La solita storia (probabilmente)

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Farfalla, su...non si fa un patto se non si è consapevoli dei limiti personali.
E' da stolti proporlo sperando che resti solo sulla carta.
Non ho capito ma fa nulla
Mi sembra di accanirmi quando parlo con te e visto che mi spiace davvero perché continui a non essere serena meglio che lascio perdere.
 

Diletta

Utente di lunga data
Non so per diletta. O per suo marito.

Per me la sincerità è quel grassetto, ma con una correzione...

Non il meglio per la coppia.

Il meglio per te. Se stiamo parlando di te.
Il meglio per me. Se stiamo parlando di me.

A costo di essere crudi e anche brutali uno verso l'altro.

Sì, ma c'è un inghippo:
non è detto che il 'meglio per te' coincida con il 'meglio per me'.
E allora che succede?
 

Diletta

Utente di lunga data
Non ho capito ma fa nulla
Mi sembra di accanirmi quando parlo con te e visto che mi spiace davvero perché continui a non essere serena meglio che lascio perdere.

E non ti accanire allora!
Sii tranquilla.
Cerco di spiegarmi, a domanda segue risposta: se ho proposto quel patto vuol dire che conosco i miei limiti, quindi difficilmente accadrebbe la situazione che hai mostrato tu.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
E non ti accanire allora!
Sii tranquilla.
Cerco di spiegarmi, a domanda segue risposta: se ho proposto quel patto vuol dire che conosco i miei limiti, quindi difficilmente accadrebbe la situazione che hai mostrato tu.
Diletta lo dico ancora una volta poi davvero giuro che ti lascio stare perché infierire non mi piace e perché capisco che tanto non riesco a smuoverti di un millimetro.
Hai fatto un patto per riuscire a stare con tuo marito perché sai che tanto lui il vizio di qualche scopata extra non lo perde. Allora piuttosto che passare per "sfigata" cornuta preferisci passare per la moglie complice di un gioco che però gioca solo lui, che ti fa male uguale (perché se non ti facesse male e se fosse quello che vuoi gli avresti detto già 20 anni fa che era autorizzato a scopare random) e che se giocassi anche tu lui non prenderebbe in maniera sportiva.
Ogni matrimonio é fatto di compromessi lo so benissimo ms i compromessi si fanno in due. Lui ha ottenuto che quello che prima doveva fare di nascosto lo può fare alla luce del sole liberandosi anche la coscienza. Tu cosa hai ottenuto? Che non hai più le corna perché sei informata dei fatti? Questo ti fa stare serena? Se si sono felice per te
Scusami se la sensazione che ho io è che stai male come prima e in più hai dovuto rinnegare tutto quello in cui credevi
E ti giuro che ti dico questo con tutto l'affetto possibile
 

Diletta

Utente di lunga data
Diletta lo dico ancora una volta poi davvero giuro che ti lascio stare perché infierire non mi piace e perché capisco che tanto non riesco a smuoverti di un millimetro.
Hai fatto un patto per riuscire a stare con tuo marito perché sai che tanto lui il vizio di qualche scopata extra non lo perde. Allora piuttosto che passare per "sfigata" cornuta preferisci passare per la moglie complice di un gioco che però gioca solo lui, che ti fa male uguale (perché se non ti facesse male e se fosse quello che vuoi gli avresti detto già 20 anni fa che era autorizzato a scopare random) e che se giocassi anche tu lui non prenderebbe in maniera sportiva.
Ogni matrimonio é fatto di compromessi lo so benissimo ms i compromessi si fanno in due. Lui ha ottenuto che quello che prima doveva fare di nascosto lo può fare alla luce del sole liberandosi anche la coscienza. Tu cosa hai ottenuto? Che non hai più le corna perché sei informata dei fatti? Questo ti fa stare serena? Se si sono felice per te
Scusami se la sensazione che ho io è che stai male come prima e in più hai dovuto rinnegare tutto quello in cui credevi
E ti giuro che ti dico questo con tutto l'affetto possibile


