La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non pensare ai figli vuol dire essere disinteressati al loro benessere e alla loro potenziale sofferenza. Davvero sei convinta che chi tradisce, tutti quelli che tradiscono, lo siano, addirittura non si pongano il problema o minimizzino? Ci vengono a patti, al limite, come si fa con le cose della vita, per tirarsi avanti.
In ogni caso, so che i figli sono anche banalmente un'utile scusa, anche se non sono dovute scuse o ragioni in un rapporto così, che si sa quanto è precario e contingente. Ma non solo.
Ma così sembra una disgrazia invece di una distrazione divertente.. boh
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non pensare ai figli vuol dire essere disinteressati al loro benessere e alla loro potenziale sofferenza. Davvero sei convinta che chi tradisce, tutti quelli che tradiscono, lo siano, addirittura non si pongano il problema o minimizzino? Ci vengono a patti, al limite, come si fa con le cose della vita, per tirarsi avanti.
In ogni caso, so che i figli sono anche banalmente un'utile scusa, anche se non sono dovute scuse o ragioni in un rapporto così, che si sa quanto è precario e contingente. Ma non solo.
Certo che sono una scusa, se non ci si separa.
Non credo che minimizzino, ma scotomizzino.
In psicologia scotomizzare significa recidere chirurgicamente un problema. Non è una rimozione, che riguarda il passato, anche perché ci si pensa, ma come una cosa recisa, separata del resto.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Non pensare ai figli vuol dire essere disinteressati al loro benessere e alla loro potenziale sofferenza. Davvero sei convinta che chi tradisce, tutti quelli che tradiscono, lo siano, addirittura non si pongano il problema o minimizzino? Ci vengono a patti, al limite, come si fa con le cose della vita, per tirarsi avanti.
In ogni caso, so che i figli sono anche banalmente un'utile scusa, anche se non sono dovute scuse o ragioni in un rapporto così, che si sa quanto è precario e contingente. Ma non solo.
Sinceramente non mi farebbe piacere che il mio amante tirasse fuori i suoi sensi di colpa nei confronti dei figli.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non sono Etta :rolleyes:; tradire per non far saltare il banco è sempre una scelta perdente: rimanda il problema, logora l’autostima e rende inevitabile un conto finale ancora più alto, senza contare l’impossibilità di vivere belle esperienze in totale libertà.
Chi tradisce, raramente è una persona davvero libera.
Non sono assolutamente d’accordo, per almeno 3000 motivi.

Te ne elenco giusto qualcuno, già discusso (e ridiscusso) qui sul forum. Li metto in ordine di importanza, per me:
  1. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori. Spesso si resta attaccati a qualcuno che vorresti mandare a fanculo proprio per proteggerli dalle intemperanze dell’altro coniuge. Questo vale soprattutto per i maschi, perché lo sappiamo tutti: quando ci si separa, i figli tendono a restare con la madre.
  2. Si può benissimo essere innamorati di due persone contemporaneamente. Magari una delle due è arrivata prima, e con quella ci hai fatto dei figli.
  3. Vuoi ancora bene al/alla legittimo/a e non lo/la lasci per il suo bene. Perché, realisticamente, senza di te andrebbe a stare peggio.
  4. Questo non riguarda me, ma a differenza di certi blocchi di travertino qui dentro, io con la gente empatizzo: quando qualcuno l’hai preso, raccattato, modellato, e ci hai messo su insieme magari un mutuo trentennale, qualche quota di azienda o roba simile… ti rode il culo mandare tutto a puttane dopo che ci hai investito.
 
Ultima modifica:

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma così sembra una disgrazia invece di una distrazione divertente.. boh
Quando scrivi ste stronzate sei più ottuso di Brunetta :LOL:
Non si tradisce perché è una distrazione divertente. Neanche un ventenne americano uscito da American Pie tradisce perché è una distrazione divertente.

Il motivo principale per cui si tradisce è che ti eri messo in coppia aspettandoti che l’intero fosse più della somma delle parti. Invece poi ti accorgi che, da solo, avresti fatto molto meglio, e che la realtà di coppia che hai contribuito a costruire ti sta stretta e ti soffoca.

Per cui ti organizzi come puoi.

Purtroppo il tradimento è il luogo della mediocrità umana, per parafrasare uno dei miei maestri dell'università: i buoni non ne hanno bisogno e i cattivi non ne hanno paura.
 

