Comincio io.
Deve avere un bel sorriso. Di quelli veri, che le si illluminino gli occhi.
Io devo rilassarmi con lei, ma sentirmi sotto giudizio, analizzato, stigmatizzato, manipolato, svalutato.
Non deve essere vittimista, e quando espone i problemi lo deve fare cercando il conforto di un abbraccio affettuoso, non un modo per rendermi più disponibile e tollerante.
Deve essere complice. Lei deve sapere di contare su di me come io su di lei e che insieme siamo più forti e felici.
Deve farmi sentire amato e deve darmi la possibilità di amarla più di ogni altra persona.
Non deve essere pigra, indolente.
Deve essere curiosa, e allo stesso tempo portarmi dove io non avrei mai pensato di andare.
Deve sapermi sedurre e rendermi seducente.
Non devo conoscerla tirando a indovinare, ma ciò che non capisco di lei deve volermelo spiegare.
E io devo poter essere sincero e fidarmi.
Deve amare la bellezza, la musica, la natura, gli addominali non scolpiti e la pelle priva di tatuaggi.
Non deve essere nè troppo magra né troppo grassa, ma deve potermi eccitare solo a guardarla cambiarsi i pantaloni, e qui giocano le sue movenze, il modo in cui riempie lo spazio attorno a me e quanto lei sappia conquistare di me.
Deve parlare e comunicare, non parlare senza comunicare o comunicare senza parlare. Il rapporto non deve essere basato sulle ipotesi, ma sulla determinatezza di chi sa spogliarsi delle maschere e lo fa con la stessa grazia con cui si toglie le mutande.
Deve amare le cazzate come le cose importanti ma soprattutto saperle distinguere.