Farfalla,
certo che passare per "sfigata" non entusiasma nessuna, ma credimi che non è neanche questo il punto...a parte che non credo che ce lo abbia più il "vizio", e anche su questo ci sta che col tempo venga fuori come stanno le cose.
Il punto è che ora chiedo il rispetto per me stessa e questo passa attraverso la trasparenza. Basta bugie e sotterfugi e intrallazzi vari...che mi hanno talmente nauseato.
Io sto come stanno quasi tutti quelli che hanno ricevuto queste ferite al cuore: ti porti sempre qualcosa appresso, sono segni invisibili agli altri, ma che ci sono...poi si va avanti, spesso si trascorrono giornate anche più intense rispetto al "prima" e vivo serena il mio tempo.
Penso che non si superino mai del tutto questi accadimenti, penso che rimanga qualcosa, ma ci si convive.
Kid ha parlato di recente di tassello mancante di un gigantesco puzzle...ed è così infatti.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Farfalla,
certo che passare per "sfigata" non entusiasma nessuna, ma credimi che non è neanche questo il punto...a parte che non credo che ce lo abbia più il "vizio", e anche su questo ci sta che col tempo venga fuori come stanno le cose.
Il punto è che ora chiedo il rispetto per me stessa e questo passa attraverso la trasparenza. Basta bugie e sotterfugi e intrallazzi vari...che mi hanno talmente nauseato.
Io sto come stanno quasi tutti quelli che hanno ricevuto queste ferite al cuore: ti porti sempre qualcosa appresso, sono segni invisibili agli altri, ma che ci sono...poi si va avanti, spesso si trascorrono giornate anche più intense rispetto al "prima" e vivo serena il mio tempo.
Penso che non si superino mai del tutto questi accadimenti, penso che rimanga qualcosa, ma ci si convive.
Kid ha parlato di recente di tassello mancante di un gigantesco puzzle...ed è così infatti.
Andare a prostituite o escort una sera lo chiami rispettarti solo perchè ti ha avvertito prima che lo fa?
E che questa cosa non ti fa nè caldo nè freddo non l'ho mai creduta nemmeno per un minuto
Semplicemente renderti sua complice, con il cazzo che lui ti sarebbe complice, in qualche modo ti fa sentire più unita a lui. Peccato che vorresti essere unita in un altro modo
 
Ultima modifica:

Ross

Utente Yuppie
Farfalla,
certo che passare per "sfigata" non entusiasma nessuna, ma credimi che non è neanche questo il punto...a parte che non credo che ce lo abbia più il "vizio", e anche su questo ci sta che col tempo venga fuori come stanno le cose.
Il punto è che ora chiedo il rispetto per me stessa e questo passa attraverso la trasparenza. Basta bugie e sotterfugi e intrallazzi vari...che mi hanno talmente nauseato.
Io sto come stanno quasi tutti quelli che hanno ricevuto queste ferite al cuore: ti porti sempre qualcosa appresso, sono segni invisibili agli altri, ma che ci sono...poi si va avanti, spesso si trascorrono giornate anche più intense rispetto al "prima" e vivo serena il mio tempo.
Penso che non si superino mai del tutto questi accadimenti, penso che rimanga qualcosa, ma ci si convive.
Kid ha parlato di recente di tassello mancante di un gigantesco puzzle...ed è così infatti.
Ciao Diletta cara!

Mi trovo abbastanza d'accordo con farfalla...più che un discorso di complicità con tuo marito mi pare tu abbia semplicemente trovato un nuovo equilibrio nell'accettarlo per quel che è: un uomo come tantissimi altri.

Conosco diverse coppie in cui un partner accetta che l'altro si faccia i suoi comodi...a patto che la sera ci sia una parvenza di famiglia unita davanti ai figli o che si dorma nello stesso letto.



(aggiungo che non ci vedo niente di male. si tratta semplicemente di un'opzione)
 
Ultima modifica:

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ciao Diletta cara!

Mi trovo abbastanza d'accordo con farfalla...più che un discorso di complicità con tuo marito mi pare tu abbia semplicemente trovato un nuovo equilibrio nell'accettarlo per quel che è: un uomo come tantissimi altri.

Conosco diverse coppie in cui un partner accetta che l'altro si faccia i suoi comodi...a patto che la sera ci sia una parvenza di famiglia unita davanti ai figli o che si dorma nello stesso letto.



(aggiungo che non ci vedo niente di male. si tratta semplicemente di un'opzione)
Lo
penso anche io. Basta essere sereni entrambi:rolleyes::rolleyes:
 

Diletta

Utente di lunga data
Ciao Diletta cara!