Nicky

Utente di lunga data
Sinceramente non mi farebbe piacere che il mio amante tirasse fuori i suoi sensi di colpa nei confronti dei figli.
Hai ragione. Purtroppo però il senso di colpa/inaduguatezza è una cosa connaturata nella sua personalità, in cui finisce per ricadere quando qualcosa va male. Io ho capito che la cosa migliore è lasciarlo a gestirsi questa cosa senza fare drammi, perché è sua.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Hai ragione. Purtroppo però il senso di colpa/inaduguatezza è una cosa connaturata nella sua personalità, in cui finisce per ricadere quando qualcosa va male. Io ho capito che la cosa migliore è lasciarlo a gestirsi questa cosa senza fare drammi, perché è sua.
Sicura che non ci sia paraculaggine?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Io sti traditori leggeri leggeri li ho visti solo nelle favole. L'amante deve accogliere senza farsi mangiare proprio perché chi tradisce nel migliore dei casi sta ingabbiato.
Ci sta, ma per gabbia cosa intendiamo? Impegni concreti tipo figli, patrimonio, reputazione? O seghe mentali? O ...? Perchè qui abbiamo persone che non mi pare siano così ingabbiate da cose concrete
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ci sta, ma per gabbia cosa intendiamo? Impegni concreti tipo figli, patrimonio, reputazione? O seghe mentali? O ...? Perchè qui abbiamo persone che non mi pare siano così ingabbiate da cose concrete
Il fallimento ti pare una sega mentale?
Ti sposi con una valanga di sogni, progetti, promesse col fiocco. Ti vendono il pacchetto completo: casa, pace, senso, futuro. La favola, sì.
Poi la vita fa la vita.
Quello che ti rimane in mano è il matrimonio. Non so se hai presente: non l’amore, non la magia, non l’espansione cosmica dell’anima. Il matrimonio. Un oggetto. Un contratto emotivo con rate mensili.
E tu ti fai il culo per farlo funzionare. Ti fai il culo sul serio. Tratti ogni discussione come se fosse un consiglio di guerra. Negoziazioni, compromessi, micro-decreti, tregue armate.
Poi arrivano i figli. E lì capisci una cosa semplice e indecente: coppia e famiglia sono spesso nemici naturali. La coppia vuole desiderio e libertà. La famiglia vuole turni, logistica, sacrificio e silenzio.
Spendi. Spandi. Investi. Mutuo trentennale. Quote, aziende, rate della macchina. Reputazione. Faccenda di adulti, quelli con le occhiaie e i conti in rosso.
E poi ti giri, guardi bene.
A tavola c’è ancora lui. Il matrimonio.
Cazzo, ma che è sta merda? Io volevo la favola. Io volevo che l’intero fosse più della somma delle parti. Invece l’intero è un piatto freddo che devi finire per educazione.
A quel punto devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure.
Oppure capita la congiunzione astrale. Non te l’eri raccontata in modo palese, questa fame: l’hai soffocata dentro, educatamente, come si fa con le cose che fanno paura. Poi arriva qualcuno che ti vede davvero. Non ti guarda: ti vede. E ti risveglia quella parte che avevi messo in cantina insieme a promesse mai mantenute e sogni infranti.
E di nuovo: devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure sei abbastanza forte, abbastanza compiuto, abbastanza incosciente da volerle entrambe le cose: tenerti l’investimento fatto nella famiglia (che magari, tornando indietro, non rifaresti) e riprenderti quello che la famiglia ti ha rubato. Non per vendetta. Per fame. Per respirare. Per non morire da pollo in batteria.
 

