Lei.

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spleen

utente ?
Ma è inquietante per quanto interessante :singleeye:.. Poi che ne sai che voce ti capita :D
Vladimir Luxuria! :D

Il sesso della voce comunque lo aveva scelto il protagonista. :D
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum

Nobody

Utente di lunga data
[video=youtube;6qzhAzqzpSM]https://www.youtube.com/watch?v=6qzhAzqzpSM[/video]

:D
ahahahahah ecco appunto :D un amico l'ha scelto maschio... dice che gli basta la moglie a dargli ordini :D
 
Ultima modifica:

Nicka

Capra Espiatrice
ahahahahah ecco appunto :D un amico l'ha scelto maschio... dice che gli basta la moglie a dargli ordini :D
Io ho scelto di non avere proprio il navigatore...
Sai quante volte mi è capitato di fermarmi per chiedere un'informazione?
Minchia, sembro un alieno!
Una volta a Imola mi sono fermata per chiedere un'info, appena ho detto "chiedo scusa..." mi hanno risposto "non compriamo niente!"
E che cazz...
Appena ho detto che chiedevo dove fosse una via mi hanno risposto dov'era e mi hanno consigliato di comprarmi un navigatore...li ho schifiati dal più profondo! Poi la gente si lamenta che non c'è più comunicazione!!
 

Nobody

Utente di lunga data
Io ho scelto di non avere proprio il navigatore...
Sai quante volte mi è capitato di fermarmi per chiedere un'informazione?
Minchia, sembro un alieno!
Una volta a Imola mi sono fermata per chiedere un'info, appena ho detto "chiedo scusa..." mi hanno risposto "non compriamo niente!"
E che cazz...
Appena ho detto che chiedevo dove fosse una via mi hanno risposto dov'era e mi hanno consigliato di comprarmi un navigatore...li ho schifiati dal più profondo! Poi la gente si lamenta che non c'è più comunicazione!!
ahahahah che stronzi... :D
io lo sto usando da poco sullo smartphone, è fantastico, molto più comodo ed immediato di quelli normali. Solo che lo uso raramente, le strade le conosco tutte :cry:
 

spleen

utente ?
Oh, io auspico Skynet! :D

Parlami di hardware e software, che stavo ragionando sul funzionamento delle prime nanomacchine e mi è venuto in dubbio di non aver colto a che ti riferisci di preciso.
Dato per scontato che la vecchia diatriba nell'attribuire l'intelligenza artificiale come questione di software o di hardware sia ormai superata, visto che si è capito come sia una combinazione delle due cose, quale altro hardware artificiale si puo sostituire al cervello umano forgiato appunto da five millions di evoluzione?
(Solo un sistema bio-elettronico forse? A voglia di imitare la connessione dei neuroni!)
E quale software dovrebbe essere sviluppato appunto se la esperienza di apprendimento umano è di per sè contradditoria? Cioè che si trova ad aver a che fare continuamente con "aspetti" della realtà che sono in contraddizione tra loro, perciò al momento insolvibili per una I.A.

Ecco da cosa deriva per ora il mio scetticismo.
Il sistema di ragionare dei sistemi artificiali per ora è sempre "orientato ad un obbiettivo" cosa che invece non si può in nessun modo affermare per il cervello umano. Ci si scontra in pratica e si cozza in continuazione con la definizione di "realtà".
E' questo lo scoglio insormontabile di adesso.

Es. i calcolatori che giocano a scacchi sono più bravi degli uomini, perchè sono stati edotti da una casistica mostruosa di partite e combinazioni giocate. - Perchè la regola ed i limiti sono chiari - i limiti ed lo scopo sono definiti.

Nessuna intelligenza artificiale al momento invece è in grado - in mancanza di imput - o di dati di prendere delle decisioni costruttive di fronte ad un problema nuovo, se lo fa' lo realizza random, con effetti a volte casualmente giusti ma nella maggior parte dei casi esilaranti.
 

Nicka

Capra Espiatrice
ahahahah che stronzi... :D
io lo sto usando da poco sullo smartphone, è fantastico, molto più comodo ed immediato di quelli normali. Solo che lo uso raramente, le strade le conosco tutte :cry:
Io so che devo usare l'istinto spesso e volentieri...
Mi stupisco di non essere finita in un fosso o in mare seguendo il navigatore...
Una volta mi ha fatto fare un giro di 2 ore nel bel mezzo delle Murge. Sotto un acquazzone tremendo di notte...
E io che sapevo che dovevo andare dritta...e invece no, il navigatore diceva di girare a sinistra e mio padre pure...
Li ho maledetti tutti!!!
Lì in mezzo ci stanno i banditi!!!
 