Mi trovo abbastanza d'accordo con farfalla...più che un discorso di complicità con tuo marito mi pare tu abbia semplicemente trovato un nuovo equilibrio nell'accettarlo per quel che è: un uomo come tantissimi altri.

Conosco diverse coppie in cui un partner accetta che l'altro si faccia i suoi comodi...a patto che la sera ci sia una parvenza di famiglia unita davanti ai figli o che si dorma nello stesso letto.



(aggiungo che non ci vedo niente di male. si tratta semplicemente di un'opzione)

Ciao Ross caro!
Quello che ti ho evidenziato è proprio l'opposto di come voglio io il matrimonio.
Io non sono né sarò mai così...se ne fossi capace qui sarebbe tutto tranquillo da anni!).
 

Diletta

Utente di lunga data
Andare a prostituite o escort una sera lo chiami rispettarti solo perchè ti ha avvertito prima che lo fa?
E che questa cosa non ti fa nè caldo nè freddo non l'ho mai creduta nemmeno per un minuto
Semplicemente renderti sua complice, con il cazzo che lui ti sarebbe complice, in qualche modo ti fa sentire più unita a lui. Peccato che vorresti essere unita in un altro modo

Arrivo a capirti che tu non ci creda, eppure a me frega zero virgola zero.
E non mi frega neanche un bel nulla di essergli complice, ma complice di che?
Per me queste sono "miserie" che non mi toccano e non mi riguardano, sono altro da me e me ne dissocio totalmente!
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Arrivo a capirti che tu non ci creda, eppure a me frega zero virgola zero.
E non mi frega neanche un bel nulla di essergli complice, ma complice di che?
Per me queste sono "miserie" che non mi toccano e non mi riguardano, sono altro da me e me ne dissocio totalmente!
e
stai sposata con uno che invece con quelle miserie ci si diverte
Vedi tu
 

Diletta

Utente di lunga data
e
stai sposata con uno che invece con quelle miserie ci si diverte
Vedi tu

E infatti credi che non mi girino a mille per non averlo mai saputo né sospettato?!!
Credi che mi senta gratificata dalla nostra coppia, o pseudo-tale?
Cosa vuoi che ti dica farfalla?
Vuoi una dichiarazione di come mi sento io, specie nei giorni di "bassa"?
Se la vuoi te la faccio anche
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
E infatti credi che non mi girino a mille per non averlo mai saputo né sospettato?!!
Credi che mi senta gratificata dalla nostra coppia, o pseudo-tale?
Cosa vuoi che ti dica farfalla?
Vuoi una dichiarazione di come mi sento io, specie nei giorni di "bassa"?
Se la vuoi te la faccio anche
No
vorrei solo un giorno aprire questo forum e leggerti felice con la vita che vorresti e non in balia di un uomo che si approfitta ancora oggi della tua bontà e del tuo bisogno di tenere in piedi una famiglia
Tutto qui:eek:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
..spero tu sia paziente...

Sì, ma c'è un inghippo:
non è detto che il 'meglio per te' coincida con il 'meglio per me'.
E allora che succede?
L'inghippo non è il meglio per ognuno.
O l'alleanza di coppia che attraverso la ricerca del meglio di e per ognuno, diventa terreno per un benessere condiviso.

Se la coppia è, e se non lo è non è una coppia, il prodotto del benessere/malessere di chi rende viva la coppia, serve che entrambi com-partecipino con il loro individuale benessere/malessere.
E che lo mettano in condivisione a nutrire lo spazio comune in cui quei due Uno si incontrano.
Conoscendosi. Discutendo. Toccandosi. Avvicinandosi. Allontanandosi. Sfiorandosi.

La coppia non esiste come entità astratta.
Non è un qualcosa di esterno ai due Uno.
E non è neanche il contenitore dei due Uno.

E' un percorso in fieri.
Condiviso.
Discusso.
Deciso.
Rivisto.
Messo costantemente in discussione. Per poterne aver Cura.

Attraverso la comunicazione e il confronto. E lo scontro anche.

Ognuno, con se stesso, mette sulla propria personale bilancia, davanti al proprio specchio interiore, piacere e dolore che ricava da quell'incontrarsi quotidiano. E decide, di volta in volta, se ne vale la pena. Oppure no.

