Le confessioni di uno stalker...

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Nobody

Utente di lunga data
Confessioni di uno stalker pentito

La confessione di un magazziniere di 60 anni.
«Ogni volta che penso a lei vado dallo psicologo»

«Ogni volta che penso a lei vado dallo psicologo»
«Sentivo dentro queste parole: "Morta lei, starai bene". Era un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». È la confessione di uno stalker che chiameremo Angelo: 60 anni, magazziniere a Milano. Avrebbe voluto uccidere Maria, l’ex fidanzata. Si è fermato in tempo, con l’aiuto degli psicologi dell’Osservatorio nazionale dello stalking.
MILANO — «"Morta lei, starai bene": le parole che sentivo nel sonno, come un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». E seguendo quella voce da incubo Angelo (nome di fantasia), 60 anni, magazziniere di Milano, si trova con un coltello in mano, lungo la strada diretta a casa dell’ex fidanzata, deciso a eliminare lei, amata-odiata, «unica fonte del mio dolore». «Mi fermarono i carabinieri, fu come svegliarmi da un brutto sogno, al momento non mi spiegai come avessi fatto ad arrivare fin lì». Ma oggi Angelo lo sa. Dopo un percorso di anni (ancora non è finito), con l’aiuto dell’Osservatorio nazionale sullo stalking (www.stalking.it), l’uomo ha ricostruito le tappe di un’ossessione assurda che poteva sfociare in tragedia. «Conobbi Maria (nome di fantasia) in azienda, aveva qualcosa di speciale, anche lei era molto attratta da me». Una storia di pochi mesi: lui sposato con un figlio; lei, quasi trent’anni di meno, con qualche problema di salute. Per questo Maria si trasferisce al Sud, nel paese natale. Angelo la sostiene, e la relazione continua al telefono: «Ero sicuro di lei, mi chiamava in continuazione, l’aiutai a comprare una macchina ». È Angelo a consegnarle l’auto in paese: «Fu l’occasione per stare tre giorni insieme, ma alla stazione successe l’inverosimile». Maria, senza spiegazioni, come spesso accade, lascia intendere che la liaison non avrà seguito: «Ci sentiamo a Natale, non prima». Angelo incassa, poi si sente male. «Era come se mi fosse crollato il mondo addosso, finii all’ospedale, la cercai al telefono, lei non rispose». Quella frase alla stazione fa scattare il delirio. «Da quel giorno non fui più lo stesso, stavo male, sentivo un bisogno irresistibile di chiamarla». Così Angelo da innamorato si trasforma in instancabile persecutore: «Lei aveva tirato su un muro, ma ogni volta che trovavo il telefono spento, mi saliva la rabbia e una forza incontenibile mi spingeva a cercarla con ogni mezzo. Ero diventato uno stalker». Quaranta telefonate al giorno con quattro cellulari diversi, centinai di messaggini, fax: per farle sapere che non intende sparire. Non solo: «Verrò da te per vedere il tuo nome scritto sulla tomba»; poi: «Stai attenta a quando attraversi la strada»; e ancora: «Non vedo l’ora di sapere che sei morta», «La tua vita non vale nulla, ogni giorno che passa è un giorno in meno che vivrai». Le frasi più ricorrenti. Con uno scopo: «Volevo farle capire quanto male mi aveva fatto e quanto io volevo fargliene».

