La scelta

Gaia

Utente di lunga data
Ho capito quello che vuoi o non vuoi tu, ma non credo sia la
Ho capito. Nel momento in cui vieni allevato e cresciuto in una cultura che ti dice esattamente questo, ossia che basterà comportarsi bene e andrà tutto bene, poi ti ritrovi con la faccia fra le cosce di una che non è tua moglie e devi riconciliare il fatto che ti senti in pace con te stesso.
A quel punto che ti inventi?
sei cresciuto così tu?
Nonno diceva sempre ai nipoti che si può fare tutto ciò che è necessario per stare bene basta non far mai saltare il banco perché le responsabilità non si scansano. Una volta che le hai fai quello che devi, sempre.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Quando parlo di tollerabile e intollerabile mi riferisco alla posizione del progetto rispetto agli IO coinvolti nel NOI.
Fondo il ragionamento che io faccio su alcuni presupposti: il NOI non esiste come entità. Quindi non è da preservare come entità autonoma e autopoietica.

Il NOI per me, e per mio marito, è un prodotto, un risultato dei processi dei nostri IO condivisi intenzionalmente e condivisi con un intento ben chiaro ad entrambi: co-costruire il nostro mondo, che osserva le nostre regole e i nostri paradigmi, consapevoli che distruzione e costruzione sono in una dinamica circolare.

In questi termini il progetto è un mezzo ed al contempo uno strumento. Quindi, se si rivelasse non funzionale ai nostri processi individuali, l'accordo di fondo è che viene messo senza se e senza ma sul tavolo, vivisezionato e spolpato fino a ritornare ad essere rispondente ad ognun se stesso.

Sempre in questi termini nè il NOI nè il progetto sono qualcosa da difendere, non sono qualcosa per cui battersi, anzi. :)

Anzi, direi che per noi l'intollerabile si colloca proprio sul questo confine: se il progetto, se il NOI - così come intesi - assumono una priorità rispetto ad ognun se stesso, se si staticizzano, intollerabile è difenderli.

Il nostro matrimonio si basa esattamente sulla fine di se stesso. Se il nostro matrimonio smettesse di morire a se stesso io - e anche G. - metteremmo in discussione esattamente il matrimonio. Avrebbe perso l'essenza che noi ABBIAMO STABILITO fra noi ha il nostro matrimonio.

Ed è in questo contesto che colloco terzi: nella mia vita ho visto abbastanza cazzi con corpo annesso da esserne annoiata e da riuscire, tendenzialmente, a cogliere i copioni comportamentali che sostengono il funzionamento di quel particolare cazzo ad una prima occhiata, se sono distratta alla terza. E ne ho incontrati a sufficienza da sapere che se quel cazzo particolare mi provoca curiosità mica dipende da lui ;)

Questo è il motivo per cui andrei a parlarne. con G., mica per il progetto, mica per il Noi, mica perchè sono una persona onesta o buona, mica perchè lo amo. Non starei difendendo nulla.
Fra l'altro, se stessi parlarne fosse difendere il NOI e il progetto, starei mentendo come presupposto, a me e di conseguenza che a lui. :D

Non mi servirebbe coraggio per farlo, mi verrebbe naturale. LA ricerca della fine, come scrivevo è una parte essenziale del nostro paradigma matrimoniale. Se parlo di un interesse verso terzi, sto parlando del fatto che il progetto attivo fino a quel momento è giunto alla fine. E la domanda è: sei pronto? ci concentriamo su un nuovo inizio? Uccidiamo insieme il nostro progetto, divertendoci a farlo?

