Lei.

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Nobody

Utente di lunga data
Uh, come suona magnificamente cyberpunk messa così! ;)
addirittura... :D è un'idea che ho da un po'. Diciamo che è la nostra coscienza di osservatori ad interagire col resto dell'universo. Ma se fosse il contrario?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non siamo più insignificanti di qualsiasi altra componente dell' universo.

Adesso la butto sullo spirituale :D

Il problema non è sapere se l' universo ha un senso, è evidente che con la sua esistenza ce l'ha, il problema è capire cosa ci facciamo noi dentro, se abbiamo un ruolo, se cè, quale è.
Ed ogni risposta filosofica scientifica o di fede sarebbe in ogni caso appesa al nulla, perchè non lo sappiamo.
Ecco perchè qualsiasi negazione contiene implicitamente un errore di fondo, come pure qualsiasi affermazione che dia risposte nette, tassative in proposito.
La teoria del tutto, della connessione cosmica è l'unica possibile, proprio e solo perchè non separa, non pone limiti accertabili, solo comprende.

Meglio che vado a cena va' :D mi sa' che mi sto parlando addosso.
Sono pienamente d'accordo con te.

Nè più nè meno di qualsiasi altra componente. Uso insignificanti come sottolineatura del fatto che io non ritengo di avere un qualche permesso speciale per la Vita. E neanche qualche concessione particolare. Una pietra, dal punto di vista dell'accadere, ha molta più vita di me. Ma sono convinta che dal punto di vista della Vita e della Morte ogni forma di paragone sia un semplice capriccio, una ricerca di attenzione dell'umano.

Tutto il resto è costruzione, artifizio, a cui siamo poi stati addestrati. Creazione umana. Téchne.
Con la fondamentale funzione di dare un senso e rappresentare noi stessi. Cercare il nostro ruolo. Un nostro significato. Particolare nel generale.

io sono sempre più convinta che però la ricerca del senso in una risposta definitiva sia un bisogno prettamente umano.

Quale è il senso dell'esistere dell'universo?

Personalmente faccio molta più fatica a rispondere a questa domanda che a quella che indaga il senso del mio esistere/non esistere.

Quando all'ipotesi dell'interconnessione, dell'inclusione dell'esclusione, con me sfondi una porta aperta:D
 

giorgiocan

Utente prolisso
addirittura... :D è un'idea che ho da un po'. Diciamo che è la nostra coscienza di osservatori ad interagire col resto dell'universo. Ma se fosse il contrario?
Guarda, come dicevo sono un fan delle brane. Quando arriveranno nuove informazioni sull'azione ad ampio raggio della forza gravitazionale, che consentirebbero finalmente di consolidare o demolire il modello suddetto, allora mi azzarderò a condividere la mia, di idea. E lì altro che cyberpunk! ;)

PS - Io dico "il contrario", a pelle.
 
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Nobody

Utente di lunga data
Guarda, come dicevo sono un fan delle brane. Quando arriveranno nuove informazioni sull'azione ad ampio raggio della forza gravitazionale, che consentirebbero finalmente di consolidare o demolire il modello suddetto, allora mi azzarderò a condividere la mia, di idea. E lì altro che cyberpunk! ;)

PS - Io dico "il contrario", a pelle.
e pure io a pelle dico il contrario ;) però se ti va, condividila subito, che so' curioso :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sulla non esistenza del tempo avevo scritto qualcosa ,qualche giorno fa... forse tradito se lo ricorda, mi aveva anche suggerito un bel libro.
Sul neretto... ok per l'energia, ma ciò che realmente si perde in quel ciclo di cui parli è l'informazione. Tu sei tu non per i tuoi atomi (o quantomeno non solo per essi) che indubbiamente non andranno persi (e pure questo su un'evoluzione di larga scala è da vedere) ma per ciò che essi, costruendo nel tuo cervello un traballante castello di carte, sanno dirti di te stessa e del mondo che ti circonda. Questo traballante castello di carte che si può chiamare coscienza, è probabile che ne ciclo vita/morte vada irrimediabilmente perso. Sopravviveranno i mattoni ma non il castello.
A meno che, la coscienza non sia altro, come a volte penso. E cioè non sia dentro di noi costruita nel nostro cervello, ma ricevuta da esso.
Non ti ho letto. Dove hai scritto? Mi interessa:)

Io credo che se siamo interconnessi, e lo credo, in una rete che include dal biologico all'infinito, nulla vada perso.

