ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Quando sono entrata qui 13 anni fa, per me l'amore non solo non esisteva ma era una cosa che serviva per fottere la gente.Lo sai, vero, che l'amore non esiste?
E sono ancora d'accordo con la me di allora, perchè l'amore delle due metà che si trovano e spontaneamente, trainate dai sentimenti, vanno a comporre la mela effettivamente è una puttanata fotonica.
Però...se si esce da quella roba lì e si entra nella questione relazionale, dove si assume il rischio relazionale e non ci si inchioda in una promessa astratta che non considera il cambiamento individuale e nello specchio, allora la prospettiva cambia.
In quella prospettiva, per la minchia se esiste. Ed è una forza propulsiva al cambiamento anche quando il cambiamento diventa un rischio, soprattutto quando il cambiamento diventa rischio.
Un progetto complesso che si traduce in un processo complesso che tocca tutte le sfere identitarie di una persona.
A partire da quella della sessualità, non del sesso.
Serve però uscire dalla dicotomia positivista di bene vs male sapendo che bene e male, giusto/sbagliato, buono/cattivo, non esistono, sono una sovrastruttura culturale che varia al variare della cultura collocata nel tempo, nello spazio e nella storia.
Un Persona mi diceva che l'Amore è due Uno che diventano Uno senza smettere di essere almeno due.
La cosa simpatica che ho imparato con G. è che quando un rapporto è libero, quell'Uno di ognuno è composto a sua volta da tanti.
Io sono tante e l'amore è la libertà di presentargliele tutte quante. E viceversa.
E ho capito cosa intendesse quella Persona quando aveva precisato quell'almeno.
Come ho capito l'altra cosa che mi aveva spoilerato...ossia serve essere disposti a perdersi, e farlo davvero, per trovarsi.
I sentimenti, sono solo una piccolissima conseguenza, tenendo fra l'altro conto che pure i sentimenti sono sovrastrutture che dipendono da tempo e luogo di appartenenza. E secondo me son anche la parte meno interessante dal punto di vista pratico.
