Rebecca89
Sentire libera
So che stiamo su un forum di tradimenti, dove principalmente si parla di sesso, amore, gioie e corna infinite
. Metto questo in Mondo Reale per un motivo preciso. Perché mi sono resa conto, nel tempo, che non tutti conoscono questa cosa e mi sono ritrovata a parlarne tante volte ovunque, amici, parenti, insegnanti. E quindi riporto solo la mia esperienza, un pezzetto di vita importante che magari non so, a qualcuno che passa di qui può dare un pizzico di forza in più, non si sa mai 
Ieri sera il padre di mio figlio mi ha mandato questo video. Non ci siamo detti nulla, ci siamo solo scambiati un cuore (a proposito, si è ufficialmente accompagnato e io sono felice per lui, lei è molto carina
). Mi sono emozionata tanto.
La sindrome di Tourette non è molto conosciuta, nonostante non sia considerata rara. Alcuni pensano siano quelli che dicono parolacce a dismisura (coprolalia), oppure che compiano gesti volgari (coproprassia). Anche, ma in realtà i rami della Tourette sono tanti e non tutti uguali.
Non è stato semplice quando Chicco ha manifestato i primi sintomi intorno agli 8 anni. Riprendevo gesti o suoni ripetuti un po' per fastidio, un po' perché né io nel padre, pur consultandoci, capivamo. Siamo arrivati a volte a dirgli di smettere, di controllarsi, non potevamo sapere. È durato poco, abbiamo capito che qualcosa non andava, è arrivata così la visita neuropsichiatrica e da lì la diagnosi. Non è stato semplice. Vero che non è un tumore, vero che ci sono cose molto ma molto più gravi, ma per un genitore anche una febbre alta dà preoccupazione e sapere di dover accettare tic vocali e motori continui in quello che era un bambino piccolo che per primo diventava nervoso perché non riusciva a controllarli, non è comunque piacevole. È iniziata così la terapia cognitivo comportamentale che ha dato frutti importanti di cui siamo infinitamente grati, tutti e tre. Perché lui è una forma 2Plus, quindi accompagnato da ADHD e DOC, ad oggi praticamente scomparsi. Ricordo quando con il COVID non usciva più di casa, disinfettava ogni cosa, piangeva se qualcuno per sbaglio lo urtava e non si separava dal suo disinfettante spray. Ricordo le crisi a scuola perché non ci voleva andare per vergogna, i crampi allo stomaco e giornate intere di baby Sitter e permessi per non lasciarlo solo. Le sincopi, date da un controllo su cui inizialmente non riusciva a lavorare e lo sforzo gli portava emicranie e svenimenti. E ancora mamma hai chiuso la porta a chiave? Abbassi tutte le tapparelle? Questo qui no, il telecomando va messo così, questo mi disturba lo tolgo. Non c è più nulla di questo. Resta anche a casa da solo e si addormenta. Nessuna paura, nessuna fobia. Ogni volta a scuola vai a spiegare agli insegnanti i progressi, i passi, il punto della situazione, ricordo la riduzione di compiti che lui si è sempre rifiutato di accettare, volendo fare tutto quanto. Ecco, la sua forza è stata la nostra forza. Abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme su noi stessi. Lui ha iniziato a parlarne. Con i compagni, con gli insegnanti. Se ad un' interrogazione va in ansia, chiede di uscire due minuti, mette in pratica tutte le tecniche di respirazione, rientra e porta a casa un 9 non perché ha qualcosa che non va, ma perché è bravo, studia, si impegna. Non ha mai voluto un tutor, non ha mai voluto nemmeno me vicino a fare i compiti. E attenzione, se è necessario va fatto, ma io ho dato solo precedenza al volerlo ascoltare. Poi, tra novembre e dicembre dello scorso anno, un crollo. Tic talmente invalidanti che ha iniziato a stare male. Dolori ai nervi del collo, alla mascella, agli occhi. Chiamo l'equipe del Gemelli e quelli mi dicono signora, forse è ora di iniziare la terapia. Sono sprofondata. Ansiolitici, antidepressivi, benzodiazepine. Andiamo tutti insieme al colloquio e per la prima volta mio figlio parla. Lui non vuole nulla. Non si sente diverso, ha tanti amici, a scuola va bene e i suoi genitori ci sono e hanno accettato che lui è così. Credo di aver pianto (senza farmi vedere da lui
) tutte le lacrime del mondo perché si, siamo genitori fortunati. Quasi sicuramente lui rientra in quella categoria dove i tic lo accompagneranno a vita, ma chissenefrega. Da un mesetto e mezzo ha anche una ragazzetta, molto carina, che sa tutto di lui e si vogliono un gran bene. Ha chiesto di smettere la terapia con l approvazione dello psicologo e dell' ospedale stesso, ha fatto passi da gigante, può permettersi di riposare. Se ne sentirà il bisogno, non esiterà a dircelo ma per ora è ogni giorno un passo in più.