Io credo, Diletta, che l'inghippo che trovi sia nel grassetto che ho segnato nel tuo post.

Coincidenza.

La coincidenza, nella migliore delle ipotesi è ideale.

Nella peggiore è dipendenza reciproca.

Non è umanamente possibile coincidere con un altro essere umano.

Se lo fosse, fra l'altro, si perderebbe la ricchezza dell'incontrare il diverso da me. L'altro.
Si perderebbe il senso stesso dell'incontrare l'altro, perchè se fossimo coincidenti, sarebbe molto più economico e funzionale incontrarsi con se stessi.

Quando si finisce a cercare la coincidenza si sta cercando se stessi nell'altro.

E, lo dico per esperienza, è un grosso, grossissimo problema.

Che nell'altro non ci si trova mai.
Ma a quel punto non si può neanche andare via.

Perchè in quella ricerca, la più grossa perdita è quella di se stessi.
Il legame è diventato un legaccio. Per svariate questioni. Da economiche a affettive.

Se la questione sta nell'affetto...è un casino.

Se mi cerco nell'altro, vesso, mi accontento, sono disposta a rinunce e accomodamenti pur di permanere.
Perchè perdere l'altro è perdere anche me.

Questa roba qui, è una delle forme della dipendenza.
Qualcuno prova anche a chiamarla amore...alcuni amore malato...

Essere costantemente nell'altro, reciprocamente, si chiama, tecnicamente fusionalità.
Che altro non è che disgregazione del proprio sè. Lenta.
Ma inesorabile.

Il risultato è che il proprio sè è inimmaginabile senza la presenza dell'altro.
E l'altro diventa tollerabile anche nell'intollerabilità.

E allora rabbia, delusione, avvitamenti, dubbi, ma non ci si smuove.
E si oscilla fra la ricerca di coincidenza e l'impossibilità di coincidere pienamente.

In un costante senso di insoddisfazione..oscillante...sottile...che resta lì, come un sottofondo.
Un dolore sordo, che a volte si abbassa di volume, ma non lascia mai del tutto liberi di semplicemente stare bene. Leggeri e sereni.

E si sposta nella coppia la ricerca di soluzione. Di nuovo si chiede all'altro.
Spesso richieste impossibili. E le risposte sono altrettanto impossibili.

Perchè questa è una dinamica e si gioca in due.
SE anche soltanto uno la interrompe, salta il banco.
Ed emergono le questioni individuali.

Il bivio è se seguire le proprie questioni individuali chiedendole a se stessi e esprimendole all'altro, o ritornare a chiedere all'altro.

Usando la coppia come contenitore. Di entrambi.

E non invece come è, espressione delle individualità di ognuno.
Nelle differenze. E nelle somiglianze. Che soltanto attraverso la circolarità fra differenza e somiglianza ci si muove verso l'individuazione ognuno di sè.
Ed è in quel processo che si crea la possibilità di moltiplicarlee le une per le altre, rendendole spinta per ciascuno ad essere migliore, per se stesso.
Per poter portare nello spazio comune, la coppia, il Dono di sè.
Del proprio impegno ad essere il miglior se stesso possibile, anche, e conseguentemente al piacere di godersi in se stessi, per il piacere di poter Donare all'altro il piacere della propria presenza e poter godere del piacere che l'altro ne ricava. In termini bidirezionali. Ovviamente.

Non si può coincidere. E' una utopia. Materia di idealisti e poeti.
Che usano la coincidenza come simbolo della tensione all'incontrarsi e toccarsi senza mai poterlo fare del tutto.
Tensione che genera curiosità, ricerca, apertura alla conoscenza dell'altro, in conseguenza alla curiosità, alla ricerca, all'apertura a sè, di sè, per sè, con sè.
Solo poi si può emanare da sè...

Perchè non si può Donare ciò di cui non si ha Cura. E la Cura è rispetto dell'essenza profonda di se stessi.
Ed è nel rispetto di sè, che si trova il rispetto dell'altro. Non nei principi. Negli ideali.
Se la Mia Vita è Degna, se riconosco il Dono a me della Vita, è la sacralità della Vita stessa che celebro nel mio vivere.
E non sto parlando di credo religiosi. Parlo del semplice e animale rispetto della Vita. Crudele anche. Quello Naturale, per cui spesso una Vita muore per un'altra Vita. (mica per sacrificio eh...semplicemente violentemente uccis* e sbranat*).

