Sterminator
Utente di lunga data
Orge e film in una villa, le squillo parlano
INCHIESTA. Gli incontri a Brendola. Ieri l'interrogatorio di Costa. La difesa: «Gestire siti non è prostituzione» 26/01/2011
Nelle ville sui colli sarebbero stati girati anche dei filmati hard
Vicenza. «Sono andata una volta a Brendola, mi ricordo bene. In una villa. Eravamo in nove, io e un'altra ragazza con sette uomini. Mi ha contattata un amico di Andrea. Cosa è successo? Beh, lo potete immaginare».
È quanto ha raccontato una delle tante lucciole ingaggiate da Andrea, che secondo gli inquirenti è al secolo Alessandro Costa, ai carabinieri del radiomobile di Padova che hanno premuto il piede sulla seconda fase dell'operazione "Escort Ungheria". E cioè, oltre alla gestione dei siti, l'organizzazione delle orge a pagamento.
Ieri, intanto, Costa, 38 anni, di Barbarano, via Falcone 6/b, ex assessore alla Sicurezza in quota Lega Nord e vigile urbano sospeso dal servizio, è stato interrogato in carcere. Difeso dall'avv. Paolo Mele senior, si è avvalso della facoltà di non rispondere e il giudice Mariella Fino del tribunale di Padova, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Vartan Giacomelli, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Costa si farà interrogare la settimana prossima dal pm per chiarire la sua posizione, ma la difesa è chiara: «Gestire quei siti non è sfruttare la prostituzione, è soltanto fornire degli spazi pubblicitari a privati cittadini». Costa, che secondo le testimonianze girava in Porsche, era stato arrestato dal casello di Padova ovest dai militari del tenente Luca Bordin dopo aver incassato i pagamenti di tre ragazze da Antonio R., uno dei suoi agenti. Gli annunci hard sui due siti (www.bestannunci.us e www.cercamicivip.com) fruttavano 100 euro ciascuno. E ne arrivavano a iosa: i carabinieri ne hanno contati 2000, da agosto ai giorni scorsi. Senza dire che i militari stanno ancora cercando un computer portatile, acquistato dal vicentino, e che non è ancora emerso nel corso delle perquisizioni. Che cosa nasconde?
Secondo il giudice, quella di Costa era un'attività imprenditoriale a tutti gli effetti. Aveva un giro di complici - oltre a Michele Ilario Dalla Valle, Renato Cavallin e Nicola Guidolin, sono spuntati quelli di Antonio R. e di Ivan F., le cui posizioni paiono però marginali - che facevano il giro delle ragazze ad incassare il corrispettivo per gli annunci. Se qualcuno aveva problemi, si rivolgeva direttamente al vigile urbano vicentino. Da quanto è emerso, Costa non era editore o responsabile dei siti, ma «gestore e organizzatore, pienamente consapevole del tipo di annunci e del loro scopo». Fra l'altro, Costa è stato riconosciuto da alcune lucciole, quelle dalle quali si era recato di persona. Altri elementi utili potrebbero arrivate dalle testimonianze dei presunti complici, qualcuno dei quali avrebbe già iniziato a parlare con i carabinieri.
Oltre ai siti internet, resta molto da chiarire per quello che riguarda le organizzazioni delle feste a luci rosse. I carabinieri, oltre a quella di Brendola, stanno cercando altre ville per capire se i proprietari erano d'accordo; e vogliono comprendere chi siano i partecipanti - i quali non avrebbero commesso alcun reato - e se e come pagassero Costa e i suoi collaboratori. Da quanto è emerso, partecipare costava qualche centinaio di euro agli uomini, mentre le donne venivano pagate per le loro prestazioni. Uno dei collaboratori del politico vicentino, Cavallin, ex titolare di un'agenzia matrimoniale ad Asolo, ai carabinieri ha spiegato che faceva solamente le foto di ragazze nude, nulla più. Quelle foto che poi finivano sul sito a corredo degli annunci molto espliciti,
Fra l'altro, alcune delle ragazze avrebbero fatto riferimento anche a delle telecamere che riprendevano gli amplessi di gruppo nelle ville in cui si svolgevano le gang bang. Gli inquirenti vogliono accertare che fine abbiano fatto i filmini porno, e se siano mai stati divulgati, magari su internet. Di fatto, quindi, l'indagine si preannuncia ancora lunga e i colpi di scena potrebbero essere dietro l'angolo. Che giro aveva messo in piedi Costa?© RIPRODUZIONE RISERVATA
Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/221204_orge_e_film_in_una_villa_le_squillo_parlano/
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te capi' i leghisti magnagatt'?