ivanl

Utente di lunga data
Il fallimento ti pare una sega mentale?
Ti sposi con una valanga di sogni, progetti, promesse col fiocco. Ti vendono il pacchetto completo: casa, pace, senso, futuro. La favola, sì.
Poi la vita fa la vita.
Quello che ti rimane in mano è il matrimonio. Non so se hai presente: non l’amore, non la magia, non l’espansione cosmica dell’anima. Il matrimonio. Un oggetto. Un contratto emotivo con rate mensili.
E tu ti fai il culo per farlo funzionare. Ti fai il culo sul serio. Tratti ogni discussione come se fosse un consiglio di guerra. Negoziazioni, compromessi, micro-decreti, tregue armate.
Poi arrivano i figli. E lì capisci una cosa semplice e indecente: coppia e famiglia sono spesso nemici naturali. La coppia vuole desiderio e libertà. La famiglia vuole turni, logistica, sacrificio e silenzio.
Spendi. Spandi. Investi. Mutuo trentennale. Quote, aziende, rate della macchina. Reputazione. Faccenda di adulti, quelli con le occhiaie e i conti in rosso.
E poi ti giri, guardi bene.
A tavola c’è ancora lui. Il matrimonio.
Cazzo, ma che è sta merda? Io volevo la favola. Io volevo che l’intero fosse più della somma delle parti. Invece l’intero è un piatto freddo che devi finire per educazione.
A quel punto devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure.
Oppure capita la congiunzione astrale. Non te l’eri raccontata in modo palese, questa fame: l’hai soffocata dentro, educatamente, come si fa con le cose che fanno paura. Poi arriva qualcuno che ti vede davvero. Non ti guarda: ti vede. E ti risveglia quella parte che avevi messo in cantina insieme al promesse mai mantenute e sogni infranti.
E di nuovo: devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure sei abbastanza forte, abbastanza compiuto, abbastanza incosciente da volerle entrambe le cose: tenerti l’investimento fatto nella famiglia (che magari, tornando indietro, non rifaresti) e riprenderti quello che la famiglia ti ha rubato. Non per vendetta. Per fame. Per respirare. Per non morire da pollo in batteria.
92 minuti di applausi
 

hammer

Utente di lunga data
Non sono assolutamente d’accordo, per almeno 3000 motivi.

Te ne elenco giusto qualcuno, già discusso (e ridiscusso) qui sul forum. Li metto in ordine di importanza, per me:
  1. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori. Spesso si resta attaccati a qualcuno che vorresti mandare a fanculo proprio per proteggerli dalle intemperanze dell’altro coniuge. Questo vale soprattutto per i maschi, perché lo sappiamo tutti: quando ci si separa, i figli tendono a restare con la madre.
  2. Si può benissimo essere innamorati di due persone contemporaneamente. Magari una delle due è arrivata prima, e con quella ci hai fatto dei figli.
  3. Vuoi ancora bene al/alla legittimo/a e non lo/la lasci per il suo bene. Perché, realisticamente, senza di te andrebbe a stare peggio.
  4. Questo non riguarda me, ma a differenza di certi blocchi di travertino qui dentro, io con la gente empatizzo: quando qualcuno l’hai preso, raccattato, modellato, e ci hai messo su insieme magari un mutuo trentennale, qualche quota di azienda o roba simile… ti rode il culo mandare tutto a puttane dopo che ci hai investito.

