Ipocrisia e vergogna

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brugola

Utente di lunga data
È vero. Puoi dedicare anche tu la tua vita al volontariato.
Non devi pagare nulla, è molto facile e gratificante.
Si ottengono senza molto sforzo risultati impressionanti.
Vedrai che soddisfazioni!
È molto più difficile dare il proprio tempo, o al limite dare tutta la propria vita, che dare semplicemente soldi.
Non è per nulla facile aiutare poveri in condizioni di degrado.
Ma quel che serve è soprattutto molta pazienza e rassegnazione perché le soddisfazioni sono proprio poche.

deciditi
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
È molto più difficile dare il proprio tempo, o al limite dare tutta la propria vita, che dare semplicemente soldi.
Non è per nulla facile aiutare poveri in condizioni di degrado.
Non serve nemmeno andare in Africa o in Sudamerica per incontrare poveri, drogati, alcolizzati che vivono in mezzo alla strada, prostitute straniere sfruttate ecc.
Servono anche i soldi, ma serve soprattutto la voglia di dedicare il proprio tempo e anche coraggio. Perché puoi sempre prenderti una coltellata o trovarti la macchina incendiata.
Ma quel che serve è soprattutto molta pazienza e rassegnazione perché le soddisfazioni sono proprio poche. Veramente pochi cambiano di vita: il lavoro che fai è una goccia nell'oceano. Può anche capitarti di essere derubato o ingannato da quelli che cerchi di aiutare.
Mi fanno sorridere quelli che interpretano tutto e la storia intera esclusivamente in base ad interessi economici e di potere e vedono manipolazioni e inganni dappertutto.
Non so se sia un'eredità marxista di leggere la storia oppure se uno continua a cercare sempre negli altri il "marcio" che sa esistere nel suo cuore.
Personalmente conosco un sacco di persone che se ne fregano di soldi e potere e la cui vita è orientata da altri valori.
La cosa più preziosa che abbiamo è il nostro tempo, non i soldi e il potere.
Giobbe, sai perfettamente che nessuno di noi critica chi veramente dedica la sua vita al bene degli altri. Io quantomeno non me la prendo assolutamente con loro, bensì con coloro che li fanno giostrare come marionette, ed in nome del loro lavoro e della schifosa pretesa di essere i portavoce di un dio si fanno grandi e belli, fanno la bella vita, i comodacci loro e soprattutto acquisiscono e gestiscono un potere che non ha assolutamente ragione d'essere.
Se ti vuoi bene, piantala di leccare il culo ai furbi.
 
O

Old giobbe

Guest
CHIESA E ICI: SEMPLIFICAZIONI DI UNA POVERTÀ ABNORME

Jun 27th, 2007 by Giovanni Nocera

“Semplificazioni di una povertà abnorme”: con queste parole mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha commentato recenti interventi in sede europea tesi a presentare una Chiesa italiana che evade la tassa Ici. Sulla questione lo stesso segretario della Cei si era pronunciato più volte in precedenza, dimostrando la trasparenza dell’operato della Chiesa cattolica. La dichiarazione è stata rilasciata questa mattina ad alcuni giornalisti dopo la conferenza stampa per la presentazione dell’Agorà dei Giovani tenutasi nella sala Marconi di Radiovaticana.
“E’ un ulteriore tentativo di mettere in evidenza presunti motivi di stacco della gente nei confronti della Chiesa accentuando potenziali motivi di conflitto – ha detto il Segretario della Cei –. Sulla storia dell’Ici vengono dette una serie di falsità e mi meraviglio di come possano trovare spazio sui giornali dopo tutte le delucidazioni date”. “Il problema non riguarda la Chiesa cattolica – ha ribadito mons. Betori – ma gli enti non profit e non la Chiesa cattolica ma tutte le Chiese e tutte le confessioni religiose in quanto assimilate agli enti non profit. E’ falso dire che è un problema della Chiesa cattolica nei confronti dell’Ici. E’ un problema degli enti non profit nei confronti dell’Ici”. Per mons. Betori “sarebbe sbagliato gravare con tasse come l’Ici, gli enti non profit che svolgono attività sociali a favore della comunità”. La Chiesa, ha spiegato, “paga l’Ici per tutti i locali che vengono usati a fini commerciali, mentre è esente quando svolge attività non profit anche se vengono svolte con modalità che entro una certa sfera coinvolgono aspetti fiscali”. E’ il caso della mensa della Caritas che, ha detto Betori, “offre pasti gratuiti ai poveri e per farlo ha una convenzione con un Comune che la sostiene. Il contributo che riceve dal Comune non rende ‘profit’ l’attività della mensa. Il Comune non può far pagare la tassa Ici per il locale così come la mensa Caritas non può essere accusata di concorrenza sleale al ristorante”.
“Il problema sta qui: non voler capire che ci sono delle modalità che assumono rilevanza fiscale per attività che non procurano reddito e non costituiscono un motivo per il Comune di tassare con l’Ici un’attività che esso stesso promuove”. Mons. Betori si è detto anche favorevole ad una “vigilanza” da parte dei Comuni “per verificare se ci sono attività che non abbiano queste caratteristiche. Le attività che non sono non profit è dovere – ha sottolineato - del Comune tassarle. Sarebbe, infatti, grave che per queste imprecisioni dovesse pagare chi, invece, ha attività non profit socialmente rilevanti come la Caritas. So di comuni che fanno pagare l’Ici a comunità di recupero di tossicodipendenti. Una cosa abnorme. Accade anche l’inverso che attività di carattere alberghiero non viene fatta passare per tale mentre andrebbe contestualmente specificata e colpita. Questa attività – ha concluso – si sta già facendo di concerto con il ministero dell’Economia che ha attivato un tavolo di confronto proficuo con tutti gli enti interessati. Sono cose complesse che stanno ricevendo delle semplificazioni falsificanti. Le interpretazioni apparse sui giornali sono di una povertà ed incapacità veramente abissali, abnormi”.
Agenzia SIR
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
CHIESA E ICI: SEMPLIFICAZIONI DI UNA POVERTÀ ABNORME

