giorgiocan
Utente prolisso
Uh, come suona magnificamente cyberpunk messa così!E cioè non sia dentro di noi costruita nel nostro cervello, ma ricevuta da esso.
Uh, come suona magnificamente cyberpunk messa così!E cioè non sia dentro di noi costruita nel nostro cervello, ma ricevuta da esso.
addirittura...Uh, come suona magnificamente cyberpunk messa così!![]()
Sono pienamente d'accordo con te.Non siamo più insignificanti di qualsiasi altra componente dell' universo.
Adesso la butto sullo spirituale
Il problema non è sapere se l' universo ha un senso, è evidente che con la sua esistenza ce l'ha, il problema è capire cosa ci facciamo noi dentro, se abbiamo un ruolo, se cè, quale è.
Ed ogni risposta filosofica scientifica o di fede sarebbe in ogni caso appesa al nulla, perchè non lo sappiamo.
Ecco perchè qualsiasi negazione contiene implicitamente un errore di fondo, come pure qualsiasi affermazione che dia risposte nette, tassative in proposito.
La teoria del tutto, della connessione cosmica è l'unica possibile, proprio e solo perchè non separa, non pone limiti accertabili, solo comprende.
Meglio che vado a cena va'mi sa' che mi sto parlando addosso.
Guarda, come dicevo sono un fan delle brane. Quando arriveranno nuove informazioni sull'azione ad ampio raggio della forza gravitazionale, che consentirebbero finalmente di consolidare o demolire il modello suddetto, allora mi azzarderò a condividere la mia, di idea. E lì altro che cyberpunk!addirittura...è un'idea che ho da un po'. Diciamo che è la nostra coscienza di osservatori ad interagire col resto dell'universo. Ma se fosse il contrario?
e pure io a pelle dico il contrarioGuarda, come dicevo sono un fan delle brane. Quando arriveranno nuove informazioni sull'azione ad ampio raggio della forza gravitazionale, che consentirebbero finalmente di consolidare o demolire il modello suddetto, allora mi azzarderò a condividere la mia, di idea. E lì altro che cyberpunk!
PS - Io dico "il contrario", a pelle.
Non ti ho letto. Dove hai scritto? Mi interessaSulla non esistenza del tempo avevo scritto qualcosa ,qualche giorno fa... forse tradito se lo ricorda, mi aveva anche suggerito un bel libro.
Sul neretto... ok per l'energia, ma ciò che realmente si perde in quel ciclo di cui parli è l'informazione. Tu sei tu non per i tuoi atomi (o quantomeno non solo per essi) che indubbiamente non andranno persi (e pure questo su un'evoluzione di larga scala è da vedere) ma per ciò che essi, costruendo nel tuo cervello un traballante castello di carte, sanno dirti di te stessa e del mondo che ti circonda. Questo traballante castello di carte che si può chiamare coscienza, è probabile che ne ciclo vita/morte vada irrimediabilmente perso. Sopravviveranno i mattoni ma non il castello.
A meno che, la coscienza non sia altro, come a volte penso. E cioè non sia dentro di noi costruita nel nostro cervello, ma ricevuta da esso.
Non ti ho letto. Dove hai scritto? Mi interessa
http://www.tradimento.net/50-forum-libero/22249-infernale-dilemma!/page5![]()
E adesso devo tornare a lavorare.A me sembra che tu ne sappia eccome.
L'istinto non è altro che il prodotto di un "altro" addestramento, il cui unico obiettivo finale (per quanto noi possiamo comprendere) è la continuazione della vita. E si tratta esattamente di autoapprendimento, visto che è la vita ad addestrare se stessa. Nemmeno a me piace il termine "istinto", in quanto trovo limitativa la definizione di "comportamento innato". Nell'istinto esistono variabili che dipendono in maniera diretta dalla rete (sotto forma di ambiente ma non solo), e sono legate in maniera piuttosto limitata all'individuo (è nell'interesse del progresso evolutivo che funzioni esattamente così).
Tutte le nostre esistenze, dalla prima molecola organica dotata di una forma primitiva di DNA in poi, hanno avuto il compito di raccogliere sul campo, e poi restituire in forma codificata (trasmissione genetica), le informazioni necessarie ad adattare in maniera migliorativa la vita. Le medesime informazioni sono state tramandate, rivedute e revisionate attraverso riproduzione, mutazione e speciazione.
Tu sei in possesso, grazie allo scambio di informazioni avvenuto attraverso la rete biologica che ti ha condotto a quest'esistenza, di una mole di conoscenze che non hai mai potuto processare tramite intelletto, ma che hanno erudito il tuo corpo. E il tuo corpo, infatti, continua a ricevere ed interpretare input attraverso la medesima rete.
Siccome siamo poveri di immaginazione, quando parliamo di intelligenza, pensiamo subito (ed esclusivamente) al cervello. Senza considerare che, in virtù di quanto detto sopra, è la nostra "interezza" ad essere dotata di "intelligenza biologica". Quello che noi identifichiamo come "il nostro corpo" è nei fatti un apparato biologico costituito da molte migliaia di miliardi di unità biologiche complesse e perfettamente efficienti. Insomma, qualsiasi forma di vita è di per sè una rete biologica incredibilmente evoluta.