Sai, credo che molto dipenda dal proprio vissuto e dal carattere.
Prima del matrimonio ho avuto una vita sentimentale spensierata e so bene cosa significhi tradire.
Per indole non amo le mezze misure: evito le zone grigie e considero la mia libertà un valore imprescindibile.
Per me essere libero significa anche non vivere come un topo, costretto a nascondersi continuamente.
  1. Si tratta di un caso estremo, che richiede approcci non convenzionali.
  2. Può accadere di amare due persone contemporaneamente. Ma proprio perché le ami, ingannarle dovrebbe risultare inconcepibile.
  3. In queste situazioni si parla, si dialoga. Non c’è bisogno di mentire a nessuno. Restare non dovrebbe mai essere un atto di pietà o compassione.
  4. Capisco, ma tradire non è un obbligo, e figuriamoci se è qualcosa che non ci si può permettere, sia emotivamente che economicamente.
Non accettare di "chiudere" relazioni che per un motivo o per l'altro non funzionano più è solo fonte di dolore e sofferenze.
Se tieni conto, alla fine, che la vita è una sola perché complicarsela in questo modo?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Il fallimento ti pare una sega mentale?
Ti sposi con una valanga di sogni, progetti, promesse col fiocco. Ti vendono il pacchetto completo: casa, pace, senso, futuro. La favola, sì.
Poi la vita fa la vita.
Quello che ti rimane in mano è il matrimonio. Non so se hai presente: non l’amore, non la magia, non l’espansione cosmica dell’anima. Il matrimonio. Un oggetto. Un contratto emotivo con rate mensili.
E tu ti fai il culo per farlo funzionare. Ti fai il culo sul serio. Tratti ogni discussione come se fosse un consiglio di guerra. Negoziazioni, compromessi, micro-decreti, tregue armate.
Poi arrivano i figli. E lì capisci una cosa semplice e indecente: coppia e famiglia sono spesso nemici naturali. La coppia vuole desiderio e libertà. La famiglia vuole turni, logistica, sacrificio e silenzio.
Spendi. Spandi. Investi. Mutuo trentennale. Quote, aziende, rate della macchina. Reputazione. Faccenda di adulti, quelli con le occhiaie e i conti in rosso.
E poi ti giri, guardi bene.
A tavola c’è ancora lui. Il matrimonio.
Cazzo, ma che è sta merda? Io volevo la favola. Io volevo che l’intero fosse più della somma delle parti. Invece l’intero è un piatto freddo che devi finire per educazione.
A quel punto devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure.
Oppure capita la congiunzione astrale. Non te l’eri raccontata in modo palese, questa fame: l’hai soffocata dentro, educatamente, come si fa con le cose che fanno paura. Poi arriva qualcuno che ti vede davvero. Non ti guarda: ti vede. E ti risveglia quella parte che avevi messo in cantina insieme a promesse mai mantenute e sogni infranti.
E di nuovo: devi scegliere.
Uccidi la parte migliore di te e salvi il banco, oppure uccidi il matrimonio e te ne vai.
Oppure sei abbastanza forte, abbastanza compiuto, abbastanza incosciente da volerle entrambe le cose: tenerti l’investimento fatto nella famiglia (che magari, tornando indietro, non rifaresti) e riprenderti quello che la famiglia ti ha rubato. Non per vendetta. Per fame. Per respirare. Per non morire da pollo in batteria.
Capisco e condivido, solo, senza fare nomi, non mi sembrano i casi di: @Gaia , @Nicky, penso neanche di @Nocciola, almeno da come ha raccontato ma non ne sono sicuro, e credo nemmeno di @Pincopallino, ma lo sanno meglio loro di me, potrebbe essere forse il caso della moglie del nostro nuovo amico @PrimaVoce , ma dovrebbe dirci lui anche qui..
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
92 minuti di applausi
l'ho pensato anche io
Ogni tanto tocca fare sintesi. Uno dei peggiori difetti di questo posto è che tanta roba bella del passato si perde se non la rimetti su. Ste cose ce le siamo già dette millemila volte, eh.
Sai, credo che molto dipenda dal proprio vissuto e dal carattere.
Prima del matrimonio ho avuto una vita sentimentale spensierata e so bene cosa significhi tradire.
Per indole non amo le mezze misure: evito le zone grigie e considero la mia libertà un valore imprescindibile.
Per me essere libero significa anche non vivere come un topo, costretto a nascondersi continuamente.
  1. Si tratta di un caso estremo, che richiede approcci non convenzionali.
  2. Può accadere di amare due persone contemporaneamente. Ma proprio perché le ami, ingannarle dovrebbe risultare inconcepibile.
  3. In queste situazioni si parla, si dialoga. Non c’è bisogno di mentire a nessuno. Restare non dovrebbe mai essere un atto di pietà o compassione.
  4. Capisco, ma tradire non è un obbligo, e figuriamoci se è qualcosa che non ci si può permettere, sia emotivamente che economicamente.
Non accettare di "chiudere" relazioni che per un motivo o per l'altro non funzionano più è solo fonte di dolore e sofferenze.
Se tieni conto, alla fine, che la vita è una sola perché complicarsela in questo modo?
Ma mica è necessario nascondersi come un topo per avere una storia extra. La fai troppo melodrammatica. Una delle più consistenti scoperte che ho fatto le prime volte che sono entrato dentro femmine nuove è stata proprio la sensazione che fosse tutto a posto.
Capisco e condivido, solo, senza fare nomi, non mi sembrano i casi di: @Gaia , @Nicky, penso neanche di @Nocciola, almeno da come ha raccontato ma non ne sono sicuro, e credo nemmeno di @Pincopallino, ma lo sanno meglio loro di me, potrebbe essere forse il caso della moglie del nostro nuovo amico @PrimaVoce , ma dovrebbe dirci lui anche qui..
Lasciamo parlare i diretti interessati. Io ti parlo per la stragrande maggioranza delle donne con cui ho parlato prima e dopo che abusassero di me.
 
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