La scelta

Gaia

Utente di lunga data
Vabbè ma l'amica tua è scema :LOL: Ne poteva parlare con te prima di fare sta sceneggiata.
Ne ha parlato con me. E le ho detto che da amica che non doveva sentirsi in colpa, che quel rapporto doveva terminare.
da avvocato le ho detto che non doveva assolutamente farsi sgamare perché in quel caso la colpa delle corna era di lui. Non la toccava da tipo un anno e per una volta che aveva scopato era venuto prima ancora di infilarlo.
Ma niente. Chi nasce pecora, pecora resta.
 

danny

Utente di lunga data
Anche se sono d'accordo, però osservo che il traditore che viene scoperto, viene sempre percepito come sciatto.
Si pensa sempre che, se è stato scoperto, è perché non ha fatto le cose come si deve.
Ma, non so, a me non convince. Non dico per la moglie di @PrimaVoce , ma in generale.
La vita è molto più casuale di quel che si pensa.
E' un po' un'esigenza di controllo personale, di sentirsi tranquilli, più che una situazione reale.
Nella realtà se vuoi scoprire un tradimento ci metti veramente niente.
Soprattutto il primo tradimento è fonte di ansia e questo genera errori, che ovviamente se hai accanto uno che ha un minimo si sensibilità al tradimento coglie subito.
Però sentirsi rassicurati è essenziale.
Come sai, ero uscito con questa che mi piaceva, e ha cominciato a fare discorsi che lei in un tradimento avrebbe voluto questo e quell'altro e che non se la sarebbe sentita di... insomma, stava definendo dei limiti inadeguati alle circostanze.
Le persone hanno bisogno di una guida, altrimenti arrivano che sono perse, non sanno nemmeno riconoscere e dare un nome alle emozioni che provano, confondono il tradimento con il rapporto di coppia, vorrebbero qualcosa che non può esistere.
L'esperienza spesso arriva troppo tardi.
 

Gaia

Utente di lunga data
E' un po' un'esigenza di controllo personale, di sentirsi tranquilli, più che una situazione reale.
Nella realtà se vuoi scoprire un tradimento ci metti veramente niente.
Soprattutto il primo tradimento è fonte di ansia e questo genera errori, che ovviamente se hai accanto uno che ha un minimo si sensibilità al tradimento coglie subito.
Però sentirsi rassicurati è essenziale.
Come sai, ero uscito con questa che mi piaceva, e ha cominciato a fare discorsi che lei in un tradimento avrebbe voluto questo e quell'altro e che non se la sarebbe sentita di... insomma, stava definendo dei limiti inadeguati alle circostanze.
Le persone hanno bisogno di una guida, altrimenti arrivano che sono perse, non sanno nemmeno riconoscere e dare un nome alle emozioni che provano, confondono il tradimento con il rapporto di coppia, vorrebbero qualcosa che non può esistere.
L'esperienza spesso arriva troppo tardi.
Io non ero in ansia. Manco per niente.
Ma del resto non è facile capire se sono in ansia.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Il tradimento è dove tu hai messo la bandierina.
Io, per dire, l'avrei messa molto prima o molto dopo.
Ripeto: da avvocato ti dico che chiudere in posizione di vantaggio è la migliore scelta razionalmente parlando.
Sui sentimenti, non credo che non dare una seconda possibilità sia sempre la scelta corretta.
L'importante è che se chiudi a livello sentimentale lo sai che non è la scelta dell'eroe. Lo stai facendo perché egoisticamente non vuoi più trovarti in uno scenario di vita futura in cui poi ogni volta che il telefono squilla a vuoto, ogni volta che lei torna a casa con 20 minuti di ritardo per un qualunque cazzo, il tuo cervello va automaticamente a pensare a quello scenario lì.
Si ma non definirei proprio 'egoismo' il non voler vivere in uno stato di perenne vigilanza o col cervello che va in loop a ogni squillo a vuoto, per qualcosa non provocato da me per altro. Non è nemmeno certamente 'essere un eroe', credo sia più realismo relazionale. Se restare significa trasformarsi in un controllore ossessivo, in un detective privato del proprio partner o in una persona che vive nel sospetto, la relazione è già morta, perché è venuta meno la libertà. Una relazione che richiede un monitoraggio costante per sopravvivere è una galera, non un amore. La 'seconda possibilità' di cui parli spesso non è data al partner, ma alla propria paura di cambiare vita. Chiudere non è un atto di egoismo, è un atto di pulizia. È riconoscere, per me, che se il prezzo della 'tenuta' della coppia è la perdita della mia serenità e della mia fiducia strutturale nell'altro, quel prezzo è semplicemente fuori mercato. Oppure, chiamalo pure egoismo se vuoi, ma io lo chiamo preservazione dell'integrità.
 