Bah! Sfondi una porta aperta, come sai.
"Dicono" che quando Einstein si rese conto che i suoi modelli corroboravano la descrizione di un Universo che eterno non era, pur non essendo religioso di suo nè particolarmente attento all'etichetta, trovò qualche iniziale difficoltà ad accettare le implicazioni di una rivoluzione che gli sembrò non soltanto culturale, ma fondamentalmente etica.
L'idea di privilegio che ci accompagnava da millenni cominciava a sfumare definitivamente.
PS - E a me piace questa ipazia!![]()
Grazie.Non ti ho letto. Dove hai scritto? Mi interessa
http://www.tradimento.net/50-forum-libero/22249-infernale-dilemma!/page5![]()
Appena ho finito ci guardo!
buon proseguimento!!
Si accorda parecchio con ciò che tendo a pensare... non siamo nè contenitori nè produttori di coscienza. I nostri cervelli la ricevono da "fuori" (quella che tu chiami rete) e la rielaborano, dandone un valore aggiunto che potrebbe restare in questa sorta di matrice. Una informazione di qualità maggiore, esperenziata. Ogni ente esistente è un caso a sè, riceve e da ciò che può. Per quello facevo l'esempio di un decoder di sky, capace di decodificare del segnale globale solo ciò che la carta inserita gli consenteLa rete trattiene le informazioni utili alla rete, l'individuo è un semplice nodo. E la sua presenza o assenza conta in termini non di mancanza, ma di presenza.
Io non credo che noi siamo contenitori, ecco perchè non vedo fine ed inizio fondamentalmente, se non quando sono preda della paura. Ed è per questo stesso motivo che il tempo, dal mio punto di vista, esiste solo in forma di grandezza artificiale e funzionale a bisogni primari della società umana. Non essendo contenitori tutto quello che noi pensiamo di trattenere in termini di informazioni è una minima parte di quello che ci attraversa come punti di snodo.
Avevo inteso!Si accorda parecchio con ciò che tendo a pensare... non siamo nè contenitori nè produttori di coscienza. I nostri cervelli la ricevono da "fuori" (quella che tu chiami rete) e la rielaborano, dandone un valore aggiunto che potrebbe restare in questa sorta di matrice. Una informazione di qualità maggiore, esperenziata. Ogni ente esistente è un caso a sè, riceve e da ciò che può. Per quello facevo l'esempio di un decoder di sky, capace di decodificare del segnale globale solo ciò che la carta inserita gli consente![]()
Ho da un po' di tempo la sensazione che "basti a se stesso".Sono pienamente d'accordo con te.
Nè più nè meno di qualsiasi altra componente. Uso insignificanti come sottolineatura del fatto che io non ritengo di avere un qualche permesso speciale per la Vita. E neanche qualche concessione particolare. Una pietra, dal punto di vista dell'accadere, ha molta più vita di me. Ma sono convinta che dal punto di vista della Vita e della Morte ogni forma di paragone sia un semplice capriccio, una ricerca di attenzione dell'umano.
Tutto il resto è costruzione, artifizio, a cui siamo poi stati addestrati. Creazione umana. Téchne.
Con la fondamentale funzione di dare un senso e rappresentare noi stessi. Cercare il nostro ruolo. Un nostro significato. Particolare nel generale.
io sono sempre più convinta che però la ricerca del senso in una risposta definitiva sia un bisogno prettamente umano.
Quale è il senso dell'esistere dell'universo?
Personalmente faccio molta più fatica a rispondere a questa domanda che a quella che indaga il senso del mio esistere/non esistere.
Quando all'ipotesi dell'interconnessione, dell'inclusione dell'esclusione, con me sfondi una porta aperta![]()
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".Ho da un po' di tempo la sensazione che "basti a se stesso".![]()
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".
In realtà l'idea del cervello "permeato" è perfettamente in linea (per come la vedo io) con gli attuali modelli che concorrono a costituire la teoria unificatrice.e pure io a pelle dico il contrarioperò se ti va, condividila subito, che so' curioso
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Eppure continuo a pensare che un senso all'universo possiamo darlo o potremmo farlo in futuro ma gia' oggi qualche idea l'abbiamo.Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".
Meglio leggere e imparare in questo caso, di chi ha studiato di più sul argomentoPerò un po' mi spiace che i thread come questo finiscano a breve per diventare "elitari". Insomma, che siano solcati dalle solite 5-6 teste. Non che non sia apprezzabile ciò che queste teste producono, eh!
Accorrete numerosi, gente. Siamo tutti troppo compunti, in questo thread! [emoji14]
E poi, tutti a letto prestino stasera?
Dici?Meglio leggere e imparare in questo caso, di chi ha studiato di più sul argomento![]()
Ho da un po' di tempo la sensazione che "basti a se stesso".![]()
Io invece da un po' penso che la meraviglia risieda proprio nella totale assenza si un "senso".
A me piace molto l'idea di comprendere il non compreso. E includere l'esclusione.Preferisco pensare a qualcosa che comprende, che contiene, essenza e significati, se ci fossero, non mi piace "togliere", come negazione, perchè in fondo non sappiamo.
IMho.![]()