Ma il conflitto non manca: «A volte rileggevo quelle parole, emi vergognavo di me stesso, allora le inviavo nuovi messaggi: "Scusami cucciola, sei la cosa più importante della mia vita». Angelo si pente, ma dura poco. Dopo quattro mesi, Maria lo querela per molestie (non esisteva la legge sullo stalking). I carabinieri di Milano convocano Angelo, gli spiegano che è meglio lasciar perdere. Ma la denuncia ha l’effetto contrario: «Per me fu come una sfida, presi un treno la sera stessa». Inizia così un pendolarismo settimanale che dura quasi due anni: «Sentivo il bisogno di vederla, la seguivo a 40 metri di distanza, mi accontentavo che sapesse che c’ero». Placare l’ansia, ridurre la sofferenza, provare soddisfazione nel farla soffrire: Angelo vive per questo, per farle sapere che lei, con la sua querela, non è riuscito ad allontanarlo. Intanto iniziano i problemi fisici: l’uomo perde 30 chili, non regge più la tensione. Decide così di trasferirsi nel paese di Maria. «Desideravo respirare la sua aria, solo così mi sentivo tranquillo». Ma gli incubi continuano, di notte «la voce» gli parla di progetti di morte. «Cercai di farla finita più di una volta, per smettere di soffrire. Ma confidavo anche nella sua morte». «Via lei, via il dolore»: l’ossessione prosegue, Angelo sta per toccare il fondo. Ma in qualche modo cerca aiuto e parla con il padre della ex fidanzata: «Ebbi da lui il nome di Massimo Lattanzi, presidente dell’Osservatorio sullo stalking, così è iniziata la mia ripresa». Angelo inizia una sorta di terapia: di fatto quando vuole vedere Maria, chiama Lattanzi e ne parlano insieme. «Se non lo avessi incontrato, sarebbe finita male, e solo in un modo». La morte di Maria e forse anche la sua: «Dico solo che quando si fanno certe cose, si è costretti ad agire così, è un impulso irresistibile. Io ci sono caduto dentro e conosco il meccanismo, per fortuna sono stato fermato in tempo». E Maria?: «Grazie alla mediazione dello psicologo siamo in rapporti civili, a volte ci sentiamo. Se un’altra donna mi abbandonasse? Non rifarei le stesse cose: nessuna sarà mai importante come Maria, lei era l’altra metà della luna, l’unico grande amore. Ancora oggi penso a lei».
Grazia Maria Mottola
 
bisogna sperare di non incontrare mai questo amore malsano.
all'inizio ne vieni soggiogata e le frasi come quella citata "volevo respirare la tua aria" ti commuovono, ti fanno senite molto amata ma a poco a poco ti senti soffocare e, volendo troncare entri in una spirale da incubo.
io non ho incontrato un pazzo che mi ha ucciso, ma perseguitata per molto tempo lo sono stata.ed ero giovanissima
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Si chiama malattia mentale.
Se viene anche inizialmente confusa con l'amore per la gratificazione che se ne ricava si compie l'errore di incoraggiare e indirizzare la malattia.
 

Lettrice

Utente di lunga data
"Pazzi" ne ho incontrato, grazie a dio ma di questo tipo
 

Nobody

Utente di lunga data
Si chiama malattia mentale.
Se viene anche inizialmente confusa con l'amore per la gratificazione che se ne ricava si compie l'errore di incoraggiare e indirizzare la malattia.
Sono d'accordo... infatti, quest'uomo ne sta uscendo faticosamente trattandola proprio per quello che è.
 

Micia

Utente di lunga data
Quello che mi ha commosso è la malattia. il disagio di quest'uomo.

immaginare quanto stesse male.

Sono convinta che a livello chimico c'è una rivoluzione tale che parte di testa che solo il farmaco i puo' aiutare, oltre al supporto terapeutico.
 

Anna A

Utente di lunga data
bisogna sperare di non incontrare mai questo amore malsano.
all'inizio ne vieni soggiogata e le frasi come quella citata "volevo respirare la tua aria" ti commuovono, ti fanno senite molto amata ma a poco a poco ti senti soffocare e, volendo troncare entri in una spirale da incubo.
io non ho incontrato un pazzo che mi ha ucciso, ma perseguitata per molto tempo lo sono stata.ed ero giovanissima
e invece è molto più frequente di quanto si immagini e se in molti casi non si sa è solo perché non fa cronaca e non se ne parla e la vittima tace in preda al panico per paura.
 

