Lo lascerei all'istante se si comportasse così.

Avrebbe perso ogni mia stima.
Poi, io sto costruendo, scientemente e intenzionalmente, giorno dopo giorno una relazione che ha spazio per dirsi le cose.
Anche correndo il rischio di usare l'altro come vomitatoio.
Ed è un rischio condiviso, nel senso che parte della fiducia per me anche nel fatto che se io usassi G. come vomitatoio mica me la farebbe passare, se ne discuterebbe e non mi lascerebbe scampo dal discutere.
E lo stesso io farei con lui.
Ci possiamo dire le cose per il semplice motivo che contiamo sul fatto che entrambi siamo attenti a non usarci come vomitatoi ma siccome non siamo infallibili e non sempre in forma, se dovesse accadere ci aiuteremmo a vederlo e metter ordine nel vomito.
Non usiamo come scusa per non esporci il "ma caro, ti voglio così bene, che non ti ferirei mai".
Stare insieme significa anche imparare a ferirsi.
G. potrebbe, con quello che conosce di me, farmi a pezzi in 3,2,1. Sa le mie fragilità, le conosce benissimo.
E io altrettanto.
Ci tradiremo?
Chi lo sa.
So con certezza che non si inginocchierebbe nel modo che hai descritto.
E io non lo farei con lui.