Ci sta, ma per gabbia cosa intendiamo? Impegni concreti tipo figli, patrimonio, reputazione? O seghe mentali? O ...? Perchè qui abbiamo persone che non mi pare siano così ingabbiate da cose concrete
Il fallimento ti pare una sega mentale?
Ti sposi con una valanga di sogni, progetti, promesse col fiocco. Ti vendono il pacchetto completo: casa, pace, senso, futuro. La favola, sì.
Poi la vita fa la vita.
Quello che ti rimane in mano è il matrimonio. Non so se hai presente: non l’amore, non la magia, non l’espansione cosmica dell’anima. Il matrimonio. Un oggetto. Un contratto emotivo con rate mensili.
E tu ti fai il culo per farlo funzionare. Ti fai il culo sul serio. Tratti ogni discussione come se fosse un consiglio di guerra. Negoziazioni, compromessi, micro-decreti, tregue armate.
Poi arrivano i figli. E lì capisci una cosa semplice e indecente: coppia e famiglia sono spesso nemici naturali. La coppia vuole desiderio e libertà. La famiglia vuole turni, logistica, sacrificio e silenzio.
Spendi. Spandi. Investi. Mutuo trentennale. Quote, aziende, rate della macchina. Reputazione. Faccenda di adulti, quelli con le occhiaie e i conti in rosso.
E poi ti giri, guardi bene.
A tavola c’è ancora lui. Il matrimonio.
Cazzo, ma che è sta merda? Io volevo la favola. Io volevo che l’intero fosse più della somma delle parti. Invece l’intero è un piatto freddo che devi finire per educazione.
A quel punto devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure.
Oppure capita la congiunzione astrale. Non te l’eri raccontata in modo palese, questa fame: l’hai soffocata dentro, educatamente, come si fa con le cose che fanno paura. Poi arriva qualcuno che ti vede davvero. Non ti guarda: ti vede. E ti risveglia quella parte che avevi messo in cantina insieme a promesse mai mantenute e sogni infranti.
E di nuovo: devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure sei abbastanza forte, abbastanza compiuto, abbastanza incosciente da volerle entrambe le cose: tenerti l’investimento fatto nella famiglia (che magari, tornando indietro, non rifaresti) e riprenderti quello che la famiglia ti ha rubato. Non per vendetta. Per fame. Per respirare. Per non morire da pollo in batteria.