Di quello che serve alla rete ovviamente. Che la prospettiva secondo me è un po' più ampia della semplicissima esistenza umana.

Forse le informazioni particolari. Ma sono di poco conto, se esco dalla prospettiva umana.
La mia individuale esperienza ha un peso credo prossimo allo zero nell'ordine generale delle cose. E il peso che ha o ha avuto lo realizza all'interno della rete nel suo accadere. In quel tempo non tempo a cui facevo riferimento.

La rete trattiene le informazioni utili alla rete, l'individuo è un semplice nodo. E la sua presenza o assenza conta in termini non di mancanza, ma di presenza.

Ma credo che indagare questo livello significhi superare uno dei paletti di questo tempo, e cioè considerare solo la scienza come portatrice di informazioni affidabili. E ritenere affidabili solo le informazioni in un qualche modo certificate. Che va benissimo eh. Ma non credo che il Conoscere sia esauribile solo in quei termini. Tanto che si dimostra insufficiente e ogni volta ha la necessità di essere revisionato ed ampliato.

Io sono una senza fede.
Dalla religione alla scienza vedo semplicemente artifizi umani volti a cercare risposte tendenti al definitivo, con lo scopo di autorassicurarsi sullo sconosciuto. Risposte che vengono immancabilmente smentite dallo scorrere della Conoscenza. Quindi non riesco ad affidarmi ad un'unica risposta e neanche ad un'unica forma di indagine.

Eppure spesso e volentieri scopro vie che non sapevo di conoscere ma ri-conosco. Ad un livello che non riguarda il cognitivo e neanche lo spirituale. Sono conoscenze che non riesco a classificare in termini di provenienza. E un sapere che riguarda dei saper fare che non sapevo nè di sapere nè di saper fare. Semplicemente gli appartengo. E non mi appartengono. Una di quelle vie è la composizione di assonanze nella dissonanza, per dire. E questo è oltre l'informazione spiccia, che è inutile dal punto di vista del ciclo Vita/Morte/Vita, vie che non possono ad ora essere insegnate ma solo percorse. In autoapprendimento.

Io non credo che noi siamo contenitori, ecco perchè non vedo fine ed inizio fondamentalmente, se non quando sono preda della paura. Ed è per questo stesso motivo che il tempo, dal mio punto di vista, esiste solo in forma di grandezza artificiale e funzionale a bisogni primari della società umana. Non essendo contenitori tutto quello che noi pensiamo di trattenere in termini di informazioni è una minima parte di quello che ci attraversa come punti di snodo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A me sembra che tu ne sappia eccome.

L'istinto non è altro che il prodotto di un "altro" addestramento, il cui unico obiettivo finale (per quanto noi possiamo comprendere) è la continuazione della vita. E si tratta esattamente di autoapprendimento, visto che è la vita ad addestrare se stessa. Nemmeno a me piace il termine "istinto", in quanto trovo limitativa la definizione di "comportamento innato". Nell'istinto esistono variabili che dipendono in maniera diretta dalla rete (sotto forma di ambiente ma non solo), e sono legate in maniera piuttosto limitata all'individuo (è nell'interesse del progresso evolutivo che funzioni esattamente così).



Tutte le nostre esistenze, dalla prima molecola organica dotata di una forma primitiva di DNA in poi, hanno avuto il compito di raccogliere sul campo, e poi restituire in forma codificata (trasmissione genetica), le informazioni necessarie ad adattare in maniera migliorativa la vita. Le medesime informazioni sono state tramandate, rivedute e revisionate attraverso riproduzione, mutazione e speciazione.

Tu sei in possesso, grazie allo scambio di informazioni avvenuto attraverso la rete biologica che ti ha condotto a quest'esistenza, di una mole di conoscenze che non hai mai potuto processare tramite intelletto, ma che hanno erudito il tuo corpo. E il tuo corpo, infatti, continua a ricevere ed interpretare input attraverso la medesima rete.



Siccome siamo poveri di immaginazione, quando parliamo di intelligenza, pensiamo subito (ed esclusivamente) al cervello. Senza considerare che, in virtù di quanto detto sopra, è la nostra "interezza" ad essere dotata di "intelligenza biologica". Quello che noi identifichiamo come "il nostro corpo" è nei fatti un apparato biologico costituito da molte migliaia di miliardi di unità biologiche complesse e perfettamente efficienti. Insomma, qualsiasi forma di vita è di per sè una rete biologica incredibilmente evoluta.



Bah! Sfondi una porta aperta, come sai.