Jun 27th, 2007 by Giovanni Nocera

“Semplificazioni di una povertà abnorme”: con queste parole mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha commentato recenti interventi in sede europea tesi a presentare una Chiesa italiana che evade la tassa Ici. Sulla questione lo stesso segretario della Cei si era pronunciato più volte in precedenza, dimostrando la trasparenza dell’operato della Chiesa cattolica. La dichiarazione è stata rilasciata questa mattina ad alcuni giornalisti dopo la conferenza stampa per la presentazione dell’Agorà dei Giovani tenutasi nella sala Marconi di Radiovaticana.
“E’ un ulteriore tentativo di mettere in evidenza presunti motivi di stacco della gente nei confronti della Chiesa accentuando potenziali motivi di conflitto – ha detto il Segretario della Cei –. Sulla storia dell’Ici vengono dette una serie di falsità e mi meraviglio di come possano trovare spazio sui giornali dopo tutte le delucidazioni date”. “Il problema non riguarda la Chiesa cattolica – ha ribadito mons. Betori – ma gli enti non profit e non la Chiesa cattolica ma tutte le Chiese e tutte le confessioni religiose in quanto assimilate agli enti non profit. E’ falso dire che è un problema della Chiesa cattolica nei confronti dell’Ici. E’ un problema degli enti non profit nei confronti dell’Ici”. Per mons. Betori “sarebbe sbagliato gravare con tasse come l’Ici, gli enti non profit che svolgono attività sociali a favore della comunità”. La Chiesa, ha spiegato, “paga l’Ici per tutti i locali che vengono usati a fini commerciali, mentre è esente quando svolge attività non profit anche se vengono svolte con modalità che entro una certa sfera coinvolgono aspetti fiscali”. E’ il caso della mensa della Caritas che, ha detto Betori, “offre pasti gratuiti ai poveri e per farlo ha una convenzione con un Comune che la sostiene. Il contributo che riceve dal Comune non rende ‘profit’ l’attività della mensa. Il Comune non può far pagare la tassa Ici per il locale così come la mensa Caritas non può essere accusata di concorrenza sleale al ristorante”.
“Il problema sta qui: non voler capire che ci sono delle modalità che assumono rilevanza fiscale per attività che non procurano reddito e non costituiscono un motivo per il Comune di tassare con l’Ici un’attività che esso stesso promuove”. Mons. Betori si è detto anche favorevole ad una “vigilanza” da parte dei Comuni “per verificare se ci sono attività che non abbiano queste caratteristiche. Le attività che non sono non profit è dovere – ha sottolineato - del Comune tassarle. Sarebbe, infatti, grave che per queste imprecisioni dovesse pagare chi, invece, ha attività non profit socialmente rilevanti come la Caritas. So di comuni che fanno pagare l’Ici a comunità di recupero di tossicodipendenti. Una cosa abnorme. Accade anche l’inverso che attività di carattere alberghiero non viene fatta passare per tale mentre andrebbe contestualmente specificata e colpita. Questa attività – ha concluso – si sta già facendo di concerto con il ministero dell’Economia che ha attivato un tavolo di confronto proficuo con tutti gli enti interessati. Sono cose complesse che stanno ricevendo delle semplificazioni falsificanti. Le interpretazioni apparse sui giornali sono di una povertà ed incapacità veramente abissali, abnormi”.
Agenzia SIR
Non tutte le proprietà della chiesa sono sede di enti no profit. Parecchie sono residenze, e spesso pure lussuose. Ma l'ipocrisia può tutto, quando c'è il potere......
 