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INCHIESTA. Gli incontri a Brendola. Ieri l'interrogatorio di Costa. La difesa: «Gestire siti non è prostituzione» 26/01/2011
Nelle ville sui colli sarebbero stati girati anche dei filmati hard Vicenza. «Sono andata una volta a Brendola, mi ricordo bene. In una villa. Eravamo in nove, io e un'altra ragazza con sette uomini. Mi ha contattata un amico di Andrea. Cosa è successo? Beh, lo potete immaginare».
È quanto ha raccontato una delle tante lucciole ingaggiate da Andrea, che secondo gli inquirenti è al secolo Alessandro Costa, ai carabinieri del radiomobile di Padova che hanno premuto il piede sulla seconda fase dell'operazione "Escort Ungheria". E cioè, oltre alla gestione dei siti, l'organizzazione delle orge a pagamento.
Ieri, intanto, Costa, 38 anni, di Barbarano, via Falcone 6/b, ex assessore alla Sicurezza in quota Lega Nord e vigile urbano sospeso dal servizio, è stato interrogato in carcere. Difeso dall'avv. Paolo Mele senior, si è avvalso della facoltà di non rispondere e il giudice Mariella Fino del tribunale di Padova, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Vartan Giacomelli, ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Costa si farà interrogare la settimana prossima dal pm per chiarire la sua posizione, ma la difesa è chiara: «Gestire quei siti non è sfruttare la prostituzione, è soltanto fornire degli spazi pubblicitari a privati cittadini». Costa, che secondo le testimonianze girava in Porsche, era stato arrestato dal casello di Padova ovest dai militari del tenente Luca Bordin dopo aver incassato i pagamenti di tre ragazze da Antonio R., uno dei suoi agenti. Gli annunci hard sui due siti (www.bestannunci.us e www.cercamicivip.com) fruttavano 100 euro ciascuno. E ne arrivavano a iosa: i carabinieri ne hanno contati 2000, da agosto ai giorni scorsi. Senza dire che i militari stanno ancora cercando un computer portatile, acquistato dal vicentino, e che non è ancora emerso nel corso delle perquisizioni. Che cosa nasconde?
Secondo il giudice, quella di Costa era un'attività imprenditoriale a tutti gli effetti. Aveva un giro di complici - oltre a Michele Ilario Dalla Valle, Renato Cavallin e Nicola Guidolin, sono spuntati quelli di Antonio R. e di Ivan F., le cui posizioni paiono però marginali - che facevano il giro delle ragazze ad incassare il corrispettivo per gli annunci. Se qualcuno aveva problemi, si rivolgeva direttamente al vigile urbano vicentino. Da quanto è emerso, Costa non era editore o responsabile dei siti, ma «gestore e organizzatore, pienamente consapevole del tipo di annunci e del loro scopo». Fra l'altro, Costa è stato riconosciuto da alcune lucciole, quelle dalle quali si era recato di persona. Altri elementi utili potrebbero arrivate dalle testimonianze dei presunti complici, qualcuno dei quali avrebbe già iniziato a parlare con i carabinieri.
Oltre ai siti internet, resta molto da chiarire per quello che riguarda le organizzazioni delle feste a luci rosse. I carabinieri, oltre a quella di Brendola, stanno cercando altre ville per capire se i proprietari erano d'accordo; e vogliono comprendere chi siano i partecipanti - i quali non avrebbero commesso alcun reato - e se e come pagassero Costa e i suoi collaboratori. Da quanto è emerso, partecipare costava qualche centinaio di euro agli uomini, mentre le donne venivano pagate per le loro prestazioni. Uno dei collaboratori del politico vicentino, Cavallin, ex titolare di un'agenzia matrimoniale ad Asolo, ai carabinieri ha spiegato che faceva solamente le foto di ragazze nude, nulla più. Quelle foto che poi finivano sul sito a corredo degli annunci molto espliciti,
Fra l'altro, alcune delle ragazze avrebbero fatto riferimento anche a delle telecamere che riprendevano gli amplessi di gruppo nelle ville in cui si svolgevano le gang bang. Gli inquirenti vogliono accertare che fine abbiano fatto i filmini porno, e se siano mai stati divulgati, magari su internet. Di fatto, quindi, l'indagine si preannuncia ancora lunga e i colpi di scena potrebbero essere dietro l'angolo. Che giro aveva messo in piedi Costa?© RIPRODUZIONE RISERVATA
Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/221204_orge_e_film_in_una_villa_le_squillo_parlano/
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te capi' i leghisti magnagatt'?
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