"Dicono" che quando Einstein si rese conto che i suoi modelli corroboravano la descrizione di un Universo che eterno non era, pur non essendo religioso di suo nè particolarmente attento all'etichetta, trovò qualche iniziale difficoltà ad accettare le implicazioni di una rivoluzione che gli sembrò non soltanto culturale, ma fondamentalmente etica.

L'idea di privilegio che ci accompagnava da millenni cominciava a sfumare definitivamente.

PS - E a me piace questa ipazia! :)
E adesso devo tornare a lavorare.

Però poi ti rispondo. Hai scritto cose che mi fanno venire voglia di giocattare! ;)
 

Nobody

Utente di lunga data
La rete trattiene le informazioni utili alla rete, l'individuo è un semplice nodo. E la sua presenza o assenza conta in termini non di mancanza, ma di presenza.




Io non credo che noi siamo contenitori, ecco perchè non vedo fine ed inizio fondamentalmente, se non quando sono preda della paura. Ed è per questo stesso motivo che il tempo, dal mio punto di vista, esiste solo in forma di grandezza artificiale e funzionale a bisogni primari della società umana. Non essendo contenitori tutto quello che noi pensiamo di trattenere in termini di informazioni è una minima parte di quello che ci attraversa come punti di snodo.
Si accorda parecchio con ciò che tendo a pensare... non siamo nè contenitori nè produttori di coscienza. I nostri cervelli la ricevono da "fuori" (quella che tu chiami rete) e la rielaborano, dandone un valore aggiunto che potrebbe restare in questa sorta di matrice. Una informazione di qualità maggiore, esperenziata. Ogni ente esistente è un caso a sè, riceve e da ciò che può. Per quello facevo l'esempio di un decoder di sky, capace di decodificare del segnale globale solo ciò che la carta inserita gli consente :D
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Si accorda parecchio con ciò che tendo a pensare... non siamo nè contenitori nè produttori di coscienza. I nostri cervelli la ricevono da "fuori" (quella che tu chiami rete) e la rielaborano, dandone un valore aggiunto che potrebbe restare in questa sorta di matrice. Una informazione di qualità maggiore, esperenziata. Ogni ente esistente è un caso a sè, riceve e da ciò che può. Per quello facevo l'esempio di un decoder di sky, capace di decodificare del segnale globale solo ciò che la carta inserita gli consente :D
Avevo inteso! ;)

Ho cose credo interessanti da scrivere a riguardo. Poi faccio ordine e aggiungo. (mi piace questo 3D!):D
 

spleen

utente ?
Sono pienamente d'accordo con te.

Nè più nè meno di qualsiasi altra componente. Uso insignificanti come sottolineatura del fatto che io non ritengo di avere un qualche permesso speciale per la Vita. E neanche qualche concessione particolare. Una pietra, dal punto di vista dell'accadere, ha molta più vita di me. Ma sono convinta che dal punto di vista della Vita e della Morte ogni forma di paragone sia un semplice capriccio, una ricerca di attenzione dell'umano.

Tutto il resto è costruzione, artifizio, a cui siamo poi stati addestrati. Creazione umana. Téchne.
Con la fondamentale funzione di dare un senso e rappresentare noi stessi. Cercare il nostro ruolo. Un nostro significato. Particolare nel generale.

io sono sempre più convinta che però la ricerca del senso in una risposta definitiva sia un bisogno prettamente umano.

Quale è il senso dell'esistere dell'universo?

Personalmente faccio molta più fatica a rispondere a questa domanda che a quella che indaga il senso del mio esistere/non esistere.

Quando all'ipotesi dell'interconnessione, dell'inclusione dell'esclusione, con me sfondi una porta aperta:D
Ho da un po' di tempo la sensazione che "basti a se stesso". :)
 

spleen

utente ?
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".

Preferisco pensare a qualcosa che comprende, che contiene, essenza e significati, se ci fossero, non mi piace "togliere", come negazione, perchè in fondo non sappiamo.
IMho. :)
 

giorgiocan

Utente prolisso
e pure io a pelle dico il contrario ;) però se ti va, condividila subito, che so' curioso :)
In realtà l'idea del cervello "permeato" è perfettamente in linea (per come la vedo io) con gli attuali modelli che concorrono a costituire la teoria unificatrice.

