aristocat
Utente iperlogica
Non so se aprire qua questa discussione... comunque, quando se non oggi, Primo Maggio, lanciare questo domandone: come vi ponete nei confronti del lavoro? se non è una domanda troppo personale.
Che senso date all'idea di lavorare?
perchè, se nei secoli le concezioni sono cambiate parecchio (dal lavoro come attività indegna rispetto all'otium letterario, all'ora et labora medievale per cui il lavoro è un'attività benedetta da Dio, al motto, credo darwiniano, il lavoro nobilita l'uomo e lo libera) oggi vedo che ognuno la prende un po' come vuole; talvolta ho notato incongruenze tra le dichiarazioni d'intenti pubbliche (Italia Repubblica fondata sul lavoro, lavoro come realizzazione di sè) e agire dei singoli...
Ora, per quanto riguarda me, io do al concetto di lavoro un significato molto profondo, che va oltre il semplice bisogno di procacciarsi un sostentamento (cosa non banale, comunque
). Per me qualunque lavoro arricchisce lo spirito e la mente, rafforza la propria etica e l'autostima... è il mettersi in gioco con ambienti e caratteri diversi e cercare di trovare una sinergia e una coesione... è "costruire qualcosa", sia di concreto che di spirituale, interiore. E' un'esperienza impagabile della vita.
Con tutto questo, però, non mi illudo che altri la possano pensare uguale, tanto che nel tempo posso dire di averne sentite di tutti i colori sull'argomento ("ormai il pensionamento è alle porte, per gli ultimi mesi posso permettermi di non fare più nulla", "sì, ok lavorare, ma io le mie chiacchiere le devo fare" "le raccomandazioni? sono l'unico modo che concepisco per a) trovare lavoro b) fare carriera. Il merito non conta niente", "il lavoro è l'ultima cosa nella scala delle priorità"), a conferma del fatto che siamo davvero in una democrazia :mrgreen: e che soprattutto certe ricorrenze (vedi Primo Maggio) hanno per ognuno di noi un significato diversissimo.
Ciò premesso, ci tengo a dire che anche da voi non mi aspetto peli sulla lingua
, tra l'altro siete coperti da anonimato e quindi in questo spazio di riflessione potete davvero scatenarvi :singleeye:.
Con un'avvertenza: questa non è una discussione "politica" sul Governo inetto che non trova le giuste manovre per risanare il mercato del lavoro.
La mia è una riflessione prettamente intimista, tenetene conto. Altrimenti mi verrà l'orticaria e vi riterrò molto colpevoli
. Grazie .
ari
Che senso date all'idea di lavorare?
perchè, se nei secoli le concezioni sono cambiate parecchio (dal lavoro come attività indegna rispetto all'otium letterario, all'ora et labora medievale per cui il lavoro è un'attività benedetta da Dio, al motto, credo darwiniano, il lavoro nobilita l'uomo e lo libera) oggi vedo che ognuno la prende un po' come vuole; talvolta ho notato incongruenze tra le dichiarazioni d'intenti pubbliche (Italia Repubblica fondata sul lavoro, lavoro come realizzazione di sè) e agire dei singoli...
Ora, per quanto riguarda me, io do al concetto di lavoro un significato molto profondo, che va oltre il semplice bisogno di procacciarsi un sostentamento (cosa non banale, comunque
Con tutto questo, però, non mi illudo che altri la possano pensare uguale, tanto che nel tempo posso dire di averne sentite di tutti i colori sull'argomento ("ormai il pensionamento è alle porte, per gli ultimi mesi posso permettermi di non fare più nulla", "sì, ok lavorare, ma io le mie chiacchiere le devo fare" "le raccomandazioni? sono l'unico modo che concepisco per a) trovare lavoro b) fare carriera. Il merito non conta niente", "il lavoro è l'ultima cosa nella scala delle priorità"), a conferma del fatto che siamo davvero in una democrazia :mrgreen: e che soprattutto certe ricorrenze (vedi Primo Maggio) hanno per ognuno di noi un significato diversissimo.
Ciò premesso, ci tengo a dire che anche da voi non mi aspetto peli sulla lingua
Con un'avvertenza: questa non è una discussione "politica" sul Governo inetto che non trova le giuste manovre per risanare il mercato del lavoro.
La mia è una riflessione prettamente intimista, tenetene conto. Altrimenti mi verrà l'orticaria e vi riterrò molto colpevoli
ari