Allora, ci stiamo risentendo in maniera pericolosa. Lei ha avuto la sua storia sabato e da lunedì ci stiamo risentendo troppo regolarmente.
L'ho ascoltata, mi ha raccontato praticamente tutto, soffrendo in silenzio come un matto. Però meglio sapere più o meno cos'è successo invece di stare lì a farti fantasie noir.
Ho fatto finta di accettare la sua versione, ovvero questo:
1) Tu mi hai ferito (è vero, ho toccato un tasto delicatissimo) e io ti ho lasciato;
2) Ti ho lasciato e sono automaticamente tornata alla mia vita di prima;
3) Ho cominciato a sentirmi di più con lui, ci sono andata a cena e fatto una scopata;
4) Chiusa lì.
Mia versione
1) Io ti ho ferito ma tu hai preso la palla al balzo;
2) Ne hai approfittato per approfondire con uno che ti intrigava più per i soldi che per altro (ma è normale anche quello);
3) Hai capito che non ci ottenevi nulla da alcuni suoi comportamenti ma sei andata fino in fondo per vedere cosa succedeva;
4) Alla fine ti sei trovata con un pugno di mosche in mano e mi hai ricontattato.
Lei dice che sono io che mi sento rassicurato dall'idea di una sbandata forte piuttosto che da una banale scopata. Può essere, ma purtroppo io sono molto bravo a mettere insieme i pezzi e non ho mai sbaglaito un colpo. I tempi e le sue parole mi fanno propendere per la mia versione.
Quale sia quella vera, comunque, lo sa solo lei. La verità assoluta esiste ma è irraggiungibile: bisogna indagare sulle rappresentazioni che ognuno ne fa, per i propri interessi, come un detective.
Sta di fatto che per tre anni e mezzo ci siamo tormentati a vicenda: non so cosa passi davvero per la sua testa, ma io ho una gran voglia di vederla ma anche molta paura che ricominci. E la seconda comincia ad essere più forte della prima.