"Persino" il Modello Standard include predizioni sulla cosiddetta Energia del vuoto/Energia oscura, pur essendo queste predizioni errate. Non pochi ormai sostengono apertamente che la forza necessaria a sostenere teoricamente l'Inflazione non sia altro che la gravità medesima, in una sua versione negativa e repulsiva. Chi parla di "innesco" di questo comportamento della forza gravitazionale solo ad alte densità (Big Bang), chi parla di coppia (e simmetria) di forze. In ogni caso l'Universo si espande con un'accelerazione maggiore rispetto a quella prevista dal Modello Standard medesimo, quindi l'Inflazione (comunque funzioni) è probabilmente un fatto.

Ma siccome fortunatamente il progresso scientifico non si fa coi probabilmente, attenderei assieme agli altri (nella mia magnanimità!) qualche ulteriore conferma strumentale in un senso o nell'altro! Poi potrò eventualmente frantumarvi le palle con le implicazioni del modello di Universo a p-brane.

Ad ogni modo, pensavo a una forma di "Inflazione delle informazioni", dove noi costituiamo (assieme a tutto il resto) il tessuto attraverso cui la "forza" si dispiega. Ma non sono disposto ad approfondire oltre finchè non avrò la possibilità di quantificare più precisamente la portata delle cazzate che dico! ;)
 
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Tradito?

Utente di lunga data
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".
Eppure continuo a pensare che un senso all'universo possiamo darlo o potremmo farlo in futuro ma gia' oggi qualche idea l'abbiamo.
Conosciamo ad esempio la sua storia a partire dalla sua nascita, il big bang. Abbiamo capito che si e' avuto un cambiamento negli eoni, si potrebbero individuare ere, momenti di rottura e bruschi cambiamenti, dalle nostre parti e' finita l'era dei buchi neri divoratori di materia e si sono acquietati.
E soprattutto sappiamo chi e' l'artefice di tutto cio.', il demiurgo, l'architetto o come vuoi chiamarlo: la forza di gravita'.
Ecco quando approfondiremo il mistero di questa forza forse riusciremo a dare un senso all'universo, per quello che ci e' concesso, ovviamente, essendo comunque noi parte dell'universo e non pretendendo di rispondere a tutte le domande, perche' questo non avverra' mai.
E noi viventi? La mia idea e' che l'universo ottocentesco, fatto di sfere o particelle in regolari moti rotatori, un mondo che funziona tipo un orologio, e' un luogo dove la vita e' una eccezione.
Al contrario la meccanica quantistica dove e' un continuo ribollire, con azioni a distanza, legami quasi mistici tra le particelle, dove per andare da un punto all'altro occorre sperimentare tutte le traiettorie possibili, ci presenta un mondo dove la vita non e' l'eccezione ma la regola e si spinge a farci intuire forse come sia potuto nascere l'universo stesso.
 

giorgiocan

Utente prolisso
Però un po' mi spiace che i thread come questo finiscano a breve per diventare "elitari". Insomma, che siano solcati dalle solite 5-6 teste. Non che non sia apprezzabile ciò che queste teste producono, eh!

Accorrete numerosi, gente. Siamo tutti troppo compunti, in questo thread! :p

E poi, tutti a letto prestino stasera?
 

drusilla

Drama Queen
Però un po' mi spiace che i thread come questo finiscano a breve per diventare "elitari". Insomma, che siano solcati dalle solite 5-6 teste. Non che non sia apprezzabile ciò che queste teste producono, eh!

Accorrete numerosi, gente. Siamo tutti troppo compunti, in questo thread! [emoji14]

E poi, tutti a letto prestino stasera?
Meglio leggere e imparare in questo caso, di chi ha studiato di più sul argomento :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho da un po' di tempo la sensazione che "basti a se stesso". :)
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".
Preferisco pensare a qualcosa che comprende, che contiene, essenza e significati, se ci fossero, non mi piace "togliere", come negazione, perchè in fondo non sappiamo.
IMho. :)
A me piace molto l'idea di comprendere il non compreso. E includere l'esclusione.

Che sia presenza o assenza, mi sembrano parziali. E' quell' o, e quella e, che mi mette a disagio.
Parto quindi dal presupposto che eliminare o comprendere sia in ogni caso troppo riduttivo. E umano. Quindi parziale e ricoperto di strati. E di bisogni.

Penso invece alla compresenza degli stati, anche di quelli non ancora conosciuti o indagati.


Questa per esempio mi sembra una buona domanda. Al netto della risposta. :)

„Quale struttura connette il granchio con l'aragosta, l'orchidea con la primula e tutti e quattro con me? E me con voi? E tutti e sei noi con l'ameba da una parte e con lo schizofrenico dall'altra?“
(Cit. G. Bateson)




 
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