Gaia

Utente di lunga data
Con lei le ho tentate tutte. Veramente tutte. Ma niente, non c’è’ nulla da fare.
Si fa trattare come la colf oggi a cui di tanto in tanto viene detto che è zoccola.
va perfino a pulire a casa della suocera.
A casa sua non metto più piede perché prima ha mandato la lettera e poi si è convinta che era tutta colpa sua e così io sono invisa al compagno e in ogni caso per preservare la compatibilità (tante volte si svegliasse) non posso avere alcun rapporto con lui.
 

Nicky

Utente di lunga data
S
Bisogna avere cura del rapporto anche e soprattutto quando ti cerchi una stampella fuori altrimenti è più opportuno lasciare anche a costo di stare separati in casa e dividersi il mutuo a 30 anni
Su questo sono d'accordo, anche perché se non riesci ad avere cura del rapporto matrimoniale, che lo tieni a fare?
Infatti io mi sono data un limite, se dovessi avvertire che sto cedendo terreno, che sto diventamfo sciatta con mio marito e con la tendenza a farmi scoprire, chiuderò il matrimonio.
Però quello che dico è che ci sono anche cose che non dipendono da noi nella scoperta. Metti che mi viene un infarto 🤣
 

danny

Utente di lunga data
Sì, la vita è casuale.
Ma non così tanto.

Se stai con qualcuno con un QI da 230 non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che ti guarda davvero, non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che sa che siamo sempre tutti sul mercato e si comporta di conseguenza, non lo tradisci.

Il tradimento raramente nasce dal nulla.
Nasce dentro sacche di disinteresse.
Dentro routine che diventano anestesia.
Dentro dinamiche di noia reciproca — e sottolineo reciproca.

Non ho mai visto corna nascere in una relazione viva e vigile da entrambe le parti.
Le ho sempre viste crescere in spazi lasciati scoperti.

Poi certo, la casualità esiste. L’imprevisto esiste.
Ma i margini che ti portano a farti scoprire, e che dovresti utilizzare per non farti scoprire, sono gli stessi che ti hanno portato a guardare fuori: maturano quasi sempre dentro una storia che si è già allentata.

Bisogna avere cura del rapporto anche e soprattutto quando ti cerchi una stampella fuori altrimenti è più opportuno lasciare anche a costo di stare separati in casa e dividersi il mutuo a 30 anni
E' corretto dal punto di vista razionale, ma, soprattutto per una donna, la componente emotiva fa sbarellare chi non ha mai vissuto l'esperienza e non capisce nemmeno cosa prova.
E, preciso, non sto parlando né giustificando mia moglie, dato che qui si pensa che mi riferisca sempre a lei.
Se ci riferiamo a chi ha consapevolezza di sè, e sa come muoversi, il tuo discorso fila.
Ma non ci arrivi per caso.
O ti fai l'esperienza, e sbagli, o qualcuno ti fa da guida la prima volta.
Ma anche lì, fare da guida a una donna piena di paure e di dubbi, deve valerne veramente la pena.
Quindi chi tradisce la prima volta corre tutti i rischi dell'inesperienza.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Si ma non definirei proprio 'egoismo' il non voler vivere in uno stato di perenne vigilanza o col cervello che va in loop a ogni squillo a vuoto, per qualcosa non provocato da me per altro. Non è nemmeno certamente 'essere un eroe', credo sia più realismo relazionale. Se restare significa trasformarsi in un controllore ossessivo, in un detective privato del proprio partner o in una persona che vive nel sospetto, la relazione è già morta, perché è venuta meno la libertà. Una relazione che richiede un monitoraggio costante per sopravvivere è una galera, non un amore. La 'seconda possibilità' di cui parli spesso non è data al partner, ma alla propria paura di cambiare vita. Chiudere non è un atto di egoismo, è un atto di pulizia. È riconoscere, per me, che se il prezzo della 'tenuta' della coppia è la perdita della mia serenità e della mia fiducia strutturale nell'altro, quel prezzo è semplicemente fuori mercato. Oppure, chiamalo pure egoismo se vuoi, ma io lo chiamo preservazione dell'integrità.
Egoismo è un termine neutro. Non è automaticamente una parolaccia morale.

Uno dei passi più significativi della società occidentale è proprio aver sdoganato l’idea di un egoismo sano. In gran parte del mondo l’etica è ancora dominata dall’appartenenza: prima la famiglia, prima il clan, prima la comunità. E l’individuo si adegua.

Noi invece — nel bene e nel male — siamo individui che cercano la felicità a livello individuale. Non collettivo. Perché nelle strutture collettive, famiglia in primis, spesso si finisce per sacrificare la propria dimensione personale a favore di un “capo” che, guarda caso, poi si fa i cazzi suoi.

Per questo trovo più onesto giocarsela come stiamo facendo noi occidentali del 2026: ognuno responsabile della propria felicità.

Precipitando il discorso nella coppia: l’egoismo del tradito e quello del traditore si equivalgono. Sono due tentativi di proteggere il proprio equilibrio.