Nobody

Utente di lunga data
Io so che devo usare l'istinto spesso e volentieri...
Mi stupisco di non essere finita in un fosso o in mare seguendo il navigatore...
Una volta mi ha fatto fare un giro di 2 ore nel bel mezzo delle Murge. Sotto un acquazzone tremendo di notte...
E io che sapevo che dovevo andare dritta...e invece no, il navigatore diceva di girare a sinistra e mio padre pure...
Li ho maledetti tutti!!!
Lì in mezzo ci stanno i banditi!!!
Nella vita quasi sempre, dopo averci ragionato su, le decisioni importanti le ho prese così.
 

Nobody

Utente di lunga data
Dato per scontato che la vecchia diatriba nell'attribuire l'intelligenza artificiale come questione di software o di hardware sia ormai superata, visto che si è capito come sia una combinazione delle due cose, quale altro hardware artificiale si puo sostituire al cervello umano forgiato appunto da five millions di evoluzione?
(Solo un sistema bio-elettronico forse? A voglia di imitare la connessione dei neuroni!)
E quale software dovrebbe essere sviluppato appunto se la esperienza di apprendimento umano è di per sè contradditoria? Cioè che si trova ad aver a che fare continuamente con "aspetti" della realtà che sono in contraddizione tra loro, perciò al momento insolvibili per una I.A.

Ecco da cosa deriva per ora il mio scetticismo.
Il sistema di ragionare dei sistemi artificiali per ora è sempre "orientato ad un obbiettivo" cosa che invece non si può in nessun modo affermare per il cervello umano. Ci si scontra in pratica e si cozza in continuazione con la definizione di "realtà".
E' questo lo scoglio insormontabile di adesso.

Es. i calcolatori che giocano a scacchi sono più bravi degli uomini, perchè sono stati edotti da una casistica mostruosa di partite e combinazioni giocate. - Perchè la regola ed i limiti sono chiari - i limiti ed lo scopo sono definiti.

Nessuna intelligenza artificiale al momento invece è in grado - in mancanza di imput - o di dati di prendere delle decisioni costruttive di fronte ad un problema nuovo, se lo fa' lo realizza random, con effetti a volte casualmente giusti ma nella maggior parte dei casi esilaranti.
ecco, esempio perfetto... il mondo ridotto a 64 caselle e a 32 enti che interagiscono tra loro. Il cervello umano abbraccia l'infinito... crea concetti come lo spazio e il tempo, prova emozioni irrazionali... e soprattutto immagina se stesso.
Credo che finchè non sarà possibile capire davvero cosa sia questa coscienza, qualunque idea di IA sia prematura.
 

spleen

utente ?

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
io non so niente di hardware o software.

Ma qualcosina sul funzionamento umano la sto imparando.

E una delle riflessioni che sto facendo in questo periodo riguarda questo nostro stato di contemporaneità di stati apparentemente inconciliabili. Vita/morte/Vita. A cui apparteniamo come viventi (e non come semplicemente umani) e che contemporaneamente scandisce lo scorrere del nostro tempo.

Quello interiore.

Che quello esteriore è frutto di una misurazione convenzionata più utile ad un sistema socio-economico che al Vivere in senso lato.

E c'è una caratteristica che mi meraviglia profondamente, quando sono sufficientemente lucida per guardarla senza avere troppa paura, e riguarda il saper fare entrare in assonanza le dissonanze.
E muoversi su quel filo sottile senza usare "l'addestramento" dato da secoli di addestramento culturale, religioso, sociale.

Che lo si può chiamare istinto. Anche se a me piace poco come definizione.
Perchè muoversi su quel filo mette in condizione di scegliere senza scegliere. E comprende l'avere obiettivi.
La vita stessa ha un obiettivo fondante. Che è il ripetersi.
Che sia attraverso la riproduzione o attraverso la sopravvivenza spiccia.

E quelle volte che mi è capitato di vivere ben connessa alle dissonanze che scambiavano il posto con le assonanze, sentendo profondamente, in pancia, la ciclicità, mi sono ritrovata a sapere cosa fare senza sapere cosa fare e senza sapere neanche come farlo. Rispetto al sistema di analisi a cui mi hanno addestrata.
Facendolo invece secondo un sistema che non conosco, ma in cui sento una "casa" (per usare un termine del mondo umano). E forse è distorsione. Ma mai distorsione mi ha fatta sentire tanto centrata e presente in ogni singolo angolo del mio me spirituale e fisico.

Io non so se un'intelligenza artificiale possa riprodurre questo sapere che deriva, io credo, da una connessione profonda con l'appartenere alla rete della vita.