lale75

Utente di lunga data
È molto più difficile dare il proprio tempo, o al limite dare tutta la propria vita, che dare semplicemente soldi.
Non è per nulla facile aiutare poveri in condizioni di degrado.
Non serve nemmeno andare in Africa o in Sudamerica per incontrare poveri, drogati, alcolizzati che vivono in mezzo alla strada, prostitute straniere sfruttate ecc.
Servono anche i soldi, ma serve soprattutto la voglia di dedicare il proprio tempo e anche coraggio. Perché puoi sempre prenderti una coltellata o trovarti la macchina incendiata.
Ma quel che serve è soprattutto molta pazienza e rassegnazione perché le soddisfazioni sono proprio poche. Veramente pochi cambiano di vita: il lavoro che fai è una goccia nell'oceano. Può anche capitarti di essere derubato o ingannato da quelli che cerchi di aiutare.
Mi fanno sorridere quelli che interpretano tutto e la storia intera esclusivamente in base ad interessi economici e di potere e vedono manipolazioni e inganni dappertutto.
Non so se sia un'eredità marxista di leggere la storia oppure se uno continua a cercare sempre negli altri il "marcio" che sa esistere nel suo cuore.
Personalmente conosco un sacco di persone che se ne fregano di soldi e potere e la cui vita è orientata da altri valori.
La cosa più preziosa che abbiamo è il nostro tempo, non i soldi e il potere.


Nulla da eccepire in proposito, ma ripeto che il fatto di contestare determinate posizioni e/o atteggiamenti della Chiesa, di certi sacerdoti, certe contraddizioni etc non esclude il fatto che io possa fare del volontariato...cosa che, del resto, non è prerogativa dei cristiani.
 
O

Old giobbe

Guest
Giobbe, sai perfettamente che nessuno di noi critica chi veramente dedica la sua vita al bene degli altri. Io quantomeno non me la prendo assolutamente con loro, bensì con coloro che li fanno giostrare come marionette, ed in nome del loro lavoro e della schifosa pretesa di essere i portavoce di un dio si fanno grandi e belli, fanno la bella vita, i comodacci loro e soprattutto acquisiscono e gestiscono un potere che non ha assolutamente ragione d'essere.
Se ti vuoi bene, piantala di leccare il culo ai furbi.

Non ho mai visto questa opulenza e sfarzo che tu citi.
Mai visto nessun vescovo o prete comprare caviale o vino da 100 Euro la bottiglia.
Di solito conducono una vita modesta.
In una comunità che conosco, con i soldi che ricevono, non comprano mai l'olio extravergine d'oliva (comprano quello di semi che è più economico) ma non rimangono quasi mai senza, perché la gente lo sa e glielo regala.
Io sono figlio di un operaio ma in casa mia non è mai mancato l'olio d'oliva.
Poi ci sarà anche il cardinale che per i suoi impegni pranza tutti i giorni al ristorante, o il prete vecchietto che non vuole rinunciare ad una cosa che gli piace anche se è un po' cara.
Il Papa riceve capi di Stato, non credo che offra per pranzo pasta in bianco. Avrà sicuramente parecchi cuochi e camerieri. Ma anche il Quirinale ha 1000 dipendenti per servire Napolitano.
Giovanni Paolo II credo che avesse le suorine polacche che gli facevano da mangiare e non credo che si deliziasse a caviale e champagne. Con l'intestino distrutto che si ritrovava penso che fosse obbligato a mangiare cose facili da digerire.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Non ho mai visto questa opulenza e sfarzo che tu citi.
Mai visto nessun vescovo o prete comprare caviale o vino da 100 Euro la bottiglia.
Di solito conducono una vita modesta.
In una comunità che conosco, con i soldi che ricevono, non comprano mai l'olio extravergine d'oliva (comprano quello di semi che è più economico) ma non rimangono quasi mai senza, perché la gente lo sa e glielo regala.
Io sono figlio di un operaio ma in casa mia non è mai mancato l'olio d'oliva.
Poi ci sarà anche il cardinale che per i suoi impegni pranza tutti i giorni al ristorante, o il prete vecchietto che non vuole rinunciare ad una cosa che gli piace anche se è un po' cara.
Il Papa riceve capi di Stato, non credo che offra per pranzo pasta in bianco. Avrà sicuramente parecchi cuochi e camerieri. Ma anche il Quirinale ha 1000 dipendenti per servire Napolitano.
Giovanni Paolo II credo che avesse le suorine polacche che gli facevano da mangiare e non credo che si deliziasse a caviale e champagne. Con l'intestino distrutto che si ritrovava penso che fosse obbligato a mangiare cose facili da digerire.
Tutti come Gandhi, eh?
Ok, Giobbe, hai vinto: La Fata Turchina e i folletti del bosco mi hanno detto che hai ragione tu.
 