Per questo dicevo a @ParmaLetale che non ci userei come riferimento standard, anche perchè questo tipo di approccio ha risvolti anche nella sessualità :)




Il grassetto è la parte più importante di tutto il discorso. Le sue motivazioni, io penso non le sappia neanche lei per davvero. La descrizione che ne fai - di lei intendo - assomiglia molto ai primi tradimenti che mettevo in atto a 20 anni: una accozzaglia di casini interiori che non riuscivo ad esplicitare formalmente e che attraverso il sesso venivano sollevati dal peso mentale. Il corpo, ricoperto dalla storia più funzionale a quell'individuo, diventa una sorta di soglia attraverso cui si va ad incontrarsi con se stessi. Ecco, a me lei sembra ferma qui, alla 20enne e mi sembra che la stia difendendo a spada tratta. Tentando di conciliare la 30enne che ha fortemente creduto nel progetto e che si sente in dovere di battersi per il progetto, ma con in mezzo alle storie la 20enne che le dice: ma di che cazzo stai parlando???



L'intesa intellettuale è un ingrediente. Ma esattamente per quello che hai scritto anche nel grassetto penso che duramente per davvero non abbiate l'abitudine a parlarvi duramente. Parlarsi duramente significa contemplare la fine come inizio e non come ferita. Come opportunità e non come problema. E questo implica essere davvero duri l'uno con l'altro, senza pietà, crudeli e senza sconti. Scarnificandosi a vicenda. E' una scelta intenzionale questa e riguarda anche gli equilibri di potere, l'asimmetria relazionale e il posizionamento nell'asimmetria. Oltre che ad un condiviso uso della safeword relazionale. E significa soprattutto aver la distanza sufficiente l'uno dall'altro da non sentirsi colpiti personalmente quando si parla non solo del personale ma dell'intimità, soprattutto quella che fa male.



Lo dico perchè quell'affermazione è di una rigidità incredibile.
E penso che quell'affermazione non avese una funzione descrittiva di qualcosa, ma avesse una funzione relazionale fra voi.

Dico che non si impazzisce dal nulla perchè la differenza fra l'impazzire dal nulla e l'impazzire da qualcosa non dipende da chi impazzisce, dipende da chi osserva. È chi osserva che non ha colto gli antecedenti. Ma il non averli colti significa soltanto non averli colti, non che non ci siano.
Zia, tu sai che nel momento in cui la coppia smette di essere un rifugio, non ha più senso essere in due vero?
Sempre partendo dal presupposto che bisogna imparare a stare da soli per poter stare in due, comunque la coppia nasce per fare casa. Casa non come zucchero filato emotivo, ma come luogo in cui puoi tornare quando fuori c’è rumore, giudizio, fatica, e ti serve un posto dove abbassare la guardia.

Se quel posto smette di esistere, se stare insieme diventa un lavoro permanente di negoziazione, vivisezione, prove di forza e “vediamo quanto reggi”, allora stai costruendo un tribunale.

La coppia regge quando ha due cose insieme: verità e riparo. La verità senza riparo è macelleria (e te lo dico riconoscendo che è il mio difetto peggiore); il riparo senza verità è una recita. E se mi dici che l’essenza è “morire a se stessi” ogni volta, io ti dico che sì, si cambia, si cresce, si rompe e si ricuce. Ma non si può vivere in una demolizione continua sperando che, per magia, resti in piedi anche il tetto.

Il tetto è la fiducia. Se quella cosa non c’è più, chiamala come vuoi: progetto, paradigma, nuovo inizio. Ma non chiamarla coppia. Perché una coppia che non è rifugio non è “evoluta”. È semplicemente due persone che si fanno compagnia mentre si perdono.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
sei cresciuto così tu?
Nonno diceva sempre ai nipoti che si può fare tutto ciò che è necessario per stare bene basta non far mai saltare il banco perché le responsabilità non si scansano. Una volta che le hai fai quello che devi, sempre.
Certo che sono cresciuto cosi. Aristocrazia nera papalina. Tutto codificato dalla culla alla bara. Solo che con l'ipocrisia funziono male. Altrimenti non starei qui a raccontare i cazzi miei :LOL:
 

ivanl

Utente di lunga data
Zia, tu sai che nel momento in cui la coppia smette di essere un rifugio, non ha più senso essere in due vero?
Sempre partendo dal presupposto che bisogna imparare a stare da soli per poter stare in due, comunque la coppia nasce per fare casa. Casa non come zucchero filato emotivo, ma come luogo in cui puoi tornare quando fuori c’è rumore, giudizio, fatica, e ti serve un posto dove abbassare la guardia.