Proprio perchè è artificiale e per ora non siamo in grado di riprodurre quell'appartenenza spontanea e fluente. E credo che non siamo in grado di riprodurla nè di comprenderla anche perchè abbiamo categorie del comprendere ricoperte di strati di addestramenti sociali, culturali e religiosi.
Che in un qualche modo fanno da stampelle nell'incertezza dello scorrere del divenire. Rassicurano. Razionalmente parlando. Pur lasciando sempre un senso di incompletezza e inadeguatezza che si cerca di riempire con mille artifizi.
E permettono di rimanere nei binari del mondo che abbiamo creato in quanto umani. E bisognosi di identificazione in qualcosa che ci somigli e ci rappresenti.

Tanto che, e continuo a battere su questo tasto, abbiamo avuto addirittura la necessità di rendere sacra la vita. Come se la Vita avesse bisogno di un conferimento di sacralità a cui senza artifizio non riusciamo ad arrivare. Come se la Vita avesse bisogno di noi. In un qualche modo.

E questo legaccio, che secondo me è un legaccio, credo impedisca di spingersi un po' più in là. Che rappresentando noi stessi in una sacralità artificiale, mentre siamo fondamentalmente insignificanti, tagliamo fuori tutto il resto.
Auto-impedendoci di vedere e di sentire sentendosi.
E andando fra l'altro in contraddizione profonda con il nostro essere sistemi autopoietici ed autorganizzanti. Spontaneamente. L'autoapprendimento nasce in questo sistema, fra l'altro. E infatti non riusciamo mai a riprodurlo.

Del film quello che mi è piaciuto è la rappresentazione del pieno e del vuoto. Dello scontro-incontro fra ghost e limite fisico. Il tentativo di sciogliere il corpo dalla limitatezza del confine corporeo stesso.
Quella scena bellissima dove il corpo viene presentato come medium in cui lasciar fluire energie che semplicemente desideravano incontrarsi e toccarsi.

Che spesso mi chiedo se mai davvero si riesca a toccarsi, pur penetrandosi con il corpo.

Vabbè...è un minestrone:D
 
Ultima modifica:

Tradito?

Utente di lunga data
Dato per scontato che la vecchia diatriba nell'attribuire l'intelligenza artificiale come questione di software o di hardware sia ormai superata, visto che si è capito come sia una combinazione delle due cose, quale altro hardware artificiale si puo sostituire al cervello umano forgiato appunto da five millions di evoluzione?
(Solo un sistema bio-elettronico forse? A voglia di imitare la connessione dei neuroni!)
E quale software dovrebbe essere sviluppato appunto se la esperienza di apprendimento umano è di per sè contradditoria? Cioè che si trova ad aver a che fare continuamente con "aspetti" della realtà che sono in contraddizione tra loro, perciò al momento insolvibili per una I.A.

Ecco da cosa deriva per ora il mio scetticismo.
Il sistema di ragionare dei sistemi artificiali per ora è sempre "orientato ad un obbiettivo" cosa che invece non si può in nessun modo affermare per il cervello umano. Ci si scontra in pratica e si cozza in continuazione con la definizione di "realtà".
E' questo lo scoglio insormontabile di adesso.

Es. i calcolatori che giocano a scacchi sono più bravi degli uomini, perchè sono stati edotti da una casistica mostruosa di partite e combinazioni giocate. - Perchè la regola ed i limiti sono chiari - i limiti ed lo scopo sono definiti.

Nessuna intelligenza artificiale al momento invece è in grado - in mancanza di imput - o di dati di prendere delle decisioni costruttive di fronte ad un problema nuovo, se lo fa' lo realizza random, con effetti a volte casualmente giusti ma nella maggior parte dei casi esilaranti.
Secondo me è solo questione di tempo e non molto, in un futuro prossimo le macchine saranno molto più intelligenti di noi.
 

Nobody

Utente di lunga data
io non so niente di hardware o software.

Ma qualcosina sul funzionamento umano la sto imparando.

E una delle riflessioni che sto facendo in questo periodo riguarda questo nostro stato di contemporaneità di stati apparentemente inconciliabili. Vita/morte/Vita. A cui apparteniamo come viventi (e non come semplicemente umani) e che contemporaneamente scandisce lo scorrere del nostro tempo.

Quello interiore.

Che quello esteriore è frutto di una misurazione convenzionata più utile ad un sistema socio-economico che al Vivere in senso lato.

E c'è una caratteristica che mi meraviglia profondamente, quando sono sufficientemente lucida per guardarla senza avere troppa paura, e riguarda il saper fare entrare in assonanza le dissonanze.
E muoversi su quel filo sottile senza usare "l'addestramento" dato da secoli di addestramento culturale, religioso, sociale.

Che lo si può chiamare istinto. Anche se a me piace poco come definizione.
Perchè muoversi su quel filo mette in condizione di scegliere senza scegliere. E comprende l'avere obiettivi.
La vita stessa ha un obiettivo fondante. Che è il ripetersi.
Che sia attraverso la riproduzione o attraverso la sopravvivenza spiccia.