Io sono piuttosto convinta che semplicemente in una coppia si tenti quotidianamente di trovare l'incastro che metta entrambi nella condizione di non mancare di rispetto a se stessi.

Se il mio compagno rinunciasse a questioni importanti per lui, perchè mi ama...lo manderei a fare in culo.
Dolorante e profondamente delusa. Ma me ne andrei.

Perchè in quella rinuncia fatta PER me (o PER la coppia) ci sarebbe una profonda mancanza di rispetto, stabilità e presenza a se stesso.

La menzogna, fra l'altro scaturisce esattamente dal non voler rinunciare a sè ma non avere le palle di mettersi in gioco dichiarandolo chiaramente. Non essere abbastanza stabili da affermare Sè. Serenamente e in responsabilità anche delle conseguenze.

E il Donarsi che poi tenterebbe nel Nostro spazio comune sarebbe monco. Finto. Incompleto. Traballante. Recriminatorio. Triste.
Salvo i picchi salvifici di entusiasmo di ripresa dell'ideale...fino alla volta dopo.

Tutto finirebbe semplicemente per essere menzogna.

E mancherebbe di rispetto a me.
Perchè mi darebbe in mano un sè monco. Mancante.
Portatore di Morte. E non di Vita.
Dicendomi senza dirmelo che la mia Cura vale così poco da poterle dare parti monche.
PEr me, una situazione di questo genere, sarebbe intollerabile e offensiva. Triste. Mortifera.

E finirei per considerare lui un minus habens, un essere inferiore...meglio andare. Per me.
E anche per lui...che poi in quella situazione tendo a diventare veramente sadica.
E a godere dell'umiliazione dell'altro.
E del mio potere.
Farebbe male a me. Ne uscirei proprio male. Ai miei occhi.
Colei che distrugge senza creare.

L'inghippo che vedo io, diletta, è esattamente la coincidenza.

Il meglio per uno, non coincide praticamente mai con il meglio per l'altro.
Per fortuna. Non si crescerebbe. Si rimarrebbe cristallizzati nel tempo e nello spazio degli immaginari.

Si può tentare di incastrarsi.
Scegliendo ognuno per se stesso la via più ricca...e mettendosi alla prova nel confronto con l'altro.
E quel confronto non è mai di certa riuscita. C'è da cercarci dentro. Con calma. E cercando di pulirsi dalle aspettative per poter ascoltare con l'animo vuoto. O il più possibile vuoto.

Io so che a certe cose di me, certi miei bisogni, certe mie esigenze, non posso rinunciare.
Per niente e nessuno al mondo. Conosco quella parte di me senza cui morirei. E scelgo me. Senza il minimo dubbio.

Preferisco il dolore della perdita dell'altro a quello della perdita di me.
E così ho fatto. Affettivamente. Economicamente. Pago dazio dei miei errori. E va ben così.
Lo rifarei. E se mi trovassi nella condizione, lo rifarei anche adesso.

E nei patti di coppia, nel patto costituente la coppia io l'ho messo ben in chiaro.

Esempio concreto molto sciocco?
Ho chiarito che per me l'opzione del terzo/terza nella coppia non solo non è escluso a priori.
Ma un mio immaginario è rendere reale l'immaginario.

Succederà? Non succederà? Non lo so.

Ed è esattamente il desiderio unito a quel "non so" che ho messo nei patti costituenti.

SE dall'altra parte la questione fosse impensabile, non potrebbe semplicemente essere la mia controparte nella coppia.

Sta fingendo per compiacermi?
Beh..sua responsabilità quando ci farà i conti.

Sta fingendo in attesa che io cambi?
Più che chiarirgli che io sono come mi presento e su chi sono non mento, non posso fare.

A lui, e a me, per le sue questioni, la responsabilità della decisione di stare o meno.

Quello che però si è valutato, non è stata la coincidenza..ma la possibiltà di incastro.
Perchè è negli incastri che hanno spazio i compromessi.

Nella coincidenza c'è guerra, lotta e battaglia per l'affermazione di sè.
Anche quando l'affermazione di sè diventa nei fatti la propria negazione.