Se quel posto smette di esistere, se stare insieme diventa un lavoro permanente di negoziazione, vivisezione, prove di forza e “vediamo quanto reggi”, allora stai costruendo un tribunale.

La coppia regge quando ha due cose insieme: verità e riparo. La verità senza riparo è macelleria (e te lo dico riconoscendo che è il mio difetto peggiore); il riparo senza verità è una recita. E se mi dici che l’essenza è “morire a se stessi” ogni volta, io ti dico che sì, si cambia, si cresce, si rompe e si ricuce. Ma non si può vivere in una demolizione continua sperando che, per magia, resti in piedi anche il tetto.

Il tetto è la fiducia. Se quella cosa non c’è più, chiamala come vuoi: progetto, paradigma, nuovo inizio. Ma non chiamarla coppia. Perché una coppia che non è rifugio non è “evoluta”. È semplicemente due persone che si fanno compagnia mentre si perdono.
Oggi sei particolarmente ispirato, vedo; altri applausi
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Oggi sei particolarmente ispirato, vedo; altri applausi
Sono bloccato a casa con la macchina dal meccanico. Ho dovuto disdire tutti gli appuntamenti. Ho sfondato i freni e domani è la befana, mannaggia il cristianesimo.
 

ivanl

Utente di lunga data
Sono bloccato a casa con la macchina dal meccanico. Ho dovuto disdire tutti gli appuntamenti. Ho sfondato i freni e domani è la befana, mannaggia il cristianesimo.
Non si sono accese lucette che ti dicevano di cambiare le pastiglie? A me no, se n'è accorto il santo gommista, neanche 60.000km, in mano alla moglie :(
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Non si sono accese lucette che ti dicevano di cambiare le pastiglie? A me no, se n'è accorto il santo gommista, neanche 60.000km, in mano alla moglie :(
No no, ho sgravato io facendo lo stronzo. Devo smetterla di pensare di avere ancora la Porsche sotto il culo come quando avevo lo studio al paese :LOL:
 

Nicky

Utente di lunga data
Il mio matrimonio andava benissimo.
Se mi hai letto credo che nessuno meriti le corna nemmeno lui con cui non ho rapporti da 15 anni e non per scelta mia .
Sono due cose diverse, però.
Ragionare sulla coppia e sulle sue possibili diafunzionalita, non vuol dire pensare che le corna si meritano.
Vuol dire solo che, se si cercano delle ragioni, a volte bisogna allargare il campo oltre l'individuo.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Sono due cose diverse, però.
Ragionare sulla coppia e sulle sue possibili diafunzionalita, non vuol dire pensare che le corna si meritano.
Vuol dire solo che, se si cercano delle ragioni, a volte bisogna allargare il campo oltre l'individuo.
Il problema è che quando ho tradito la prima volta ero in un momento molto sereno di coppia per questo non mi sento di dare responsabilità a lui di una mia scelta egoistica
Ora i problemi sono cosi tanti affrontati anche in terapia .
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Studiato e ricco. 😂
Naah. Ricco na fava. Finché i miei genitori non schiattano non se ne parla e quelli stanno meglio di me.
L'ho già raccontata questa, anni fa ho aperto uno studio ai castelli Romani e mi feci la Porsche perché per i burini l'avvocato con la Porsche l'avvocato bravo. Poi quando ho chiuso venduta subito. Sono innamorato dei gipponi. La mia macchina da sogno bagnato è l'unimog :LOL:
 
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