O

Old giobbe

Guest
anche per entrare nella cappella sistina o per vedere la sacra sindone?

La Sindone la espongono ogni tanto e non ho trovato in internet se si paghi o no per vederla.
L'entrata alla Cappella Sistina è gratis una volta al mese.

http://mv.vatican.va/2_IT/pages/z-Info/MV_Info_Orario.html

Dubito che qualcuno abbia un interesse religioso e non artistico per visitare la Cappella Sistina. Non so neppure se sono conservate le ostie consacrate al suo interno. Comunque in zona mi sembra che ci siano parecchie opzioni di chiese entrata free.
Sono come i parcheggi a pagamento in centro, il prezzo (oltre che per far soldi) serve anche per limitare la domanda.
Ma non si tratta sicuramente di fare commercio della Casa di Dio.
 

lale75

Utente di lunga data
La Sindone la espongono ogni tanto e non ho trovato in internet se si paghi o no per vederla.
L'entrata alla Cappella Sistina è gratis una volta al mese.

http://mv.vatican.va/2_IT/pages/z-Info/MV_Info_Orario.html

Dubito che qualcuno abbia un interesse religioso e non artistico per visitare la Cappella Sistina. Non so neppure se sono conservate le ostie consacrate al suo interno. Comunque in zona mi sembra che ci siano parecchie opzioni di chiese entrata free.
Sono come i parcheggi a pagamento in centro, il prezzo (oltre che per far soldi) serve anche per limitare la domanda.
Ma non si tratta sicuramente di fare commercio della Casa di Dio.

Tu caro confondi il sacro col profano. Mi fai gli esempi dei biglietti dei vapporetti a Venezia e dei parcheggi in centro ma qui, te lo ripeto, si parla di un'ente morale e non di natura economica. Non ci dovrebbero proprio pensare a fare soldi e vivere esclusivamente delle offerte dei fedeli...mi pare che Gesù facesse così...o aveva un lavoro?
 

brugola

Utente di lunga data
io ero rimasto sconvolta quando ho visto quanti gadget stupidissimi vendono con la faccia del papa.
pupazzetti, cornici, quaderni, poster, calendari....
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
io ero rimasto sconvolta quando ho visto quanti gadget stupidissimi vendono con la faccia del papa.
pupazzetti, cornici, quaderni, poster, calendari....
Vai da Padre Pio, poi mi dici.
Quel pover'uomo lo stanno trattando come un fenomeno da baraccone. Ma tutto fa cassetta
 
O

Old giobbe

Guest
io ero rimasto sconvolta quando ho visto quanti gadget stupidissimi vendono con la faccia del papa.
pupazzetti, cornici, quaderni, poster, calendari....
Questi commercianti non credo che paghino royalties alla Chiesa per sfruttamento dell'immagine.
 
O

Old giobbe

Guest
Tu caro confondi il sacro col profano. Mi fai gli esempi dei biglietti dei vapporetti a Venezia e dei parcheggi in centro ma qui, te lo ripeto, si parla di un'ente morale e non di natura economica. Non ci dovrebbero proprio pensare a fare soldi e vivere esclusivamente delle offerte dei fedeli...mi pare che Gesù facesse così...o aveva un lavoro?

Prima dell'inizio della vita pubblica credo fosse carpentiere.
San Paolo ha sempre lavorato, credo fabbricasse tende.
Moltissimi consacrati hanno un lavoro retribuito (non solo nelle scuole e ospedali, ma fanno i più svariati tipi di lavoro).
Nella Chiesa convivono diversi carismi.
 

lale75

Utente di lunga data
Prima dell'inizio della vita pubblica credo fosse carpentiere.
San Paolo ha sempre lavorato, credo fabbricasse tende.
Moltissimi consacrati hanno un lavoro retribuito (non solo nelle scuole e ospedali, ma fanno i più svariati tipi di lavoro).
Nella Chiesa convivono diversi carismi.

Da quanto so io prima della "vita pubblica" faceva il falegname come suo padre...quello terreno...poi mi confermi che viveva delle offerte dei suoi fedeli...non faceva pagare la gente per visitare la tenda del dispensatore di miracoli
 

lale75

Utente di lunga data
Dai Giobbe, io ammiro e comprendo la tua fede ma non mi puoi dire che la Chiesa non "pecchi" sulla gestione del suo patrimonio, che non vi siano quanto meno delle ombre ...
 
Stato
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