Ecco, tutto questo pippone stamattina è per lasciare qui scritto che l amore e la cura sono due armi potentissime in qualunque cosa. Nonostante tutto.
Ieri sera il padre di mio figlio mi ha mandato questo video. Non ci siamo detti nulla, ci siamo solo scambiati un cuore (a proposito, si è ufficialmente accompagnato e io sono felice per lui, lei è molto carina
La sindrome di Tourette non è molto conosciuta, nonostante non sia considerata rara. Alcuni pensano siano quelli che dicono parolacce a dismisura (coprolalia), oppure che compiano gesti volgari (coproprassia). Anche, ma in realtà i rami della Tourette sono tanti e non tutti uguali.
Non è stato semplice quando Chicco ha manifestato i primi sintomi intorno agli 8 anni. Riprendevo gesti o suoni ripetuti un po' per fastidio, un po' perché né io nel padre, pur consultandoci, capivamo. Siamo arrivati a volte a dirgli di smettere, di controllarsi, non potevamo sapere. È durato poco, abbiamo capito che qualcosa non andava, è arrivata così la visita neuropsichiatrica e da lì la diagnosi. Non è stato semplice. Vero che non è un tumore, vero che ci sono cose molto ma molto più gravi, ma per un genitore anche una febbre alta dà preoccupazione e sapere di dover accettare tic vocali e motori continui in quello che era un bambino piccolo che per primo diventava nervoso perché non riusciva a controllarli, non è comunque piacevole. È iniziata così la terapia cognitivo comportamentale che ha dato frutti importanti di cui siamo infinitamente grati, tutti e tre. Perché lui è una forma 2Plus, quindi accompagnato da ADHD e DOC, ad oggi praticamente scomparsi. Ricordo quando con il COVID non usciva più di casa, disinfettava ogni cosa, piangeva se qualcuno per sbaglio lo urtava e non si separava dal suo disinfettante spray. Ricordo le crisi a scuola perché non ci voleva andare per vergogna, i crampi allo stomaco e giornate intere di baby Sitter e permessi per non lasciarlo solo. Le sincopi, date da un controllo su cui inizialmente non riusciva a lavorare e lo sforzo gli portava emicranie e svenimenti. E ancora mamma hai chiuso la porta a chiave? Abbassi tutte le tapparelle? Questo qui no, il telecomando va messo così, questo mi disturba lo tolgo. Non c è più nulla di questo. Resta anche a casa da solo e si addormenta. Nessuna paura, nessuna fobia. Ogni volta a scuola vai a spiegare agli insegnanti i progressi, i passi, il punto della situazione, ricordo la riduzione di compiti che lui si è sempre rifiutato di accettare, volendo fare tutto quanto. Ecco, la sua forza è stata la nostra forza. Abbiamo iniziato a lavorare tutti insieme su noi stessi. Lui ha iniziato a parlarne. Con i compagni, con gli insegnanti. Se ad un' interrogazione va in ansia, chiede di uscire due minuti, mette in pratica tutte le tecniche di respirazione, rientra e porta a casa un 9 non perché ha qualcosa che non va, ma perché è bravo, studia, si impegna. Non ha mai voluto un tutor, non ha mai voluto nemmeno me vicino a fare i compiti. E attenzione, se è necessario va fatto, ma io ho dato solo precedenza al volerlo ascoltare. Poi, tra novembre e dicembre dello scorso anno, un crollo. Tic talmente invalidanti che ha iniziato a stare male. Dolori ai nervi del collo, alla mascella, agli occhi. Chiamo l'equipe del Gemelli e quelli mi dicono signora, forse è ora di iniziare la terapia. Sono sprofondata. Ansiolitici, antidepressivi, benzodiazepine. Andiamo tutti insieme al colloquio e per la prima volta mio figlio parla. Lui non vuole nulla. Non si sente diverso, ha tanti amici, a scuola va bene e i suoi genitori ci sono e hanno accettato che lui è così. Credo di aver pianto (senza farmi vedere da lui
Ecco, tutto questo pippone stamattina è per lasciare qui scritto che l amore e la cura sono due armi potentissime in qualunque cosa. Nonostante tutto.