Anna A

Utente di lunga data
Quello che mi ha commosso è la malattia. il disagio di quest'uomo.

immaginare quanto stesse male.

Sono convinta che a livello chimico c'è una rivoluzione tale che parti di testa. e solo il farmaco a certi livelli ti puo' aiutare, oltre al supporto terapeutico.
di sicuro bene non stava e per fortuna ha incrociato la persona giusta che lo ha aiutato. ma sai quanti invece vivono allo sbando e senza sostegno di alcun tipo?
al massimo si beccano qualche diffida a circolare nei pressi della casa o del posto di lavoro della persona che perseguitano, ma tutto finisce lì,mentre, come vedi, questo tipo di a"argini" non fanno altro che far crescere la piena e quando crolla l'argine, beh... si vede come va a finire...
 

Nobody

Utente di lunga data
Quello che mi ha commosso è la malattia. il disagio di quest'uomo.

immaginare quanto stesse male.

Sono convinta che a livello chimico c'è una rivoluzione tale che parti di testa. e solo il farmaco a certi livelli ti puo' aiutare, oltre al supporto terapeutico.
In certi casi sono proprio convinto che sia così. Non ci sono altre soluzioni... per fortuna sua e della donna, quest'uomo ha avuto l'ultimo briciolo di autocoscienza per mettersi un istante in discussione.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
IL CANTO DELL'ODIO


Quando tu dormirai dimenticata
Sotto la terra grassa
E la croce di Dio sarà piantata
Ritta sulla tua cassa,

Quando ti coleran marcie le gote
Entro i denti malfermi
E nelle occhiaie tue fetenti e vuote
Brulicheranno i vermi,

Per te quel sonno che per altri è pace
Sarà strazio novello
E un rimorso verrà freddo, tenace,
A morderti il cervello.

Un rimorso acutissimo ed atroce
Verrà nella tua fossa
A dispetto di Dio, della sua croce,
A rosicchiarti l'ossa.

Io sarò quel rimorso. Io te cercando
Entro la notte cupa,
Lamia che fugge il dì, verrò latrando
Come latra una lupa;

Io con quest'ugne scaverò la terra
Per te fatta letame
E il turpe legno schioderò che serra
La tua carogna infame.

Oh, come nel tuo core ancor vermiglio
Sazierò l'odio antico,
Oh, con che gioia affonderò l'artiglio
Nel tuo ventre impudico!

Sul tuo putrido ventre accoccolato
Io poserò in eterno,
Spettro della vendetta e del peccato,
Spavento dell'inferno:

Ed all'orecchio tuo che fu sì bello
Sussurrerò implacato
Detti che bruceranno il tuo cervello
Come un ferro infocato.

Quando tu mi dirai: perché mi mordi
E di velen m'imbevi?
Io ti risponderò: non ti ricordi
Che bei capelli avevi?

Non ti ricordi dei capelli biondi
Che ti coprian le spalle
E degli occhi nerissimi, profondi,
Pieni di fiamme gialle?

E delle audacie del tuo busto e della
Opulenza dell'anca?
Non ti ricordi più com'eri bella,
Provocatrice e bianca?

Ma non sei dunque tu che nudo il petto
Agli occhi altrui porgesti
E, spumante Licisca, entro al tuo letto
Passar la via facesti?

Ma non sei tu che agli ebbri ed ai soldati
Spalancasti le braccia,
Che discendesti a baci innominati
E a me ridesti in faccia?

Ed io t'amavo, ed io ti son caduto
Pregando innanzi e, vedi,
Quando tu mi guardavi, avrei voluto
Morir sotto a'tuoi piedi.

Perché negare - a me che pur t' amavo -
Uno sguardo gentile,
Quando per te mi sarei fatto schiavo,
Mi sarei fatto vile?

Perché m'hai detto no quando carponi
Misericordia chiesi,
E sulla strada intanto i tuoi lenoni
Aspettavan gl'Inglesi?

