Ben ritrovati e ancora grazie!
Si, ho letto la storia: è impressionante. Ma non sono io, e sinceramente non capirei a che pro nascondermi. A parte alcuni particolari (io e il mio compagno non lavoriamo insieme, e lui è esattamente mio coetaneo) la storia è talmente simile che ho scritto in privato a Martina, spero di non aver fatto casino con la posta e che mi risponda. Evidentemente chi ha figli e vive certe situazioni, si trova ad affrontare le stesse perplessità. Già mi era sembrata molto simile alla mia la storia di Uragano, dico per quando riguarda la gestione del bimbo e tutte le considerazioni al riguardo (bimbo molto legato ad entrambi i genitori, ecc).
Rispetto alle storie citate, credo comunque che la mia situazione sia più definita. Mi scuso con le protagoniste, ma sinceramente non ho capito quanto loro siano "veramente" separate dai rispettivi (ex?) mariti, e quanto invece si tratti del classico "piede in due scarpe". Non voglio mancar loro di rispetto, la mia è solo una perplessità, o forse solo una vera e propria incomprensione degli scritti da parte mia.
Ma torno a me. Io e mio marito abbiamo già avviato le pratiche per la separazione legale, e comunque era chiaro da tempo che di separazione si trattava. Tanto per darvi il metro, lui definisce il mio uomo "il tuo compagno", e la situazione è ben palesata da molto tempo oramai.
Rimane il grosso problema di come spiegare tutto al nostro bambino.
Perchè di questo si tratta. Sbaglierò e ditemi pure la vostra, ma io credo cher la situazione "pratica" che abbiamo scelto per ora sia la migliore. Intendo la casa in cui il mio piccolo vive con il papà, ma dove anche io non sono un ospite. Sono lì ogni giorno (dicevo che a volte poi me ne vado quando lui dorme, o sto con lui al pomeriggio quando voglio prendermi un'intera serata col mio compagno, o mi fermo a dormire lì) e, nonostante abbia una casa col mio compagno, è così che me la vivo: non potrei mai sentirmi solo di passaggio in casa di mio figlio!
Alternative?
Naturalmente di farlo convivere con me e il mio compagno per ora non se ne parla. Magari quando sarà un ragazzo, e deciderà lui con chi stare e quando starci.
Che lui viva solo ed esclusivamente con me o solo con il papà?
Ma per come siamo fatti noi, l'altro sarebbe comunque lì tutte le sere (di cose del tipo w-e alterni o cose del genere vi assicuro che non se ne parla!), quindi che cosa cambia?
Se volete, possiamo dire che lui adesso vive con il papà, visto che io ho un'altra casa con il mio uomo, ma francamente non posso smettere di sentire un pò "casa mia" anche quella in cui vive mio figlio. No, io lì faccio la spesa, preparo la cena, lo metto a letto, ci dormo, nell'armadio ci sono un pò di cose mie per i cambi, eccetera.
Sbaglio?
Ditemelo pure fuori dai denti, sono pronta a tutte le critiche, ma fatto sta che per ora non riesco a vivermela in un altro modo.
Qui, dicevo, credo che il vero problema sia dire tutto a nostro figlio. Poi, quando le cose saranno chiarite, sbaglierò ma non vedo grossi problemi a continuare così, con la presenza costante di entrambi i genitori nella sua casa.
Naturalmente se avete alternative da suggerirmi, e che trovate migliori (magari chi di voi ha figli e ha vissuto situazioni analoghe), vi ascolterò con grande attenzione.
E' vero: ora noi non siamo sinceri con lui, mentre da quando è venuto al mondo abbiamo sempre considerato la sincerità e la trasparenza nei suoi confronti un valore primario.
E vi assicuro che pesa, ci pesa tanto.
Ma come dirglielo? E quando dirglielo?
Siamo davvero sicuri che non convenga aspettare un pò, giusto il tempo che lui sia più preparato a comprendere tutto ciò che riguarda la sfera dei sentimenti, delle relazioni amorose, eccetera?
Ho voluto che lui conoscesse il mio compagno e che cominciasse ad apprezzarlo prima di tutto come persona (cosa che in effetti sta avvenendo) indipendentemente dal tipo di legame che lui può avere con mamma, in modo che non caschi completamente dalle nuvole quando saprà.
Ho, abbiamo, sbagliato?
Era forse meglio che, quando gli diremo tutto, gli presentassimo la "new entry" nella vita di mamma come un perfetto estraneo, invece che come una persona che già conosce e che gli piace?
Vi prego, sono pronta: ditemi pure come la pensate.
Lo psicologo: ci avevo già pensato. Ho chiesto a mia sorella medico di segnalarmi qualcuno di valido, lei è cardiochirurgo e non conosce nessuno del ramo personalmente, ma si sta già informando.
Voi avete qualche suggerimento di come reperirne uno valido?
Non credo che certe figure si possano cercare sulle pagine gialle..
Grazie ancora e con tutto il mio cuore!