Come l'ha uccisa, sto bastardo?
Eppure quel giorno Victor non è nemmeno un sospettato. Racconta la sua versione e torna a casa. «Federica — dice — l'ho lasciata fuori dal locale Yates, lei andava in albergo e io per i fatti miei. Non so che fine abbia fatto». La sua ricostruzione, però, non corrisponde perfettamente con quello che gli investigatori hanno visto nei filmati di varie telecamere. Così, dopo due o tre giorni, Victor viene riascoltato. Tergiversa di nuovo. Gli uomini del Mossos sono sempre più insospettiti ma decidono di lasciarlo andare, per verificare con chi si incontra, con chi parla. E a distanza tengono sotto controllo gli spostamenti del «Gordo». Sorvegliano il quartiere El Molino di Lloret, dove l'uruguaiano vive con la donna che tutti credono sua moglie e che invece è la sua compagna, madre di un bambino avuto dal precedente marito. Ma, soprattutto, seguono le tracce lasciate dal suo telefonino. Sabato mattina, per la prima volta, il segnale del cellulare non arriva da Lloret de Mar ma da Tarragona, lontana circa 200 chilometri.
La sorveglianza diventa più serrata. Lunedì viene trovato il cadavere di Federica. Poche ore dopo, il nome e la fotografia di Victor vengono diramati a ogni posto di polizia del Paese: «Arresto immediato come presunto omicida ». Intanto nei laboratori vengono utilizzati i campioni di Dna prelevati al «Gordo». E forse da lì è arrivata un'indicazione decisiva per l'arresto. Ieri sera un passante ha riconosciuto Victor per strada dalle foto mostrate in televisione. L'ha preso la polizia locale di Tarragona. «El Gordo» non ha fatto resistenza. Insomma, le indagini non si erano mai fermate. «C'è una pista che potrebbe condurre a localizzare l'assassino in tempi relativamente brevi» diceva una nota ufficiale della Farnesina nei giorni scorsi. «I colleghi catalani stanno lavorando bene » aggiungeva dall'Italia il capo della polizia Antonio Manganelli. Ma per fare chiarezza e rassicurare la famiglia di Federica c'era voluto, ieri pomeriggio, un vertice al consolato generale d'Italia a Barcellona — con il console Roberto Natali, il capo della polizia catalana Josep Milan, i fratelli di Federica, Roberta e Mattia, e uno dei legali della famiglia, Aldo Pardo.
L'incontro aveva stemperato le polemiche nate sul modo di condurre le ricerche e sulla presunta irreperibilità di Victor. «Se lo sono fatti scappare» aveva commentato l'avvocato Pardo, prima del meeting al consolato. E il suo collega Squarise: «Mi domando come sia stato possibile... ditemi se questa polizia spagnola ha lavorato bene...». Nelle ore successive i toni si sono ammorbiditi: «Abbiamo sollecitato la restituzione della salma, stanno lavorando, c'è collaborazione » ha detto Pardo. All'Istituto di medicina legale di Girona intanto dicono che la morte di Federica sarebbe avvenuta quasi sicuramente per asfissia. Sull'ipotesi della violenza sessuale, invece, non è stato possibile stabilire nulla con certezza per via del pessimo stato in cui è stato ritrovato il cadavere. Non è detto che i prossimi esami chiariscano questo dettaglio. «Su questo punto — dice Pardo — nessuno per ora può stabilire nulla».
Giusi Fasano