La questione veramente fondamentale, secondo me, è che quando si muore i conti non li fa la coppia. Non li fa l'altro.
Ognuno li fa solo con se stesso.

Di mio, il mio più grande desiderio è non abbassare lo sguardo davanti alla me che sta andando a morire.
E non abbassare lo sguardo per me significa non tradirmi.

Morire pensando di avere sprecato la Vita, rabbiose, scostanti..come ho visto certa gente morire...non lo auguro al peggior nemico. E quei momenti in cui ho visto quei modi di morire sono forse gli unici nella mia Vita in cui mi sono augurata che esistesse un aldilà in cui trovare pace. Per loro.

Per quanto mi riguarda...credo sia semplicemente una stronzata rimandare all'aldilà il benessere che posso dare a me stessa nell'aldiqua. E di cui ho concretezza. E diretto piacere.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
che poi..detta semplice semplice...e anche cantata! :D

[video=youtube;z_aVNv_gNdM]https://www.youtube.com/watch?v=z_aVNv_gNdM[/video]
 

Diletta

Utente di lunga data
@Ipazia

Grazie per la la tua articolata risposta! :)
L'ho letta, ma per come quasi tutti i tuoi interventi, mi è necessario rileggerla con la massima calma...
 
Capisco benissimo quello che provi...non avere fretta e prenditi il tempo di cui hai bisogno
Ti ringrazio per il tuo punto di vista, effettivamente sono abbastanza distrutto, anche se cerco di restare lucido, come è emerso anche da qualche messaggio effettivamente i nodo credo sia in gran parte la fiducia: io sarò in grado di fidarmi? Lei vuole ricostruire un rapporto di fiducia a assumersene la responsabilità? Onestamente in questo momento non ho molte risposte, forse vorrei vedere qualche segno da parte sua.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Grazie per la la tua articolata risposta! :)
L'ho letta, ma per come quasi tutti i tuoi interventi, mi è necessario rileggerla con la massima calma...
Quoto te perché il post di Ipazia è Guerra e Pace.
Io non ci credo più che l'altro rischi di perdere il partner (ME :D) con la sincerità.
 

