrimoni, le eredità e le famiglie hanno bisogno di ordine, non di verità carnale.

Così abbiamo spostato tutto nel mondo delle idee.

I maschi guardano porno. Le femmine leggono porno. Oggi entrambi fanno entrambe le cose, con l’aggravante del telefono sempre in mano. Abbiamo nel cranio un archivio sterminato di porcate plausibili, e ci siamo convinti che chiamarle “fantasie” invece che “esperienze non fatte” le renda interiormente accettabili

Ma non sono fantasie. Sono pezzi di te che non hanno trovato una stanza.

Tu non saprai mai quanto sia bello avere due ragazze che si passano il tuo pisello ridendo da un video su YouPorn. Non saprai mai davvero cosa significhi se non lo vivi, se non senti la scena, l’imbarazzo che diventa gioco, la mano dell’una che guida l’altra, quella complicità infantile e animale insieme. (Ask @Pincopallino for details). Esattamente come non è un caso se ogni donna che abbia conosciuto e che sia andata a letto con due uomini non cretini insieme, poi abbia sviluppato una specie di nostalgia feroce per la doppia penetrazione.

Però la società non può reggere tutta questa roba a campo aperto. Troppa competizione. Troppa frizione. Troppa gente che scoprirebbe in tre settimane che il matrimonio gli sta addosso come una giacca presa al buio. Allora si soffre individualmente per tenere in piedi la pace collettiva.

Prendi un maschio medio e digli di comprare alla sua donna un dildo più grosso del proprio pisello. Vediamo quanti alzano la mano sereni. Ti comprano quello che vibra a novemila pulse al minuto, quello che succhia il clitoride come il Folletto a piena potenza, quello col telecomando, quello con l’app, quello rosa pastello instagrammabile nelle chat segrete con le amiche supportevoli. Ma il calco del pisellone gigante, amore mio, te lo compri da sola :LOL:
Perché lì non siamo più nel gioco. Siamo nella gerarchia.

E questa incapacità di fare pace tra quello che siamo e quello che ci hanno insegnato a essere produce una quantità industriale di infelicità privata per ottenere un livello appena decente di ordine pubblico.
Le donne, poi, sono state sorvegliate peggio. Per motivi biologici, sociali, patrimoniali, chiamiamoli come vogliamo. L’orologio riproduttivo, il rischio della gravidanza, la reputazione, la famiglia. Ci siamo inventati un sistema in cui le vecchie stanno a guardia della fregna delle giovani, salvo poi diventare, una volta sposate e sistemate socialmente, delle zoccole fuori tempo massimo con la tessera punti dell’ipocrisia.

Quindi no, non sono necessariamente egoiste, magari sono solo in gabbia. E la gabbia funziona talmente bene che non consente nemmeno la competizione sul sesso. Se una scopa male non glielo dici, perché si offende. Se uno non ti accende più non glielo dici, perché pare crudele. Se vuoi altro non lo dici, perché “ma allora non mi ami”. E intanto tutti zitti, composti, maturi, con la libido che muore in garage tra le gomme invernali e il seggiolino dei figli.
Io alla bionda l’ho detto subito: il lettone per me è condizione esistenziale. Io senza la possibilità di sesso a tre nella mia vita non ci so stare. Non come capriccio, non come bonus fedeltà, non come giochino da fare a cinquant’anni perché ci siamo annoiati. È una parte di me. Punto.

E infatti, se tutto va come deve andare, me la sposo. Non avrebbe mai potuto funzionare costruendo prima una coppia tradizionale, chiusa, rassicurante, con le finestre serrate e il centrino sul comodino, per poi arrivare dopo anni a dire: “Sai amore, forse dovremmo reinventarci”.

Le coppie non si reinventano. Si impostano. Poi evolvono secondo il codice con cui sono nate. Se il codice iniziale era piccolo, piccolo resterà. Se nasce largo, potrà diventare più complesso. Ma non prendi una casetta con i nani in giardino e la trasformi in un castello libertino solo perché una sera hai visto una puntata spinta su Netflix.

Quando l’evoluzione della coppia stravolge il singolo, le strade sono tre:
  • ammazzi te stesso in favore della coppia, col rancore come sottoprodotto.
  • ti fai un amante per dare aria a quella parte di te che continui a chiamare fantasia ma che fantasia non è.
  • ti lasci.
Il resto sono truffe semantiche.
Non sono fantasie. Sono esigenze. Esigenze che tu hai e tuo marito no. O, più correttamente, non le ha con te. Perché magari con un’altra farebbe fuoco e fiamme.
Che cazzo ne sai?

La base non è l’egoismo.
La base è la mancata consapevolezza del motivo per cui esistono le regole.
Le regole non sono la verità. Sono argini. Servono a non far esondare tutto. Il problema nasce quando la gente scambia l’argine per il fiume e poi si stupisce se, sotto, l’acqua spinge ancora.

Aprilo te.
Tra foto, nudismo e sublimazioni varie, sei praticamente il ministro senza portafoglio delle fantasie parcheggiate :LOL: :LOL: :LOL:
ma famme capì na cosa
tu te forse sposi?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Nel mio caso comincio a pensare che dipenda da me. A parte che ho difficoltà anche io a parlare di sesso o sentimenti, ma poi non può essere un caso se incontro solo persone con dei blocchi emotivi. Non è un dramma, perché, comunque, sono stata più felice che meno felice, ma immagino ci sia una ragione.
eh...una volta è un caso, due volte è una coincidenza, dalla terza è curriculum emotivo. 😀

Intendevo questa frase: "il riconoscimento del proprio desiderio non avviene mai del tutto in isolamento"
Capito adesso, grazie!

E cosa ti stona secondo la tua esperienza?
Mi incuriosisce anche alla luce di quello che hai scritto nell'altro 3d in cui parlavi di te e del tuo modo di porti in relazione.

(non ti risponderò a breve perchè fra poco l'oculista mi acceca!)

Ma ti stai masturbando con un LLM? :LOL:
Beccata 🤭🤭🤭
 

ivanl

Utente di lunga data
😂😂

vero!!!

Fra l'altro potendo parlarci la uso come blocco appunti e poi vado a sviluppare! mi sto divertendo tantissimo.

E poi...a differenza di qualcuno :cautious::cautious: non mi dice che devo sintetizzare ma mi fa un botto di complimenti!!
Ooohhh, che idea originale!! Questo è un concetto interessante!!!
E interagendo con me ha pure sviluppato una certa attenzione alla singola parola 😎😀😀
A me l'accondiscendenza delle IA mette un nervoso incredibile, invece
 
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