E quelle volte che mi è capitato di vivere ben connessa alle dissonanze che scambiavano il posto con le assonanze, sentendo profondamente, in pancia, la ciclicità, mi sono ritrovata a sapere cosa fare senza sapere cosa fare e senza sapere neanche come farlo. Rispetto al sistema di analisi a cui mi hanno addestrata.
Facendolo invece secondo un sistema che non conosco, ma in cui sento una "casa" (per usare un termine del mondo umano). E forse è distorsione. Ma mai distorsione mi ha fatta sentire tanto centrata e presente in ogni singolo angolo del mio me spirituale e fisico.

Io non so se un'intelligenza artificiale possa riprodurre questo sapere che deriva, io credo, da una connessione profonda con l'appartenere alla rete della vita.

Proprio perchè è artificiale e per ora non siamo in grado di riprodurre quell'appartenenza spontanea e fluente. E credo che non siamo in grado di riprodurla nè di comprenderla anche perchè abbiamo categorie del comprendere ricoperte di strati di addestramenti sociali, culturali e religiosi.
Che in un qualche modo fanno da stampelle nell'incertezza dello scorrere del divenire. Rassicurano. Razionalmente parlando. Pur lasciando sempre un senso di incompletezza e inadeguatezza che si cerca di riempire con mille artifizi.
E permettono di rimanere nei binari del mondo che abbiamo creato in quanto umani. E bisognosi di identificazione in qualcosa che ci somigli e ci rappresenti.

Tanto che, e continuo a battere su questo tasto, abbiamo avuto addirittura la necessità di rendere sacra la vita. Come se la Vita avesse bisogno di un conferimento di sacralità a cui senza artifizio non riusciamo ad arrivare. Come se la Vita avesse bisogno di noi. In un qualche modo.

E questo legaccio, che secondo me è un legaccio, credo impedisca di spingersi un po' più in là. Che rappresentando noi stessi in una sacralità artificiale, mentre siamo fondamentalmente insignificanti, tagliamo fuori tutto il resto.
Auto-impedendoci di vedere e di sentire sentendosi.
E andando fra l'altro in contraddizione profonda con il nostro essere sistemi autopoietici ed autorganizzanti. Spontaneamente. L'autoapprendimento nasce in questo sistema, fra l'altro. E infatti non riusciamo mai a riprodurlo.

Del film quello che mi è piaciuto è la rappresentazione del pieno e del vuoto. Dello scontro-incontro fra ghost e limite fisico. Il tentativo di sciogliere il corpo dalla limitatezza del confine corporeo stesso.
Quella scena bellissima dove il corpo viene presentato come medium in cui lasciar fluire energie che semplicemente desideravano incontrarsi e toccarsi.

Che spesso mi chiedo se mai davvero si riesca a toccarsi, pur penetrandosi con il corpo.

Vabbè...è un minestrone:D
ciao ipazia :) a leggerti mi è venuta in mente una domanda un po' folle. Siamo davvero sicuri che esista una distinzione netta tra "vivente" e "non vivente"?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
ciao ipazia :) a leggerti mi è venuta in mente una domanda un po' folle. Siamo davvero sicuri che esista una distinzione netta tra "vivente" e "non vivente"?
Ciao!:)

eh..appunto.

Da me c'è un detto "c'è tanto dall'acqua al ponte quanto dal ponte all'acqua".
Una donna moto saggia un giorno mi ha detto che qualunque spazio, pieno o vuoto che sia, è energia che fluisce.

Ci sto ancora pensando a quelle parole.

Che se è l'energia a definire i legami....ma sono molto ignorante in questo ambito così scientifico. :eek:
 

spleen

utente ?
Secondo me è solo questione di tempo e non molto, in un futuro prossimo le macchine saranno molto più intelligenti di noi.
Prima di essere così sicuri bisognerebbe dare una definizione di "intelligenza" che è già un aspetto lontano dalla comprensione nostra, figuriamoci inserirla in un artefatto.

Senza contare i limiti intrinseci di "hardware" che pure dovrebbero definirsi in una cosa simile alle connessioni neuronali, delle quali persino noi ora come ora ignoriamo compiutamente l'architettura.

A voglia, per ora.

Ma lo scoglio più grande, ripeto è una definizione univoca e compiuta di reltà, che non abbia aspetti contradditori.
Questo è, e qui mi riallaccio al "ragionamento di pancia" che descrive Ipazia, lo scoglio più grande.

Non so se mi sono spiegato.......
ho sempre l'impressione di non riuscire a comunicare quello che penso. :rolleyes:
 

spleen

utente ?
ciao ipazia :) a leggerti mi è venuta in mente una domanda un po' folle. Siamo davvero sicuri che esista una distinzione netta tra "vivente" e "non vivente"?
Qualcosa in Spinoza. Con la intuizione del "tutto" e del principio della "necessità".
 
Stato
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