È sanissimo non voler vivere in uno stato di vigilanza permanente.
È sanissimo dire: questo prezzo non lo pago.

Se la bionda mi mettesse le corna dopo averci promessi l’esclusiva, certo che valuterei di lasciarla. Ma non per farmi araldo della giustizia cosmica. Non per punire. Non per dare l’esempio al mondo.

Lo farei per non stare male io. E in caso decidessi che sto peggio a lasciarla, resterei
Ed in ogni caso mi chiederei se le cazzate e quali cazzate ho fatto io per portarla a guardare fuori. Ma la valutazione la fai su di te, non sul mondo perché quel che è giusto è giusto.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Sì, la vita è casuale.
Ma non così tanto.

Se stai con qualcuno con un QI da 230 non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che ti guarda davvero, non lo tradisci.
Se stai con qualcuno che sa che siamo sempre tutti sul mercato e si comporta di conseguenza, non lo tradisci.

Il tradimento raramente nasce dal nulla.
Nasce dentro sacche di disinteresse.
Dentro routine che diventano anestesia.
Dentro dinamiche di noia reciproca — e sottolineo reciproca.

Non ho mai visto corna nascere in una relazione viva e vigile da entrambe le parti.
Le ho sempre viste crescere in spazi lasciati scoperti.

Poi certo, la casualità esiste. L’imprevisto esiste.
Ma i margini che ti portano a farti scoprire, e che dovresti utilizzare per non farti scoprire, sono gli stessi che ti hanno portato a guardare fuori: maturano quasi sempre dentro una storia che si è già allentata.

Bisogna avere cura del rapporto anche e soprattutto quando ti cerchi una stampella fuori altrimenti è più opportuno lasciare anche a costo di stare separati in casa e dividersi il mutuo a 30 anni
Sono d'accordo in parte. C'è chi tradisce per il gusto di farlo. Un gioco a cui non sa rinunciare.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Vero tutto.

Ma la gerarchia dove uno fa male e l’altro abbozza non nasce col tradimento.
Si costruisce molto prima. E si costruisce ogni giorno, anche dentro coppie fedelissime e monogame.

Non è il tradimento a creare lo squilibrio.
È lo squilibrio che rende il tradimento devastante.

La dignità, poi, è una parola che viene tirata fuori sempre al momento opportuno. A volte è sacrosanta. A volte è una leva.

Da divorzista ti dico: nel momento in cui hai un vantaggio lo devi massimizzare. Se hai una posizione forte, la porti a casa. È strategia pura. E non mi scandalizzo.

Ma ho visto anche l’altra faccia: traditi che hanno usato la “dignità” come scudo morale per sistemarsi i propri conti, per condonare i propri torti, per riscrivere la storia a proprio favore.

Non sto difendendo la passività.
Sto dicendo che le dinamiche di potere non iniziano con le corna. Le corna le rendono solo visibili.

Se tu resti dopo un tradimento, può essere dipendenza.
Può essere paura.
Può essere calcolo.
Può essere amore.

Non esiste una sola lettura.

La vera domanda non è “hai difeso la dignità?”.
È: “che posizione avevi prima ancora che succedesse?”.

Perché se eri già in basso, il tradimento non ti ha umiliato.
Ha solo acceso la luce.
Quoto tutto.
Aggiungo che la dinamica di un tradimento, come viene portato avanti, spesso dice molto della persona (quasi sempre in senso negativo) e moltissimo delle dinamiche di potere all'interno della coppia.
E una cosa ho capito, da tradito e traditore (con donne sposate) : più si è adoranti nei confronti della propria donna, più alto è il rischio di prendersela in quel posto.
 

Vera

Supermod disturbante
Staff Forum
Hai voglia.
Ognuno ha le sue ragioni.
Ho scoperto anche una cosa.
Che quando menti e vieni creduto, ti sembra di avere più potere.
Non è affatto spiacevole.
Se ti fa vivere bene, ben venga.
 

danny

Utente di lunga data
Quoto tutto.
Aggiungo che la dinamica di un tradimento, come viene portato avanti, spesso dice molto della persona (quasi sempre in senso negativo) e moltissimo delle dinamiche di potere all'interno della coppia.
E una cosa ho capito, da tradito e traditore (con donne sposate) : più si è adoranti nei confronti della propria donna, più alto è il rischio di prendersela in quel posto.
Vabbè, ma mica stai con un idolo.
Che devi adorare in una donna?
A me dà l'idea di mostrarsi inferiori quando si adora qualcuno.
Lo si apprezza, questo sì.
 

Gaia

Utente di lunga data
Nemmeno quando eri in un posto dove non dovevi essere?
O quando sentivi cose che non potevi dire a nessuno?
No, io ero sempre nel posto in cui avevo detto di essere.
Anche ora che non ho nessuno, marito sa che se non mi trova a casa mi trova in altro luogo.
Talvolta è capitato che dimenticasse le chiavi o cose similari e mi ha trovata esattamente dove mi ha cercata.
 
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