stanco

Utente
Aggiornamento

Per non farci mancare nulla ecco un aggiornamento.
Dopo alcuni mesi di difficile convivenza, in cui fino a metà novembre mia moglie e il “fidanzato” a distanza si sono sentiti quotidianamente, mi comunica di avere chiuso la relazione anche telefonica, La storia non aveva senso, non rappresentava una alternativa al nostro matrimonio ecc.
Anche gli incontri con la consulente sono proseguiti, ho cercato di affrontare la situazione ma non con grande serenità naturalmente.
Alla fine accetto di trascorrere alcuni giorni a natale nella sua città natale, dove vive anche il tizio, come facciamo d’abitudine da quando è nata la bimba.
Pranzo di natale con la sua famiglia e tutto come da programma, è molto nervosa, sono molto nervoso anche io…
Il 26 andiamo a correre assieme e riceve una chiamata a cui non risponde, la cosa non mi rasserena più di tanto, le dico che se vuole vedere qualcuno è meglio che me lo dica e faccia le cose alla luce del sole, lei sostiene di non voler nascondere nulla.
Il giorno successivo mi chiede di restare a casa con la bimba per un paio d’ore per vedere un’amica e parlare un po’, ovviamente accetto, penso che non farà una cazzata proprio ora, non ci voglio credere…
Ma il giorno dopo non riesco a fare a meno di dare un’occhiata ai tracciati telefonici, ormai sono alla frutta e la dignità è la prima vittima, assieme alla fiducia. Sorpresa, lo ha chiamato e verosimilmente si sono visti, circa 20 minuti, visti i tempi.
Pochi minuti per riflettere, poi la catapulto giù dal letto (è mattina) e le dico che so tutto, che è incredibile e che per quanto mi riguarda io ho superato il mio limite di tolleranza, ho chiuso, me ne vado e preparo tutto per la separazione.
A questo punto confessa di averlo visto, ma solo per salutarlo, dice che le è servito a capire che non è una situazione realistica, ce io sono la sua famiglia ecc. mi prega di non andarmene, il padre di lei si sente male, la piccola piange, accetto di rientrare in auto con lei a casa.
La sera preparo le valige, lei mi prega di restare, spergiura che con il tizio è tutto finito, che aveva bisogno di vederlo per rendersene conto ecc. Alla fine me ne vado senza valige, solo per un paio di giorni, poi torno perché lei sta male ed è sola con la bimba, passiamo in qualche modo i giorni seguenti.
Ora la situazione è complessa, io non sto bene, non mi fido e non so se riuscirei a ricostruire un rapporto, lei per un attimo ha veramente pensato che me ne andassi e ha avuto paura. Continua a sostenere che è una cosa che può succedere e che dobbiamo superarla, onestamente io non so come, posso restare con una donna di cui non mi fido? Certo mandare tutto all’aria non è semplice, nostra figlia, la casa, però, insomma, proprio non riesco ad accettare una situazione in cui lei pensa di poter fare qualsiasi cosa, mi sento perennemente sull’orlo dell’abisso emotivo.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Per non farci mancare nulla ecco un aggiornamento.
Dopo alcuni mesi di difficile convivenza, in cui fino a metà novembre mia moglie e il “fidanzato” a distanza si sono sentiti quotidianamente, mi comunica di avere chiuso la relazione anche telefonica, La storia non aveva senso, non rappresentava una alternativa al nostro matrimonio ecc.
Anche gli incontri con la consulente sono proseguiti, ho cercato di affrontare la situazione ma non con grande serenità naturalmente.
Alla fine accetto di trascorrere alcuni giorni a natale nella sua città natale, dove vive anche il tizio, come facciamo d’abitudine da quando è nata la bimba.
Pranzo di natale con la sua famiglia e tutto come da programma, è molto nervosa, sono molto nervoso anche io…
Il 26 andiamo a correre assieme e riceve una chiamata a cui non risponde, la cosa non mi rasserena più di tanto, le dico che se vuole vedere qualcuno è meglio che me lo dica e faccia le cose alla luce del sole, lei sostiene di non voler nascondere nulla.
Il giorno successivo mi chiede di restare a casa con la bimba per un paio d’ore per vedere un’amica e parlare un po’, ovviamente accetto, penso che non farà una cazzata proprio ora, non ci voglio credere…
Ma il giorno dopo non riesco a fare a meno di dare un’occhiata ai tracciati telefonici, ormai sono alla frutta e la dignità è la prima vittima, assieme alla fiducia. Sorpresa, lo ha chiamato e verosimilmente si sono visti, circa 20 minuti, visti i tempi.
Pochi minuti per riflettere, poi la catapulto giù dal letto (è mattina) e le dico che so tutto, che è incredibile e che per quanto mi riguarda io ho superato il mio limite di tolleranza, ho chiuso, me ne vado e preparo tutto per la separazione.
A questo punto confessa di averlo visto, ma solo per salutarlo, dice che le è servito a capire che non è una situazione realistica, ce io sono la sua famiglia ecc. mi prega di non andarmene, il padre di lei si sente male, la piccola piange, accetto di rientrare in auto con lei a casa.
La sera preparo le valige, lei mi prega di restare, spergiura che con il tizio è tutto finito, che aveva bisogno di vederlo per rendersene conto ecc. Alla fine me ne vado senza valige, solo per un paio di giorni, poi torno perché lei sta male ed è sola con la bimba, passiamo in qualche modo i giorni seguenti.
Ora la situazione è complessa, io non sto bene, non mi fido e non so se riuscirei a ricostruire un rapporto, lei per un attimo ha veramente pensato che me ne andassi e ha avuto paura. Continua a sostenere che è una cosa che può succedere e che dobbiamo superarla, onestamente io non so come, posso restare con una donna di cui non mi fido? Certo mandare tutto all’aria non è semplice, nostra figlia, la casa, però, insomma, proprio non riesco ad accettare una situazione in cui lei pensa di poter fare qualsiasi cosa, mi sento perennemente sull’orlo dell’abisso emotivo.
Cavolo che brutta situazione
perche mentirti ancora quando le avevi detto di essere sincera e dirti se intendeva comunque rivederlo ( visto che eravate nella sua città )
capisco tutto, la tua delusione/incazzatura/premura verso tua figlia e l'idea di famiglia che avevi
aveva l'occasione per recuperare un po' di fiducia e parlarti chiaramente, peccato

in teoria avreste in programma altri incontri con la consulente !?
 
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