Hai riso? Senti! Dal sepolcro cavo
Questa tua rea carogna,
Nuda la carne tua che tanto amavo
L'inchiodo sulla gogna,

E son la gogna i versi ov'io ti danno
Al vituperio eterno,
A pene che rimpianger ti faranno
Le pene dell'inferno.

Qui rimorir ti faccio, o maledetta,
Piano a colpi di spillo,
E la vergogna tua, la mia vendetta
Tra gli occhi ti sigillo.




© Lorenzo Stecchetti 1877
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Nobody

Utente di lunga data
Quella poesia fa capire molte cose sul possesso, e sulla pazzia che genera.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
tu credi di individuarlo subito?
Non lo so ...non ho mai incontrato nessuno che si mostrasse così "innamorato" e credo che se l'avessi incontrato mi avrebbe fatto ridere... non gli avrei creduto.
 

Anna A

Utente di lunga data
e cmq la crudeltà di chi sente amato e di questo si nutre nessuno l'ha saputa raccontare così bene come oscar wilde.
salomè, presa da una folle bramosia per il profeta chiede la sua testa ad erode che innamorato perso di lei la accontenta, dopo averla vista ballare con i piedi nel sangue del soldato che si era suicidato sentendo le parole che salomè dice al profeta che però la rifiuta, mentre lui brucia di passione inconfessata per lei.
questa è la crudeltà vera: il potere immenso che può avere l'amore su di un altro essere umano.
 

Abigail

Utente di lunga data
Non lo so ...non ho mai incontrato nessuno che si mostrasse così "innamorato" e credo che se l'avessi incontrato mi avrebbe fatto ridere... non gli avrei creduto.
Credo che sia tutto fuorchè amore.
Possesso, paura di solitudine, incapacità di relazionarsi in modo sano e positivo.
Quel che si legge tutti i giorni è terribile.
Uno degli ultimi (tra l'altro una mia amica conosceva entrambi i ragazzi , e li considerava entrambi bravissimi, sani e ,apparentemente "normali") casi in cui un ventenne ha ucciso una ventenne e dopo si è suicidato, l'ho trovato ancora più straziante perchè lui dopo averla uccisa ha scritto : così staremo sempre insieme.
Mi auguro di non incontrare mai una follia del genere anche se immagino che on sia assolutamente riconoscibile da gesti che possono essere scambiati solo per insicurezza, gelosia o tendenza al possesso.
In adolescenti è straziante ma già più "comprensibile" per la totalità, l'assoluta esagerazione di ogni sentimento o emozione , vissuti con la sensazione di unicità che li contraddistingue. In adulti è destabilizzante.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
e cmq la crudeltà di chi sente amato e di questo si nutre nessuno l'ha saputa raccontare così bene come oscar wilde.
salomè, presa da una folle bramosia per il profeta chiede la sua testa ad erode che innamorato perso di lei la accontenta, dopo averla vista ballare con i piedi nel sangue del soldato che si era suicidato sentendo le parole che salomè diceva al profeta che però l'aveva rifiutata, mentre lui bruciava di passione inconfessata per lei.
questa è la crudeltà vera: il potere immenso che può avere l'amore su di un altro essere umano.
Ma tu lo chiami amore?
 

Anna A

Utente di lunga data
Ma tu lo chiami amore?
dico solo che l'amore alimenta e si alimenta di passione e non di tiepide carezze.
erode e salomè sono solo i protagonisti incrociati di una storia passionale in cui lui ama lei e lei ama un altro e usa l'amore di erode per vendicare una sua delusione. è un intreccio pazzesco!
 
Non lo so ...non ho mai incontrato nessuno che si mostrasse così "innamorato" e credo che se l'avessi incontrato mi avrebbe fatto ridere... non gli avrei creduto.
strano.
certe frasi le ascolti da un uomo innamorato , perfettamente sano di mente.
a tutte quelle donne assassinate vogliamo dire "dovevate accorgevene in tempo?"
 
Stato
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